Quando nell'antica Grecia nasceva una bambina, una femmina, il suo destino era segnato "Lei crescerà come crescono le femmine: nel gineceo, che è la parte più segreta della casa, la più lontana dall'ingresso e dalla vita vera che corre e pulsa fuori, per le strade, nella piazza, al tempio. È il posto delle donne e dei bambini." Prima chiuse in casa dalla famiglia d'origine dopo dal marito. Saffo nasce con questa prospettiva, ma da subito è una bambina-spugna che assorbe tutto ciò che può imparare, vivace e scatenata come i maschi.
Quando è poco più che una bambina parte con la famiglia verso la Sicilia per sfuggire alla tirannia, in mare, in viaggio, si innamora di Misias, il mozzo "Lei e Misias non si parlano, una ragazzina di famiglia ricca e un mozzo non possono parlarsi. Forse non saprebbero cosa dirsi. Forse non c'è sempre bisogno di parlare per capirsi."
Il viaggio termina e la giovane, in Sicilia, impara a suonare la lira, ascolta, incamera, studia e, curiosa, sogna un futuro in cui le storie meravigliose che sente dal suo maestro sarà lei a inventarle e raccontarle.
Saffo dai capelli ricci e dagli occhi neri diventa ragazza e scrive, scrive parole che sono poesie, scrive se stessa sui cocci di vasi rotti, scrive del suo cuore. Arriva il marito imposto e con lui una figlia "Ma adesso che è nata la sua bambina sa che l'ha sempre voluta, che la voleva da sempre. Proprio lei, proprio quella bambina, di tutte le bambine possibili. È in questo momento, quando sente questa cosa con assoluta certezza, che diventa una madre."
Il tempo vola via veloce, Saffo è maestra adesso, insegna l'arte della musica, della danza, delle parole, insegna soprattutto a essere se stesse, Saffo continua a intessere poesie "Ho la lingua scheggiata, il cuore si dibatte, la voce ammutolita. Una piccola fiamma mi corre sottopelle; e non vedo nulla, e ho il tuono nelle orecchie, e un sudore freddo mi prende, e un tremito mi afferra tutta, e sono più verde dell'erba, morta, o così mi pare."
Questo è un piccolo libro, molto delicato, dalla prosa evocativa e commovente che racconta di un tempo remoto lasciando spazio all'immaginazione del lettore perché di Saffo si sa ben poco quindi non ci resta che supporre, dedurre, fantasticare di una donna coraggiosa che per prima cantò l'amore in modo molto fisico, passionale e senza genere. Una rivoluzionaria e una femminista ante litteram che sosteneva la parità tra donne e uomini e pensava che l'amore avesse infinite sfumature tutte ugualmente rilucenti.
Le illustrazioni di Pia Valentinis e la fattura editoriale rendono questo soffio di parole un piccolo gioiello, la narrazione di Masini lascia il cuore commosso.