François Villon (in modern French, pronounced [fʁɑ̃swa vijɔ̃]; in fifteenth-century French, [frɑnswɛ viˈlɔn]) (c. 1431 – after 5 January 1463) was a French poet, thief, and vagabond. He is perhaps best known for his Testaments and his Ballade des Pendus, written while in prison. The question "Mais où sont les neiges d'antan?", taken from the "Ballade des dames du temps jadis" and translated by Dante Gabriel Rossetti as "Where are the snows of yesteryear?", is one of the most famous lines of translated secular poetry in the English-speaking world.
Al vino, alle taverne ed alla maledizione della giovinezza perduta. Ai gaudenti di questa vita che sfugge via come sabbia nelle mani. Ai buontemponi, ai pazzerelli, ai diseredati. A chi non ha un soldo, ma conserva ancora la forza di sorridere. A chi vuole cogliere l'attimo. A chi non si prende troppo sul serio.
A loro è dedicato il Canto di Villon. Ed anche a noi, che continuamo a leggerlo dopo secoli.
Uno dei massimi poeti francesi, fonte d'ispirazione anche per il nostro Fabrizio De Andrè. Ed è proprio con le sue parole che vi consiglio questo libro:
"Che la verità si sia fatta leggenda, di assolutamente vero restano i tuoi versi."
Villon è stata una piacevole sorpresa scolastica. Fa parte dei dimenticati della storia, ma è fondamentale per capire le canzoni e il pensiero di De André. Le poesie in originale sono illeggibili, scritte in francese antico medioevale. Le poesie tradotte sono piacevoli, seppur ovviamente discostate dall'originale. La mia preferita è stata "la ballata degli impiccati".
letto per l’università, ho appezzato molto la prefazione di De Andrè e anche scoprire questo grande poeta però l’introduzione é terribile, l’ho trovata pesante e poco esaustiva