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Tempi

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«Sono diversi i tempi chiamati a raccolta da Edith Bruck in questo libro, che si lascia leggere d'un fiato e che, con altrettanta immediatezza, si imprime indelebile nella memoria dei suoi lettori. C'è il tempo dell'infanzia e il tempo della vecchiaia, che si richiamano a vicenda; il tempo dei riti familiari e il tempo della solitudine; il tempo della memoria e il tempo del dialogo, specie con i morti; il tempo delle domande – a Dio, alla storia, a se stessa – e il tempo sospeso della scrittura, solcato da dubbi e incertezze, eppure capace di legare insieme, come un filo invisibile, le tessere di un'unica, ininterrotta meditazione sull'esistenza e sul destino che abbraccia l'intera vita letteraria dell'autrice. Chi ha familiarità con l'opera in prosa e in versi di Edith Bruck non stenterà a riconoscerne, in queste pagine, la straordinaria continuità di ispirazione e l'inimitabile coerenza di tono e di contenuto: tratti distintivi di una scrittura che non aderisce a un disegno premeditato, non risponde a calcoli letterari, ma nasce dall'urgenza dei sentimenti e dalla necessità di testimoniare. (...) In Tempi, la poesia, precipitato di memoria e di esperienza, si fa testimonianza del presente, un presente minacciato dal virus dell'indifferenza e dell'odio, contro il quale, in assenza di vaccini efficaci, è forse possibile adottare la cura che Edith Bruck, poetessa d'istinto e di pensiero, ci offre in modo persuasivo e naturale in queste pagine.» (Dalla prefazione di Michela Meschini)

80 pages, Paperback

Published June 17, 2021

17 people want to read

About the author

Edith Bruck

54 books32 followers
Edith Bruck nome d'arte di Edith Steinschreiber (Tiszabercel, 3 maggio 1931), è una scrittrice, poetessa, traduttrice regista e testimone della Shoah, ungherese naturalizzata italiana. È l'ultima dei sei figli di una povera famiglia ebrea. Conosce, fin dall'infanzia, l'ostilità e le discriminazioni che nel suo Paese, come nel resto d'Europa, investono gli ebrei. Nella primavera del 1944, a tredici anni, dal ghetto di Sátoraljaújhely viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen-Belsen, dove verrà liberata, insieme alla sorella, nell'aprile del 1945.
Nel settembre del 1948 raggiunge Israele, a ridosso della nascita del nuovo Stato. Qui - per evitare il servizio militare - si sposa e prende il cognome che ancora oggi porta: Bruck. Nel 1954, spinta dall'impossibilità di inserirsi e di riconoscersi nel Paese immaginato "di latte e miele", non riuscendo ad accettare la realtà segnata da conflitti e tensioni, giunge in Italia e si stabilisce a Roma, dove ancora oggi risiede. Inizia una vasta produzione letteraria, che non si limita ai temi dell'Olocausto.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Ajeje Brazov.
956 reviews
December 28, 2024
Edith Bruck è una delle poche sopravvissute rimaste dai campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Come racconta lei stessa in alcune delle sue poesie: "Quando non ci saremo più noi che siamo sopravvissuti ad uno dei genocidi più feroci della storia dell'umanità, chi racconterà più per far sedimentare la memoria di queste nefandezze umane, chi cercherà di "vaccinarci" contro l'odio razziale, per mai più immergerci nella putredine più infima dell'animo umano?"
Beh... io direi che libri come quello che ho appena letto, siano un antidoto molto efficace per tener lontano quell'inferno! Anche se le notizie degli ultimi anni, come denota prontamente l'autrice in alcune poesie qui inserite, non sono delle migliori. Quindi mi chiedo: ma l'essere umano ci prova proprio gusto a massacrarsi?!

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Educazione

E se il futuro non fosse figlio del passato o del presente?
Ma orfano, tabula rasa per i nuovi nati
per educarli al buono, al bello,
al rispetto di ogni prossimo di qualsiasi etnia e fede.
Non dire mai ai propri figli che sono i più belli
ma che tutti i bambini sono belli.
Educali a dividere a scuola, durante la pausa,
la propria merenda con chi non ha niente
i giocattoli di chi ne ha troppi.
La condivisione fin da piccoli è creatrice di pace
di un mondo nuovo che non è mai esistito.
Potrebbe mai essere?
Dipende solo da noi, senza pregare Dio.
La responsabilità di tutti i mali del mondo
è nostra.
Profile Image for sfogliarsi.
434 reviews371 followers
February 17, 2022
Leggere Tempi non è stato semplice. Leggere Tempi vuol dire immergersi nella quotidianità della scrittrice o nei ricordi relativi alla sua giovinezza. Non è semplice mettere su carta i pensieri relativi alla propria giovinezza, al proprio passato, perché parlare dell’orrore della shoah non è mai facile. Ma Edith ci riesce con tanto di eleganza, mettendo in rilievo le sue esperienze e urlarle al mondo come testimonianza. Mi ha colpito la sua scrittura, molto profonda ed emozionante, ricca di significati.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
July 18, 2021
Al di là dei contenuti trovo che dal punto di vista stilistico le sue poesie siano brutte.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

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