Una zona della capitale oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone intenzioni e la diversità è vista come minaccia. Tra gli alti palazzi di Corviale, alla periferia di Roma, per molte persone la vita è grigia come il cemento che ricopre gli edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio è irretito da una delle numerose bande del quartiere, chiamato volgarmente “Serpentone”. Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono intorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa, considerati alla stregua di nemici. Dopo diversi litigi e minacce, quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa subito il principale sospettato. Eppure, l’uomo giura di essere innocente e chiede aiuto all’avvocato Gordiani. Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, Alessandro Gordiani avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è affatto. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua via privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Destreggiandosi fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, Gordiani si ritroverà alle prese con un caso molto più complicato del previsto, dove la verità si nasconde nelle abitudini di un quartiere difficile, colto qui in tutte le sue complessità e le sue contraddizioni.
LE RECENSIONI DEL BLOG IL SALOTTO LETTERARIO Roma, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, viene presentata in modo schietto quanto romantico da Navarra che, cambiando i punti di vista tra i personaggi, riesce a presentare culture diverse che vivono la capitale: un avvocato quasi avulso dai problemi della storia, se non fosse che si trova a lavorare al caso in questione; un detective che conosce il lato oscuro della metropoli anche troppo bene; un ufficiale mezzo italiano e mezzo africano, a cavallo tra i due mondi; e i principali indiziati. Razzismo, drammi familiari e personali, le difficoltà delle famiglie in fuga dalla guerra e la criminalità permeano il romanzo che non offre protagonisti buoni e cattivi, ma tante persone con drammi alle spalle, rabbia repressa e nessuna prospettiva per il futuro. Il libro in questo senso è molto speciale, poiché i personaggi non sono né colpevoli né innocenti, ma semplicemente vittime del caso e delle circostanze che, spesso, obbligano a scelte sbagliate dettate dalla disperazione. Difficile quindi definire questo testo un semplice thriller, poiché gli spunti di riflessione sono molti e non mancano - grazie alla coralità - di offrire punti di vista a tutto tondo su quella che è la criminalità nata non dalla cattiveria, ma dal disagio e dall’assenza di prospettive di italiani e non, con conseguenti tragedie. Senza contare che il tutto scorre benissimo, con cliffhanger che non risultano eccessivi e ritmi ben scelti che tengono incollato il lettore.