Vienna, 1908. Il giovane Adolf Hitler è solo, affamato, senza un futuro. Al culmine della disperazione, riceve una lettera che cambierà ogni cosa. Per lui e per il mondo.
Berlino, 2018. Klaus Meyer è un raffinato trafficante d'armi neonazista, e sta per fare una scoperta che gli permetterà di sovvertire il corso della storia, presente e passata.
Klaus è un racconto in bilico tra il romanzo storico e l'ucronia nazista, dove l'accurata ricostruzione dell'ascesa al potere di Adolf Hitler si intreccia con un'avventura contemporanea, sviluppata su due piani temporali paralleli. Un viaggio che porterà il lettore dalla Vienna del 1908 alla Germania del 2018, verso un futuro da scrivere e riscrivere e riscrivere...
Sono nato a Montecchio Emilia nel 1973, mi occupo di comunicazione in azienda. Ho pubblicato quattro romanzi insieme ad Alessandro Bassi. Penso che la scrittura debba essere uno strumento al servizio di una buona storia. Mai il contrario.
KLAUS HA IL PRIVILEGIO DI POTER RISCRIVERE LA STORIA.
Basta una singola, unica e irripetibile decisione e TUTTO può cambiare.
卍 Klaus è il protagonista di un inquietante Sliding Doors storico, che ci conduce attraverso gli anni più cupi della storia mondiale. Attraversiamo vari piani spazio-temporali, perdiamo spesso l’orientamento e ci ritroviamo a dover fissare negli occhi l’abisso della follia umana. Klaus ci aprirà le porte del Tempo e ci permetterà di mescolare le carte degli eventi, per darci l’illusione di tornare ad impossessarci del Destino.
卍 E se Hitler avesse vinto la Guerra?
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✮ Klaus è un romanzo magnetico, cattivo, impossibile da riporre e da dimenticare. Consigliato ai Lettori tosti, quelli che vivono nelle storie più scomode della narrativa, quelli che amano guardare oltre il baratro …
Una storia piena di colpi di scena e plot twist che mi hanno tenuta col fiato sospeso per l'intera lettura. Inizialmente sembra tutto abbastanza sconnesso, ma poco a poco ogni cosa prende il suo posto e ogni dubbio trova una risposta. Lettura veramente consigliata, anche se a tratti cruda, anche se a parer mio è proprio questa caratteristica che la rende verosimile.
A cavallo tra ucronia e fantasia, questo romanzo ridefinisce la storia, ponendo Hitler vittorioso sul Mondo. Vi mostra la realtà di ciò che sarebbe potuto essere, di un piano che è in perfetta continuità con ciò che l'Adolf peggiore avrebbe voluto attuare, regalando alla Terra un sé immortale. Ciò che mi ha colpita è stata l'attenzione posta alla caratterizzazione del personaggio: - viene declinato molto bene a partire dalla sottile linea di confine tra desiderio di un mondo differente, pensiero condiviso da molti tedeschi alla fine della 1°GM, e delirio da malattia mentale che ha colpito Adolf Hitler fino dall'infanzia (sono molti gli studi che riportano della sua ipocondria, della fobia verso la contaminazione batterica, le sue fissazioni patologiche, le sue manie di persecuzione); - si analizza ogni suo retropensiero, aiutando lo spettatore a comprendere la meccanica della sua mente. Geniale il dipanarsi della vicenda che porta il lettore a farsi una sua idea che nel finale verrà ribaltata. Alla fine il romanzo ti lascia con in bocca una domanda: il male storico, se così si può definire, trova nel presente un suo "perché"? Siamo forse sicuri che un mondo senza il nazismo non sarebbe ricaduto nelle mani di un estremismo dal volto differente? Ma a me questo libro ha fatto sorgere questa riflessione: non sono convinta che Hitler sia solo nella Storia. Certo, la velocità e la sistematicità con cui il nazismo ha fatto danno è quasi un unicum, ma ci sono pensieri vestiti meglio, più diplomatici, più sottili e sicuramente meno violenti, che portano comunque le loro terribili conseguenze. Sono stragi silenziose, a cui i Media danno poco spazio, ma la Storia sarà sempre intrisa di sangue perché la sopraffazione è un istinto umano molto presente.