Una scrittura limpida, chirurgica, e Gusai uno scrittore che non ha paura di confrontarsi con la letteratura sarda proponendo una nuova via, che mostra la Sardegna di oggi, e non come luogo mitico che sempre ci immaginiamo leggendo, ad esempio, Grazia Deledda. Il tema è quello del ritorno a un luogo in cui, parafrasando Caproni, non si è mai stati, ma parte della nostra eredità culturale e familiare, declinato anche attraverso la vergogna e il confronto generazionale. Se proprio devo trovare un pelo nell’uovo, il personaggio di Gonario, anche se molto secondario, mi irrita, e avrei immaginato il finale in maniera diversa, ma Gusai è un buon scrittore, già maturo al suo esordio, capace di staccarsi dai soliti modelli di riferimento per la letteratura sarda - Deledda, Atzeni e Murgia su tutti - e va bene così.