Il pessimismo è un pensiero antico, che abitualmente si preferisce ignorare: la verità dei pazzi, degli outsider, dei depressi, dei reietti – perlomeno finché non accade qualcosa che obbliga a rompere questo sigillo oscuro e inquietante. Ma l’epoca in cui viviamo sembra dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che davvero viviamo nel peggiore dei mondi possibili. I frutti del progresso, del capitalismo, del denaro, della cultura non si sono tradotti in un aumento di benessere individuale e collettivo e, all’inverso, le statistiche riportano crescenti tassi di suicidio e depressione nei Paesi avanzati. Il pensiero pessimista mostra così tutta la sua perturbante attualità: un nero cuore pulsante che emerge dalla speculazione filosofica, ne rompe gli argini e tracima nell’immaginario della letteratura, nella cultura pop, nella politica, nella psichiatria, nel dibattito pubblico e nei social network, fino a lambire i confini della scienza e gli scenari antinatalisti, estinzionisti e transumanisti.
Un capolavoro. Echeggiando Tucker e Ligotti, gli autori delineano la corrente pessimista/nichilista dal secolo breve sino ai nostri giorni (pandemici). Tra analisi di narrazioni della cultura pop, videogiochi, black metal, estinzioni imminenti, serie TV e filosofi del calibro di Zapffe, Schopenhauer, Nietzsche ecc…, passando poi per l’iperguerra, transumanesimo e Stuxnet, in 160 pagine viene delineata la realtà cruda del mondo. Gli autori dimostrano di possedere una cultura ampissima e una intelligenza fuori dal comune. La scrittura è forbita e ricercata. Consigliato ai pessimisti che credono di essere soli al mondo. Leggendo questo libro comprenderete che là fuori c’è davvero qualcuno che la pensa come voi, e di conseguenza otterrete delle conferme.