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Ciò che il mondo separa

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Questo libro viene da lontano; mette radici nella raccolta d’esordio, di Francesca Matteoni, Artico del 2005, risale lungo gli anni recuperando alcune poesie già apparse nel 2010 nel Decimo quaderno italiano, e giunge a coronare un lungo, coerente cammino con un affresco poderoso e singolare nella poesia italiana del nostro tempo. Nel cerchio dei fragili si muove la parola, che porta con sé la coscienza di un trauma originario, se davvero crescere è sempre tradire, cioè allontanarsi da un’unità originaria che la vita spezza e frantuma (Siamo interi quando moriamo / ma viviamo come frammenti), ma insieme la fiducia nel cammino, nel viaggio. Poesia di metamorfosi e viandanza, di sprofondamento nella simbologia interiore e archetipica ma anche capace di esplorare il grande Nord e il mondo incantato dei miti e delle fiabe; poesia che ora si allarga in narrazione, ora si raggruma in pochi versi verticali, vede il dentro dei corpi / alberi della preistoria, e non dimentica il distacco d’ombra che ci allontana l’uno dall’altro, ma sa abbandonarsi all’esperienza di un amore che non consola e non pacifica: Se l’amore è forza, lo è perché mi spezza / se l’amore è fede, lo è perché mi schiaccia. La voce di Francesca Matteoni parla un linguaggio personale e sorprendente, formatosi su letture e modelli forse più inglesi che italiani; è una voce mite eppure ferma, che può dire di sé con ragione: Io remo contro la notte, misuro / a onde la separazione. Al sonno / lascio una bussola e un nord, / un oracolo di schegge.
Fabio Pusterla

144 pages, Paperback

Published June 23, 2021

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Francesca Matteoni

38 books64 followers

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Profile Image for Ajeje Brazov.
954 reviews
April 21, 2023
⭐⭐⭐1/2

Raccolta di poesie molto omogenea, nonostante le differenze di argomentazione e luoghi. Omogenea perchè la poetessa si mette in prima persona di fronte a ciò che vede e ne descrive i propri stati d'animo. Si va del profondo nord della Lapponia, con il suo particolare e glaciale paesaggio, dove gli animali sono parte fondante delle riflessioni personali. Appunto gli animali, la montagna, le fiabe ed il tempo, il tempo che passa e che lascia un anelito di scoperta ancora vivo per tutto ciò che è vita.
Da recuperare, anche se ho arrancato con alcune poesie a cui proprio non riuscivo ad empatizzare...

Di mattina rivedere la casa
prendere un abito, scaldare l'acqua
scegliere un libro. Volgere
l'occhio alla collina nel vetro.
Chiamare i gatti.

Nel tempo non saranno
gli oggetti riposti altrove
le pareti vuote, la tenerezza
che sopravanza l'amore
a tradirti di sbieco nel viso.

Sarà l'atto non memorabile di svegliarsi
un giorno, in una solita stanza.
L'attimo in cui dicevi addio
e non lo sapevi. Vivevi.
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