Vent’anni dopo il G8 di Genova: un’antologia di storie a fumetti, scritti e illustrazioni. Con la copertina e più di cinquanta pagine di Zerocalcare, per buona parte inedite, un testo di Erri De Luca, l'arte muraria di Blu e tanti contributi dei migliori artisti della scena italiana, tra cui Maicol&Mirco, Davide Reviati, Filippo Scòzzari, Ratigher, Lorena Canottiere, Marco Cazzato, Paper Resistance, Rita Petruccioli, Nova, Roberto Grossi, Martoz, Francesco Cattani, Daniel Cuello, Squaz, Alessio Spataro, Claudio Calia, Lucio Villani e Giuseppe Palumbo.
Genova, luglio 2001. In occasione del vertice dei capi di governo dei maggiori Paesi industrializzati, una grande varietà di movimenti e associazioni dà vita a manifestazioni di dissenso che si risolvono in alcuni casi in gravi tumulti di piazza. Durante gli scontri di venerdì 20 luglio viene ucciso dai carabinieri Carlo Giuliani, un manifestante genovese di ventitré anni. Nel corso di quelle giornate le forze dell’ordine si rendono protagoniste di pestaggi indiscriminati, abusi detentivi, atti di tortura che susciteranno la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo e faranno dichiarare ad Amnesty International che a Genova è avvenuta “una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente”. A vent’anni di distanza la memoria di quei fatti è viva, e le istanze che portarono la folla di Genova nelle piazze restano più che mai attuali.
Un’antologia di storie a fumetti, di scritti e di illustrazioni ripercorre gli eventi di quei giorni drammatici, attraverso le testimonianze di chi c’era e le riflessioni di chi ne ha saputo in seguito.
Per rinnovare la memoria come ingranaggio collettivo, la solidarietà come arma concreta e la necessità di una visione del mondo diversa e antagonista.
La raccolta di documenti e fumetti perfetta per farsi il fegato amaro. 20 dopo i fatti di Genova e ancora a "pagare" sono in pochi e di solito quelli sbagliati.
Ci sono tante cose che vorrei dire su questo libro e su quello che è successo a Genova ma non credo di essere in grado in questo momento. Questa lettura la ritengo fondamentale per mantenete in sieme tutti gli ingranaggi della memoria, sopratutto per chi, come me, era troppo piccolo per ricordare e ed è stato troppo giovane per capire per almeno i dieci anni successivi. Per questo mi sento di ringraziare chiunque continua a ricordare e a lottare per ottenere giustizia per le persone picchiate, torturate e uccise a Genova. Le illustrazioni sono bellissime ❤
✿ Nel 2001 avevo 11 anni. E ciò che ricordo più nitidamente di quell'anno non è il G8 ma il crollo delle torri gemelle. Non sapevo nemmeno cosa fosse il G8, figuriamoci di cosa parlassero. Però ricordo i telegiornali e ricordo le immagini di quei cortei. E ricordo anche le parole che seguirono: "Eh, se fossero stati buoni non gli sarebbe successo niente", "Eh, se l'è cercata", "Eh, un teppista in meno!", "Andassero a lavorare invece di fare casini". E io avevo solo undici anni. Per me era ovvia la formula fai casino = vieni punito. Poco importava alla mia mente undicenne che quella punizione era sbagliata, era esagerata, era violenta e vigliacca. Non lo capivo ancora, non razionalizzavo così tanto. Ora razionalizzo. E mi incazzo.
Antologia di fumetti molto dura emotivamente, anche per chi non c'era. Interessanti, in particolare, i resoconti completi dei processi contro i manifestanti e quelli contro le forze dell'ordine per la Diaz e Bolzaneto. E' un generatore incredibilmente potente di malessere e rabbia sociale, il che evidenzia, se non altro, che non siamo ancora indifferenti a ciò che ci succede intorno. Inutile dire che i fumetti di Zerocalcare, la giovane promessa capitolina nel volume di quindici anni fa, sono quelli che ho preferito; in particolare Genovasplaining dà voce ai pensieri di chi ha passato anni a spiegare che non è che chi viene sprangato nel sonno va difeso e chi lancia un estintore vuoto contro una camionetta merita di essere ammazzato. Il volume è molto efficace nel chiarire che il G8 di Genova ha segnato un prima e un dopo nella storia recente e che le conseguenze di quello che è successo hanno cambiato lo scenario sociale e politico del paese. Molto intenso, molto bello, molto necessario.
Graphic novel "spuria", intervallata da lunghi trafiletti di cronaca, principalmente giudiziaria, "Nessun Rimorso" è un grido.
Grida, infatti, la necessità di essere ascoltati, la necessità di una verità processuale, umana, collettiva. Tutte cose che, in merito alla tragicità dei giorni del G8 di Genova, non ci sono, neanche a 20 anni di distanza.
Mi è piaciuta molto l'autobiograficità delle strisce, contrapposta alla analiticità dei racconti processuali, per quanto - come è ovvio, essendo il libro patrocinato da SupportoLegale, l'ente che si occupa della difesa giuridica dei manifestanti di Genova 2001 - sia evidente la parzialità del racconto.
Molto interessante, mi riservo di approfondire sul tema, cruciale nello sviluppo sociale, politico e culturale del nostro Paese.
Se ho una critica a questo libro è per i testi introduttivi, quelli prima di De Luca. Li ho trovati retorici, datati nel linguaggio. Poi si decolla, la rabbia monta, i testi sono interessantissimi, i fumetti - a mio gusto - non tutti eccelsi, ma la presenza massiccia di Zerocalcare aiuta molto. Genova non è finita, e ancora indigna.
"Ogni rivolta, ogni rivoluzione, ogni sovvertimento ha un prezzo, ma un prezzo che si paga insieme, come insieme si è lottato, si è vissuto e si è scoperta l'inebriante vertigine di essere liberi. E dalla parte del torto."
Antologia che regalerei anche al pranzo di Natale allo zio di destra che si fa promotore del reato di devastazione e saccheggio di ogni tentativo di costruire una politica alternativa. Sia mai che inizi a scendere in piazza anche lui.
Dolorosissimo. Il ricordo non lascia scampo, e la sofferenza è sempre lì, anche dopo anni, anche quando pensavamo di averla sepolta così a fondo da potercene dimenticare. Non si può giudicare un volume del genere, solo leggerlo, chi c'era e chi non c'era, e provare a capire. Anche dopo anni, forse, è impossibile farsi una ragione di tale becera violenza di stato. La rabbia non si è mai spenta.
Necessario. Ci ho messo un po' a finirlo, ogni tanto avevo bisogno di staccare e riprendermi, tirarmi via da tutta quella violenza gratuita. Fa venire voglia di mettersi a sparare, la violenza chiama altra violenza, non se ne esce. Ci sarebbe la giustizia, sapere che chi ha commesso quelli abusi pagherà, affidarsi a un giudizio superiore al proprio. Sarebbe bello, ma se pensi troppo a quello che dovrebbe esserci e non c'è ti viene ancora più voglia di sparare a qualcuno e sei da capo. Mi sa che ho bisogno di un libro da colorare e di una bella tazza di tè.
Verità inimmaginabili per chi, come me, era troppo piccolo da poter essere consapevole. Ad oggi mi rendo conto di quanto il passato sia così tremendamente attuale: si ripete, muta forma, perché mai si arrende al cambiamento.
Una raccolta curata di resoconti veri. Una lettura sinceramente educativa che ha compensato gli anni di "te lo spiego io" e ricerche relativamente superficiali che costituivano le uniche informazioni che avevo raccolto, da persona che aveva 3 anni quando il G8 ha avuto luogo.
Io a Genova non c’ero. Anagraficamente, avrei potuto esserci. Anzi no. Avrei dovuto esserci. Quello è stato il momento della mia generazione. Il momento in cui avremmo detto no, noi non ci stiamo. Non vogliamo farci rubare il futuro, vogliamo essere noi a decidere. Ma io in verità non ne sapevo nulla. Vivevo in una realtà di relativo benessere, una famiglia normale, un po’ conservatrice. Ero felice di avere il mio primo ragazzo da pochi mesi, uscivo con gli amici, studiavo e avevo buoni risultati. La classica brava ragazza. La classica cattiva cittadina.
Naturalmente, ho saputo dai telegiornali quello che è successo. O meglio, ho saputo quello che hanno voluto farci credere che fosse successo. La verità su Genova è emersa con fatica, nel corso degli anni, grazie agli sforzi di chi non si è arreso davanti al muro di omertà delle forze dell’ordine che coprivano i loro crimini spalleggiati dallo Stato italiano. Forse la verità non è ancora emersa del tutto e non lo sarà mai, ma quello che è emerso è più che sufficiente ed è raccontato tutto in questo libro, in parte con fumetti di chi c’era, o di chi, anche se non c’era, ne ha saputo raccontare gli orrori, in parte con le ricostruzioni dei processi – ridicoli – che ci sono stati. O di quelli che non ci sono stati, come il processo per l’omicidio di Carlo Giuliani. Archiviato senza neppure iniziare il dibattimento.
Carlo Giuliani è stato assassinato e nessuno è colpevole. Il libro è dedicato a lui, in modo semplice. ‘A Carlo Giuliani’ La scritta è nello stampatello di un altro ragazzo che a Genova c’era. Aveva diciassette anni, il suo nome è Michele Rech. Ora ne ha quaranta e tutti lo conoscono come Zerocalcare. Non ha mia smesso di parlare di Genova e non credo lo farà mai, perché non si può dimenticare il momento più buio della storia recente del nostro Paese.
Io vorrei saper spiegare tutto quello che c’è in questo libro, ma non ci riesco. L'ho finito da tre giorni e faccio ancora fatica a scrivere. Troppa rabbia per le ingiustizie che hanno subito i ragazzi che volevano solo manifestare le proprie idee, in direzione ostinata e contraria rispetto a quelle di quei grandi che nel G8 si riunivano. Troppa rabbia per quelle forze dell’ordine che dovrebbero essere al servizio della sicurezza dei cittadini e si sono scagliate con una violenza e una brutalità disumane contro quegli stessi cittadini. Troppa rabbia per uno Stato che non ha difeso i suoi cittadini e poi ha aiutato i colpevoli a nascondere i loro crimini. Uno Stato rappresentato da persone che hanno continuato a ripetere: non siamo stati noi. Sbagliato: non siete Stato voi.
Una serie di fumettisti italiani uniscono alcune loro creazioni per ricordare le ingiustizie degli avvenimenti legati al G8 di Genova nel 2001.
Ovviamente questo mio commento, nonché la mia valutazione, non sono sulle vicende o sull'intento di questo libro. E' assolutamente nobile continuare a ricordare le schifezze che sono successe e se dovessi dare una valutazione a questo aspetto, il voto sarebbe tendente a infinito.
Detto questo, io arrivavo a questo libro con una conoscenza abbastanza completa di cosa è successo in quelle tremende giornate. Ho trovato la raccolta frammentata, ripetitiva, poco incisiva per la gran parte delle strisce. Alcune hanno anche un font talmente piccolo da risultare quasi illeggibile.
Ovviamente, spicca tra tutti gli artisti Zerocalcare la cui voce è sempre riconoscibile e da me apprezzata.
Diciamo che se avessi dovuto informarmi sui fatti, avrei scelto altre fonti. Per ricordare gli avvenimenti a distanza di anni poteva essere una buona iniziativa ma non ho apprezzato molto il modo in cui è stata realizzata. L'ho trovata veramente poco fruibile e mi sembra un fallimento per un'opera che nasce proprio per condividere un messaggio con i più.
Genova è ancora, nell'attualità del nostro divenire politico, il nucleo fondante di un'esperienza collettiva indimenticabile, per alcuni uno spartiacque, per altri la definitiva sconfitta, ma per molti l'inizio di un percorso di attivismo così indebitato al movimento dei movimenti, che parte di quell'entusiasmo, alcune di quelle pratiche e certamente tutte quelle contraddizioni, sopravvivono metamorfiche alla repressione quotidiana del dissenso.
Non vorremmo mai parlare di Genova, di Carlo Giuliano, della Diaz e Bolzaneto, dei CS, i denti rotti, i compagni e le compagne in galera, la (in) giustizia italiana che ha sbeffeggiato i reduci di quell'esperienza, la stampa e la sua retorica velenosa e asservita agli interessi degli sponsor e la politica, le polemiche odiose dei moralisti da tastiera, eppure dobbiamo, perché l'esistente è ancora un luogo di conflitto, e il conflitto - malgrado la retorica pacificatrice del neoliberismo, l'inerzia della pandemia e l'ignavia della rassegnazione - non è solo, una pratica, ma una necessità.
Un piano nonché scopo totalmente lodevole. Bellissima anche l’idea di coinvolgere tanti artisti anche per poterli conoscere ( ammetto le mie lacune). Apprezzo tantissimo anche il non trattenersi troppo sia nelle opinioni che nella serietà con cui sono stati trattati anche i processi ed il coraggio di dire la propria 20 anni dopo. Non bisogna dimenticare anzi bisogna continuare ad informare con grande intensità . Non sembrerei sincera però se non esponessi una piccola pecca.. parlando per me da appassionata lettrice e non giovanissima sono già a conoscenza penso “decente” dei fatti di Genova. Penso solo che al di fuori del mio target le parti di testo potessero essere rese più appetibili .. tutto il volume è graficamente appagante sempre in evoluzione . Sicuramente la scelta del testo serio paragrafato è palesemente voluta , ma non so quanto possa attirare qualcuno più giovane di me che non sa così tanto.. tutto qui😅 Comunque molto bello consiglio tanto
Doloroso. Una raccolta di fumetti sui giorni del G8 di Genova, alternati dal resoconto scritto delle vicende giudiziarie che ne sono scaturite. Molto consigliato a chiunque voglia scoprire o riscoprire cosa è successo in quel luglio del 2001. Oltre alle tante tavole di Zerocalcare, tra quelle che ho apprezzato di più: quella di Maicol & Mirco (pag 47) è quella di Vitt Moretta (pag 169).
Buona antologia con Zerocalcare alla "guida", che ricostruisce che cosa ha significato il G8: per chi c'era e chi non c'era, è innegabile che quella è la soglia di un mondo che è cambiato, una perdita dell'innocenza per chi pensava e pensa ancora di poter incidere con la propria azioni quotidiana in modo politico.
Sono un 2004 genovese e per ovvie ragioni durante i fatti del 2001 non ero presente, non avevo idea di cosa aveva realmente comportato il G8 e di tutte le ingiustizie che sono state fatte, l'omertà continua a difesa dei carnefici, la Diaz, Bolzaneto, insomma un mondo totalmente nuovo che mi ha lasciato di stucco. Consiglio la lettura a tutti, queste cose non vanno dimenticate
Una raccolta veramente perfetta che raccoglie fumetti e testi di divers* autor*. Nasce rabbia ed emozione. Si tratta qui di un vero dovere di fedeltà e memoria per quanto riguarda sto movimento no-global e sta repressione estrema. A Genova non c’ero ma è stampata per sempre l’immagine di Carlo Giuliani.