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La voce di Robert Wright

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La verità è che siamo tutti tizi impauriti, vestiti a festa ma nascosti chissà dove nella speranza che qualcuno si accorga di noi.

Da quasi trent’anni sei il doppiatore ufficiale di uno degli attori più famosi e strapagati di Hollywood. Per il pubblico non hai neanche un nome, sei “la voce di Robert Wright”. Consacrare l’esistenza a un portento del cinema mondiale ha avuto il suo rimanere nell’ombra. Sei comunque una star, ma dei titoli di coda. Quaranta film e tanta abnegazione ti hanno consentito di avere soldi, riconoscimenti, una bella casa nel centro di Roma. Una famiglia. Un giorno arriva la Robert si è suicidato nella sua villa in California. Ora sei la voce di un morto.

La perdita del tuo dio ti lascia orfano. Dopo aver fatto parlare innumerevoli personaggi te ne resta solo uno da te stesso. Stavolta non c’è copione, sei costretto a scendere dal palco, a togliere la maschera. E la finzione crolla. Chi sei adesso? Possibile che la tua vita sia stata solo un’inutile esibizione? Qualcosa dentro di te si rompe, ti sembra di impazzire, nemmeno la tua famiglia riesce ad aiutarti. Poi scorgi i primi indizi. Non sai cosa pensare quando intuisci che forse, come da dietro le quinte, qualcuno sta allestendo una terribile congiura ai tuoi danni... Per scoprire la verità devi finalmente vestire gli abiti del protagonista. E distruggere tutto.

320 pages, Paperback

First published October 6, 2021

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46 people want to read

About the author

Sacha Naspini

25 books88 followers
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,462 reviews2,435 followers
August 11, 2023
MAUNA



L’umanità di Naspini, donne e uomini, anziani e bambini, è sempre assediata, o più semplicemente assillata, dai proprio demoni interiori. Che hanno allarmante tendenza a esprimersi sotto forma d’ossessione.
È un’umanità che perlopiù si percepisce in trappola, rinchiusa, claustrofobica. Il che può condurla a faticare nello sconfiggere il proprio lato ‘bestiale’.

I libri di Naspini sono tutti scritti con lingua magnifica, sia quando semplice e lineare che quando più immersa negli umori della sua terra, sempre sospesa alla giusta distanza tra terra e cielo, tra alto e basso.
Credo che una delle prime cose che si possano attribuire al Naspini è di sapere scrivere dannatamente bene. E di raccontare sempre una storia (o più di una allo stesso tempo).



Altra caratteristica da ascrivere alla narrativa di Sacha Naspini è il continuo mutare: di forma, di racconto, di tono, di registro, di genere. Naspini è uno scrittore coraggioso (e generoso), tende a non ripetersi. Qualcuno potrebbe faticare a riconoscerlo in alcune delle sue uscite editoriali.

E infatti questa storia è diversa da tutto quanto di suo ho letto finora. Molto pirandelliana, un’immersione nell’uno nessuno tanti. Ma anche kafkiana.
Carlo Serafini è un attore deluso: ha superato i quarant’anni senza le soddisfazioni nella sua professione che ha forse non con abbastanza tenacia inseguito. E, alla sua età si è notevolmente ridotta la possibilità di ruoli notevoli.
Se non che vince un provino importante: da doppiatore. È qui che sembra esprimere il suo talento: diventa la voce italiana, il doppiatore di una star di Hollywood, il Robert Wright del titolo.
La storia comincia con la notizia che il celebre attore americano si è suicidato.
E Carlo Serafini dall’oggi al domani perde la voce: non parla più. Forse non vuole, forse non ci riesce.
Da qui Naspini, con calma e abilità, costruisce una storia che sta a cavallo, oltre quelli già citati, tra Paul Auster e Hitchcock, fatta di ossessioni e illusioni, tra realtà e immaginazione. Un’indagine sui misteri dell’animo umano.



Il dizionario dice mauna (o mouna) è una parola sanscrita che vuol dire silenzio.
In India e nelle altre zone dell'est asiatico il mauna rappresentava la parte essenziale della meditazione, o meglio del Dhyāna, disciplina yogica meditativa basata sul "silenzio interiore". Lo stato della persona in "mauna" è uno stato di pace, chiaro, cosciente e quindi anche trascendente il normale mentale; lo stato di pace così esperito si chiama "shantim".
Ma, come dicevo, forse Carlo Serafini non è del tutto consapevole del senso del suo improvviso silenzio.



Non sono del tutto convinto del tono scelto dal Naspini, tra il comico e il grottesco, che mi è parso introdurre una distanza maggiore del solito tra chi scrive e i suoi personaggi: mi è mancato un pizzico in più di partecipazione dell’autore alla vicenda dei personaggi raccontati. Mi è mancata la capacità di sapere sottolineare l’umanità di ogni personaggio, positivo o negativo che sia, a prescindere dal loro grado di umana “bestialità”.
Ma è stata comunque una lettura divertente e intelligente.

Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
June 23, 2023
Attenzione a non sbagliare Naspini
Sacha Naspini, nel panorama contemporaneo italiano e sebbene scrittore di genere, è veramente un ottimo autore nonostante questo libro mi abbia fortemente deluso e direi anche annoiato, portandolo avanti con alquanta fatica.
D'altronde non tutte le prove di un autore possono riuscire con stesso esito positivo, e infatti comunque mi sento di consigliare anzi - proprio di sponsorizzare a vivissima voce - questo autore, saltando a piè pari La voce di Robert Wright per procedere senza indugio con Le case del malcontento dove Naspini dà sfogo ad una concezione dell'umanità dalla cattiveria affilatissima in un noir rurale, ambientato in Maremma, straordinario e da cinque stelle, che l'autore costruisce con un'architettura / rebus elaborata e sapiente dove ... non c'è spazio per il buonismo imperante, la vera natura umana emerge, esonda, e tracima male sì esattamente e usato scorrettamente in modalità transitiva..
Consiglio altresì Ossigeno breve, intenso e molto claustrofobico, come da titolo.
Profile Image for LuLú.
160 reviews18 followers
July 31, 2022
Una lettura decisamente sopra le righe, una storia piena di cambi di rotta, ossessioni e vicoli cechi.
Interessante l’impalcatura narrativa stravagante e variegata, anche se i continui cambi di tonalità creano una sorta di distacco con i personaggi, si empatizza poco o niente ma si è spettatori attivi del disagio altrui.
Una voce fuori campo parla del protagonista rivolgendoglisi direttamente, come fosse lui stesso oggetto di una messa in scena continua. Attore sul palcoscenico della sua complessa vita, circondato da comparse indispensabili allo scopo ma spesso fastidiose.

Un attore che non è riuscito a decollare con la sua faccia è le sue forze, vicino al giro di boa, si imbatte con la fortuna più grande e inaspettata, viene scelto come voce italiana di una super star holliwoodiana estremamente prolifica. Dedica tutta la sua vita a questo nuovo “Dio”, grazie al quale può permettersi casa, famiglia, viaggi insomma una vita impensabile nei suoi ormai più di quarant’anni in cui ha impersonato il ruolo di eterno precario e semifallito agli occhi del mondo ma sopratutto di se stesso barcamenandosi tra mille difficoltà per tirar su una sorta di stipendio da sopravvissuto ogni mese.
L’incipit della narrazione però nonostante lo colga nel pieno del benessere materiale è l’inizio della fine, ci viene subito presentata la morte del divo e da lì un dipanarsi di eventi a metà tra la commedia e la tragedia, il reale e il surreale si intersecano creando scompiglio.
Ci ritroviamo ad inseguire insieme al protagonista una chiusura del cerchio che sembra quasi impossibile.
Sorprendente il finale segue perfettamente il flusso dando un dignitosissimo sipario a tutto lo scritto.

Ho trovato la prima parte molto lenta, ho fatto molta fatica ad appassionarmi, sicuramente nella seconda metà i colpi di scena hanno acceso la li curiosità rendendo la lettura molto più accattivante.
Un testo insolito e sorprendente anche se non entusiasmante.
Profile Image for Daniele Scaglione.
Author 13 books16 followers
October 25, 2021

Diamoci del tu

L'idea alla base del racconto l'ho trovata geniale. Il protagonista è un uomo reso famoso dalla sua voce, come si capisce dal titolo. Un uomo che si ritrova a doppiare in italiano un attore straordinariamente famoso e apprezzato, un mix tra De Niro, Sean Connery, Harrison Ford e, forse, più di successo di tutti loro e tre messi insieme.

È così inevitabile che la fama di Robert Wright, questo il nome dell'attore, trascini anche quella del suo doppiatore, cosa che non sempre succede: Ferruccio Amendola, storico doppiatore di De Niro e altri, credo fosse famoso anche perché lo si è visto come attore. Stefano De Sando, che l'ha sostituito, dubito faccia girare le persone, quando entra nei bar, come invece succede al doppiatore protagonista di questo romanzo.

Ma poi - direi subito, non faccio spoiler - Robert Wright muore e il suo doppiatore è, come dire, un po' disorientato e da questo disorientamento si sviluppa tutta la vicenda.

Sascha Naspini usa la seconda persona singolare il che, alle mie orecchie, all'inizio ha avuto un suono un po' strano, stucchevole, direi. Ma la mia sensazione è durata molto poco e, dopo qualche pagina, il 'tu' mi è sembrato ci stesse benissimo. Soprattutto ha un senso, questa scelta, che però ho capito solo alla fine. D'altra parte non mi pare che Naspini usi mai le parole a caso. Insomma, un libro bello bello, secondo me.
Profile Image for Lia Valenti.
831 reviews57 followers
October 12, 2021
Questo libro di Naspini, come tanti altri suoi libri inizia quasi banalmente.
Carlo è stato per quasi 30 anni il doppiatore del famosissimo Robert Wright.
Improvvisamente, arriva la notizia che il famoso attore ,si è suicidato.
Per Carlo, tutto crolla.
Adesso è, solo la voce di un morto .
Thriller magistrale, sino all'ultima pagina.
Profile Image for Moody Rude.
12 reviews
November 29, 2021
Inizialmente sembra un romanzo ben fatto, a metà il libro prende le sembianze di un thriller psicologico per poi piombare nel difficilissimo e a tratti banalissimo incontro con noi stessi.
Ben scritto e il personaggio principale molto interessante.
Profile Image for Marzia.
27 reviews
March 15, 2022
Un libro che travalica i confini, un giallo, una biografia, delle memorie nel quale è adottato un particolare punto di vista, in seconda persona.
Dopo 30 anni passati a doppiare Robert Wright, una delle più amate voci del cinema internazionale, Carlo Serafini si sente una specie di divinità, amato da tutti, la sua voce è in grado di sfiorare le corde di qualsiasi anima.
Improvvisamente, il sogno di sgretola: Robert muore suicida e Carlo si ritrova senza avere più una vera identità. Per rispondere a questo shock smette di parlare: la sua voce potente in grado di smuovere sentimenti di chiunque, resta muta e decide di non profferire più parola e di scomparire. Dove? Nella sua stessa casa. È come se fosse stato privato della sua stessa identità.
Il quadro che si crea è di un insieme di personaggi sgradevoli, schiacciati dalle apparenze e dall'ipocrisia. Carlo è fastidioso, paranoico, egocentrico, ha messo in ombra gli altri per tutta la vita e ora teme che sarà lui a essere messo da parte. È stato capace di rovinare vita e carriera di una ragazza (e poi, davvero, è lui che l'ha rovinata o è lei che si è fatta rovinare, nella mente e nel fisico?), la stessa ragazza (Vanessa), che lui immagina nel suo appartamento ma che, ovviamente, non è davvero stata lì.
Carlo non ha identità, ha vissuto come il riflesso del successo che ha sentito di avere addosso grazie a qualcun altro.
Nella sottotrama, il libro che lui stesso aveva regalato alla moglie "Occhi di cane azzurro" di Marquez: un insieme di racconti complessi dello scrittore colombiano quando era giovane e che racconta diverse storie di morti, bambini, degenerazioni fisiche varie e che, probabilmente, non è stato scelto a caso.

Ho trovato la prima parte piuttosto lenta (e molto fastidiosa per gli odiosi personaggi), per poi, nella seconda, trovare una svolta rapida che tiene incollati al libro. Forse la fine leggermente frettolosa, ma una volta svelato il "giallo" probabilmente non c'era più nulla da aggiungere.
Profile Image for Elisa.
63 reviews3 followers
November 10, 2021
Ci ho fatto a pugni con questo libro, diciamolo subito. Per buona parte della lettura ero confusa, mi pareva tutto vacuo, poco interessante e quella seconda persona singolare una forzatura che allontanava dal protagonista. Naspini, vecchia volpe: ti ho dato comunque fiducia e l’hai ripagata. Sì perchè per l’ennesima volta questo autore mi ha sorpresa, è riuscito a cambiare le carte in tavola, a dare un senso nuovo, una luce diversa, a tutto ciò che avevo letto fino a lì, nelle ultime pagine. No, non è un libro perfetto, nè il mio preferito di questo autore che tanto amo, eppure ancora una volta Naspini sa come costruire un personaggio e, ancora meglio, come decostruirlo, detonarlo, spezzettarlo in miliardi di “noi”. C’è un’eco vagamente pirandelliana, c’è la capacità di non impigrirsi mai in un genere, in un’identità di scrittura fossilizzata. Mi è mancata la ferocia e ho faticato un po’ ad empatizzate col protagonista, ma come sempre non posso non consigliarlo.
Profile Image for Giorgia Imbriani.
712 reviews11 followers
July 18, 2022
Lo spunto è molto interessante, e leggere Naspini lì in alto in copertina mi sembrava una garanzia, visti i precedenti – invece mi ha lasciato un po’ insoddisfatta, a dirla tutta, con questa cosa del complotto che boh.
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