4 - Voto
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Nayeli - per RFS
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Siamo giunti al capitolo finale della serie Shadows, e stavolta si tratta di un libro corale in cui ritroviamo tutti i personaggi visti finora.
La ricca trama thriller porta a compimento le vicende che hanno fatto da filo conduttore agli altri quattro volumi. Il complotto che sta per compiersi si prospetta pericoloso: i cattivi hanno informazioni, risorse e agganci a loro disposizione, e sembrano avere tutto pronto per incastrare i protagonisti. Per di più, la minaccia che deriva da una loro vittoria sarebbe globale, talmente radicale da stravolgere l’ordine delle cose e l’equilibrio sociale, riportando i sub a una condizione di schiavitù priva di diritti, come era stato in passato.
Tutto questo alimenta nei lettori suspense e tensione, che vanno di pari passo con una fase strategica finalizzata ad anticipare le mosse dell’avversario. Ma la corposa trama thriller va oltre il classico “sangue e pallottole”: l’azione rimane farcita di quelle emozioni e quell’introspezione che solitamente viene ignorata nei film d’azione: morale, rimorso, timori, bisogno di proteggere, giustizia, integrità, mascolinità e vulnerabilità; si va a toccare, scavare, approfondire la percezione di sé e dell’altro nell’accettare di dover compiere atti violenti.
L’azione, la strategia, la pianificazione sono anche alternateda una grande quantità di scene tra le lenzuola (per riappacificarsi, per ristabilire la dominanza, per dimostrare l’appartenenza e la devozione…).
«Resta.» Di nuovo aveva parlato con voce sicura, un ordine che Morgan sentiva di dover cancellare con un pugno o una risata; ma nei suoi occhi intravedeva quella debolezza che non si era consentito di pronunciare. La guardò in silenzio per l’arco di tre respiri, sorpreso che lui gliela mostrasse così, che gli risultasse così nitida.
Morgan e Aiden capiscono che il primo passo da fare è unire le forze con Matt e Lucifer, che come loro rischiano di diventare pedine inconsapevoli dei nemici. Ma questo non porta subito a un’alleanza in cui gli uni coprono le spalle agli altri per poi gettarsi nelle vicende ricche d’azione. Le due coppie devono prima avvicinarsi e confrontarsi, è necessario prendere confidenza gli uni con gli altri e, soprattutto, iniziare a fidarsi abbastanza, superando le differenze caratteriali e il senso di allarme che provano i Dom uno per l’altro. Viene dato ampio respiro ai momenti che permettonoal gruppo di omogeneizzarsi e costruire il rispetto reciproco, cosa che permette di esplorare ancora meglio le quattro personalità e il loro modo di interagire.
Tra Matt e Aidan all’inizio c’è un po’ di insofferenza: tanto sarcastico e irriverente il primo, quanto arrogante e snob l’altro. Per quanto riguarda i Dom, essendo maschi alfa esperti in attività violente e pericolose, fanno scattare entrambi nell’altro un campanello d’allerta che attiva un senso protettivo per il proprio sub. E poi ci sono i rapporti trasversali: Morgan e Matt provano istintivamente una simpatia reciproca, favorita dalla passione per i liquori e l’atteggiamento impertinente; Lucifer e Aiden concorrono per il ruolo di strateghi e maniaci del controllo, e iniziano presto a provare rispetto per le rispettive qualità.
Un passo dopo l’altro inizieranno tutti e quattro a conoscersi meglio, ad amalgamarsi e a fidarsi. Abbasseranno le difese e si lasceranno vedere al di là delle maschere, permettendo agli altri ragazzi di apprezzare le doti nascoste e le fragilità che li rendono umani.
«Ma è sbagliato. Cosa dice della mia morale? Di me, come persona? Non dovrei stare con un uomo che ha ucciso, dovrei detestarlo e sentirmene disgustato.» Fece una pausa, perché solo a pronunciare quelle parole gli si era formato un nodo alla gola. Perfino il petto gli doleva, in un modo che lo terrorizzava, perché il controllo gli stava sfuggendo dalle dita, e questa volta non era con Morgan, non era con il Dom a cui aveva deciso di sottomettersi, ma di fronte a Steels. Distolse lo sguardo, abbattendo un’altra difesa. «Eppure non riesco a rimanergli lontano. Anche se ci ho provato.»
Ad appesantire la scelta di mettere in atto un piano per scardinare il tentativo di essere incastrati vi è non solo la difficoltà nel creare un gruppo affiatato, ma anche quella di accettare che il proprio partner possa trovarsi in pericolo. A questo si aggiungono le remore morali nel vederlo compiere azioni violente e illegali, che possano mettere a rischio la relazione o addirittura la sua vita.
Da questo conflitto è un affascinante battito di ciglia passare a esplorare il sottile confine tra l’agire del controllo e dell’autorità da parte del Dom nel suo ruolo di coppia e la libertà di autodeterminazione per cui il sub ha diritto di chiedere rispetto. Un limite che può sembrare nebuloso, in un gioco di ruoli in cui vi è squilibrio di potere, ma che ho adorato vedere trattato. Perché chi riveste il ruolo dominante non dovrebbe avere come scopo l’imporsi all’altro, ma usare il controllo che gli viene ceduto per dare piacere al proprio sub e avere cura di lui. Per quanto un Dom possa agire spinto da buone intenzioni, dovrebbe farsi interprete dei bisogni e desideri del sub (non abusare dell’autorità del suo ruolo per esprimere le proprie paure), accettando quelle che sono le sue scelte e i limiti che pone nello scambio di potere.
Quando lo vide sciogliere l’intreccio delle braccia per chiudere la porta a chiave, però, strinse gli occhi. «Cosa stai facendo?» «No, tu cosa stai facendo.» Lentamente Morgan si slacciò i pantaloni, per poi avanzare verso di lui. «Stai cadendo a pezzi e non mi hai nemmeno chiamato.»
Tutti questi confronti fanno emergere, più di quanto già non fosse in precedenza, personalità ben dipinte e sfaccettate, andando a caratterizzare ogni personaggio come un essere unico, un mix di punte e curve che si incastrano o si scontrano con le forme degli altri.
Uno degli aspetti che ho davvero apprezzato di questa serie è come tutto prenda le mosse da un mondo fortemente stereotipato, per poi evolversi con lo smontare, ammorbidire, declinare queste tipizzazioni un individuo alla volta. I personaggi, all’inizio etichettati semplicemente in due categorie, Dom e sub, emergono con sempre maggiore introspezione, con una propria personalità unica, ricca di sfaccettature individuali così variegate da arrivare a mescolarsi in un mix che rende non più identificabili gli atteggiamenti dominanti rispetto a quelli sottomessi. Le inclinazioni, le perversioni e le preferenze per ruoli diversi nella coppia finiscono per risultare, alla fine, una semplice pennellata di colore in un quadro complesso e meravigliosamente unico che contraddistingue l’essere di ognuno di noi.
Dany - per RFS
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Care Fenici, ho amato questa serie come poche. Lo stile di Mary Durante è, come sempre, accurato ed elegante, la trama è ben strutturata e credetemi che non penso affatto sia stato facile unire personaggi così complessi come Matt, Lucifer, Aidan e Morgan. Tutti e quattro hanno delle personalità forti che faticano a incastrarsi. Infatti l’inizio del romanzo dà questa impressione, ossia che Mary abbia voluto forzare la combinazione. Diciamoci la verità, Matt è una grande spina nel fianco, un saputello che volentieri prenderei sotto con la macchina abbandonando il cadavere in qualche fosso – Lucifer mi ammazzerebbe solo per averlo pensato! – mentre Aidan, mio Dio, che ragazzo raggelante, avrei il terrore di passargli vicino, sia mai che il mio alito gli rovini le scarpe! I due dom, al contrario, per quanto siano in modalità “uccidi tutto ciò che respira” hanno un comune obiettivo: proteggere coloro che amano.
Come dicevo, l’incastro non deve essere stato per niente facile e se l’inizio lo dimostra verso metà e alla fine, invece, l’impresa riesce e ti domandi: “Mary, perché cavolo non lo hai fatto prima?”.
Mia adorata autrice, sai già che ti voglio bene, ma un’accoppiata simile me la metti alla fine della serie?! Stai scherzando vero?!
Purtroppo non avremo modo di vederli ancora perché, ops, Alle porte del domani chiude il ciclo di Shadows. Quindi sì, dovrete dire addio a Daphne e alla sua smania di unicorni, a Dani, che con la sua forza di volontà ha salvato il culo di Matt in più di un’occasione, a Sniper, il gatto che ha saputo fregarsene del cipiglio di Morgan, e a tutti gli altri personaggi più o meno interessanti, ma soprattutto ai quattro protagonisti!
Perché questo, care fenici, è il vero stile di Mary, dare vita ai personaggi che crea e renderli quasi degli amici immaginari a cui rivolgi il pensiero domandandoti come stanno continuando le loro vite. Non è cosa da tutti!
Veniamo alla vicenda. In Oltre gli echi del dolore eravamo rimasti con il padre di Aidan in carcere e il piano malefico di Vincent messo in atto. Una catastrofe insomma. In questo nuovo e ultimo capitolo vediamo Aidan alle prese con una decisione potenzialmente disperata. Il giovane ha perso momentaneamente padre, azienda, conti e libertà, ma gli è rimasto il suo dom, Morgan, che non è nemmeno nel pieno delle forze, e Aidan come infermiere è efficiente, anche troppo del resto! Il sub si trova quindi su un terreno minato e sa che da solo ha poche speranze di vittoria, per cui si presenta a casa di Matt e Lucifer, ovviamente nel modo peggiore, ah no, non dico nulla, divertitevi a leggere quella parte!
Vincent è un vero demonio, appartiene a quella schiera di dom che vogliono il potere e le libertà solo per sé, rimettendo a cuccia i sub, trattandoli come graziosi animaletti. Ve li immaginate Matt e Aidan messi a cuccia? No, nemmeno io. Non sarà facile sconfiggerlo e passarla liscia, ma le imprese impossibili non esistono nel vocabolario dei due killer e nemmeno in quello dei due sub. Ad avermi piacevolmente colpita è proprio Aidan, il più giovane della banda, che resta fedele alle sue idee ma non esita a mettere da parte i sentimenti per fare la cosa giusta. Matt, invece, resta il solito stronzetto che si fa beffe del sistema. Ne leggerete di cose! Basta, non voglio svelare altro, ma credetemi quando dico che sarà un finale col botto. Buona lettura! Aspetto, come sempre, le vostre impressioni!