Terra alta è un noir poliziesco che ambisce a uscire dai confini di genere. Ambientato in una provincia sonnacchiosa della Catalonia, luoghi e paesi dove non succede quasi mai nulla e tutti si conoscono tra amicizie, invidie e rancori anche di vecchia data, che le ferite della guerra civile non si sono mai cicatrizzate. L'industriale più ricco della zona, un ultra ottantenne che non ha mai ceduto il bastone del comando, viene trucidato insieme alla moglie nella sua villa da ignoti. La polizia indaga in forze su un caso di immediata risonanza, ma ben presto le indagini si arenano. Solo Melchor, un agente giovane, trasferito da Barcellona qualche anno prima, continua a investigare in nome di una sua personale e ferrea concezione di giustizia. È Melchor il vero protagonista del romanzo: un passato ingombrante con una infanzia difficile, una adolescenza delinquenziale e qualche anno in carcere, ma anche un poliziotto eroe, capace di bloccare un gruppo di attentatori islamici. Un appassionato lettore di romanzi con I Miserabili, consigliato da un compagno di reclusione, riletto più volte, identificandosi con Jean Valjean, vittima di ripetute ingiustizie e soprattutto con l'implacabile ispettore Javert, simbolo di chi persegue sempre la giustizia (anche quando diventa assoluta ingiustizia). Tanti stereotipi nei personaggi, alcuni manieristici: il superiore carrierista, quello che vicino alla pensione non vuole fastidi, il sergente ruvido e un po' sbruffone ma più corretto di altri, il vecchio avvocato trasandato e maneggione ma vero amico in ogni circostanza... Peccato che la storia non decolli mai veramente, manca di atmosfera, Terra Alta rimane un luogo troppo anonimo per rimanere impresso nel lettore. I colpi di scena sono in fondo prevedibili e già trovati in altri romanzi, il finale spinge a qualche riflessione sul concetto di giustizia ma non mi ha convinto più di tanto. Originale e simpatica invece l'idea del poliziotto avido lettore, con la moglie bibliotecaria del paese e la bambina che si chiama Cosette..
È il primo libro che leggo di Javier Cercas, gli darò un altra occasione. Tre stelle.