“Giuseppe Conte inizia a scavarsi la fossa, ovviamente a sua insaputa, nella notte fra il 20 e il 21 luglio 2020, quando porta a casa il più grande successo della sua carriera i 209 miliardi di euro del Recovery Fund. Da quel momento, nei circoli che contano dell'eterna Italia lobbista, affarista e tangentista, la parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per ora che arrivano tutti quei miliardi, mica li faremo gestire a chi non prende ordini da noi...”. In questo giallo politico di bruciante attualità, Marco Travaglio racconta giorno per giorno il lungo “golpe al ralenti”, durato quasi tre anni, per rovesciare il premier più apprezzato nell'opinione pubblica e più odiato all'establishment. Mette in fila i fatti, esamina la scena del crimine e l'arma del delitto, interroga i testimoni, raccoglie gli indizi, analizza i possibili moventi, i probabili mandanti, i sicuri sicari. Si imbatte in almeno due colpi di un incontro fra Draghi e D'Alema e il “fuori onda” profetico di un deputato leghista. E alla fine tira le sue conclusioni. Ma il verdetto lo lascia ai lettori.
Nasce il 13 ottobre 1964 a Torino, dove tuttora vive. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. E’ giornalista professionista dal 1992.
Ha iniziato la sua carriera di giornalista al settimanale torinese Il Nostro Tempo. Ha lavorato a Il Giornale diretto da Indro Montanelli dal 1987 al 1994, quando è passato alla Voce, diretta sempre da Montanelli. Nel 1995, alla chiusura della Voce, ha collaborato come free-lance con diversi quotidiani e settimanali, fra i quali Il Giorno, L’Indipendente, Cuore, Il Messaggero, Il Borghese, Sette-Corriere della Sera; nonché con Il Fatto di Enzo Biagi su Rai1.
Nel 1998 è stato assunto a La Repubblica, dove tuttora lavora come collaboratore (sul sito repubblica.it cura la rubrica Carta Canta). Collabora anche con L’Espresso (rubrica Signornò), con Micromega, con L’Unità (dove tiene la rubrica Zorro), con Linus, con A e con Giudizio Universale. I suoi settori di specializzazione sono la cronaca giudiziaria e l’attualità politica.
Ha pubblicato molti libri. Gli ultimi sono La Scomparsa dei fatti (il Saggiatore, Milano 2006), Uliwood Party (Garzanti, 2007), Mani sporche, insieme a Gianni Barbacetto e Peter Gomez (Chiarelettere, 2007), Se li conosci li eviti, con Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Bavaglio, con Marco Lillo e Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Per chi suona la banana (Garzanti, 2008) e Italia Anno Zero, con Vauro e Beatrice Borromeo (Chiarelettere 2009).
Una bella pagina della brutta storia recente della nostra povera Italia. Per non dimenticare quanto fatto dai poterti forti per poter riappropriarsi impunemente della possibilità di fare i propri interessi alla faccia del popolo.
Il giallo politico dell'estate! Travaglio è, come sempre, divertentissimo. Sbugiarda i soliti noti per illustrare le strategie politiche che hanno costituito i quattro "Conticidi", dal primo insediamento fino alla caduta definitiva del 2021. Certo, a volte i toni eccedono in trionfalismo ed enfatizzano alcune narrazioni, ma il cuore del giallo, che passa con disinvoltura da report politico a epica della vita quotidiana, è molto preciso e cinicamente netto: l'Italiano più impopolare è riuscito a fregare l'Italiano più popolare, raggirando partiti e cittadini. Consigliatissimo sotto l'ombrellone o tra una passeggiata e l'altra, è proprio un romanzo da estate, scorrevole e interessante. Unica pecca (anche se forse riguarda unicamente la mia edizione): il mio libro era rilegato malissimo, mi si è squadernato in mano dopo una cinquantina di pagine.
Un sempre lucidissimo Travaglio fa la cronistoria della recente restaurazione gattopardesca - ad opera di destra,parte della (pseudo)sinistra, media unificati e poteri forti (che poi questi ultimi due in Italia son la stessa cosa) - che ha visto come vittima il primo governo dopo decenni che abbia provato ad operare qualche riforma decente in termini di welfare, giustizia ed economia. Epico il resoconto del negoziato per il Recovery Fund, capolavoro politico dell'uomo Conte e della squadra al suo seguito. Da sola, tale impresa, assicura un posto da Statista al Presidente Conte negli annali della storia della Repubblica.
Il libro non sempre è piacevolissimo nella lettura: è, più spesso che no, composto da brani e citazioni tratti dai vari media italiani (commentatori, pseudogiornalisti, intellettuali o presunti tali) che all'unisono remano contro il governo sin dalla nascita dello stesso, durante il delicatissimo periodo pandemico fino ad arrivare alla caduta del governo. Tale approccio tuttavia, sebbene non godibilissimo nella lettura, mette in luce in maniera limpidissima ed inconfutabile, i meccanismi attraverso i quali troppo sovente il nostro sistema politico viene influenzato ed incanalato verso degli outcome non concordati attraverso veri e propri processi democratici.
Grande Travaglio come sempre. Ricostruisce in maniera obiettiva e lucida, mettendoci comunque dei suoi commenti e virgolettati in forma di nda, citando giornalisti, giornaloni, programmi TV, interviste radio, degli ultimi 12/24 mesi. E pazienza se non siete estimatori di Conte (io non voterei per lui), lo stato dell'arte cambia poco.
Sarà anche di parte, ma leggendolo fino in fondo sono arrivata alla conclusione che se Conte ha fatto saltare il governo Draghi, ha fatto bene...visto il marciume che è rientrato con quest'ultimo!!