Peppe e Arianna sono due insegnanti, si vedono e fanno sesso. Non stanno insieme, forse vorrebbero o forse no, tutto sommato stanno bene così. Fanno tanti pensieri: parlano da soli, in macchina o affacciati al balcone, parlano di sé stessi a sé stessi, si credono il centro del mondo, e forse per questo non riescono a entrare davvero in relazione l’uno con l’altra. Le vite dei due protagonisti incrociano quelle di altri personaggi, che prendono la parola in questo romanzo a più voci. Luca fa il cameriere nella pizzeria dove i due ogni tanto vanno e si diverte a osservarli. È un giovane ricercatore di veterinaria che arrotonda così e butta sempre tutto in etologia, non fa che ricamare teorie con le quali tenta di sedurre Brigida, una maestra di tennis molto più grande, anche lei costretta a un doppio lavoro. Sergio e Cristina sono i rispettivi ex di Arianna e Peppe: hanno sofferto a causa loro e ora hanno sete di rivalsa. Enzo fa l’aiutocuoco sempre nella stessa pizzeria, per lui le cose sono semplici: piace alle donne. Vede di nascosto sia Brigida che Arianna e non gli importa che abbiano altre relazioni. Abitano tutti a Siracusa, in una Sicilia orientale benedetta dalla bellezza, si spostano in su e in giù tra la costa jonica e i paesi etnei, dandosi un gran daffare per nascondersi dagli sguardi altrui. La prossimità che si vive in provincia però li incolla gli uni agli altri e più tentano di nascondersi più danno nell’occhio. Mario Fillioley scrive un romanzo d’amore al tempo stesso ironico e travolgente, venato di una leggera malinconia.
Io mi sono proprio divertita. Scopro Fillioley tanti anni fa, leggendo il Foglio e mi ha sempre sorpreso con una lingua curata ma divertente, ironico, mai cinico. Mi ha sorpreso tanto da andarne a cercarne il volto aspettandomi un giovane trentenne un po' disincantato. Invece mi sono trovata davanti mio coetaneo (molto più affascinante di me) che fa l'insegnante e beati i suoi studenti.
Ho cercato questo libro e ho trovato tutto quello che volevo. È scritto molto bene, è divertente, la girandola di personaggi è intelligente senza sfociare nel manierismo.
Una lettura veloce per una giornata spensierata e che altro aprire se non un buon prosecco ?
“Questo sentimento.. che consisteva in questa contentezza di essere entrambi vivi allo stesso momento, un momento che era un’epoca vicina a un’apocalisse ancora tutta da scongiurare, ma che si portava dietro fenomeni di una bellezza imprevista, carica della malinconia che la natura non ha e che hanno invece le cose prodotte dall’uomo, che al massimo possono sperare di essere dure a morire, non eterne”.
Protagonisti uniformi, tutti con la medesima visione del mondo, delle relazioni, degli altri. Svolgono vite tristi, in una città triste e, pur sapendolo, non sembrano avere nessuna voglia di cambiare la loro sorte. Adulti infelici, amareggiati, asociali, borderline. La presa di coscienza che esista realmente gente così non può che spezzarti un po’ il cuore. Per carità, qualche sorriso lo fai, ma sempre mesta risata rimane.
Molti personaggi si alternano per raccontarci il loro punto di vista sulle relazioni, sul sesso e sulla vita. Le riflessioni dei personaggi sono interessanti, ben calate nel contesto narrativo senza risultare pedanti e inserite a forza, originali, ben strutturate e concepite in un intreccio che non annoia mai e diverte.
Forse uno dei romanzi italiani più simpatici, divertenti e significativi che abbia letto da parecchio tempo a questa parte; mi ha ricordato le cose migliori di De Silva (non l'insopportabile saga dell'avvocato Malinconico, più cose tipo Mancarsi o Terapia di coppia per amanti) senza comunque togliere nulla allo stile personale di Fillioley, sicuramente un autore da tenere d'occhio.
Lo scenario è quello della Sicilia orientale, tra Siracusa e l'Etna; il racconto è un contrappunto di voci in prima persona, tutte di personaggi, diciamo così, di media giovinezza (tra i trenta e i cinquanta) che da quelle parti vivono e giocano all'amore nelle maniere più svariate: due professori di scuola (un lui e una lei), un giovane ricercatore di veterinaria e una insegnante di tennis divorziata che per arrotondare lavorano in pizzeria, l'ex marito di lei e vari altri. Le storie, beninteso, non sono molto intrecciate tra loro, ma è proprio il gioco degli incontri e degli sfioramenti casuali e spesso inconsapevoli una delle cose più divertenti. Oltre alla capacità dell'autore di immedesimarsi in punti di vista molto diversi, per sesso, età e ruoli (in un caso perfino in quello di una cavalla, la beniamina del ricercatore di veterinaria).
Non è un romanzo erotico; ma è bellissimo questo sesso vissuto con leggerezza e senza nessuna possessività (altro che la Sicilia delle gelosie soffocanti e dei delitti d'onore…) sul confine sottilissimo tra carnalità e amore; sesso più e sesso meno infatti non significa tanto "all'incirca" ma appunto sesso addizionato a passione e sentimenti, o da essi depurato.
Dopo aver letto gli angosciantissimi libri di Leila Slimani, o la ancora più angosciante distopia del tempo presente di Dave Eggers, questo è stata proprio la boccata d'aria fresca che ci voleva. Peccato solo che è finito troppo presto.
Estivo, divertente e insieme amaro, carino. Le pratiche del sesso tipiche della contemporaneità applicate a un gruppo di adulti, e pure colti. Fa buona compagnia sotto l’ombrellone, ma poi? Si vedrà.
Analisi tanto ironica quanto spietata di quel che ci ostiniamo a chiamare amore e invece è un calesse. Scrittura sagace; luoghi così ben descritti che sembra di conoscerli da sempre. Perfetto e divertente il gioco dei narratori multipli.
La crisi dei rapporti, la fine, la disillusione che ne segue. Esiste l’amore e se esiste quanto dura? Pochi anni, il tempo di formare una famiglia e poi stop, dall’avvocato che nella migliore delle ipotesi risponderà: “i figli sono una bella complicazione vanno gestiti.” Ma è davvero così? Sesso più sesso meno racconta l’intreccio di più personaggi e dei loro tentativi di amare, un romanzo corale che raccoglie i pensieri e le esperienze vissute dai protagonisti raccontate in prima persona singolare. Sono tutti personaggi disillusi dall’amore, pronti ad accontentarsi di un meno per non prendersi il rischio e la responsabilità di un più. Primi tra tutti Peppe e Arianna, due insegnanti, colleghi, che tentano di portare avanti questa relazione complicata e segreta, un po' per sfida e un po' per vendetta ai propri fallimenti e alle vicende dolorose della vita. Lo stile è ironico e leggero, colmo metafore liberatorie ed un esilarante senso dell’humor. Divertente e profondo, dimostrazione che se ne può parlare anche sorridendo.