Londra, una sera qualunque. Due antichi vampiri si ritrovano per caso nello stesso locale notturno, uno dei tanti che bazzicano per attenuare la noia di un’esistenza interminabile. Guillaume de Joie, francese, bello e letale come una meravigliosa pianta carnivora. Raistan Van Hoeck, olandese, affascinante, feroce, del tutto imprevedibile, e ancora così spaventosamente legato alle passioni umane. Guillaume non si può sottrarre a una sfida così irresistibile. Dopo un primo, tempestoso incontro, i due immortali si rendono conto che c’è qualcosa nell’altro che stuzzica la rispettiva curiosità e decidono di approfondire la conoscenza. Scopriranno così un bisogno reciproco che nessuno dei due è disposto ad ammettere. Riusciranno a mettere a tacere i fantasmi del passato che li vogliono condannati alla solitudine eterna? Tra spaventose disavventure nel mondo degli umani e le insidie della politica vampira, i primi cinque racconti di una vicenda in cui l’alchimia è tutto.
Lucia Guglielminetti è nata ad Asti nel 1969, in una notte buia e tempestosa. Laureata in Lingue, insegna inglese ed Elementi di Vampirologia nelle scuole medie. Vive con il marito, i tre figli, sei gatti e un vampiro in un piccolo paese della provincia astigiana. Ama la musica rock, il cinema, le serie TV e leggere, soprattutto le storie che non fanno dormire la notte. Ha sempre scritto racconti, alcuni dei quali pubblicati in raccolte, ma i libri di RVH sono i suoi primi romanzi. Dopo un'esperienza infelice con una Casa Editrice italiana, ha scelto, per il momento, la libertà e il self-publishing, ma chi può dire che cosa porterà il futuro? E' socia Ewwa (European writing women association).
Lucia Guglielminetti was born in Asti in 1969, in a dark and stormy night. Graduated in Foreign Languages, she teaches English and Vampirology in Secondary school. She lives with the husband, their three kids, six cats and a vampire in a small village near Asti. She loves rock music, cinema, TV series and reading, mostly Stephen King and other scary stuff. She's always written tales, but RVH books are her first novels. After a disappointing experience with an Italian editor, she chose freedom and self-publishing, but who knows where future will lead her... She's a member of EWWA (European writing women association)
Ho letto questo romanzo almeno tre volte. Quando era ancora un progetto giocoso tra le mani delle autrici, quando ho voluto ritrovare uno sguardo d’insieme sulla vicenda di Raistan e Guillaume e quando ho avuto tra le mani il bellissimo cartaceo realizzato da Sága Edizioni. E, come accade con le storie che meritano, ogni volta ho trovato qualcosa di nuovo. Due vampiri (ancora?), una storia d’amore gay (di nuovo?), avventure, liti, riappacificazioni (e allora?). Elementi consueti, quasi cliché, verrebbe da dire. E invece no, perché dalle sette note puoi tirar fuori il tormentone estivo così come un brano sinfonico e struggente. Ecco, le due autrici – delle quali ho letto e molto apprezzato le precedenti e autonome produzioni – hanno tirato fuori l’artiglieria pesante, sia nella scelta del lessico, del ritmo narrativo, sia nei temi e nelle riflessioni. Cosa significa esistere (se non vivere) da secoli? Cosa significa aver subito e aver perpetrato orrori quotidiani per un tempo del tutto al di fuori degli schemi umani? Cosa significa, portando addosso un simile peso senza possibilità di remissione, riuscire ad accorgersi uno dell’altro e, insperato, scorgere il sollievo? Sollievo dall’esistenza, dalla solitudine, dall’orrore, dalla condanna che entrambi sentono di meritare al punto da comminarsi da soli continue condanne. Sono mostri sanguinari. Sono belli come orchidee velenose. Eppure hanno ancora la capacità di “sentire”, di amare, di giocare a spegnere le stelle solo per poi ritrovarle uno negli occhi dell’altro. Opposti che si attraggono, che orbitano, che brillano (no, non come Edward Cullen) uno per l’altro, ancora e ancora. Eterni, crudeli bambini che si tengono per mano sul sentiero oscuro dell’eternità. Da leggere, assolutamente, in attesa del secondo volume.
Avete presente quando leggete un libro che vi piace talmente tanto che non riuscite nemmeno a pensare di scrivere una recensione, perché non vi sembra abbastanza? Ecco. Questo romanzo, scritto a quattro mani, ha tutto ciò che io adoro trovare quando si tratta di vampiri, creature a cui sono affezionatissima. Atmosfere gotiche, romantiche, le storie d'amore gay, erotismo, sangue, humor e personaggi agli antipodi ma che si ritrovano e si completano. Ah, premetto che ho letto questi due volumi senza esser passata dalla saga principale e vi assicuro che sono assolutamente godibilissimi. Io comunque le storie del bell'Olandese non vedo l'ora di leggerle. Che dire, dunque? Raistan e Guillaume sono la coppia di vampiri di cui non sapevo di avere bisogno. Crudeli e adorabili, è impossibile per me non associare subito il romanzo, i personaggi, alle atmosfere della Rice, ma con quel qualcosa in più che li rende perfetti per i gusti contemporanei e per chi è stanco di vedere la solita roba (e si sa che, quando si tratta di vampiri, il rischio di scadere nei cliché e nel trito e ritrito è dietro l'angolo). Ed è forse lo humor, o le citazioni cinematografiche e moderne, forse il linguaggio scurrile del bellissimo Raistan, unita all'eros e alle scene squisitamente cruenti a dare alla figura del vampiro una bella rinfrescata, ma senza rinunciare ai vecchi canoni. Per cui sì, è fattibile e senza farli sbrilluccicare al sole come Lady Gaga vestita di swaroski.
Davvero interessante, sono rimasto estremamente soddisfatto del libro. I personaggi sono ben caratterizzati e la storia è molto interessante, ho finito il libro in soli tre giorni. Libro assolutamente consigliato.
Partiamo dall'illustrazione di copertina, opera di Claudia Caranfa, in arte Kittrose, che ritrae i due protagonisti, Raistan Van Hoeck e Guillaume de Joie, in una luce che fonde il rosso e il blu amalgamandone le sfumature senza però confonderle: è grazie a lei che i due biondi, centenari, potenti, vampiri hanno il volto che abbiamo sempre solo immaginato avessero. Si coglie anche altro, dal disegno: il carattere di ognuno di essi, la loro personalità, il rapporto che, nello svolgersi degli avvenimenti raccontati, si instaura fra i due. L'olandese Van Hoeck, creatura di Lucia Guglielminetti, il più giovane d'età vampirica fra i due, il più impulsivo, ha già raccontato della sua vita nei romanzi della serie RVH. Il francese de Joie, creatura di Federica Soprani, il più anziano, il più cerebrale, ha avuto una vita 'pubblica' meno cartacea, anche se c'è la sua apparizione in un racconto contenuto in una antologia. Raistan e Guillaume sono diversi nell'aspetto fisico, nel modo di vestire, in quello di interpretare la vita vampirica e nel viverla, ma quando si incontrano nasce quel qualcosa che farà di loro, volenti o nolenti, inconsapevoli o coscienti, una coppia. Di fatto. Con tutte le implicazioni del caso, che faranno emergere le differenze come i punti di contatto fra i due. Vampiri ancora legati alla vita terrena entrambi, sia a livello fisico che psicologico, lo sono e lo manifestano entrambi, però in maniera totalmente diversa: dal fare l'amore all'arredare casa al relazionarsi con il genere umano. "Gli opposti si attraggono.", "Chi si somiglia si piglia.". Due detti da sempre utilizzati a comodo, ma che, nel caso dei protagonisti di 'L'alchimia degli opposti', risultano entrambi veritieri. Come è veritiero il fatto che, se questo romanzo ha due creatrici, le loro creature sono diventate creature di entrambe. Frutto di magistrale alchimia anche questo, che permette di narrare, ad una voce, nei cinque racconti più uno, di diversa lunghezza, le vicende della coppia Van Hoek-de Joie: dal loro fortuito ma decisivo incontro, attraverso varie fasi di conoscenza, al consolidamento di un rapporto in una condizione ambientale diversa, dove i due assumeranno ruoli sociali nuovi e inaspettati. Il ritmo del racconto è agile e svelto, ma sa soffermarsi su ogni scena decisiva con la giusta puntigliosità e lentezza, si tratti di momenti d'amore così come di sofferenza e tortura. I protagonisti, non dimentichiamolo, sono due vampiri, due appartenenti ad una razza diversa da quella umana, pure se all'origine essi sono stati tali, ed osteggiata da essa per paura, in quanto fonte di nutrimento, per invidia, in quanto mortale. Ecco così che la vita di un vampiro può diventare complessa e pericolosa, perché nessuno dei due protagonisti intende rinunciare a percorrere il mondo. Non manca, allora, la cruda realtà, descritta per quella che è, ma vissuta nella carne vampirica. Non manca l'ironia nel raccontare certe situazioni, nell'appellarsi con determinati nomignoli, affettuosi, scherzosi, mai sdolcinati. Non mancano né la tenerezza, né l'affetto, anche questi vissuti nel sangue, non versato ma inteso come canale di scambio. Non manca la consapevolezza che, nel momento del bisogno, l'aiuto viene sì dagli amici, ma anche da chi non te lo aspetti. 'L'alchimia degli opposti' ha, in definitiva, tutti gli elementi per essere una avvincente storia d'amore e d'avventura, i cui protagonisti sono però due vampiri affascinanti e letali, le cui sanguinarie avventure proseguiranno al più presto, e, si spera, continueranno per un po', finché, cioè, come accade in una qualsiasi altra unione, "il tempo non li separi". Ma, parlando di vampiri, si sa, il tempo è relativo.
Leggere “L’alchimia degli opposti” di Lucia Guglielminetti e Federica Soprani è stato, per gli amanti dei vampiri come me, un attesissimo ritorno alle origini. Da anni si rincorrono al cinema e in letteratura alcune tipologie di vampiri che poco o nulla hanno da spartire con il vero archetipo dello strigoi, basti pensare al famosissimo Edward Cullen di “Twilight”, giusto per fare un esempio. Per quanto mi riguarda, invece, se cerco di immaginarmi un figlio della notte la mia mente corre a quelli descritti da Anne Rice in “Intervista con il vampiro” o a quelli dei manuali di giochi di ruolo della famosa serie letteraria “The masquerade”, creature pronte a tutto, dedite a intrighi politici, inquiete e inquietanti allo stesso momento. Così sono i protagonisti del libro abilmente scritto dalle due autrici, animali tormentati e angustiati, sospesi tra passato e presente, vittime di nostalgie, rimorsi, rimpianti, anime più afflitte dello stesso miserabile essere umano. L’immortalità le ha sicuramente elevate ma le ha anche per sempre marchiate e corrotte. Il romanzo è composto da cinque racconti, posti in costante climax uno dietro l’altro e che riusciranno a soddisfare il palato di ognuno di voi. Nel primo si descrive l’incontro dei due protagonisti, iniziando a delineare le loro principali caratteristiche fisiche e caratteriali e mostrando come i due inizialmente interagiscano tra loro. Piano piano approfondiremo sempre più i punti di forza e le debolezze di Raistan e Guillaume fino ad arrivare all’ultimo racconto, “LSDA” che è quello forse più completo e con il ritmo più sincopato, ricco di azione, suspense e pathos. Raistan Van Hoeck è olandese ed è tra i due la figura ancora più fortemente legata alle passioni umani. Insicuro, feroce, lunatico conquista al primo incontro l’anima di Guillaume de Joie, francese, elegante e così abile nel controllo di sé da sembrare quasi un alieno. Questi due protagonisti, così diversi e lontani nei loro punti salienti, riescono invece a compenetrarsi e completarsi così perfettamente da non poter più stare uno senza l’altro. E noi insieme a loro. Una delle mie scene preferite si trova nel primo racconto, “Starkillers” in cui i due, sotto l’effetto di una droga, passano la notte a immaginare di sparare alle stelle estinguendo intere galassie. La complicità e l’alchimia tra i due è incredibile ed è intorno a questo concetto, l’alchimia, che ruota tutta la narrazione. Legame unico e raro che non si riscontra solo tra i due personaggi del romanzo ma anche tra le due scrittrici che fondono il loro stile e la loro narrazione in maniera sublime tra le pagine di questo romanzo. Un unico battito, un unico respiro che ci spinge dall’inizio alla fine, travolti dalla passione e dalla voglia di vita (ironia della sorte) di questi due vampiri, che lasceranno per sempre un segno nel vostro cuore. «Raistan accolse quella preghiera come un dio benevolo e generoso. Prese tutto il dolore che provava, tutta la paura, tutta la rabbia: dolore per ciò che aveva già perduto e che avrebbe potuto perdere, paura di restare solo ancora una volta ad assistere impotente allo strazio della propria anima, rabbia verso Guillaume per averlo reso così indifeso e verso se stesso per averglielo lasciato fare. Prese tutti questi sentimenti e li strinse tra le mani, sbriciolandoli in polvere finissima, che piovve sul corpo che giaceva sotto di lui.» Se non è poesia questa…
Dopo aver divorato (è il caso di dirlo) tutta la serie RVH, mi sono buttata su questo libro, uno spin-off legato sì alla serie madre, ma nemmeno così tanto. E' una storia che cammina da sola sulle proprie gambe.
Ritroviamo Raistan, il vampirone olandese (aka Sephiroth, come qualcuno gli fa notare) e il personaggio di Guillaume, un vampiro antico e totalmente opposto al cavernicolo e grezzo Rais (ma alla fine lo amiamo per quello, su).
Il libro in sé è bello, ma non mi ha catturata come quelli della serie madre. E, mi duole dirlo, il personaggio di Guillaume non sono riuscita a farmelo piacere. C'è stato un momento in cui pensavo di abbandonare la lettura, lo ammetto, perché troppo differente rispetto alla serie RVH. Le cose sono leggermente migliorate con l'entrata in scena di Greylord (altro personaggione epico) e le scene d'azione, così come le vicende della Casa Madre e del viscido Rafael, anche lui personaggio appartenente alla serie originale.
Forse io ho un cuore di pietra (probabile), ma la parte "romance" è quella che ho apprezzato meno.
Lo consiglio in ogni caso, perché Raistan è Raistan e la sua sola presenza merita, a prescindere. E se non avete letto le sue avventure, fatelo!
Questo libro è stupendo! Personalmente trovo il modo di scrivere delle autrici elegante, ben levigato, divertente e coinvolgente. La storia segue l'incontro tra questi due vampiri, così diversi tra loro eppure con qualcosa che li accomuna: ovvero la solitudine dell'eternità. E poi entriamo nel loro mondo, dove anch'essi, nonostante la loro forza e il loro charme, corrono dei pericoli che potrebbero portarli alla perpetua sofferenza. Lo consiglio a chi ama le storie di vampiri /mm /urban fantasy. E aggiungo che potrebbe considerarsi autoconclusivo, però è già disponibile il secondo romanzo "L'alchimia degli opposti 2"
3,5*. Bello. Bella la trama, bello lo sviluppo dei personaggi, fluida e veloce la scrittura. Se amate i vampiri e le storie MM, direi che questo libro fa per voi!
A Londra, di notte, tutto può succedere anche incontrare un vampiro. E se ne incontrassimo due e perfino molto vecchi? Allora, stiamo leggendo il romanzo L’Alchimia degli opposti di Lucia Guglielminetti & Federica Soprani.
Tornano i vampiri e, lo so, torno a leggere storie su di loro, e tutti vi starete chiedendo che cosa mai dirò in questa recensione. Solo per farvi dispetto la chiuderei qui, però non sarebbe giusto nei confronti della casa editrice e delle autrici.
Conoscendo già la scrittura di Federica ero curiosa di sapere cosa avesse messo in campo insieme a Lucia. E sono rimasta molto contenta della mia lettura.
Raistan e Guillaume sono vampiri, sono antichi, sono forti e sono delle creature della notte, crudeli e senz’anima, insomma sono tornati a rivestire i loro tradizionali abiti di cattivi, di creature da temere e per quanto fascinose o seducenti, sicuramente non sono dolci e delicati, romantici innamorati immortali a cui sospirare con gli occhi a cuoricino, come ormai sono diventati negli ultimi anni.
Sono vampiri, succhiano il sangue degli esseri umani e li uccidono anche e pertanto dobbiamo averne timore e se dovessimo incontrarne uno, meglio scappare alla velocità della luce. Un incontro – scontro tra i due protagonisti, che si ritrovano ad essere legati indissolubilmente dall’attrazione fisica e dal un sentimento, che può essere definito come il ricordo mentale di un sentimento umano, che però nasce e cresce tra loro, coinvolgendoli fisicamente e unendoli indissolubilmente attraverso il sangue e i ricordi di una lunga vita immortale, pregna di persecuzioni, dolore, umiliazioni e di segreti.
Due vampiri che usano i loro poteri, per approfittarsi delle debolezze degli uomini a loro vantaggio, per sopravvivere ma soprattutto per rispettare la legge più antica del mondo: vince l’animale più forte e furbo.
E mentre il loro legame si fonde, legandosi a doppio taglio, le autrici raccontano anche di altri vampiri come loro, di una comunità vasta e con delle proprie leggi e classi con cui fare i conti. Solo accenni, descritti nel momento in cui la storia lo richiede per essere compresa e andare avanti, ma che non vengono mai approfonditi quanto vorrebbe il lettore, lasciando il giusto grado di suspence e di voglia di continuare a leggere.
Una storia ben scritta e ben calibrata, che riesce a focalizzarsi sul legame dei due protagonisti mettendoli al centro di tutto, in quanto essenziale comprenderlo e assaporarlo, ma senza dimenticare di dare spazio al background della storia, importante ed essenziale per il seguito che si spera arriverà presto. E ciliegina sulla torta, non manca una buona dose di umorismo che smorza i toni e li rende più veri.
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI EVELYNE Da amante del soprannaturale e dei vampiri, non potevo certo perdermi questo romanzo di Federica Soprani e Lucia Guglielminetti. Ammetto di non aver letto nient’altro di queste due autrici, ma avevo letto spesso il loro nome ed ero curiosa di vedere come avrebbero presentato questi due personaggi così peculiari. Ho amato entrambi, senza alcuna distinzione, perché Guillaume e Raistan sono due vampiri indimenticabili. Inseriti in un mondo perfetto in ogni minimo particolare. Ho gustato con calma la lettura della loro storia, perché il tutto è stato esposto con una chiarezza che di solito manca ai libri di questo genere. Le due autrici non hanno solo utilizzato una figura stereotipata, come è quella del vampiro, ma l’hanno modellata a loro piacimento. Questo è stato sicuramente il dettaglio, per nulla superfluo, che mi ha catturata e fatto apprezzare tutte le particolarità che rendono la storia unica. Non ci troviamo davanti due uomini alle prese con i loro sentimenti e la scoperta di se stessi, c’è molto di più in gioco. Primo tra tutti, li conosciamo quando già sono pienamente coscienti di loro stessi, due personaggi già evoluti e pronti ad affrontare una nuova battaglia. Questo ci porta a dare più attenzione al duo e non al singolo, che però non perde affatto l’interesse del lettore e ci fa innamorare del vampiro sicuro di sé ed enigmatico, allo stesso modo del vampiro impetuoso e impulsivo. Continua sul nostro blog!
Ho letto questo romanzo almeno tre volte. Quando era ancora un progetto giocoso tra le mani delle autrici, quando ho voluto ritrovare uno sguardo d’insieme sulla vicenda di Raistan e Guillaume e quando ho avuto tra le mani il bellissimo cartaceo realizzato da Sága Edizioni. E, come accade con le storie che meritano, ogni volta ho trovato qualcosa di nuovo. Due vampiri (ancora?), una storia d’amore gay (di nuovo?), avventure, liti, riappacificazioni (e allora?). Elementi consueti, quasi cliché, verrebbe da dire. E invece no, perché dalle sette note puoi tirar fuori il tormentone estivo così come un brano sinfonico e struggente. Ecco, le due autrici – delle quali ho letto e molto apprezzato le precedenti e autonome produzioni – hanno tirato fuori l’artiglieria pesante, sia nella scelta del lessico, del ritmo narrativo, sia nei temi e nelle riflessioni. Cosa significa esistere (se non vivere) da secoli? Cosa significa aver subito e aver perpetrato orrori quotidiani per un tempo del tutto al di fuori degli schemi umani? Cosa significa, portando addosso un simile peso senza possibilità di remissione, riuscire ad accorgersi uno dell’altro e, insperato, scorgere il sollievo? Sollievo dall’esistenza, dalla solitudine, dall’orrore, dalla condanna che entrambi sentono di meritare al punto da comminarsi da soli continue condanne. Sono mostri sanguinari. Sono belli come orchidee velenose. Eppure hanno ancora la capacità di “sentire”, di amare, di giocare a spegnere le stelle solo per poi ritrovarle uno negli occhi dell’altro. Opposti che si attraggono, che orbitano, che brillano (no, non come Edward Cullen) uno per l’altro, ancora e ancora. Eterni, crudeli bambini che si tengono per mano sul sentiero oscuro dell’eternità. Da leggere, assolutamente, in attesa del secondo volume.
ho divorato questo libro in meno di due giorni in pratica. inizialmente mi ha lasciato perplessa, c'era una crudezza di termini che mi ha avvilito e ha smorzato l'entusiasmo che avevo provato leggendo la trama ed acquistando il libro. sono andata oltre, l'ho trovato a tratti confuso, ma probabilmente quella è colpa mia. tutto sommato mi è piaciuto, per averlo letto in così poco tempo sicuramente qualcosa di positivo deve esserci, no? non so dire cosa, so solo che questo libro occupava i miei pensieri quando non lo leggevo. mi ha tenuta incollata allo schermo, mi congratulo pertanto con le autrici. non mi sento di dare più stelle, onestamente, forse sono un po' pretenziosa, ma per ora la mia valutazione resta di 3/5. è comunque una buona opera e non vedo l'ora che venga pubblicato il secondo volume (sperando ci sia) perché di questa coppia così "bizzarra" in questo momento mi sembra di non poter fare a meno.