Otto racconti collegati tra loro, un microcosmo di personaggi uniti da relazioni simultaneamente reali e soggettive, o per citare Leibniz, da Enti di Ragione, in bilico tra illusione e rassegnazione disperata. Incontri, ricordi, invenzioni che si insinuano tra il passato e il futuro, influenzano nel presente i flussi di coscienza, portano a ripetere gesti, a cambiarli, a dubitare di sé e degli altri. Penserà ancora a me la ragazza a cui da adolescente scrissi una poesia di insulti? Davanti a me ho la stessa sorella che avevo da piccolo o è un'altra? E perché la fuga di un gatto, un programma in tv, un attentato o una chat erotica mi obbligano a fare i conti con la realtà? E se volessi far finta di niente? Marta Cai smaschera i meccanismi di difesa che attuiamo per sfuggire all' le relazioni ci segnano e non tollerano di essere ignorate.
Mi piace sempre molto inserire un nuovo titolo su GR perché nessuno l'ha ancora letto oppure non si è preso la briga di commentare.
Tempo fa, navigando alla ricerca di spunti di lettura, mi sono imbattuta in un lungo post che elencava giovani autori (ma soprattutto autrici) sconosciuti ai più, pubblicati da case editrici piccole e che, secondo chi scriveva - non l'ultimo pirla - erano meritevoli di essere lette perché raccontavano il mondo in un modo nuovo, diverso. Mi sono presa la briga di copiarmi l'elenco e di andare a fare un po' di ricerche e poi ne ho comprati alcuni. Questo è il primo che leggo.
Scopro una scrittrice talentuosa che pubblica una serie di racconti collegati tra loro in qualche modo, a volte non immediato, ma mi interessa poco. I racconti sono scritti bene e in un modo un po' fuori dal comune, anche se non saprei spiegare esattamente come. Sono diversi fra loro, come temi, come idee, come personaggi, come scrittura. Trovo abbia fatto un buon lavoro, soprattutto se si ha voglia di leggere qualcosa di diverso.
Io avevo voglia di un bicchiere di rosso fuori stagione. Un Pinot nero che non mi ha riconciliato con il mondo, ma in questo periodo non ce la farebbe nemmeno il padreterno, ma che mi ha dato una illusoria gioia momentanea. Direi che ce la facciamo bastare.
Una raccolta di racconti sui generis (come il nome della collana che li ospita), molto particolari, molto veri e pregni di significato. Ma anche molto belli nei loro dettagli di quotidianità. Bel libro.
Il libro è scritto con una interessante struttura di intrecci. Ogni sezione tratta il tema dell'amore e dei sentimenti, in ambito relazionale, in maniera spesso struggente e dolorosa (come solo la vita reale sa fare). I personaggi in un certo modo sono intrecciati tra di loro e solo progredendo con la lettura ci si rende conto dei collegamenti che li uniscono. La scrittura però appare poco fluida, si perde spesso in voli pindarici e flussi di pensiero che fanno perdere il filo del racconto e rendono difficile il raccapezzarsi all'interno della trama. Lettura comunque piacevole e l'autrice si rivela un'ottima scoperta.
È una raccolta di racconti. Spesso ho colto dei veri colpi di genio dell'autrice, Marta Cai riesce ad affrontare in modo singolare tematiche assolutamente quotidiane. Pecche: 1) non tutti i racconti sono allo stesso livello, ho avuto l'impressione che alcuni fossero meno focalizzati di altri. Abbastanza normale in un'antologia, ma qui in particolare; 2) lo stile è pesantuccio da affrontare, ricco di subordinate e parole ricercate, non sempre la pagina scorre come dovrebbe e bisogna tornare indietro a leggere