Simonetta Agnello arriva sola a Londra nel settembre 1963 – a tre ore da Palermo, è in un altro mondo. La città le appare subito come un luogo di riti e di magie: la coda nella fila degli aliens al controllo passaporti; l’autostrada sopraelevata diventa un tappeto volante. La paura di non capire e di non essere accettata forza impietosa il passaggio dall’adolescenza alla maturità. Diventa Mrs. Hornby. Ha due figli. Tutta una vita come inglese e come siciliana. Ora Simonetta Agnello Hornby può riannodare i fili della memoria e accompagnare il lettore nei piccoli musei poco noti, a passeggio nei parchi, nella amatissima casa di Dulwich, nel fascinoso appartamento di Westminster, nella City e a Brixton, dove lei ha esercitato la professione di avvocato; al contempo, cattura l’anima della sua Londra, profondamente tollerante e democratica, che offre a gente di tutte le etnie la possibilità di lavorare. Gioca in tal senso un ruolo formidabile la scoperta di Samuel Johnson, un intellettuale che vi arrivò a piedi, ventisettenne, alla ricerca di lavoro; compilò il primo dizionario inglese ed è considerato il padre dell’illuminismo inglese. Johnson appare negli studi che Tomasi di Lampedusa – ancora una volta il nodo fra Londra e Palermo – dedicò alla letteratura inglese, con un suo celebre adagio che qui suona motto esistenziale, filtro di nuova esperienza: «Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco anche di vivere».
Simonetta Agnello Hornby is an Italian lawyer and writer born in Palermo in 1945, who later acquired British citizenship. She left Sicily at the age of 21 to get married in England. Simonetta Agnello Hornby studied English at Cambridge before returning to her native Sicily to complete a law degree. Armed with a Fullbright grant she moved to America for a year to furthered her studies. She returned to the UK to begin a legal career and to live and later marry the Englishman she had met in Cambridge with whom she had two children. She has been living in London since 1972, and is the President of the Special Education Needs and Disabilities Court.
Questo libro si presentava come il racconto dell'arrivo dell'autrice a Londra, mostrandoci la città con gli occhi della ragazzina siciliana appena sbarcata in un mondo alieno. Un mondo che col tempo, studiando e vivendo lì, le si sarebbe dischiuso accogliendola al suo interno. Una dichiarazione d'amore per la sua città d'adozione.
Cosa ho trovato invece?
Non è una biografia. Contiene elementi autobiografici, certo, frammenti di vita dell'autrice inseriti nel contesto londinese. Ma questi sono apparentemente casuali, si va avanti e indietro per il tempo senza motivo e senza soluzione di continuità. Una volta arrivati in Inghilterra, il tempo smette di avere senso e a volte troviamo l'autrice già sposata e con bambini, poi avvocato, poi di nuovo studentessa, poi nonna, poi di nuovo giovane madre, poi madre meno giovane, poi di nuovo indietro nel tempo.
Non è un saggio sulla storia della città. Contiene diversi spunti sulla storia di alcuni posti ben precisi, più o meno famosi, ma sono sporadici e aleatori.
Non è una guida di Londra. Mostra ben poco della città, alcuni itinerari che all'autrice piacciono.
Alla fin fine resta più o meno la dichiarazione d'amore per Londra. Il libro ci racconta le emozioni che l'autrice prova per la città, come pur essendoci vissuta per buona parte della sua vita non la conoscerà mai totalmente, ma nessuno la può conoscere totalmente. E però chi ci è nato la conosce pur senza conoscerla, come per osmosi. Ci racconta un po' l'evoluzione della città nell'ultimo secolo, ci racconta un po' il carattere dei londinesi e le loro abitudini, ci mostra un po' di intolleranza e di razzismo. Argomenti spinosi che poi lei sul finale si dice sicuro svaniranno nel nulla per via della multiculturalità di Londra, e vedere invece quel che succede in questi giorni laggiù fa temere invece che fosse fin troppo ottimista.
Una lettura francamente lenta e spesso noiosa. La parte migliore è probabilmente la prima metà della seconda, con capitoli brevi e concisi dedicati ad aspetti ben mirati.
Mi Londres como bien apunta en los agradecimientos la escritora, no es una biografía, ni un ensayo literario, ni una guía turística, ni una novela, ni tampoco un texto sociológico, es, una declaración de amor a la ciudad y sus habitantes. Y todo un homenaje a la figura del intelectual Samuel Johnson. Y como comparto el mismo grado de fascinación que Simonetta Angello Hornby por Londres, he disfrutado viajando de nuevo a esta gran ciudad esta vez con la imaginación y guiada por la autora, que ha logrado anote ciertos lugares de interés desconocidos por mi a visitar.
Te describe Londres y sus lugares predilectos, ahonda mucho en su trabajo social como abogada de familia; en lo personal profundiza demasiado en un tema que en lo personal no esperaba encontrar en un libro de una escritora. Durante toda la lectura sentía que estaba leyendo datos y curiosidades de una mujer fría y práctica, como lo es una abogada, y no una escritora amante de la literatura y las artes. Su homenaje a Samuel Johnson es correcto y conciso, pero no hay nada más... No hay mención al teatro de aquellos tiempos. La era dorada del National Theatre, dirigida por aquellos años por Laurence Olivier, a la literatura y los escritores en boga de aquellos interesantes y controversiales años 60, o de paso mencionar el circulo de bloomsbury... pero nada, cero, ni una mención.
En cuanto a Londres como ciudad, ella es más precisa: parques, museos, la City, uno que otro dato curioso y eso es todo, pero la forma utilizada para describir estos elementos acerca peligrosamente este trabajo a un guía turístico soso. La autora nos habla de los lugares de Londres a los que suele ir, pero lo hace de una forma bastante simplona en mi opinión. Con saltos temporales abismales. Todo pasa rápido, llega a Londres procedente de Sicilia con menos de veinte años para cursar inglés en Cambridge, y luego, de repente, nos encontramos ante una Simonetta mucho mayor que la que conocimos al principio, ya mudada con esposo y con dos hijos. Tuve una sensación extraña al leer a esta señora. sientí a una mujer rebelde y que en su fuero interno iba constantemente contra la corriente conservadora de ese Londres adoptivo el cual se considera parte de él, aunque al leerlo siempre sentía a Simonetta a un pez fuera del agua en esa ciudad a pesar de ella, conservadora y clásica.
La parte final fue tan esclarecedora en cuanto a como es vista Simonetta para un Londinense cualquiera, en este caso un guardia de parque: La señora extranjera quería ver la escultura fea del parque (los burgomaestres de Calais) Y ella le dice: Soy Londinense igual que usted...
Londra vista attraverso gli occhi di Simonetta Agnello Hornby, che ha passato la maggior parte della sua vita in Inghilterra. Scritto molto bene, è un modo per conoscere non solo i luoghi ma anche le abitudini e i comportamenti degli inglesi. Da convinta anglofila, questo era un libro che dovevo assolutamente leggere. Ovviamente ognuno può raccontare una città che ama a modo suo, prediligendo certi aspetti piuttosto che altri. Ecco, in questo caso, alcune parti le ho trovate un po' lente e mi distraevo facilmente durante la lettura. Sicuramente però merita, se non altro per vedere Londra attraverso gli occhi di una siciliana colta e curiosa.
in questo frammentario memoir incentrato su londra- l'autrice racconta pezzetti della sua vita legati alla città in cui ha scelto di vivere. non è un'autobiografia né una guida di viaggio, ma fornisce qualche indicazione sui luoghi amati e frequentati dalla agnello hornby. non sempre interessante, dato che alcune parti sembrano un po' frettolose e a volte indulge in blande seppur ridondanti autocelebrazioni, ma comunque di piacevole lettura se si ama londra e la si conosce un po'.
A través de la vida y experiencias de la autora, descubrimos una Londres y varias facetas de los londinenses, desconocidas. Asombra la extensa investigación histórica realizada por Simonetta a la hora de escribir el libro. Al igual que sorprende la cantidad de información desconocida sobre la ciudad.
Se nota el amor de la autora por Londres en cada una de las 300 páginas.
I know that I've only lived in London for 4 months, not a half lifetime as Simonetta, but oh how I can understand her!!!!!! London is really the most beautiful town in the world!!!!
“Sir, when a man is tired of London, he is tired of life; for there is in London all that life can afford.”
“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire.” ― Samuel Johnson, The Life of Samuel Johnson LL.D. Vol 3
Come opporsi a questa verità assoluta? Chi è stato a Londra almeno una volta nella vita per più di un giorno sa quanta verità contenga l’affermazione di Johnson, intellettuale illuminista – spesso citato dall’autrice – che visse in prima persona la particolare metamorfosi da straniero emigrante a fiero londinese, così come racconta e rivive Simonetta Agnello-Hornby in questo diario di viaggio e… di conoscenza reciproca, tra lei e la sua Londra. Devo confessare il mio debole – più unico che raro – verso la metropoli inglese, l’unica città del genere in cui avrei il coraggio e la volontà di vivere se dovessi sceglierne una al mondo. Londra è unica, non c’è dubbio. Raccoglie in seno la storia più antica e la più recente come abiti invernali ed estivi indivisi nello stesso armadio, conserva la dimensione umana pur nella sua estensione, l’individualità del singolo nella moltitudine più eterogenea, l’ordine nel caos dell’apparenza, nessuna città o metropoli può competerle. Nessuna...
Stralci di Londra mescolati a stralci della vita dell'autrice. Una dichiarazione d'amore per la capitale del regno a dire la verità poco riuscita e un poco arruffata e frettolosa. Non è una guida, ma è interessante perchè offre buoni spunti per qualche passeggiata e soprattutto racconta gli inglesi con gli occhi curiosi e stupiti della siciliana immigrata che col tempo si è trasformata in perfetta londinese. Forse c' è un po' troppo autocompiacimento per una carriera certamente di successo. Personalmente preferisco, e di molto, la Agnello Hornby de "La mennulara", per esempio.
“Questo libro, che non è una guida turistica, non è una biografia, non è un romanzo, non è un saggio letterario e nemmeno un testo sociologico, ma una dichiarazione d’amore a una grande città e ai suoi abitanti”. Ecco le parole dell’autrice Simonetta Agnello Hornby. A mio parere invece, un taglio da guida turistica con un pizzico di biografia è proprio la definizione perfetta per questo libro. L’ho acquistato perché il Regno Unito è il mio luogo preferito nel mondo, ma ammetto di essere stata delusa. Mi aspettavo di trovare molto di Londra : i suoi parchi, i suoi musei, la City, la famiglia reale e così è stato, ma la forma utilizzata nel descrivere tali elementi avvicina pericolosamente quest’opera ad una casereccia guida turistica. L’autrice ci racconta i luoghi di Londra che è solita frequentare, ma lo fa in maniera poco appassionata secondo me e, in certi capitoli, anche troppo frettolosa. Tutto si svolge in maniera rapida, lei che arriva a Londra dalla Sicilia quando è ancora una ragazzina per poi , all’improvviso, trovarci davanti una Simonetta molto più grande di quella che abbiamo conosciuto all’inizio, già sposta e con due figli. Questi continui cambi temporali imprecisati e che spesso avvengono anche nell’arco dello stesso capitolo, mi hanno confusa più di una volta e non mi hanno permesso di essere coinvolta a pieno nel libro. Ho avuto una strana sensazione leggendo. È come se io sia rimasta sulla soglia di casa tutto il tempo senza che la Hornby mi abbia messo nelle condizioni di riuscire a entrare e capire il suo lavoro e, da lettrice, questa non è una cosa che amo. “La mia Londra” è un bel libro, da leggere sicuramente per prendere appunti se siete in procinto di partire verso la Gran Bretagna, ma manca tutta la parte emozionale che, a mio parere, deve esserci in una “dichiarazione d’amore”, altrimenti diventa davvero “una guida turistica”. Gli regalo una stella in più semplicemente per Londra.
"Compré un gran mapa, de esos que se cuelgan en la pared, una guía de Pevsner y calzado cómodo: estaba preparada para conquistar mi segunda ciudad...con treinta años de retraso" .
Simonetta me tiene conquistada desde que hace unos meses leí Unas gotas de aceite, lectura que recomiendo para empezar con la autora. No sé qué tiene pero, su forma de contar, engancha. Mi Londres es un libro distinto, diría que peculiar; aunque cuenta parte de su vida y recorremos con ella su Londres particular, como bien dice: "Este libro no es una guía turística, ni una biografía, ni una novela, ni un ensayo literario y mucho menos un texto sociológico, sino una declaración de amor a una gran ciudad y a sus habitantes"
Casi a modo de relato, cada capítulo cuenta pequeños retazos sobre su vida en la ciudad (llegó por primera vez como estudiante en 1963), hilándolos a la perfección con anécdotas, detalles, recomendaciones y datos históricos que han elevado mi ya infinita curiosidad a niveles estratosféricos. Sin duda, ese es uno de los puntos fuertes de esta lectura, las ganas de descubrir la sociedad y cultura inglesa que no te cuentan en las guías; detalles que nos convierten en viajeras y no en turistas. Es cierto que mi favorito hasta el momento sigue siendo Unas gotas de aceite y que la lectura me ha hecho arrugar un poco la nariz con algunas expresiones (no sé si por la traducción), pero no es algo que haya estropeado la lectura; he disfrutado mucho de este pequeño viaje lector, Simonetta ha sido un descubrimiento maravilloso este año y mis ganas de seguir leyéndola sólo hacen que aumentar.
"La pasión por la lectura y el placer por compartirla, junto con el deseo de estar informados sobre las novedades de las librerías, dieron origen a los Book Clubs: grupos de personas que se reúnen generalmente en los pubs, una vez al mes o más, siguiendo el ejemplo del doctor Johnson y sus amigos".
A ventisei anni Simonetta Agnello Hornby va a vivere a Londra. Non è la prima volta che visita la città: già diciottenne, fresca di maturità e prima di intraprendere gli studi universitari, vi era stata di passaggio per Cambridge, dove avrebbe trascorso centoventi giorni.
Ne La mia Londra di Simonetta Agnello Hornby, pubblicato da Giunti a maggio 2014, Londra ci viene presentata da punti di vista diversi. La osserviamo con gli occhi della ragazza che l’assapora per la prima volta, con quelli della madre di famiglia che va a vivere a Dulwich, con quelli dell’avvocato dei minori – Child Care Solicitor – presso il comune di Lambeth a Brixton, nel sud della città, e ancora, come l’inquilina degli eleganti Ashley Gardens, nella prestigiosa City of Westminster.
La Simonetta diciottenne arriva a Londra per la prima volta negli anni ’60 e la osserva con occhi giovani e pieni di curiosità, pronti a sfatare i pregiudizi di zia Graziella che, due generazioni prima, aveva decretato che fosse troppo caotica. La ragazza, invece, è pronta a osservare, studiare, assimilare, partecipare.
Mi feci mosca e mi lasciai portare dalla folla, posandomi ora su una spalla, ora su un’altra, osservando quello che osservavano gli altri.
La Hornby non perderà mai negli anni questa capacità molto intelligente di “farsi mosca”, come dice lei, per studiare le persone che la circondano e per assimilare abitudini e scoprire piccole gemme segrete che, in caso contrario, avrebbero potuto sfuggirle. Il primo impatto è quello di una città accogliente, dove si possono trovare etnie provenienti da tutto il mondo e dove la giovane Simonetta trova subito il conforto di un suo conterraneo lontano nel tempo.
Era un Antonella da Messina, San Girolamo nello studio. […] Gli inglesi avevano comprato il quadro del mio conterraneo, per questo all’improvviso li trovai simpatici. […] Da allora, a Londra non mi sono mai sentita fuori posto o non voluta. Le volte rare in cui ho provato una vaga nostalgia mi è bastato passare dalla National Gallery e dare un’occhiata a San Girolamo nello studio per rendermi conto che a Londra la nostalgia è fuori luogo, che non sono sola: c’è almeno un altro siculo-londinese in città, e ci facciamo compagnia quanto basta. San Girolamo mi aspetta sempre, anche se di tanto in tanto cambia stanza.
Nel corso delle sue diverse “esperienze” londinesi la scrittrice s’imbatte ripetutamente in Samuel Johnson; degli “incontri” apparentemente casuali con un personaggio di cui Tomasi di Lampedusa aveva detto «Johnson è l’Inghilterra». Le prime volte la Hornby quasi snobba il letterato illuminista che si trasferì a Londra a ventisei anni, proprio la stessa età che aveva la scrittrice siciliana quando prese casa a Dulwich, nel 1972. Poi, però, Johnson diventa il suo mentore nella scoperta della città d’adozione e, come dice nel titolo del primo capitolo della seconda parte, la Hornby lo elegge suo “nume tutelare”. A Johnson spetta aprire, con una citazione, ogni capitolo del libro – perfettamente calzante anche in una Londra molto più moderna di quella in cui visse lui – e a lui è dedicata l’introduzione dal titolo Un omaggio a Samuel Johnson. La Hornby gli dedica, inoltre, un lungo capitolo per farci conoscere quel personaggio al quale la scrittrice sente di essere vicina perché la sua visione di Londra aveva colto l’anima della città, un’anima che sembra essere rimasta immutata, malgrado le acque del Tamigi abbiano continuato a scorrere per due secoli e mezzo sotto i ponti.
Ho camminato per Londra in lungo e in largo, da sola e in compagnia. Sempre con la curiosità e la consapevolezza che Johnson era passato di lì o, se fosse stato un mio contemporaneo, che avrebbe gradito la vista che si presentava davanti ai miei occhi: nei posti meno probabili, Londra offre scorci capaci di sorprendere e meravigliare.
Se nella prima parte Simonetta è spaesata e si sente Un’aliena a Londra – questo il titolo che denomina la prima sezione del libro –, perché deve ancora metabolizzare le abitudini della metropoli, in seguito la Hornby ne rivendica l’appartenenza, avendo vissuto e quindi “marcato il territorio”. La città diventa così La mia Londra del titolo e della seconda e più ampia sezione dell’opera. Infine ci sono due appendici dedicate agli immigrati – quelli italiani, in particolare – e ai ristoranti preferiti della scrittrice.
Il tema della cucina è meno presente che in Un filo d’olio, ma è comunque parte integrante del libro, non solo con l’appendice finale dedicata ai ristoranti preferiti della Hornby, ma con continui aneddoti e ricordi legati al senso del gusto, perché per sentirsi parte di una città bisogna assaporarla con tutti i sensi. La Hornby si rivela ancora una volta aperta e curiosa, mai prevenuta nei confronti di una cucina che molti italiani considerano inferiore.
La mia Londra ci mostra l’alter ego della Simonetta Agnello Hornby di Un filo d’olio, in cui la scrittrice raccontava le estati della sua infanzia al Mosè, la tenuta di famiglia Agnello, attraverso tutti i sensi, il gusto in particolare. In questo sequel immaginario c’è invece la donna che, pur mantenendo il suo spirito di donna siciliana pratica e forte, diventa cittadina della più grande metropoli europea; londinese a tutti gli effetti e con ogni diritto a definire Londra ‘sua’. Eppure La mia Londra non è un’autobiografia, malgrado la vita dell’autrice sia strettamente intessuta nella struttura del libro con aneddoti ed esperienze che ci fanno comprendere meglio il grande amore della Hornby per la sua città d’adozione.
La mia Londra si può definire una vera e propria guida della città con un’accompagnatrice d’eccezione a farci da cicerone, un’accompagnatrice che ha l’esperienza maturata da chi ha vissuto la città con amore e continua curiosità, proprio come fece due secoli e mezzo fa Samuel Johnson.
Prima per gli studi, poi per il lavoro e la famiglia, Simonetta Agnello Hornby ha lasciato la natia Palermo per trasferirsi in Inghilterra, con parentesi negli USA e nello Zambia. Questo memoir racconta la quotidianità inglese declinata in base alle zone di Londra in cui l'autrice e avvocato ha vissuto. Fra le descrizioni delle passeggiate, le annotazioni gastronomiche e le analisi sociologiche, tutto sotto l'egida di Samuel Johnson, ritrovo una Londra che è anche mia: non sono mai stata a Dulwich né a Brixton e sono passata solo di sfuggita dalla City, conosco un po' meglio Westminster e ancora meglio High Street Kensington e Holland Park, ma mi oriento comunque grazie ai precisissimi riferimenti e colgo l'opportunità di scoprire nuove zone di una città che mi apparterrà sempre, da quando me ne sono innamorata in viaggio-studio a sedici anni. E nel frattempo scopro anche una scrittrice a cui ho sempre girato intorno, intercettando qualche prefazione o qualche intervento sui media, ma che mi ripropongo di esplorare meglio.
Una guida turistica un po' diversa, quella della Agnello Hornby. Il suo punto di vista è sicuramente privilegiato; chi scrive è infatti una figlia della Sicilia bene che sposa un inglese benestante e diventa una donna in carriera con posizioni di prestigio in un Paese straniero - una insomma che ha saputo trarre il massimo dalle occasioni che le si sono presentate. Simonetta ci accompagna tra le vie ed i quartieri della città attraverso i decenni, per conoscere anche come Londra sia cambiata nel tempo; conosciamo i suoi vicini di casa, le amiche, partecipiamo alla vita familiare e lavorativa. Il confronto tra la cultura siciliana e quella britannica è continuo ed arricchente, pieno di curiosità. Infine, a forza di sentirlo nominare, ho nella lista desideri di Amazon il "London A-Z" - per quando si potrà tornare a viaggiare, io sono pronta!
Un cammino fra le strade della città più famosa d’Europa, uno sguardo a quei monumenti che fanno sognare.. La Londra di Simonetta Agnello Hornby è un po’ come la mia: un’emozione nuova da scoprire ogni volta! Chi dopo la lettura di questo sogno ad occhi aperti non è corso su internet a prenotare un biglietto aereo?
Grazie a Simonetta, chi non ha mai visitato Londra può viverla per la prima volta.. e chi come me ci è già stato (e ci ha lasciato il cuore) può viverla di nuovo, come fosse la prima volta. Grazie a Simonetta, ognuno può “farsi mosca” e viaggiare per le strade londinesi, allo scoperta dell’anima di una città che strega e affascina... e fa innamorare ogni volta sempre di più.
This book was an interesting one. I started in 2020 and left it after a couple of chapters cause I found it quite slow.
At a distance of three years, I randomly noticed that I left this book unfinished and started it again. I could have not loved it more. It is possibly due to the fact that I am too a Sicilian person who moved to London for a year abroad and ended staying moving there permanently but everything was so relatable, from culture, to the Italian relationship with the UK and London.
Some chapters were less interesting than others in my opinion, but that’s all down to a person’s experience with the city.
I am happy I went back to it when I did cause it made me feel at home.
Londra attraverso gli occhi dell’autrice dagli anni ‘60 ad oggi. Scorrevole, a tratti interessante ma mi aspettavo di più, sia a livello di passione che di dettagli segreti sulla città. Inoltre ho fatto fatica a seguire il filo temporale, si fa continuamente avanti e indietro senza permettere al lettore di capirlo quindi a volte si ha la sensazione di aver perso dei pezzi. L’ho letto senza fatica, ma penso lo dimenticherò presto.
Londra è la mia città preferita e il libro mi ha incuriosito su alcune zone di Londra che normalmente non si visitano (pochi giorni, al massimo una settimana) e mi ha fatto venir voglia di tornarci presto. Inoltre ho imparato usanze e comportamenti londinesi che può sapere solo chi ci abita a lungo venendo da un altro paese. Quello che non mi è piaciuto è il continuo cambio di tempo e argomento senza un filo logico. Ma l’amore per Londra dell’autrice si sente tutto.
Per me, che come l'autrice sono arrivata a Londra dopo la laurea, e ci sono rimasta, questo libro è stata una scoperta di tante cose, dagli aneddoti sui personaggi storici, a cosa si può fare in questa città in termini di carriera, ma anche, più semplicemente, tante idee per delle passeggiate post Covid-19.
Consigliatissimo non solo a chi vuole saperne di più su Londra in vista di un viaggio futuro, ma anche a chi è già qua.
Molto carino questo libro, a metà strada tra la guida e l'autobiografia. Non avendo mai letto nulla della Agnello Hornby, non ho termini di paragone, ma mi è piaciuto il modo di scrivere, mi ha fatto quasi sentire parte della famiglia, oltre a farmi ritrovare luoghi che ho amato e in cui spero di tornare al più presto. Molto belle anche le citazioni di Johnson all'inizio dei capitoli!
Non riesco a capire come mai abbia interrotto la lettura tempo fa. È un libro godibile, per nulla pesante, a metà strada fra una raccolta di aneddoti, una piccola biografia e un guida turistica di Londra. Quello che mi aspettavo da questo libro della Hornby. Lo consiglio a tutte quelle persone innamorate di Londra e della GB.
“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire.” (Cit) Un libro per amanti di Londra. Permette di scoprire tante curiosità sulla città e sulla sua storia. E camminare con l’autrice, tra le pagine del libro, in luoghi noti e meno noti, nel corso degli anni, è come tornarci ancora una volta.
Sapete cosa mi dà fastidio in questo libro? Il fatto che la scrittrice rinneghi e sputi sopra la cittá in cui é nata "A Londra si possono perfino vedere dei vecchietti che di tengono per mano.A Palermo é impensabile?" MA STAI SCHERZANDO,VERO? Mi sa che l'aria inglese dá alla testa
Mi spiace ma avevo altre aspettative su questo libro. L'ho trovato lento, pieno di luoghi comuni che un po' mi hanno infastidito e anche saccente a tratti. Terminato più per non lasciare il libro a metà che per reale voglia di concluderlo. Peccato...
La scrittrice siciliana cittadina londinese ci porta con sé alla scoperta delle strade di Londra e del suo perdurare innamoramento per questa metropoli. E' un po' autobiografia, un po' guida turistica, è un canto d'amore per la città che l'accolse tanti anni fa.