Oggi abbiamo quasi dimenticato il significato originario di espressioni come "capire l'antifona", "in camera caritatis", "refugium peccatorum", "avvocato del diavolo", "bacucco" o "repulisti". In tutta l'era cristiana la pratica religiosa ha intriso con i propri lasciti il linguaggio esclamazioni, intercalari, proverbi, massime, metafore, similitudini. "Sicuterat" è un vero e proprio catalogo ragionato alla ricerca di questo passato da disseppellire, in cui Beccaria si addentra passeggiando tra le parole che hanno accompagnato i discorsi dei nostri padri.
Sotto molti aspetti divertente: trasformare le parole della liturgia latina in altre non è cosa nuova. Succede anche ora quando sentiamo senza capire le canzoni in lingua straniera e pretendiamo di cantarle. Il fatto è che molte di quelle parole del "latinorum" sono entrate nell'uso comune e senza sapere a volte da dove hanno origine. Poi c'é anche l'aspetto più serioso delle spiegazioni: ecco, confesso che spesso ho saltato a piè pari queste pagine, che forse interessano altri lettori.