Ce l'hanno raccontata a scuola, la vicenda di Angelica, la bella per eccellenza, la donna per cui i paladini di mezzo mondo impazziscono, si sfidano in epiche battaglie, disposti a rischiare la pelle pur di averla. Angelica l'esotica, l'insidiosa, il motore di ogni passione, che attende in silenzio di essere conquistata come un trofeo. Ma qualcuno si è mai chiesto se era d'accordo? Se a lei Orlando - che sarà pure stato l'eroe della cristianità, d'accordo, ma anche un uomo di rara bruttezza - piaceva? Se quella rissa tra maschi alfa non le sembrasse ridicola? Se desiderasse, magari, qualcos'altro? Lo ha fatto Vittorio Macioce, che per la prima volta dà voce a questa creatura tanto celebrata quanto misteriosa. In fin dei conti una ragazza normale, simile a quelle di oggi, con emozioni che intatte attraversano i secoli: il desiderio di sentirsi viva, di trovare un posto nel mondo; la necessità di fare chiarezza sulle proprie origini; il fastidio di essere continuamente oggetto di attenzioni maschili; il dolore di interpretare un ruolo cucitole addosso da altri. Ricostruendo in chiave contemporanea tutto ciò che la storia della letteratura ha trascurato di Angelica e delle pulsioni che la animano, Macioce ci guida alla riscoperta di una vicenda sorprendentemente densa di riferimenti pop - dai videogiochi allo spaghetti western, dalla musica ai romanzi fantasy - e che non ha mai smesso di dirci qualcosa sulla natura delle ossessioni amorose.
Si tratta di una trasposizione in prosa del celebre poema cavalleresco di Ariosto, ossia l' "Orlando Furioso". Intitolato "Dice Angelica", tale romanzo scritto da Vittorio Macioce rappresenta per l'autore stesso, già noto giornalista, il suo primo esordio all'interno della narrativa.
Titolo: "Dice Angelica" Autore: V. Macioce Genere: romanzo epico Ambientazione spazio-tempo: Tra Europa ed Oriente, fine '400/inizio '500 Anno: 2021 Edizione: Salani editore
Trama: Come si evince dal titolo, le vicende vengono narrate in prima persona da Angelica, bellissima principessa del Catai, che è in grado di far innamorare tutti gli uomini grazie alle sue doti ed al suo aspetto. Uno dei suoi innumerevoli contendenti è Orlando, il quale, dopo aver scoperto che ella sembra aver scelto un altro uomo, si dispera fino al punto di perdere la ragione, che recupererà solamente grazie ad un curioso viaggio sulla Luna compiuto dal cugino Astolfo. Il racconto, riportato proprio dal punto di vista della ragazza, si sofferma spesso su alcuni aspetti del suo passato, relativi alle sue origini, parlando anche del rapporto che lei ha con la madre ed il padre. La storia ovviamente contiene anche episodi descrittivi delle scene di combattimento tra Saraceni e Cristiani, che si scontrano in battaglia, nonché riferimenti ad altre storie d'amore tra i personaggi, come per esempio quella tra Ruggiero e Bradamante.
Commento: Avendo letto alcuni estratti dell'opera di Ariosto ai tempi della scuola, approcciarmi alla trama di questo romanzo è stato piuttosto semplice, perché ne ricordavo la struttura ed i personaggi. Quello che più mi ha colpita è sicuramente il modo in cui l'autore ha "giocato" attraverso lo stile e l'impostazione generale della storia, al fine di rendere il personaggio di Angelica più vicino ad un pubblico moderno. Anche le ragazze di oggi, infatti, ben possono immedesimarsi in lei, che in questo romanzo si rivela essere spesso insicura, piena di dubbi, paure ed interrogativi tipici della gioventù. Il tono della protagonista - narratrice inoltre è schietto e a tratti sarcastico, il che consente ancora una volta al lettore di empatizzare maggiormente con lei e con gli altri personaggi; Angelica è desiderosa di trovare il proprio posto nel mondo, di riuscirci con le proprie forze, infatti nonostante le sue incertezze è anche una giovane donna dall'animo tenace e risoluto.
I capitoli, salvo alcune eccezioni, sono piuttosto brevi, e questo rende la lettura molto scorrevole e fluida. Proprio come all'interno delle celebri ottave di Ariosto, anche in questo caso assistiamo ad un intreccio di molteplici vicende relative ad altrettanto numerosi e diversi personaggi, tutti in qualche modo collegati gli uni agli altri da un sottile filo costituito da parentele, sentimenti ed avvenimenti storici.
Insomma, si tratta di un romanzo che riprende certamente i temi e le imprese già incontrati all'interno dell' "Orlando Furioso", dando però agli stessi una connotazione attuale attraverso un perfetto mix tra mito, leggenda e realtà, il tutto condito con espliciti riferimenti alla musica pop, ai videogiochi ed ai romanzi fantasy che tutti noi amiamo.
L'episodio che resta da sempre il mio preferito e che merita a mio avviso un approfondimento è comunque quello di Astolfo sulla Luna. In tale occasione infatti, il paladino di Carlo Magno in questione, volando in groppa ad un Ippogrifo, si recherà appunto sulla Luna al fine di recuperare il senno di suo cugino Orlando e permettergli dunque di riprendersi dalla delusione amorosa subita per vincere la guerra contro i Saraceni. Durante questa avventura, Astolfo passeggia tra le varie cose perdute dagli uomini sulla Terra, trovando preghiere, sospiri, lacrime, desideri, speranze e così via. Egli si perde nei propri ricordi ed intraprende un'importante riflessione, che può dirsi attuale in ogni epoca storica in cui l'uomo si trova a vivere: l'individuo è da sempre avido di fama, potere, notorietà, cerca smanioso attenzioni di ogni tipo, e questo lo porta spesso a perdere la propria razionalità. Astolfo, oltre all'ampolla contenente la ragione di Orlando, troverà anche la propria; al termine della sua ricerca materiale ma soprattutto spirituale, egli tornerà sulla Terra.
Ho assegnato a questo libro ben 4 stelline qui su Goodreads. Lo consiglio a chiunque voglia scoprire o riscoprire un classico della letteratura italiana rinascimentale in una chiave tutta moderna, fresca e coinvolgente, e a chi vuole conoscere meglio un personaggio tanto amato ma poco discusso e scandagliato come quello di Angelica, mediante i suoi stessi occhi e le sue stesse emozioni.
Ringrazio di cuore Salani editore per l'omaggio della copia digitale di questo libro!
Ha perfettamente ragione Macioce: le vicende di Orlando non possono avere un finale. Come tutte le storie eterne, è fatta per essere raccontata nuovamente, arricchita, reinventata. Del resto, è quello che ha fatto Ariosto, liberando il paladino dalla sua allure di eroe medievale pio e incorruttibile, per renderlo un eroe svagato e irrisolto, le cui peripezie infinite non sono neppure guidate dalla curiositas di Ulisse, ma da una passione amorosa talmente rovinosa che lo porterà alla follia. Ognuno questa storia l'ha narrata a modo suo, in Sicilia è divenuta il canovaccio infinito dell'Opera dei Pupi, Italo Calvino l'ha narrata in maniera così superba che finiamo per dimenticare dove finisce la poetica di Ariosto e dove comincia quella del castello dei destini incrociati.
Eppure, anche nel gioco iperbolico di Calvino noi eravamo gli inseguitori di Angelica, mai eravamo stati dalla parte dell'inseguita. Il titolo del romanzo d'esordio di Vittorio Macioce, invece, ci rivela subito la sua scommessa: Dice Angelica. Angelica sa benissimo di partecipare al gioco delle illusioni, anzi di impersonare l'illusione più grande: l'amore. Sa che nessuno dei paladini che la insegue la conosce o è interessato a conoscerla, segue solo una proiezione di se stesso, un desiderio carnale o romantico, ma comunque illusorio e privo di verità. Sa bene di essere l'amo che suscita la trama delle storie, l'esca delle parole e di tutto ciò che è destinato a svanire.
“Dice Angelica” è dedicato all’Orlando. L’Angelica del titolo è la donna contesa da Rinaldo e Orlando nella leggenda raccontata nel chanson de geste del ciclo carolingio, nel poema cavalleresco di fine Quattrocento “L’Orlando innamorato” di Matteo Maria Boiardo e del successivo “Orlando furioso” di Ludovico Ariosto, di circa trent’anni dopo.
Ossessionato dalla figura di Angelica come, del resto, lo sono gli uomini che le ruotano attorno, Vittorio Macioce decide di raccontare l’ “Orlando furioso” dal punto di vista di lei, che è una donna libera e allo stesso tempo prigioniera; carnale, appassionata e insieme fragile, pare avere le idee chiare eppure tutti se la contendono come se non avesse una volontà propria.
Una volta che si trova la chiave di lettura del romanzo, si viene trasportati dalla teatralità, dall’introspezione e dalla generosità. Se conoscete bene l’ “Orlando” ne apprezzerete le sfumature e i riferimenti.
Amando l'Orlando Furioso, mi sono incuriosito leggendo la trama di questo romanzo. Una rivisitazione della storia dal punto di vista di Angelica, raccontata proprio da lei (che spazia a comprendere anche riferimenti a Orlando Innamorato, Canzone di Orlando e altre opere letterarie affini). La trama è molto scorrevole, l'autore riesce a metter un certo ordine nel complesso intreccio del poema. Per farlo, dedica ogni capitolo a un personaggio o a una vicenda, come Cloridano e Medoro o Astolfo sulla luna. Nonostante sia incentrato su Angelica, c'è comunque spazio per altri personaggi, sopratutto quelli che ruotano attorno a lei. Lo stile è scorrevole, con qualche dialogo a spezzare la narrazione e a rendere tutto più attuale.
Unico neo. Forse in alcuni capitoli si fa fatica a capire chi stia parlando, in quanto a volte Angelica cede il posto a altri narratori o lei narra per conto loro, e ciò non è proprio immediato.
Dice Angelica è un grande romanzo italiano con numerosi riferimenti alla modernità e alla cultura popolare, che unisce un classico della letteratura al tema più dibattuto del momento sui media. https://ilmondodichri.com/dice-angelica/