Bertrand Russell sosteneva che in ogni uomo c'è un grammo di mitomania. Nel caso di Rosario Maestrelli, il personaggio del romanzo, impiegato postale, non si può parlare di grammi, ma di quintali di mitomania. Quintali accumulati in anni trascorsi dietro lo sportello di un ufficio postale di Milano. Madre e fidanzata a carico: troppi telegrammi, troppe illusioni. Ma la sua sarebbe rimasta una colossale mitomania repressa se, in Autogrill lungo l'autostrada del Sole, non avesse incontrato Gea Balestri: creatura diabolica della Roma bene. Con lei Rosario dà finalmente sfogo alle sue illusioni e punta alla conquista di Roma, anzi, della Roma bene. Potrà un ex impiegato postale, per di più astigmatico, farsi largo tra i miliardi, i nobili decaduti, la mafia dei salotti capitolini? Gea, bambola con le rughe di un banale uomo-miliardo, figlia unica di un ministro, ovviamente corrotto, è una "spalla" ideale.
L' impiegato postale Rosario Maestrelli riassume in sè tutti i difetti dell'italiota. Un ritratto atroce e impietoso, una storia paradossale che offre a chi legge ininterrotto divertimento.