L'opera di Lem sfugge a qualsiasi categoria. Come definire l'autore? Un filosofo? Un narratore? Uno scienziato? Forse tutte e tre le cose nello stesso tempo. La straordinaria ricchezza inventiva del più celebre autore di fantascienza non angloamericano è ben rappresentata dai racconti presenti in questo volume: quarant'anni di vita intellettuale e creazione letteraria dal primo, Il ratto nel labirinto, del 1956, fino a Il materassino, del 1995.
Universi raccoglie infatti, per la prima volta, l'intero corpus della narrativa breve dell'autore di Solaris, una produzione multiforme ed estremamente originale, nella quale il lettore ritrova i temi presenti anche nei romanzi: l'interesse per la cibernetica, intesa come studio dei rapporti tra sistemi artificiali e biologici, e più in generale l'erudizione scientifica; l'approfondito scavo psicologico e introspettivo, di contro a dialoghi essenziali, secondo i modelli americani; la ricerca di una dimensione esistenziale che tende alla speculazione filosofica. In ogni campo in cui si sia cimentato, lo scrittore polacco ha sempre cercato di superare i limiti del già noto, di sperimentare nuove forme e di non adagiarsi su schemi conosciuti. E, se il pensiero è il fondamento delle sue opere, il suo grande talento gli consente di trasformare le idee in personaggi e le trame in congegni perfetti.
Stanisław Lem (staˈɲiswaf lɛm) was a Polish science fiction, philosophical and satirical writer of Jewish descent. His books have been translated into 41 languages and have sold over 27 million copies. He is perhaps best known as the author of Solaris, which has twice been made into a feature film. In 1976, Theodore Sturgeon claimed that Lem was the most widely read science-fiction writer in the world.
His works explore philosophical themes; speculation on technology, the nature of intelligence, the impossibility of mutual communication and understanding, despair about human limitations and humankind's place in the universe. They are sometimes presented as fiction, but others are in the form of essays or philosophical books. Translations of his works are difficult and multiple translated versions of his works exist.
Lem became truly productive after 1956, when the de-Stalinization period led to the "Polish October", when Poland experienced an increase in freedom of speech. Between 1956 and 1968, Lem authored 17 books. His works were widely translated abroad (although mostly in the Eastern Bloc countries). In 1957 he published his first non-fiction, philosophical book, Dialogi (Dialogues), one of his two most famous philosophical texts along with Summa Technologiae (1964). The Summa is notable for being a unique analysis of prospective social, cybernetic, and biological advances. In this work, Lem discusses philosophical implications of technologies that were completely in the realm of science fiction then, but are gaining importance today—like, for instance, virtual reality and nanotechnology. Over the next few decades, he published many books, both science fiction and philosophical/futurological, although from the 1980s onwards he tended to concentrate on philosophical texts and essays.
He gained international fame for The Cyberiad, a series of humorous short stories from a mechanical universe ruled by robots, first published in English in 1974. His best-known novels include Solaris (1961), His Master's Voice (Głos pana, 1968), and the late Fiasco (Fiasko, 1987), expressing most strongly his major theme of the futility of mankind's attempts to comprehend the truly alien. Solaris was made into a film in 1972 by Russian director Andrei Tarkovsky and won a Special Jury Prize at the Cannes Film Festival in 1972; in 2002, Steven Soderbergh directed a Hollywood remake starring George Clooney.
This absolute jewel of a volume collects all of Lem's short fiction, including some pieces that have never been translated into English. These are (please note that lacking an official translation, the titles that follow are my literal translations from the Italian versions): "The Treasures of King Biscalar," a short story originally included in Bajki robotów (mostly translated into English as Mortal Engines); "Cifranio's Education" and "The Repetition," both part of the Polish original edition of The Cyberiad; "The Mattress" (original Polish, "Materac"), a late story originally included in Zagadka, a volume that was recently translated into English as The Truth and Other Stories, with the exception of this tale; and finally, the faux review "Provocation," originally from a short homonymous collection featuring also "One Human Minute." This bibliographical note was for my own reference and for general interest; the rest of this not-review (but you don't need my reviews to know that Lem is Life and you absolutely must read him now) is more likely to be specifically useful to Italian readers, so I'll be switching to Italian in 3, 2, 1--
Come dicevo, questo volume è assolutamente fantastico, e se ne avete la possibilità vi incoraggio caldamente a sostenere lo sforzo dell'editore acquistandolo (il prezzo può essere un po' proibitivo, ma tutto sommato consono alle 1600 pagine di pura goduria che vi concede; io poi mi sono auto-giustificata dicendomi, il che è vero, che ne avevo bisogno per ragioni accademiche). Tuttavia, il volume pone un problema che è abbastanza comune quando si tratta di testi in lingue per cui è più difficile trovare traduttori professionisti: Universi contiene infatti tutti i racconti di Ijon Tichy, di Pirx, e della Cyberiade, ma purtroppo questi sono tradotti non dall'originale polacco, ma dalla versione inglese, la quale ovviamente è a sua volta una traduzione. (Tutto il resto è invece in traduzione dall'originale, e comunque il volume riporta tutte le indicazioni del caso.) Di questo magari non importa nulla al lettore casuale, ma 1. io sono un po' fissata, fate pazienza, e 2. la lingua di Lem, specialmente nei suoi scritti in vena grottesca, che guarda caso sono proprio quelli che il volume presenta in traduzione di secondo grado, è una parte fondamentale del suo genio, ragion per cui io mi rammarico profondamente di non conoscere il polacco e ringrazio l'universo per l'esistenza di quell'altro genio che è Michael Kandel, il traduttore inglese della grande maggioranza degli scritti di Lem. Magari anche le versioni italiane riescono a mantenere un po' della potenza del fuoco d'artificio verbale che è la prosa lemiana, non so; ma da lettrice trovo comunque importante sapere che da qua all'originale ci sono due gradi di separazione.
Detto questo: in qualunque versione riuscite a reperire, leggete Lem, leggetelo leggetelo e leggetelo, e poi tornate indietro e rileggetelo.
ERRATA CORRIGE: Le indicazioni del caso di cui sopra che il volume riporta al riguardo delle traduzioni sono errate in almeno due casi. Non chiedetemi come sia stato possibile, ma la traduzione delle Memorie di un viaggiatore spaziale di Pier Francesco Poli e la traduzione de I viaggi del pilota Pirx di Richard Lewanski, indicate nel volume come effettuate dall'inglese, sono in realtà traduzioni dall'originale polacco. Poli e Lewanski, infatti, sono entrambi slavisti e non avrebbe avuto senso fargli tradurre un testo polacco dalla traduzione inglese. L'edizione Marcos y Marcos del 2004 delle Memorie riporta persino esplicitamente che la traduzione di Poli è dal polacco.
Indice: - MEMORIE DI UN VIAGGIATORE SPAZIALE ***** - FIABE PER ROBOT ***** - CYBERIADE ***** - I VIAGGI DEL PILOTA PIRX ***** - L'ENIGMA - VUOTO ASSOLUTO ***** - GRANDEZZA IMMAGINARIA - GOLEM XIV - PROVOCAZIONE - BIBLIOTECA DEL XXI SECOLO