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Le maestose rovine di Sferopoli

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Si sprigiona da queste pagine una cartografia del possibile, in cui smarrirsi è forse l'unico modo per salvarsi. Una collezione di fantasmi, sogni, superstizioni e chimere letterarie: da sempre Michele Mari distilla nella forma breve l'essenza stessa della sua poetica.

Benvenuti a Sferopoli. Il visitatore che dopo aver percorso la Strada Provinciale 921 si perde in queste lande dovrà armarsi di coraggio, mettere in sonno la ragione e accettare il fascino sinuoso dell'ignoto.

Ogni ossessione a Sferopoli è già stata catalogata, qualsiasi mito o superstizione trova conferma, i sogni sono moneta corrente, la letteratura è l'unica divinità. Nella geografia immaginaria e nella filologia fantastica di questo libro può capitare che il carteggio fra una padrona di casa e un inquilino precipiti in un contrappasso metafisico, e che al calar delle tenebre i teschi si raccolgano intorno a quello fra loro più loquace; che il tema assegnato da un maestro elementare susciti un maleficio, o che un esame universitario sia l'occasione per uno studente impreparato di esibirsi in uno sfoggio linguistico ultraterreno. A furia di passeggiare rimirando ogni angolo di questa dimensione, al turista potrebbe venire fame: è allora che scoprirà quanto da bambino Mozart andasse pazzo per il gorgonzola, e solo dopo aver messo in tasca una ricetta per la coda alla vaccinara potrà proseguire la visita. Non mancheranno le dispute: se si è fortunati si incontreranno gli otto rabbini più potenti del mondo pronti a sfidarsi in una gara di golem, o due parroci rivali disposti a tutto pur di raccogliere i funghi migliori. Dopo la «finzione autobiografica» di Leggenda privata, Michele Mari torna a una delle forme più congeniali: il racconto. Con la fiducia affabulatoria di chi, esplorando le infinite possibilità del genere, sa di poter sorprendere – oltre i suoi lettori – prima di tutto se stesso.

165 pages, Hardcover

First published September 21, 2021

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About the author

Michele Mari

69 books247 followers
Michele Mari è nato a Milano nel 1955.
Figlio del designer e artista Enzo Mari, insegna Letteratura Italiana all'Università Statale di Milano. Dal 1992 risiede a Roma.

Filologo, cultore di fantascienza e di fumetti, il suo stile letterario, estremamente composito, sembra richiamare scrittori quali Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli, e fuori d'Italia, Louis-Ferdinand Céline.

Oltre alle opere narrative, va segnalata la produzione poetica. Rilevante anche l'attività critico-filologica e saggistica, volta soprattutto alla letteratura italiana del Sette-Ottocento e alla letteratura fantastica in chiave comparatistica.

Alcuni suoi libri sono Di bestia in bestia (Longanesi 1989), Io venía pien d'angoscia a rimirarti (Longanesi 1990; Marsilio 1998), La stiva e l'abisso (Bompiani 1992; Einaudi 2002), Euridice aveva un cane (Bompiani 1993; Einaudi 2004), Filologia dell'anfibio (Bompiani 1995; Laterza 2009), Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori 1997; Einaudi 2009), Rondini sul filo (Mondadori 1999), I sepolcri illustrati (Portofranco 2000), Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi 2002), I demoni e la pasta sfoglia (Quiritta 2004; Cavallo di Ferro (2010), Cento poesie d'amore a Ladyhawke (Einaudi 2007), Verderame (Einaudi 2007), Milano fantasma (2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi 2010) e Fantasmagonia (Einaudi 2012).

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21 (11%)
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2 (1%)
Displaying 1 - 30 of 30 reviews
Profile Image for Davide.
509 reviews140 followers
July 20, 2025
Scoprire di essere urlati

Chi non conosce Mari, potrebbe anche iniziare di qui perché troverà molte sue caratteristiche fondative: leggere subito questo libro e risalire rapidamente ai precedenti. Chi lo trova fastidioso manierista, citazionista, compiaciuto inanellatore di parole ricercate, si può tranquillamente astenere. Chi è stato già in precedenza irretito, dopo la lettura andrà a riporre questo libro accanto a Euridice aveva un cane, a Tu, sanguinosa infanzia, a Fantasmagonia; rigorosamente in quest’ordine, dovendo seguire le date delle prime edizioni: 1993, 1997, 2012, 2021.

Ma nell’ordine della selezione e della valutazione, invece, quale posto prenderà l’ultimo arrivato? Ah, ansia. Se costretto, non dirò che il primato della bloody Infanzia sia intaccato da queste Maestose rovine di Sferopoli che arrivano adesso a concludere una trentina d’anni di racconti (racconti? panoplia inesauribile di forme brevi e brevissime: dal dialogo alla lettera, dall’esercizio di stile al pastiche, dalla finta guida turistica alla finta conferenza, dal diario onirico all’orazione fantastica, dal coro di morti alla fabulazione di teschi, dalla satira sarcastica alla traduzione impossibile). Perché non tutti i pezzi raccolti sono ugualmente segnati dallo stigma della necessità, non tutti altrettanto inesorabili. Ma saranno allora da collocare subito dopo? Al secondo posto? Se si riesce a non essere integralmente contagiati dall’obbligo ossessivo della selezione e della classifica, che il narratore di Otto scrittori si imponeva con sua sofferenza e nostro godimento, possiamo eludere la domanda e tenere i libri tutti insieme, magari giocando invece a far risuonare le assonanze interne.
Ad esempio, osserveremo che Sferopoli si chiude con Vecchi cinema, come uno spezzone di film dislocato oltre i titoli di coda (o meglio, dopo la culinaria cauda del libro): lista dei cinema perduti di Milano, dove la malinconia della scomparsa non sa vincere del tutto la gioia del ricordo. Nella vertigine dell’elenco e nella voluttà onomastica la conclusione richiama quindi il testo d’apertura, immediatamente memorabile, che si è già incardinato nella lista ristretta dei racconti maggiori di Mari: Strada provinciale 921. Questa non è tanto la parodia seria di un titolo di Celati (Strada provinciale delle anime), benché di anime non ci sia mai carenza, quanto la parodia ilare (e tragica, ovviamente) del baedeker impossibile per viaggiare in un’Italia straniata, con tripudio di invenzione onomastica e toponomastica, che progressivamente incorpora – senza dismettere il divertimento – l’angoscia, i mostri, il terrore esistenziale.
Dopo aver visitato il passo della Furca, il borgo di Fargia, il castello di Grazza, la torre Curvendola, e, subito dopo Bulicame, prendendo la meta-via 55,

“vi troverete soli con voi stessi senza poterlo sopportare. Manifestazioni: confabulazione delle Voci, 365 giorni all’anno. Formaggi locali mai formati, regnando l’informe. Sulla sinistra, dopo il km 1.087, le maestose rovine di Sferopoli con i loro bastioni colossali di mica e basalto (visita senza ritorno). Proseguendo, l’Urlo. […] Ripartendo, l’Urlo. Al km 1.897, nulla. Presagi, o forse strascichi del boato cosmico. Urlerete anche voi, solo per scoprire di essere urlati.”

Lo stesso gioco di richiami si potrà poi imbastire tra volumi diversi, come tra il dialogo figlio-padre di Euridice (Un sogno bruttissimo) e quello attuale (Il buio), sempre intorno a tenebre e paura; oppure apprezzando la ricomparsa del Verderame che dava il titolo a un libro del 2007, e quindi inseguendo ulteriori tracce del realismo horror di quell’autobiografia trasfigurata che Mari ha condotto in molti luoghi e in molti modi e che ha trovato il culmine nella Leggenda privata del 2017. Quanto alla vertigine, si potranno ritrovare diversi esempi del vorticoso meccanismo narrativo secondo il quale, data una premessa o una domanda, andranno sondate tutte le possibilità, senza arretrare di fronte all’estremo, all’improbabile, all’assurdo, affilando la logica diurna anche in terreni dove non dovrebbe sopravvivere. E non solo perché sogno e spavento sono così incombenti ma perché la forma deve tumefarsi proprio dove la commozione più incombe. Pensiamo alla prosopopea estesa di Come venne ricordato mio padre nel cimitero di Lambrate, dove il defunto è ricordato, in sequenza, dal Numero, dal Diamante, dalla Concessiva e dall’Ombra, oppure alla ricerca dell’apotropagma, il sintagma apotropaico perfetto: la congiunzione di suoni, la creazione di parole più salvifica.
E alla fine ci si potrà forse domandare se siamo di fronte a operette morali non solo nei casi esibiti come il Dialogo tra Leopold Mozart, Wolfganga Amadeus Mozart e un venditore di formaggi. Come il gorgonzola “rappresenta il punto di arrivo della tradizione e insieme la sua ironizzazione”, le forme brevi (formule?) di Mari sono continuo scongiuro e irretimento; liberazione e prigionia.
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews90 followers
September 28, 2021
Michele Mari tocca il suo apice - mio immodestissimo parer - nei racconti, dai tempi di “Tu, sanguinosa infanzia” passando per quel capolavoro di racconto che è “Euridice aveva un cane”, con l’aggiunta di una meravigliosa ‘autobiografia a suo modo’ come “Leggenda privata” e testi squisiti come “Verderame”.
In questa raccolta (strabiliante?) è più brioso, vario, giocoso, non c’è un racconto che ne richiami un altro ma tutti insieme suonano un mondo d’invenzione e di poetica, umoristica, avventurosa, sopraffina. I migliori si trovano nella parte centrale. In fondo allego i miei ‘voti’. Qui di seguito le prime righe del racconto “Storia del bambino triste”:

«Quando scoprì che a scuola c’era un bambino tristissimo, il bambino triste ci rimase male. Fino a quel momento si era sentito speciale, triste ma unico e diverso da tutti, e soprattutto il primo nella sua categoria. Si avvilì, ruminò, maledisse la sorte… Rimuginò a tal punto da raggiungere una conclusione insperata: quell’intruso lo aveva indispettito, ma chi poteva dire dove finisce il dispetto e dove incomincia la tristezza? Magari una nuova forma di tristezza, meno pura, più tossica, ma pur sempre tristezza… E dunque, se la sua tristezza era aumentata, non poteva darsi che ora avrebbe superato il bambino tristissimo, e fosse tornato lui a essere il bambino più triste di tutti? Se ne convinse ed esultò, ma subito l’euforia si corruppe, perché era evidente che quello stesso compiacimento avrebbe rovinato tutto, ricacciandolo in seconda posizione se non ancora più indietro, nelle retrovie».


Strada Strada provinciale 921 4,5 giocoso
Argilla 4.5 inventivo fantastico
Sull’atollo 3,5
Il teschio del capitano 3.5
Come venne ricordato mio padre nel cimitero di Lambrate 5 toccante con grazia
Con gli occhi chiusi 5 assurdo, inquietante, divertente
Gli allievi della lll C 4.5 misto horror ispirato
Il falcone - opera ardita riscrittura boccaccesca (forse 5)
Boledus edulis 5 preti e pusillanimità
Panopticon 4 vena gotico borgesiana
Le fonti del mondo 4.5 inventivo divertente
Il senso della storia 4 moraleggiante
Medio Evo parabola 4
Sghru folleggiante 5
Il buio 4.5
Storia del bambino triste 5
Scioncaccium 3.5
Scarpe fatidiche 4.5
Bruttagosto 3.5
Dialogo fra Leopold Mozart, Wolfgang Amadeus Mozart e un venditore di formaggi 4
L’ultimo commensale 3
Oniroschediasmi 4 Circonvoluzioni sul sogno
Variazioni Goldberg 3.5 sublim cazzeggio
In cauda - anni d’università 3
Vecchi cinema - (a Milano) 3
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
June 5, 2022
“Al km.1897, nulla”

Mi piace immaginare che il primo racconto rappresenti una specie di presentazione, un preambolo inserito dall’autore per illustrare un percorso, dapprima nella forma asettica, sistematica e razionale delle Guide turistiche, poi via via aggiungendo toponomi e riferimenti sempre più improbabili e toni progressivamente surreali, conducendo il lettore in luoghi immaginari e vagamente inquietanti, quasi a preludere ai racconti successivi lungo una “cartografia del possibile”.

Una Guida che purtroppo (ed è il mio unico rammarico nella lettura di “Le maestose rovine di Sferopoli”) descrive un viaggio dalle tappe estremamente fugaci (25 in 165 pagine!), senza lasciare il tempo di assimilare una visione, affascinante e densa di suggestioni, che subito l’attenzione viene indotta a spostarsi su tutt’altro obiettivo, mescolando elementi storici, leggendari, gastronomici, biografici, talora folkloristici in un “pastiche”, che del resto è una delle cifre distintive dello stile dell’autore.
Come egli stesso precisa nella nota finale, questa raccolta (a differenza delle meravigliose “Euridice aveva un cane” e soprattutto “Tu sanguinosa infanzia”, pubblicate negli anni ’90) non nasce da un’unica ispirazione ma racchiude scritti, alcuni già pubblicati in passato, di varia provenienza, conferendo al testo una connotazione particolarmente variegata.

Vi si ritrovano comunque, forse disseminate in maniera più frammentaria che altrove, le principali fonti ispirative di Mari, le materie e gli ingredienti che lo rendono uno dei più originali autori contemporanei italiani e, a mio personalissimo parere, il migliore: il tema dell’infanzia, il rapporto con l’ignoto, il linguaggio particolare classicheggiante ma innovativo con termini allusivi anche di nuovo conio, l’amore per la narrativa fantastica dell’800 con espliciti omaggi agli scrittori più rappresentativi, la grande fantasia miscelata a coraggiosi spunti autobiografici, il gusto per lo sberleffo spesso piazzato nel finale. A tale ultimo proposito si nota nel libro una maggiore propensione all’umorismo, che già affiorava nelle opere precedenti in forme per lo più ironiche, ma che qui assume più spesso toni grotteschi, battute fulminanti che hanno come bersaglio alcune delle idiosincrasie dell’individuo-Mari.

In genere evito di stilare graduatorie all’interno di una collection, reputandola con i suoi alti e bassi un’opera comunque unitaria, ma non posso esimermi dal citare lo stupefacente “Oniroschediasmi”, non a caso il racconto più lungo del libro, un vertiginoso excursus nella fenomenologia del sogno in tutte le sue accezioni e implicazioni. Da rileggere più volte anche se taluni passaggi rimarranno comunque oscuri, proprio come in un sogno.

Ecco infine un’ottima sinossi, reperita in rete, dalla rivista “Critica Letteraria”: “In tutto il mondo di Sferopoli, tempo e spazio diventano fluidi, valicabili, così come il confine tra realtà e immaginazione è labile. La letteratura stessa si fa chiave di lettura del mondo, fonte per giochi letterari più o meno arditi, riscritture parziali di capolavori, tra divertissement e manifestazioni di acuta ironia.” (GMGhioni)
Profile Image for Chiara B (casadinchiostro).
64 reviews12 followers
October 5, 2021
2.5 stelle
Si tratta di una raccolta di racconti di cui la prima parte mi è piaciuta anche molto, mentre nella seconda mi sono annoiata parecchio 😅.
Questo voto (come tutti i miei voti) dipendono quasi esclusivamente dal mio gusto personale. Non nego la difficoltà e la bravura di Mari in alcuni passi (come il rimando al latino o lo scrivere nello stile di Boccaccio), ma credo che questo sforzo potrebbe essere interamente apprezzato dai lettori che hanno affrontato gli studi classici.
Peccato perché la copertina era un 10+ 🥲
Profile Image for Marica.
413 reviews211 followers
November 10, 2021
Alba livido-lurida
Questi racconti mi sono piaciuti meno del solito, Mari fa un po' Buzzati e un po' Gadda e un po' meno Michelino , senza d'altra parte essere Dino o Carlo Emilio. Non metafisico e non ingegnere, poteva farmi sorridere come spesso fa ma è andato dietro all'assurdo e al macabro e al gioco di parole con risultati anche divertenti e/o maniacali (via, via, oncologia), ma insomma, non mi ha intrattenuta come speravo.
I racconti che mi sono piaciuti di più sono quelli più nel suo stile, come quello del professore che fa scrivere ai bambini un racconto “di paura” e poi affida agli stessi studenti la valutazione su quale fa più paura di tutti e quello sulla paura del buio. Buffo Mari che fa il napoletano (Il teschio del Capitano) e carino il racconto sui suoi professori universitari, il dialetto e le ricette.
Ritornando sul concetto, il mio Mari preferito è quello che interpreta se stesso.
Profile Image for Anna von G..
129 reviews2 followers
October 6, 2021
Stupendo, come sempre, come era prevedibile, ma molto di più, perché Mari arriva sempre oltre.
Profile Image for Atticus06.
105 reviews59 followers
October 15, 2021
Mari gioca con la letteratura come al solito, fra citazioni e suggestioni letterarie. E se mentre ne leggevo alcuni provavo un senso di delusione, lasciandoli decantare mi rendo conto che sono meglio di come mi erano parsi all’inizio. Perle minuscole nella loro durata sono Medioevo e L’ultimo commensale. Sotto, i miei preferiti, ma alcuni lasciati fuori sospetto si rifaranno vivi nella memoria a breve. Merita sicuramente una recensione articolata, compito che lascio volentieri ad altri più bravi di me.

Argilla *****
Sull'atollo ****
Il teschio del capitano ****
Come venne ricordato mio padre nel cimitero di Lambrate *****
Con gli occhi chiusi ****
Boletus Edilus ****
Medioevo *****
Storia del bambino triste *****
L’ultimo commensale *****
Profile Image for blue solange.
77 reviews8 followers
August 12, 2024
3.5 ⭐️

É la mia terza lettura di Mari e l’ho divorata: sono racconti che si fanno leggere benissimo.
Anche qui, si conferma maestro della citazione (da lasciare a chi sa…), anzi il più affascinante falsario che conosca.
Ho riso, mi sono incuriosita e ho provato inquietudine; insomma, un bel miscuglio di fabula, riflessione e cultura.
Profile Image for Federico Capone.
43 reviews
January 11, 2022
Brillante raccolta, sicuramente apprezzabile da chiunque ami i racconti brevi. Spaziando di molto in natura e stile, sicuramente due o tre dei racconti incontreranno il vostro gusto. Probabilmente di più. Alcuni altri li ho trovati più tediosi ma immagino che sia una questione soggettiva. Resta una lettera divertente e piacevole.

"Franceschino Totti, giuocator di pallone, volea morirsene pria di finir di giuocare."
Profile Image for Ellie .
24 reviews
April 13, 2022
“Le maestose rovine di Sferopoli” di Michele Mari è una raccolta di racconti brevi. Racconti che sono misteriosi, onirici, fantasiosi, a volte divertenti e a volte un po’ inquietanti.
Personalmente non mi sono piaciuti tutti i racconti, un paio mi hanno lasciata un po’ annoiata, altri mi hanno proprio colpito e li ho trovati davvero interessanti (“Con gli occhi chiusi”, “Tema in III C”, “Storia del bambino triste” e “Scarpe fatidiche”).
Si parte sulla Strada Provinciale 921 e inutile cercare di capire dove l’autore voglia portarti esattamente, non ci riuscirai. Ma è proprio lì, forse, il fascino di questo libro, nel fatto che cerchi di trovare un nesso e un senso ai vari racconti ma senza davvero trovarli perchè fondamentalmente non c’è. Bisogna solo lasciarsi andare in questi paesaggi un po’ strani in cui vivono personaggi altrettanto particolari e che nonostante in alcuni racconti non siano fatti di carne e ossa sono lo stesso profondamente umani.
Profile Image for Bobparr.
1,150 reviews91 followers
August 20, 2022
Se mai ce ne fosse bisogno, qui si vede come Mari fa quello che vuole con le parole, con i suoni ad esse connessi, con gli stili e le loro parodie, con le unità di tempo e spazio, con l’assenza di un sostantivo, con la frantumazione del senso --> in una polvere di stelle diafana e brillantina.
Non tutti allo stesso livello di interesse e piacevolezza di lettura, tutti però di grande eleganza.
Profile Image for Giulia Papalia.
343 reviews50 followers
October 1, 2021
Non so cosa ho appena letto (e anche un po’ riletto). Dice che bisogna abbandonarsi e perdersi per godersi letture di questa portata e infatti quando ci si perde, come da manuale, si scoprono i particolari più curiosi, più stimolanti e più coinvolgenti; in buona sostanza ci si sente parte di un tutto che di solito guardiamo soltanto da fuori e che diamo per scontato in automatico. Si passa dalla prosa alla poesia, dalla realtà al sogno – da svegli o meno poco importa, proprio grazie ad un surreale sgocciolio d’acqua ticchettante in maniera anomala, che mette in discussione la tangibilità di ciò che ci circonda; ad una prima lettura può pure sfuggire all’occhio perché mica sempre siamo così a fuoco, soprattutto su ciò che si muove di continuo tra piani che potrebbero infatti apparire paralleli ma che in vero si incastrano disegnando un panorama tanto familiare quanto imprevisto. In tutto ciò mentre lo leggevo mi è venuta voglia di scrivere e ho buttato giù mezzo pezzo, e non è quindi un buon risultato smarrirsi così per poi ritrovarsi di botto dove non ce lo aspettavamo?
Profile Image for Teresa.
39 reviews
November 22, 2021
Il piacere di lasciarsi sbalordire da una scrittura che solletica in me la lettrice bambina, alla ricerca di mondi sorprendentemente nuovi. Qui è tutto un caleidoscopio linguistico e stilistico, un gioco di specchi tra realtà, invenzione, citazione letteraria (che a propria volta può essere vera o fasulla, va' tu a sapere), incubo, premonizione, paura ancestrale e cibarie possibilmente dalla lentissima digestione.
Ad ogni racconto mi sono ritrovata frastornata dalle parole e dalle situazioni suggerite, e in difficoltà a rimettere i pensieri in ordine...
Profile Image for Giulia.
428 reviews201 followers
June 17, 2022
2.5 ⭐️
I miei racconti preferiti sono:
Con gli occhi chiusi
Tema in III C
Boletus edulis
Profile Image for Stefano Cucinotta.
Author 5 books50 followers
November 29, 2021
Un Mari all'anno è come concedersi un whisky invecchiato. Capita a tratti di non capirci un cazzo, e di non sentirsi abbastanza prrparato per quello che si sta leggendo (o bevendo). Qui si trovano quel piacere della narrazione, spesso conturbante, dei migliori Calvino e Buzzati, e lunghe e perigliose derive letterarie che paiono esercizi ma averne di esercizi così. Che bello tutto, quanto mi mancano quei pomeriggi di lezioni sue, che spalancavano mondi.
Profile Image for Nicola.
214 reviews8 followers
December 3, 2021
Mari sa stupire in una maniera unica. Questo volume racchiude una serie di racconti brevi a dir poco geniali: alcuni malinconici altri da morire dal ridere, legati dal fil rouge dell'essere paradossali. Si perde un po' nel finale con gli ultimi 3 che non ho apprezzato molto. Altrettanto geniali invece le "variazioni" decisamente esilaranti.
Profile Image for melissa minò.
194 reviews13 followers
January 30, 2022
Quattro stelle perché i racconti non sono my cup of tea ma Mari ha una padronanza linguistica e stilistica incredibile.
Una vera goduria.
202 reviews5 followers
March 19, 2022
Serie di racconti molto ben scritti. A volte il senso non c'è, o è ben nascosto.
32 reviews
May 4, 2022
Spero di esserci ancora quando Mari vincerà un premio prestigioso, intendo più degli ottimi riconoscimenti che ha avuto finora, anche solo per dire "l'avevo detto"
Profile Image for Josep Mitjavila.
103 reviews14 followers
April 30, 2025
È difficile dare i punti ad un libro con tanti e diversi racconti. Mi son piaciuti 3 storie ma non tanto le altre. 4 stelle 🌟.
Profile Image for Anncleire.
1,345 reviews98 followers
April 2, 2023
Recensione anche sul mio blog:
https://pleaseanotherbook.tumblr.com/...


Puntavo il libro di Mari da un sacco di tempo perché proprio come quello di Julien Gracq mi ricordava le atmosfere delle città di Calvino. Ma devo dire che in realtà mi ero immaginata tutto un libro, con esattamente il mood della scoperta, la vividezza delle immagini e lo pregustavo così tanto che sono rimasta interdetta quando mi sono trovata davanti effettivamente “Le maestose rovine di Sferopoli”. Sono ancora indecisa nell’affermare se mi sia piaciuto o no, ma non è colpa del racconto di Mari ma solo della mia fantasia. Effettivamente è un libro di città, ma è anche una raccolta di immagini e di tradizioni (la storia del Gorgonzola davvero molto divertente). Si è un po’ turisti e un po’ storici, un po’ esperti di cibo e un po’ sognatori mentre si esplora il mondo immaginario di Mari che fonda le sue radici esattamente al centro delle nostre leggende e abitudini più consolidate. Si esplora, si scopre e si sogna in un intreccio di possibilità che rendono possibile qualsiasi cosa anche il tracimare in mondi che sono tutt’altro che perfetti.
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