Capace di grandi gioie e di dolori profondi, emotiva eppure forte, Antonia Pozzi infonde nei propri versi una sensibilità che respinge gli orpelli, alla ricerca di un'assoluta essenzialità. Il tentativo di dare autenticità e concretezza alla propria voce si realizza - scrive Antonella Anedda - attraverso un evidente «corpo a corpo con la parola» e grazie a una capacità di sguardo acutissima, in grado di ritrarre con esattezza tanto il profilo delle adorate montagne quanto i molteplici volti di un'interiorità chiaroscurale e complessa. In quest'ampia raccolta di poesie (1929-38) trovano spazio il legame con la natura, un sentimento di amore autentico, il gusto per la bellezza delle piccole cose - riflesso di un ardore in cui, tuttavia, è già presente il germe dell'inquietudine che avrebbe infine preso il sopravvento, portandola a togliersi la vita a soli ventisei anni.
Commovente, profonda, struggente, ma anche viva, felice e innamorata: dal primo all'ultimo verso Antonia Pozzi ti fa sprofondare nel suo mondo di "moderno-classicismo", rendendoti partecipe di un’esistenza dolcissima e allo stesso tempo spezzata. Le ombre degli alberi coprono paesaggi idilliaci, le finestre delimitano l’infinito, il corpo si lacera: sei tutto e nulla. Semplicemente perfetta.
3.5 Dalle poesie si deduce che l'autrice ha sofferto molto, e usa molto il tema della natura. Così tanto che, a lungo andare, ho trovato alcune poesie ripetitive.
"Sostano i bimbi cantando con la gracile voce il canto delle campane: ed io sosto pensandomi ferma stasera in riva alla vita come un cespo di giunchi che tremi presso un'acqua in cammino"
Ho letto varie raccolte di Antonia Pozzi, poetessa che fin da subito mi è entrata nel cuore attraverso la sua penna delicata ma precisa e di sicuro questa è l'opera più completa. Essa raccoglie infatti la maggior parte delle sue poesie e riesce a dare al lettore una visuale completa della sua storia.
Infatti, ho dovuto diversificare per colore i vari post it che utilizzo per segnare le poesie che mi colpiscono maggiormente ed ogni colore si riferisce ad un modo di scrivere, un sentimento inciso e che traspare visibilmente. Mi stupisco e mi commuovo ogni volta che leggo una sua poesia, ognuna culla in un modo diverso colui che legge e le sue espressioni sono contornate di bellezza pura, ammaliante.
"Io mi sentivo libera e leggera come quei fiocchi bianchi di pelurie che si sprigionano dai pioppi, in maggio, e cercan l'alto come delle preci."
Le descrizioni sono accurate e attraverso il mondo esterno incarnato nella natura, nei paesi e nelle persone Pozzi riesce a farci assaporare emozioni, profumi e immagini. L'accuratezza delle parole scelte mi ammalia e mi porta ad amare la vita e l'autrice.
Non vi illudere che siano canzonette, perché troviamo tanta introspezione e scavi nella tristezza di un animo sensibile dell'autrice che porta su carta una potenza disarmante.
"e ciò che chiamavi la luce è un abbaglio, l'abbaglio supremo dei tuoi occhi malati - e che ciò che fingevi la metà è un sogno, il sogno infame della tua debolezza."
Non possiedo competenze tecnico-critiche di poesie tali da poter comprendere appieno e valutare l'opera di Pozzi, per cui il mio giudizio è fatto "de core": i versi, solo in apparenza semplici, ti arrivano dritti nell'anima, trovano parole quelle emozioni a noi stessi sconosciute, quelle sfumature liminari tra pensiero e istinto che, con immagini nitide, ci vengono restituite in tutta la loro potenza. Una bellissima scoperta, che consiglio.