Sulle sponde del Nilo non si vedono che distruzione e presagi di morte. Una nave, bianca e misteriosa, risale a fatica le acque. Un'altra, nera e non meno inquietante, discende il fiume. Entrambe sono l'ultima dimora di due vite specularmente affini, dai legami del sangue al destino iscritto negli astri.
Il potere di Roma, l'Egitto, il Nilo, il sacrificio. L'inconciliabilità tra giovinezza e destino. Per questi temi e per alcuni aspetti come l'atmosfera sospesa nel tempo, il ritmo lento, i toni riflessivi e fatalistici, l'esperienza della lettura di questo libro mi ha ricordato continuamente "Memorie di Adriano", senza però la densità filosofica della scrittura di Marguerite Yourcenar.