Ci sono libri per i quali occorrerebbero giorni per potervi spiegare cosa sono stati per me. Credo di non avere mai scritto una recensione così approfondita, ma se arriverete alla fine capirete perché.
Secondo libro della trilogia "I ricordi non fanno rumore", mi ha toccato veramente molto. L'ho letto non una ma due volte, per poterne gustare ogni virgola. Sarà che sono parecchio empatica, ma mi sono commossa più di una volta leggendo quanto scritto da Carmen Laterza.
Già il primo libro mi aveva colpito per l’intensità della storia. Non si è smentita con questo seguito, forse ancora più emozionante del primo.
"Qualsiasi strada comincia con un passo, anche modesto. Abbiamo un posto tutto per noi, tanti progetti, tutta la vita davanti. Non ci serve il superfluo."
Di fronte ad un amore unico e perfetto nulla conta, basta essere assieme e supportarsi, nonostante le difficoltà e i sacrifici. Carmen Laterza questo lo sa bene e ha scelto di farci arrivare il messaggio già dal titolo del suo libro: “La perfezione dell’amore”.
Non solo d’amore però si parla all’interno della storia, ma vengono trattati anche temi come il mobbing (violenza di tipo fisico e/o psicologico sul posto di lavoro), la sicurezza sul lavoro e la discriminazione tra sessi in campo lavorativo. Tutte situazioni che vedono le istituzioni discutere da molto per riuscire ad ottenere le giuste tutele e, nonostante sia stato fatto tanto, ancora c’è da fare.
Parte importante della trama è inoltre l’aspetto “migrazione”. Siamo portati a vedere chi viene nel nostro paese come un invasore, un ladro di benefici, un intruso che va trattato nel peggior modo. Chi la vede in questa maniera però non sa o non vuole ricordare che anche noi italiani, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, siamo ricorsi all’emigrazione. Diverse famiglie desiderose di una vita migliore partirono dalle loro terre in cerca di un lavoro che permettesse di sopravvivere.
Anche la Svizzera fu una delle mete scelte a questo scopo. Il trattamento riservato dagli elvetici ai nostri connazionali non fu dei migliori, fiorirono slogan tipo “Prima gli svizzeri”. Uno dei cartelli più esposti nelle vetrine dei locali, che menziono perché d’impatto, era “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”. Credo basti a farvi immaginare quanto fossimo benvoluti.
Dai ricordi di chi visse quella realtà emergono anche le pagine più buie della storia dell’emigrazione italiana in Svizzera. Come quella delle centinaia di bambini figli di stagionali, che dovevano vivere nascosti, poiché in virtù del permesso di lavoro dei loro genitori non potevano risiedere, per legge, in Svizzera.
Per riuscire a non soccombere a tutto ciò occorreva avere una buona indole, proprio come quella di Bianca.
"… aveva imparato a riconoscere la vera tempra interiore di Bianca, fatta di caparbietà e consapevolezza, una sorta di prezioso giardino segreto in cui, al riparo del giudizio degli estranei, la ragazza coltivava allo stesso tempo lungimiranza e ostinazione."
Chi la conosce non può che essere attratta da lei, dal suo ottimismo. Ha molte amiche, pronte a sostenerla soprattutto nei momenti difficili.
Ultimo appunto delle mie considerazioni, ma non per importanza, va a un aspetto toccato anche in “I ricordi non fanno rumore”, di cui però non vi avevo fatto menzione: il desiderio di maternità che purtroppo non riesce ad essere appagato.
Da mamma immagino quanto sia duro sognare di stringere tra le braccia la propria creatura, ma doversi arrendere al volere della natura.
"La perfezione della loro unione non fu intaccata da questa mancanza, non perché fossero felici comunque ma perché, su quel fronte, erano felici insieme."
Considerate che all’epoca in cui è ambientata la storia le adozioni non erano ancora così tanto incentivate. Ora sono una realtà bellissima. Non si è genitori solo per avere generato, ma anche e soprattutto per crescere ed amare il dono a noi affidato.
Spero di non avervi annoiato con tutte queste riflessioni ma sono dovute visto che questo romanzo merita un posto nella top 5 dei libri migliori che ho letto quest’anno.
Se ancora non conoscevate questa saga famigliare, vi consiglio di farvi un bel regalo e di recuperarla. Ve ne innamorerete come me!