Jump to ratings and reviews
Rate this book

Beara: dokumentární román o genocidě ve Srebrenici

Rate this book
Když je realita naléhavější než fikce.
Čtenářsky strhující kniha Ivici Đikiće Beara – dokumentární román o genocidě ve Srebrenici pojednává o nejmasovějším válečném zločinu spáchaném v Evropě od holocaustu: o systematickém povraždění více než osmi tisíc zajatých Bosňáků, jehož se dopustily jednotky bosenských Srbů během několika parných červencových dní roku 1995 poté, co obsadily Srebrenici, bezpečnou zónu pod ochranou OSN.

Autor se toto velké téma snaží uchopit skrze optiku plukovníka Ljubiši Beary, který byl mozkem celé operace. Jeho úkolem bylo, aby v co nejkratší době a pokud možno beze stop zorganizoval přepravu a likvidaci zajatců a následné pohřbení jejich těl do hromadných hrobů. Jak se z někdejšího důstojníka Jugoslávské lidové armády stal masový vrah oddaně sloužící ideologii krve a půdy? Co jej pohánělo a s jakými dilematy se potýkal? Jak se takovýto zločin kolosálních rozměrů podepíše na kolektivu, jehož jménem byl spáchán? To jsou některé z otázek, na něž spisovatel hledá odpověď.

Ivica Đikić při tom vychází z mnohaletého studia pramenů, důsledně ctí faktografii a nezvyklou formou dokumentárního románu odhaluje rozměry genocidy ve Srebrenici se všemi jejími fázemi i zvraty, zákonitostmi i nahodilostmi, konkrétními strůjci i vykonavateli. Fascinující výprava do „srdce temnoty“, kterou podniknete na stránkách této knihy, ovšem především zkoumá příčiny a architekturu zla.

232 pages, Hardcover

Published July 26, 2021

8 people are currently reading
177 people want to read

About the author

Ivica Đikić

15 books7 followers
Ivica Đikić (Tomislavgrad, Bosnia and Herzegovina, 1977), Croatian writer, journalist, columnist and translator.

*
Rođen u Hercegovini, živi u Zagrebu. Karijeru je započeo u Slobodnoj Dalmaciji, a zatim je prešao u Feral Tribune. U Feral Tribuneu je bio novinar i urednik, a karijeru je nastavio u riječkom Novom listu gdje je jedno vrijeme bio glavni urednik. Nakon Novog lista, postao je glavni urednik tjednika Novosti, gdje i danas povremeno piše kao politički komentator.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
26 (21%)
4 stars
46 (37%)
3 stars
39 (31%)
2 stars
9 (7%)
1 star
3 (2%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Nood-Lesse.
431 reviews329 followers
June 4, 2020
Come giudicare questo libro? Alla luce delle riflessioni e delle zeppe di legno che l’autore ha inserito nell’introduzione e nella postfazione, o per il corpo centrale che ha dato alle stampe?

Sul corpo centrale non sarò tenero: troppa confusione, troppi salti temporali, troppi personaggi. Se inizi il libro e stai cercando di capire che cosa successe e perché nella polveriera balcanica, ogni volta che lo chiudi hai le idee più confuse di prima. Il numero degli ufficiali menzionati e dei loro corpi di appartenenza è infinito. Questo libro è scadente anche come testo giornalistico, qualcuno dovrebbe spiegare a Ivica Đikić che se hai un palazzo con cento finestre non devi aprirle tutte per areare i locali, soprattutto non devi aprirle tutte simultaneamente. Il libro per lunghi tratti è illeggibile, invece di farti riflettere sul massacro, è talmente asettico da farti sperare (narrativamente parlando, si badi bene) che esso avvenga quanto prima perché di tutte quelle finestre sbattute dal vento non ne puoi più. È esasperante il modo in cui l’autore conduce la narrazione lambendo per tutta la prima parte la fatidica data del 14 di luglio 1995 per poi puntualmente virare e andare a parlare dei giorni precedenti, dei mesi, precedenti, degli anni precedenti, dei personaggi più laterali e dell’intero organigramma dell’Esercito della Repubblica Serba e prima ancora di quello dell’Armata Popolare Jugoslava (JNA, Jugoslovenska narodna armija). L’effetto di questa elencazione reiterata è la spersonalizzazione dei carnefici che si unisce alla mancanza di qualsiasi possibilità di empatia con le vittime, di cui si parla quasi sempre e solo in termini numerici.
Le zeppe di cui parlavo sono rappresentate dal lungo travaglio prima della pubblicazione, dai forti dubbi avuti dal suo autore riassunti in passaggi come questi:
Se un romanzo deve rischiarare la realtà tramite la finzione letteraria, imponendo geometria e simmetria là dove c’è soltanto disordine e casualità, non dovrebbe partire dalla realtà anziché dalla finzione letteraria?

«il romanzo è un genere che non risponde alla realtà ma solo a sé stesso».

La letteratura è libera dall’obbligo di dare risposte pratiche, come ad esempio tocca alla medicina, e non è neppure sottoposta all’esigenza di giudicare, come avviene in un tribunale.

Sapevo di altri scrittori che, prima di Cercas, si erano spinti a forme di romanzo documentaristico come ad esempio A sangue freddo di Capote, in quel momento però ci volle proprio Anatomia di un istante per incoraggiarmi e commuovermi. Per far sì che ogni cosa andasse al suo posto, come mai prima.


Allora, io non ho mai letto Cercas ma posso assicurare che Đikić avrebbe fatto meglio a far finta di non conoscere Capote, il paragone che ne scaturisce con il suo libro è impietoso.
Nella postfazione si scoprirà che la maggior parte del materiale usato arriva dalla trascrizione delle deposizioni rese e dagli atti di accusa sostenuti presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja e che Ivica Đikić ha svolto un lavoro di ricerca e coordinamento delle informazioni notevole, attingendo inoltre da una corposa bibliografia; purtroppo il risultato finale non è stato all’altezza dello sforzo sostenuto.

Profile Image for Paolo.
162 reviews195 followers
April 12, 2020
Ricostruzione nuda e cruda del massacro di Srebrenica, giorno per giorno, ora per ora -precisamente la settimana da lunedì 10 a domenica 16 luglio 1995.
Prosa all'osso, pressoché nessuna pretesa letteraria, quasi un verbale di polizia, ad eccezione della struggente pagina finale.
Scelta encomiabile di questo autore croato che ha iniziato a fare il giornalista a quindici anni perché era proprio lì dove si sparava.

Nel 25° anniversario della strage mi pare quasi doveroso leggerlo. Consigliato a chi ha apprezzato "La Figlia" della Uson, perché trova qui quello che ne La Figlia non si trova.
Profile Image for Anamarija.
502 reviews32 followers
September 22, 2016
bile su devedesete i baba je rekla 'nemos ubit cili narod'. jest i nije bila u pravu. oni su to zeljeli i pokusali uciniti. 8 tisuca dusa kao da su cijeli narod.
Dikicu kapa do poda za ovu knjigu.
Profile Image for Marigiusy Digregorio.
413 reviews14 followers
February 22, 2024
Un saggio romanzato interessante per capire le dinamiche di un evento assurdo e poco noto, quello del massacro di 8000 bosgnacchi a Srebrenica, a opera della Repubblica serba. Peccato che lo stile non sia così incisivo da facilitare la lettura.
Profile Image for Aguuuzz.
26 reviews
May 13, 2025
2 stelle grazie alle prime 80 pagine, in cui l'autore riesce a far interessare il lettore alla vicenda. Successivamente inizia una rassegna di almeno una cinquantina (forse anche di più) di nomi messi a casaccio riguardante qualsiasi grado di qualsiasi corpo militare presente in qualsiasi schieramento militare possibile. Penso che almeno 100 pagine del libro risultino molto superflue (se non inutili) rendendo davvero caotica e noiosa la lettura. Da ammirare tutto il lavoro svolto ma forse sarebbe servito tagliare un po'. Inoltre i punti salienti, ripresi dopo ogni lista di nomi e ruoli, risulta molto ripetitiva e non si arriva mai al nocciolo della questione. Mancano anche informazioni che ritengo più salienti, come tutta la parte riguardante l'UNPROFOR che viene citato forse solo un paio di volte.
Profile Image for BokBritt.
18 reviews13 followers
January 31, 2021
Beara - en dokumentarisk roman om folkemordet i Srebrenica.

Alle vet hva som skjedde under Andre verdenskrig, men folkemordet i Srebrenica er ikke like kjent, til tross for at dette skjedde så sent som i 1995 i Bosnia. I løpet av 11 dager i juli ble 8000 bosnjakiske (muslimer) menn brutalt slaktet ned uten at FN eller de rundt gjorde noe.

Denne boka har jeg brukt tid på å lese. Jeg lånte den på biblioteket i oktober og har satt ut fristen maks og er enda en måned på overtid. Jeg klarte ikke å lese den i ett. Boka beskrives som en dokumentarisk roman, men det finnes ikke en romandel. Her er mye fakta, navn og datoer. Likevel synes jeg den var verdt å lese. Vi må ikke glemme. 1995 er ikke lenge siden. Bosnia er ikke langt borte.
Profile Image for Mirza.
70 reviews2 followers
July 14, 2024
I wish there was no need for this book but unfortunately there is and it's damn good.
Profile Image for Rosanna .
486 reviews29 followers
February 9, 2023
E’ bella questa cosa che un libro tira l’altro. ‘Metodo Srebenica’ in particolare era nella pila sul comodino da un po’ e poi accade che s’incontri con Faruk, che dialoghi con l’incipiente orrore e…curiosità, questa benedetta! in ogni giusto momento, in ogni luogo.
Mi sento sempre mentalmente poco stabile, non dovrei leggere cose così, eppure viva i libri così che mi tengono ancorata anche a me stessa e a questo mondo, brutto nella sua bruttezza umana che qui è scritto e descritto in tutto il suo splendore.
Il titolo ‘Metodo Srebrenica’. Un programma, dunque. Rabbrividisco: un orrore, uno dei tanti, perpetrati sull’Altro e con ‘metodo’. A Srebrenica, comune situato nella Bosnia ed Erzegovina orientale, anno 1995. Non Auschwitz, seconda guerra mondiale. (https://it.wikipedia.org/wiki/Massacr...)
Leggo che tutto accadde per la volontà di molti, non solo militari, ci fu anche qui del volontariato carnefice, del vicino di casa o di autisti di autobus scolastici precettati, come quello a fine libro raccontato, che è costretto a uccidere uno dei ‘suoi ragazzi’ per vendicare il figlio morto in guerra e che seppellirà nella tomba del figlio stesso. Fiction o realtà, non stento a credere sia accaduto.
Cosa ci vuole a definire assassini coloro che uccisero a sangue freddo e alle spalle 8.000 bosniacchi? (https://it.wikipedia.org/wiki/Bosgnacchi)
E assassini anche coloro che consegnarono uomini e ragazzi ai serbi, più colpevoli perché ‘caschi blu’ olandesi in questo caso?
L’autore ricostruisce e racconta. Del colonnello Beara che sistemò i ‘pacchetti’ in pochi giorni del luglio 1995, più di 8.000, con metodo. Un genocidio. Piccolo? grande? Srebrenica.
Da un certo punto in poi, anche 1 morto è genocidio per quanto mi riguarda. Contano le intenzioni e le intenzioni sono sempre di sterminio. Per il numero, quasi sempre, interviene il caso e le condizioni storiche del momento, già date, da cui dedurre conseguenze possibili, (e prevedibili?) in cui si incontrano volontà spietate di uomini spietati e alibi che riportano all’obbedienza cieca agli ordini ricevuti. Lo abbiamo visto molte volte e altre ne vedremo. Ce ne faremo mai una ragione?
Nella parte prima, nel capitolo 14 c'è la conta di quanti sapevano e di quanti fecero, ne ho contati più di 80 di persone, di militari, che sapevano di ciò che sarebbe accaduto.
Non c’è una giornata della memoria di Srebrenica, non mi interessa ci sia, ciò che auspico è lo studio della Storia recente nelle scuole, forse è nelle scuole che andrebbe cambiato il ‘metodo’.
Profile Image for Malin Näfstadius.
209 reviews21 followers
September 20, 2022
En historia som behöver berättas, och läsas. Men att kalla det för roman eller fiktion känns helt meningslöst. Det är snarare en oändlig uppräkning av namn (som man inte kan uttala om man inte har någon anknytning till Balkan, och därför konstant blandar ihop), och byar (som inte finns med på den beskurna kartan), och befälsordningar. De få paragrafer som spekulerar i vad Beara tänkte och hur mycket han sov under dessa dagar i juli 1995, samt Postskriptum, kunde lika gärna uteslutits, så kunde man ändra beteckningen till bara "dokumentär". Då hade den passat bättre in i ett fack.
Men jag inser att de som har anknytning till denna tid och plats upplever det genom en annan lins
Profile Image for Adri Dosi.
1,956 reviews27 followers
March 17, 2025
*3,5 řeknu to takhle... jde o odbornou publikaci plnou jmen, měst a dat. Takže, pokud o problematice vůbec nic nevíte, a to nejen o té, co se děla v roce 92 a okolo, ale i v druhé světové a po druhé světové, budete dost plavat. Popravdě, nejsem úplně bez znalostí, už jsem dost knih přečetla, jsem vlastně i pamětník, který si věci pamatuje a má jisté zážitky spojené s lidmi, kteří uprchli nebo když v té době tudy projížděl a viděl tu zemi... ale přece jen i na mne toho bylo místy moc a nejsem si jistá, jestli si všechno zapamatuji. Takže hodnotím z mého osobního pohledu 3,5, ale myslím si, že jinak klidně za 4*.
395 reviews3 followers
May 17, 2025
Le premesse erano ben diverse (oltretutto nel retrocopertina si parla di un racconto in forma romanzata, cosa assolutamente non vera) e il materiale di portata enorme soprattutto dal punto di vista emotivo. Invece l'autore è riuscito a rendere noioso e confuso uno degli eventi più drammatici del Novecento, con una ricostruzione difficile da seguire e per nulla coinvolgente. Fa eccezione il capitolo finale, che sembra quasi scritto da un autore diverso da quanto è bello.
Profile Image for Bandini.
10 reviews
January 7, 2025
Purtroppo è un libro molto caotico, con troppi personaggi, troppi nomi di militari oscuri, troppe cose accumulate senza l'opportuna calma. Se ne esce - per chi non conosce bene l'argomento - con le idee abbastanza confuse lato logistico, storico, fattuale. Manca un grosso lavoro di editing, ne esco perplesso.
Profile Image for Marianna Longo.
27 reviews
July 19, 2022
Un libro che racconta un dramma dei nostri tempi e lascia un segno indelebile. Un libro senza prese di posizione da parte dell'autore, i fatti parlano ampiamente da soli. Drammatico il capitolo prima dell'epilogo.
85 reviews
August 24, 2021
Per chi vuole approfondire la storia dell’eccidio. Prima di questo volume comunque sarebbe meglio introdurre l’argomento con qualche altro titolo.
Profile Image for Valerio Amanti.
159 reviews2 followers
August 22, 2025
Un libro importante anche perché uno dei pochi che parla solo del genocidio di Srebrenica. però l'autore è un romanziere e ha mantenuto uno stile di racconto molto romanzato. a volte questo rende poco chiaro lo svolgimento dei fatti e quindi sembra quasi mettere in secondo piano la chiarezza dell'esposizione. Soprattutto nella seconda parte in cui narra le fasi iniziali, preparatorie, del massacro da punti di vista diversi ripetendo spesso le stesse cose ma in un modo per cui non è facile tenere insieme tutto. La terza parte è più chiara e lineare e forse recupera quello che si era perso prima.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.