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Chaplin

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Che cosa si può dire ancora di Charles S. Chaplin? Quel che ancora si può dire ce lo dice Peter von Bagh, una delle voci più originali della critica cinematografica internazionale, scomparso nel 2014. Questo libro, scritto nei suoi ultimi anni e maturato lungo una vita intera, è stato il naturale punto d’approdo d’una cinefilia colta, libera, ironica e sempre operativa (tra festival, cineteche, università, divulgazione e mestiere di regista). “Chaplin” nasce da una devozione dichiarata e la espone alla luce di un’intelligenza capace di imprevedibili affondi e prodigiose sintesi, secondo uno stile di pensiero critico a cui forse non siamo più abituati. Uno studioso inimitabile si confronta con uno dei cineasti e delle figure più influenti della cultura del Novecento. Il risultato è una lettura dove si fondono sapere storico, vocazione letteraria e ricerca archivistica, dove ogni film risplende in una nuova, personale interpretazione, con speciale attenzione ai primi anni della carriera chapliniana, mai oggetto di una ricognizione così profonda.

560 pages, Paperback

First published September 1, 2013

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Peter von Bagh

48 books6 followers

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Profile Image for Alvy.
11 reviews
July 25, 2024
Su Charlie Chaplin si è detto e scritto molto. È una delle personalità più importanti della storia del cinema in assoluto: attore, regista, compositore, all'occorrenza direttore della fotografia e montatore, ma anche produttore e distributore. Qualsiasi cosa abbia fatto, è sempre riuscito a raggiungere l'eccellenza, regalando all'umanità capolavori immortali che ancora oggi non smettono di emozionare, commuovere e far riflettere. 

Come ha fatto un ragazzino poverissimo nato a Londra nel 1889 in condizioni estremamente disagiate (le prime 60 pagine della sua autobiografia ricordano paurosamente le descrizioni di Oliver Twist di Charles Dickens) a cambiare per sempre il corso della storia del cinema? 

Ecco, come ho detto poc'anzi, su Chaplin si è detto e scritto molto. Ma un'ampia parte della trattazione riservatagli è stata dedicata ai lungometraggi, da "The Kid - Il monello" (1921) in poi, con sporadici riferimenti alla produzione precedente, e in maniera quasi del tutto limitata al periodo alla First National (1918-1923)

Il merito specifico di questo piccolo capolavoro della saggistica cinematografica contemporanea è proprio quello di investigare, con uguale attenzione ed approfondimento, il primo Chaplin, quello del periodo Keystone (1914), Essenay (1915) e Mutual (1916-17). Con quale scopo? Quello di scoprire i primi barlumi del genio. Il genio non è tale solo quando è libero di poter scatenare liberamente la propria furia creativa: il genio lo si riconosce anche nel momento del compromesso, anche quando sia necessario rispettare paletti imposti dall'alto, anche quando non si abbia piena libertà artistica o quando non si dispongano grandi capitali per realizzare tutto ciò che si abbia in mente. Questo saggio, scevro da qualsiasi intento teleologico (rischio sempre dietro l'angolo quando si cerca di dire cose nuove su qualcosa solitamente di assodato), riesce brillantemente a permettere al lettore di comprendere il contesto in cui Chaplin abbia mosso i primi passi nella nascente industria cinematografica statunitense: dalla pesante eredità delle comiche teatrali e circensi di Fred Karno alla piena interiorizzazione di codici squisitamente cinematografici, passando per l'ingombrante presenza del primo produttore Mack Sennett ed i primi connubi artistici (Mabel Normand, Chester Conklin, Edna Purviance, Leo White, Eric Campbell, etc.), con ampi riferimenti biografici che non scadono mai nell'agiografia né nel sensazionalismo scandalistico, che pure hanno fatto parte della vita del grande artista.

Il merito del saggio di Peter von Bagh, critico finlandese passato a miglior vita nel 2014 che ha dedicato la vita a studiare Chaplin, tradotto in italiano da Enrico Rainò per conto della sempre meritoria Cineteca di Bologna, sta proprio nel riuscire ad alternare abilmente le analisi specifiche dei primi corti della produzione chapliniana a strepitosi discorsi di carattere generale atti a tirar le fila del discorso. Se le prime duecento pagine si rivelino davvero un'epifania per il lettore, che può recarsi su YouTube ad ammirare i primi cortometraggi comici con un occhio nuovo e consapevole, altrettanto può essere detto per la trattazione del 'solito' Chaplin, ovvero quello dei lungometraggi, ben più conosciuto. La capacità di Peter von Bagh di fornire continuamente nuovi spunti di analisi è incredibile, così come è notevole il lavoro di riconfigurazione critica di decenni di analisi dell'arte chapliniana, in cui ciò che si è detto per decenni su Charlot assume, grazie a questo testo, nuovo vigore nella sua ricontestualizzazione. 

Strepitose le pagine dedicate al Chaplin compositore e al progetto abortito su Napoleone (per il cinefilo medio l'unico Napoleone mancato è quello di Kubrick: falso!). 

Mi sento di consigliarne la lettura sia ai cinefili sia agli spettatori desiderosi di approfondire questo mondo. In tal senso, possono tornare molto utili le edizioni DVD della Cineteca di Bologna che, oltre a presentare i film nel formato adeguato e con la corretta colonna sonora d'accompagnamento (von Bagh dedica ampio spazio alle scelleratezze con cui il cinema muto sia stato presentato per interi decenni in televisione), offrono booklet con antologie critiche davvero utili. 

Insomma, un saggio, a mio avviso, assolutamente straordinario che merita di avere un posto nella libreria di ogni lettore interessato a conoscere uno dei più grandi artisti del Novecento.
Profile Image for Tuomas.
26 reviews
June 12, 2015
odotuksia parempi, syvemmin elokuvia luotaava kuin tunnetuimmat Chaplin kirjat. Ja hienoa itse elokuvan tulkintaa! Olisin kaivannut enemmän vanhempaa (Chaplinin poikaa edeltävää) ja vähemmän uutta painottaen (Kultakuumeen jälkeistä). Elokuvan ystävälle suosittelen. Chaplinin historian osalta ja siitä kiinnostuneelle Robinsonin opus ja omaelämäkerta ovat edelleen kombinaationa voittava.
Profile Image for LisaZen.
154 reviews11 followers
August 21, 2023
Ryhdyin lukemaan Chaplinista katsottuani vihdoin - ensimmäistä kertaa - Nykyajan ja Diktaattorin. Nykyaikaa katsoessani oivalsin heti, että Chaplin oli elokuvantekijänä poikkeuksellinen nero, jonka vertaisia ei enää ole, sillä hän ei ollut vain ohjaaja, vaan hän "teki kaiken", eli lavasti, puvusti, suunnitteli juonen, valitsi näyttelijät ja myös näytteli itse useimmat filmiensä pääosat. Mykkäkauden näyttämökielen omaksuneena hänen otteensa oli ruumiin liikettä ja mimiikkaa korostava. Chaplinin motoriikka oli uskomattoman ketterää, tanssillista ja visuaalisesti vangitsevaa. Moderneissa elokuvissa näyttelijät lähinnä puhuvat, seisovat ja kävelevät. Tavallisimmin kuvassa näkyy vain näyttelijän pälpättävä yläosa. Chaplin oli kokonaistaideteos. Modernit näyttelijät tuntuvat häneen verrattuina suorastaan laiskoilta!

Alkupuolen mykkäfilmien käsittelyssä von Baghin käyttämä kieli hätkähdytti karkeudellaan. Kun kerrottiin gägistä, jossa henkilöä potkaistaan takamukseen, niin kirjoittaja käyttää sanaa "perse" ym. Tämä on toki linjassa lyhyiden mykkäfilmien ilmentämän maailman brutaaliuden kanssa, mutta kielen karkeus lisäsi epämukavuuden tunnetta menneiden aikojen äärellä. Filmien kuvaama brutaalius suorastaan pelästytti. En ole Chaplinin varhaisempia filmejä katsonut sitten lapsuuden, joten pitänee kokeilla, miltä ne näin aikuisena tuntuvat. Koska itse viehätyin erityisesti Chaplinin motorisesta taituruudesta olisin toivonut kirjoittajan käsittelevän tätä tanssillista ilmaisutapaa enemmän. Kirjan lukeminen oli hyvä katsaus Chaplinin elokuvatuotantoon, mutta erityisen suuri elämys lukukokemus ei ollut.

Lisäys 8/2023: Ulkomaankirjeenvaihtaja Eeva Lennon tunsi von Baghin nuoruuden yliopistopiireistä alkaen ja hän luonnehtii muistelmissaan tämän olleen hätkähdyttävän rääväsuinen. Hän oli tässä mielessä ilmiselvästi sosiaalisilta taidoiltaan heikko, voisi sanoa jopa jälkeenjäänyt. Hän ei kuitenkaan ollut ilkeä tai pahantahtoinen, vaan hän tiedosti heikosti omaa käytöstään. Hänellä oli kuitenkin karismaa ja intohimoinen paneutuminen elokuviin auttoi luomaan ystävyyssuhteita. Vuosien myötä hänen käytöksensäkin hioutui pehmeämmäksi.
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