“Accettiamo che la vita sia una faccenda di solitudine fintanto che c’è un futuro.”
I tre fratelli Popper, ebrei viennesi non praticanti, stanno affrontando la morte della madre Marta, che con grande dispiacere del marito non aveva trasmesso ai figli nulla della religione ebraica, perché agli occhi del mondo lei non si sentiva una vittima “Che bisogno abbiamo di Israele?”
Serge, il primogenito, sessantenne spavaldo vanaglorioso dedito ai suoi “intrallazzi e traffici di cui non si capiva niente”, Jean, il narratore, giudicato senza personalità è l'eterno cuscinetto all'interno di quella famiglia che lui silenziosamente osserva, e Nana, la ribelle che ha sposato uno spagnolo di sinistra squattrinato, rimasta la smorfiosetta viziata di sempre.
Poco dopo la morte della madre, quando si accorgono che senza di lei tutto va a rotoli, loro che si amano tanto quanto non si sopportano, si ritrovano riuniti con le rispettive famiglie per un viaggio ad Auschwitz organizzato da Josephine, (la figlia di Serge) sulle orme dei loro antenati ungheresi
Dovere di memoria verso i loro ascendenti defunti o semplice turismo?
“Chi ha voglia di andare a impegolarsi nella religione e nella morte?”
Sarà un peregrinare nel luogo della Memoria che ne innescherà un altro, quello nelle loro vite legate dal vincolo di sangue che, da solo, non sempre basta a fare una famiglia.
Serge è soprattutto la storia di una famiglia, con i suoi dissensi, le gelosie e conflitti
Ne è passato del tempo da quando i tre giocavano spensierati ; ora i Popper sono adulti, si sono confrontati con la vita e mentre la generazione dei genitori muore silenziosamente, loro iniziano a contare i fallimenti e le rinunce, osservandosi l'un l'altro con spirito critico ma restano ancorati all’ immagine e alle ansie personali.
Perché l'uomo è così: capace di concentrarsi su ciò che lo tocca intimamente, mentre di tutto il resto si disinteressa, a patto che non lo minacci direttamente.
Yasmine Reza con l’intelligenza e la precisione della sua beffarda osservazione, regala una satira feroce, dove l'ironia corrosiva rivela anche qualche nota di tenerezza.
I membri di questa famiglia a volte sono insopportabili, pieni di colpe, ma alla fine mi sono piaciuti tutti , per i loro dialoghi taglienti e il modo in cui affrontano gli ostacoli della vita( lutto, angoscia, solitudine , malattia, vecchiaia, morte)
L'incapacità dei personaggi di relativizzare i guai le instabilità emotive e le liti appare in tutta la sua derisione quando visitano Auschwitz, dove il divario tra la tragica realtà del luogo e il comportamento dei turisti tra commozione e mania del selfie, vede i tre fratelli impacciati e più preoccupati dei loro piccoli drammi che dal ricordo dell’orrore prodotto dalla Storia
“Camminiamo su una strada che non appartiene a nessun tempo. E noi stessi ignoriamo che cosa ci abbia condotti qui”
Yasmine Reza ha scritto un libro terribilmente disincantato che spoglia le innumerevoli pretese con cui riempiamo il vuoto delle carenze e il ridicolo dei nostri egocentrismi.
Serge è un romanzo intelligente, vivace e inquietante che mette in discussione il dovere della Memoria e racconta di un’unanimità patetica e comica attraverso la storia dei Popper, ebrei senza passato e quasi senza futuro, tra felicità e fallimenti