Matteuccia porta con sé un segreto e sul corpo ormai vecchio ha cucite le cattiverie della gente, come tante punture di spillo. Ha passato gli anni dell’amore a fare la guerra, insieme a sua madre Angelina e all’amata amica Gentile. È stata partigiana per necessità più che per scelta, ha fatto parte di quella generazione per la quale compiere il proprio dovere val più di qualsiasi atto d’eroismo. Era staffetta, portava agli uomini nel bosco viveri, medicinali, armi, comunicazioni, ma non s’era mai sentita guerriera, vedeva le cose a modo suo. Alla fine del conflitto non ha più trovato la voce e s’è ritirata dal mondo degli uomini, preferendo andar dietro l’invisibile. Sin da bambina ha imparato a conversare con il vento e il temporale e nei momenti di stanca torna a rifugiarsi sotto la grande quercia, nel bosco di là, come lo chiamano quelli del paese, che la considerano una comunista, una femminista, una matta, perché ormai in pochi si ricordano del passato che si porta dietro. Quel passato che le ha tolto la parola e la segue come un’ombra scura da una vita intera. Quel passato che ora è venuto a presentare il conto.
Lorenzo Marone è uno scrittore italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), Un ragazzo normale, uscito sempre (Feltrinelli, 2018). A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.
"Aveva capito che nel riconoscimento degli altri si spezza il perimetro della nostra solitudine, che esistiamo pienamente solo per e in qualcuno."
Il bosco di là è il nuovo romanzo di Lorenzo Marone. La storia si incentra sul personaggio di Matteuccia, una donna ormai anziana che vive in completa solitudine. Matteuccia non parla, le parole le mancano dalla fine della guerra. Troppo ha visto, sentito e sofferto, lei che giovane staffetta partigiana faceva il possibile per aiutare il padre e gli altri uomini che si nascondevano nei boschi e resistevano a fascisti e nazisti. Insieme a Gentile, unica e sola amica che abbia ma conosciuto, Matteuccia si era armata di un coraggio che mai avrebbe pensato di avere a 17 anni ed aveva deciso di contribuire come meglio poteva alla lotta. Ma le cicatrici del passato sono rimaste lì in agguato, e quando un evento inaspettato le riporta a galla per Matteuccia arriva il momento di fare i conti con i ricordi più dolorosi, quelli da cui è sempre fuggita preferendo vivere con l'invisibile che si nasconde nella natura.
Brevissima lettura ma molto particolare. Con estrema eleganza e leggerezza l'autore ha saputo raccontare una storia che parla di donne, di resistenza, di guerra e di coraggio. Ma anche di natura, di magia, di cose invisibili che diventano più reali di quelle che si vedono. É quello che accade a Matteuccia dopo la guerra, dopo aver perso troppo e aver rinunciato alla sua stessa voce si rifugia nel bosco, nel vento, negli alberi, negli elementi che sembrano capirla meglio di qualsiasi essere umano.
É così che da partigiana diventa un'emarginata, una donna strana, sola, una strega. Passato e presente si intrecciano in questo racconto e ci regalano il ritratto di una donna povera, piccola, insignificante per molti, che però si trasforma in una creatura che sa "ascoltare la vita al di là della vita", che riesce a vivere in perfetta simbiosi con la natura che la circonda e in quella natura trova consolazione. Centrale è il tema della solitudine in questo racconto, una solitudine il cui unico conforto si trova nell'invisibile, nei venti che cantano e accompagnano Matteuccia nei suoi vagabondaggi, nei cipressi che la consolano di fronte alla perdita, nella quercia che l'ha accolta da bambina e che è pronta a riaccoglierla. Toni fiabeschi e quasi onirici, una storia segnata da una profonda malinconia. Molto bello.
"Il bosco di là" fa parte di una collana della casa editrice Aboca che mira non soltanto a valorizzare l'intelligenza della natura, ma anche a sottolineare quanto sia importante che l'uomo la riconosca e la protegga. Ogni libro della collana tratta questo tema, partendo da un albero. Lorenzo Marone ha scelto la Quercia e ne ha intrecciato l'esistenza con quella di Matteuccia, "la piccola umana che sapeva ascoltare oltre le parole dell'uomo".
C'è qualcosa di profondamente misterioso e poetico nel modo in cui l'autore parla della natura. La rende viva, personaggio protagonista, tanto quanto la donna che nasconde un segreto, un segreto che l'ha resa muta. È nel vento, negli alberi, nei fiori che Matteuccia ha trovato la forza di essere una partigiana, ed è di fronte a tutti loro che poi ha scelto di vivere lontana dagli uomini. Lo stile dell'autore è meraviglioso, delicatissimo. Leggere questa storia dà l'impressione di respirare aria fresca, pulita, proprio come in un bosco. E insegna che a volte è nel silenzio che si scoprono gli interlocutori più fedeli.
Ecco uno degli estratti per me più belli. "Esiste nel mondo un altro tempo, diverso da quello che tutti conoscono e al quale si assoggettano, il suo nome è Kairos, il tempo di mezzo, che vive nella penombra, negli intervalli lunghi, giunge a raddrizzare l'esistenza dei perduti, richiamato dai saggi e dai curiosi, e offre possibilità a chi non l'aveva. È il tempo propizio, il tempo opportuno, il tempo delle scelte e del fare, e spinge l'uomo a prendere nuove strade."
Finalmente ho letto Lorenzo Marone, autore che mi incuriosiva da tanto. Qui si cimenta in una breve storia di una donna che ha partecipato alla Resistenza, aiutando i partigiani e che dalla guerra è rimasta segnata e ferita. Il libro è davvero molto breve, dalla trama piuttosto semplice ed insignificante, per cui è difficile scrivere un commento approfondito. Mi è piaciuto lo stile dell'autore, di cui vorrei leggere qualche romanzo ben più strutturato. Non mi ha convinto invece la storia, banale e a tratti noiosa, seppur nella sua semplicità; allo stesso modo la protagonista, ben delineata, ma piuttosto insulsa, rispetto alle eroine della guerra, tanto spesso descritte in letteratura, anche recente. Un libro a cui do la sufficienza, ma che decisamente non lascia il segno
Un libro molto forte per la storia, ma poco entusiasmante. La storia di Matteuccia. che nella sua vita ha sofferto tanto, è stata molto interessante ma allo stesso tempo è stata anche molto ripetitiva e difficile da comprendere. Non nego che questo libro sia stato quello più "noioso" di Lorenzo Marone. Il linguaggio, seppur chiaro e lineare, a tratti era un po' monotono. Inoltre se dovessi consigliare un libro di Marone, non consiglierei questo.
Collana intitolata "il bosco degli scritturi" e creata dall'azienda Aboca per celebrare la natura e stimolare la fantasia degli autori a partire da un albero. Lo spunto di Lorenzo Marone è dato da una quercia antica alla cui ombra è cresciuta e ha vissuto i momenti più significativi della sua vita Matteuccia, donna anziana, ripiegata su se stessa, matta per i compaesani e silenziosa per tutti. Capace di parlare e comprendere la natura e di ascoltarne le leggende. In un alternanza tra passato e presente, l'autore ci svela progressivamente la sua storia e il motivo che l'hanno resa muta e lontana dal mondo.
La scrittura di Marone è poetica, frasi molto ricche che in pochi capitoli sono capaci di descrivere la magia e la potenza della natura, delle sue leggende e miti e insieme raccontare una piccola grande storia che affonda le radici nella nostra storia. Ambientato in una non definita campagna di un qualunque paese della penisola toccato dalla lotta partigiana, la storia di Matteuccia, della sua amica Gentile e delle poche altre figure descritte potrebbe appartenere a ciascun italiano vissuto in quel periodo. La sensibilità di Matteuccia non le consente di ribellarsi al sopruso, si abbandona e per questo paga con la solitudine autoinflittasi e il silenzio. Molto forte la scena dell'incontro tra padre e figlia e il percorso del fazzoletto rosso che riemerge dal terreno come una ferita aperta e sanguinante.
"...aveva capito che nel riconoscimento degli altri si spezza il perimetro della nostra solitaria vita, che esistiamo pienamente solo per e in qualcuno."
Incipit C’erano un tempo terre remote al riparo dal clamore delle novità, dove le notizie stentavano ad arrivare intere, perdevano pezzi per strada passando di bocca in bocca e giungevano scarnificate, cibo masticato, avanzi, non più verità. Il bosco di là Incipitmania
Il bosco di là di Lorenzo Marone - Ed. Aboca - 136 pagine
"Aveva capito che nel riconoscimento degli altri si spezza il perimetro della nostra solitudine, che esistiamo pienamente solo per e in qualcuno."
"Matteuccia porta con sé un segreto e sul corpo ormai vecchio ha cucite le cattiverie della gente, come tante punture di spillo. Ha passato gli anni dell'amore a fare la guerra, insieme a sua madre Angelina e all'amata amica Gentile. È stata partigiana per necessità più che per scelta, ha fatto parte di quella generazione per la quale compiere il proprio dovere val più di qualsiasi atto d'eroismo. Era staffetta, portava agli uomini nel bosco viveri, medicinali, armi, comunicazioni, ma non s'era mai sentita guerriera, vedeva le cose a modo suo. Alla fine del conflitto non ha più trovato la voce e s'è ritirata dal mondo degli uomini, preferendo andar dietro l'invisibile. Sin da bambina ha imparato a conversare con il vento e il temporale e nei momenti di stanca torna a rifugiarsi sotto la grande quercia, nel bosco di là, come lo chiamano quelli del paese, che la considerano una comunista, una femminista, una matta, perché ormai in pochi si ricordano del passato che si porta dietro. Quel passato che le ha tolto la parola e la segue come un'ombra scura da una vita intera. Quel passato che ora è venuto a presentare il conto".
Per la seconda volta vado al tappeto per le parole di Lorenzo Marone, con La donna degli alberi il ko fu completo ed immediato. Confesso che non ho letto gli altri suoi libri - non ancora! - ma con queste due storie io sono completamente entrata in risonanza, ammaliata dalla gentilezza, dalla bellezza, dalla magia di queste anime pure, immerse nella meraviglia della natura, potente ed evocativa.
Matteuccia era una bambina coraggiosa che parlava alle cose della natura, lei era parte della natura. Ora è una donna anziana, "la matta del paese", una strega per alcuni, vive da sola, con un gatto rosso, Esopo, che le racconta favole e un vecchio asino più canuto di lei, Dioniso. Ha scelto di vivere lontana dagli uomini, che non apprezza, e che del resto non la comprendono, mentre nella natura è a suo agio, è nel suo elemento. “Era una donna chiusa ai suoi simili, Matteuccia, ma aperta al mondo e agli altri suoi abitanti”.
Matteuccia non parla più, dalla fine della guerra, da quei giorni bui in cui troppo ha visto, sentito e sofferto: aveva voluto essere una staffetta partigiana, insieme a Gentile, la sua unica amica, per aiutare il padre e gli altri uomini che si nascondevano nei boschi. "Faceva parte di quella generazione per la quale compiere il proprio dovere valeva più di qualsiasi atto d’eroismo".
Da quei momenti terribili la sua vita è rimasta come sospesa, girando in tondo, ha vissuto giorno dopo giorno, senza avanzare: è sopravvissuta, ma ha smesso di vivere, rifugiandosi nel bosco, nel vento, negli alberi, negli elementi che sembrano capirla meglio di qualsiasi essere umano. "Senza romanticismi, gli anni dell’amore li aveva passati a fare la guerra"
Ma il pallore del cielo predice brutte notizie … il passato rimasto lì sepolto, ora ritorna in tutto il suo dolore e lei è costretta a fare i conti con le cicatrici. Alla fine, stanca di tutto, sceglierà il mare, oltre il bosco di là, perché il mare è per tutti quelli che riescono a vedere sotto la superficie di ogni cosa, ricevendo in dono l’eternità.
Un breve racconto dai toni spiccatamente fiabeschi, a tratti onirici, una storia intrisa di una profonda malinconia. Un libro ecologista (sarà che ho appena letto anche Thoereau!) in cui si sentono le voci degli alberi, degli animali, i sussurri dei venti di terra e di mare. Uno stile delicato, così leggero, proprio come il soffio del vento sulla pelle.
La lettura de Il bosco di là mi ha fatto respirare aria fresca e pulita, mi ha trasportata in quel bosco, sotto la quercia. “Tutte le creature senza peccato si ritrovarono quel giorno, unite dall’energia partoriente che lega le anime buone, dall’amore che scorre sottile tra le cose invisibili ai più, e feconda la terra, dalla quale poi ogni cosa ricomincia, nuovamente”.
Non fa per voi se le sfumature magico-oniriche sono troppo inconsistenti e campate in aria.
Bellissima storia dolce amara di Matteuccia, una donna che aiutò i partigiani durante la guerra, facendo da staffetta, una storia di resistenza e durezza. Matteuccia, che da allora non riesce più a parlare e viene definita stramba e matta, e solo la natura, con alberi e animali le da conforto e ascolta la sua voce muta. In questo libro, ecologista ed antifascista, si sentono le voci degli alberi, degli animali, i sussurri dei venti di terra e di mare, soprattutto sublime l'ultima parte. Matteuccia, alla fine, stanca di tutto sceglie il mare, oltre il bosco di là, perché il mare è per tutti quelli che riescono a vedere sotto la superficie di ogni cosa. Bello e consigliato, potrebbe benissimo rientrare come testo scolastico.
Sinceramente non amo molto leggere questo genere per il semplice motivo che mi lascia sempre un vuoto dentro per interi giorni. Amo i libri che finiscono bene, amo le storie felici, amo i fantasy, amo leggere di paesi incantati e mondi fantastici, ma quando mi ritrovo a leggere fatti che so essere accaduti veramente, fatti che sono strazianti mi incupisco moltissimo. Detto questo, il bosco di là è davvero incredibilmente potente a livello narrativo, ve lo consiglio nonostante non sia molto la mia tazza da tè.
Il bosco di là è uno dei libri più belli che abbia letto in questi ultimi anni; una favola ecologista e antifascista che andrebbe distribuita nelle scuole. Ho sentito la voce degli alberi, i versi degli animali, il profumo dei venti di terra e di mare. Con Matteuccia e Gentile ho sognato un mondo migliore e adesso ho un motivo in più per credere che sia possibile averlo.
Inaspettatamente meraviglioso. Un libro particolare, dalla scrittura poetica ed emotiva capace di entrarti dentro. Tematiche molto importanti trattate delicatamente e intensamente allo stesso tempo. Ripeto che la scrittura mi é piaciuta tantissimo, estremamente onirica e poetica, una sorta di poesia in prosa. Mi ha catturata! Amato ogni singola frase dall'inizio alla fine, consigliatissimo.