La sesta uscita de La Biblioteca di Lovecraft propone un trittico a firma Tod Robbins. Freaks (titolo "Spurs") è il racconto che ispirò il film "maledetto" di Tod Browning del 1932, bandito in molti Paesi (in Inghilterra per oltre trent'anni) e trasmesso dalla nostra televisione solo nei primi anni '80. Lo affiancano due novelette, anch'esse ripescate dalle riviste pulp dell'epoca, di cui H.P. Lovecraft fu appassionato lettore e "Il ritratto vivente" e "I giocattoli del Destino", entrambe inedite in Italia. La macabra fiaba sulla diversità di Freaks, dall'esito beffardo, trova degna compagnia in queste due corpose escursioni nel soprannaturale, dai toni ora più canonici per il weird (il perturbante dei quadri animati), ora bizzarri e giocosi, ma solo in apparenza (lo straniante di un destino dai disegni imperscrutabili e crudeli). L'edizione è illustrata, introdotta da Harden Harrison (membro fondatore della thrash band Rigor Mortis, che a Freaks dedicò un omonimo EP) e arricchita da una postfazione di Walter Catalano. La traduzione è a cura di Gianluca Venditti.
Clarence Aaron Robbins, billed as C.A Robbins and better known as Tod Robbins, was an American author of horror and mystery fiction, particularly novels and short story collections.
Robbins authored two short story collections and several novels. His work often contains bizarre and frightening plots. His novel The Unholy Three (1917) was twice adapted for the screen, a silent version in 1925 and a sound version in 1930; both adaptations starred Lon Chaney. Robbins was also the author of the short story "Spurs", which was used as the basis for Freaks (1932), a film which later developed a cult following. Some of Robbins's work was later reprinted in the "Creeps" series of horror anthologies edited by Charles Birkin.
In the early 30s he moved to French Riviera and refused to leave during the Nazi occupation of France. He spent the war in a concentration camp and died in Saint-Jean-Cap-Ferrat in 1949 due to the consequences.
è stata attrazione fatale tra me e questo libro, l'ennesima dimostrazione che la biblioteca di Lovecraft non scherza, che è in grado di regalarci delle esperienze letterarie ed estetiche profonde curate nei minimi e macabri dettagli; ci troviamo di fronte a tre racconti weird di un grande spessore artistico e sentimentale, il motivo ricorrente è il diverso in cui il lettore alla fine è costretto in un faccia a faccia tanto sconvolgente quanto toccante perché si accorgerà che siamo tutti diversi, siamo tutti dei mostri in fondo; il primo racconto, il ritratto vivente, è puro genio da lasciare il nostro cervello compromesso, proprio come quando un nostro ritratto ci guarda e ci restituisce un ghigno; il secondo racconto chiamato i giocattoli del destino è ancora meglio, quando la pazzia incontra la magia tutto può succedere, anche delle catastrofi ma d'altronde bisogna sempre stare allerta dal fato; ed infine il racconto che da titolo al libro è una storia in pieno contesto freaks, in un circo un piccolo nano deve affrontare lo scherno di tutti i suoi compagni e della sua amata, ci fa sentire fragili e forti allo stesso tempo senza farci mancare i brividi; a questa opera editoriale meravigliosa sono stati aggiunti le illustrazioni originali tratte dalla loro prima pubblicazione, un piccolo capolavoro.
Dal racconto che ha ispirato Freaks, il capolavoro senza tempo di Tod Robbins, passando per il beffardo I giocattoli del destino e Il più crudele Ritratto vivente, ho scoperto un autore davvero sorprendente e che mi piacerebbe molto approfondire. Chissà se la biblioteca di Lovecraft non decida di farci qualche regalo.
FREAKS Edito in Italia nel 2021 dalla collana “La biblioteca di Lovecraft”, “Freaks” racchiude tre racconti inediti dell’autore Tod Robbins (1888-1949): “Il ritratto vivente”, “I giocattoli del destino” e, per l’appunto, “Freaks” (a cui s’ispirò l’omonimo film di Browning, pellicola di enorme scandalo agli inizi del Novecento). Scorrevole, intrigante, ansiogeno: questo volumetto di 200 pagine vi stravolgerà grazie al suo incredibile dinamismo. La lettura è permeata da un’inquietudine sottile, un germe di stranezza che s’ingigantisce di pagina in pagina, ma che non arriva mai a esplodere. La paura resterà lì, sospesa e irrisolvibile, come un rospo in gola che vi impedirà di deglutire. Forse, la potenza di “Freaks” sta proprio nelle scene che dipinge, talmente limpide da risultare verosimili. Così, senza preavviso, i pensieri dei protagonisti diventano quelli del Lettore e ci si ritrova a delirare, a condividere mille angosce, a confondere le sembianze della realtà, poiché “in fin dei conti la follia è come un fungo della mente, che per crescere esige un terreno adatto: è la malattia di una fervida immaginazione”. E noi, mentre leggiamo, non facciamo altro che generare immagini fervidamente spaventose. L’edizione illustrata in bianco e nero ripropone i dettagli che accompagnarono i testi originali dell’epoca e, lasciatemelo dire, non potrebbero essere più calzanti. 1) “Il ritratto vivente” è una riproposizione de “Il ritratto di Dorian Gray”. Stavolta, il nostro amato pittore Basil viene chiamato Anthony ed è solito dipingere assassini, mentre Dorian Gray è in realtà Gustave Ericson, uno scienziato che si ritiene “ingiustamente accusato di mania omicida”. 2) “I giocattoli del destino” è incentrato sulla figura di un anziano dalla barba piena di molliche che, spietato, si diverte a spezzare le vite altrui: si fa soprannominare Fato. Ben presto, infatti, scopriamo la reale origine dei suoi giocattoli. Vi avverto, potreste scorgere voi stessi dentro le sue tasche e non vi piacerà affatto. 3) “Freaks”, invece, narra il rapporto burrascoso tra Jacques, persona affetta da nanismo, e Jeanne Marie, cavallerizza del Circo Copo. Aggiungo solo: semplicemente terrificante. Indispensabile anche la post-fazione di Walter Catalano, in quanto dona uno sguardo d’insieme a quelli che un tempo furono purtroppo definiti “fenomeni da baraccone” o “scherzi della natura”. @francescabandierascrive su Instagram
Se ho comprato questo libro è per leggere finalmente il racconto “Speroni” di Tod Robbins, da cui è tratto uno dei film più estremi e complessi di sempre: quel “Freaks” la cui visione oggi causerebbe l’implosione immediata di un qualunque paladino del politicamente corretto.
I ragazzi della Biblioteca di Lovecraft, lo scaffale più oscuro delle Edizioni ArcoIris, ci offrono il racconto con metallara irriverenza, introducendolo con un contributo di Harden Harrison dei Rigor Mortis. Sanno che il nostro interesse per il nome di Robbins dipende dal film e dalla storia che l’ha ispirato.
Tuttavia il racconto “Speroni” è inserito in coda a due novelette del tutto sconosciute: prima di arrivare al presunto piece-de-resistance dobbiamo attraversare due vasti padiglioni introduttivi, e così facendo abbiamo l’opportunità di scoprire la portata di un vero talento letterario.
Nelle due storie che precedono “Speroni”, “Il Ritratto Vivente” e “i Giocattoli del Destino”, Robbins mostra una scrittura sicura e marziale, una grande asciuttezza ed efficacia nel creare atmosfera, un’attenzione sorprendente alla costruzione dei personaggi e alle ambiguità della psiche; il contenuto è di una crudeltà sorprendente e senza tempo, capace di creare angosce che sono a tutt’oggi acute e vibranti.
Il racconto che fa da traino alla raccolta è beffardo e grottesco, molto più del film, un incrocio tra Thomas Mann e Grand Guignol, con picchi di grande divertimento visionario (c’è la scena, assente nel film, di una tavolata di fenomeni da baraccone, dalle deformità mostruose ma animati da meschinità del tutto umane, che è tra i momenti più disturbanti e comici che abbia mai letto): ma l’orrore vero, quello che fa voltare compulsivamente le pagine e che tiene svegli dopo aver chiuso il libro, è tutto nelle prime due storie.
Spero di leggere ancora questo autore e ringrazio la Biblioteca di Lovecraft per avermi dato la possibilità di scoprirlo.
Un plauso particolare alla traduzione di Gianluca Venditti, è stato un vero piacere leggerla.