Non è difficile affezionarsi a Gori Misticò e alla sua Calabria. In questo secondo caso facciamo un passo avanti e uno indietro, nel senso che scopriamo cronologicamente come mai ha deciso di lasciare Milano e i suoi incarichi da infiltrato per tornare al paesello - che non sente neanche suo - di San Telesforo Ionico e quindi i suoi primi casi calabresi, con reliquie rubate che lo fanno imbattere in una comunità che puzza di setta in cui, per il momento, non è ancora successo nulla, ma in cui è tutto in fermento per la decisione di Regina/Demetra - la pseudopsicologa che aiuta i "fratelli" (tutti uomini) che entrano in comunità a superare un lutto - di chiudere i battenti. Regina comincia a frequentare il maresciallo Misticò per i suoi scopi, ma il carabiniere non ci sta a farsi usare da una donna, per quanto bellissima e seducente.
I suoi problemi col tumore stanno cominciando a manifestarsi, ma Gori non vuole dar retta al suo amico Nicola e quindi, anziché farsi ecografie e TAC, va da un medico fanfarone che scambia i suoi disturbi per ipocondria e lo cura dandogli un ansiolitico che gli dà dipendenza e gli fa avere allucinazioni e vuoti di memoria.
Nel frattempo, Misticò sta subendo nel presente l'operazione di cui si è parlato alla fine del precedente romanzo e, mentre è sotto anestesia, forse gli passa la vita davanti, per questo ripensa ai primi casi calabresi e anche alla nascita della sua amicizia da bambino con i suoi due più cari amici Nicola e Michele, che fino ai dodici anni si conoscevano ma non si erano mai frequentati; poi però diventano complici quando decidono di salvare dei ghiri che Ròsarone ha catturato per cucinarli. E quando durante la fuga Michele si ferisce a un ginocchio e ha bisogno dei punti, è Nicola a entrare di nascosto nell'ambulatorio del padre e a prendere l'occorrente per ricucirlo, rivelando così, a soli dodici anni, la vocazione di chirurgo.
Durante il periodo in cui è sotto anestesia, Gori incontra molte persone, sia vive che morte, ma soprattutto incontra Michele, l'amico fraterno morto a soli sedici anni per un incidente, e alternativamente pensa di restare con lui e poi di ritornare tra i vivi, a seconda di quello che nel frattempo sta succedendo in sala operatoria, mentre Nicola è spaventato di dover rimanere l'unico vivo dei tre amici.
Bellissimi i riferimenti ai fumetti Disney, di cui Vitaliano è autore e di cui Misticò è geloso lettore; geloso soprattutto quando sente l'appuntato scelto Federico Costantino che utilizza dei termini ormai desueti, che solo un lettore di fumetti conosce ormai, e Gori teme che il suo appuntato approfitti degli albi che conserva nei suoi cassetti, mentre sostiene che i fumetti si devono comprare in edicola (una velata critica a chi si scambia i fumetti?)