“Il pericolo è il mio mestiere”: potrebbe essere la legge fondamentale della vita di Oswald Breil e anche se potrebbe vivere tranquillamente a bordo del suo yacht super-accessoriato, il “Williamsburg”, con la sua dolce metà Sara Terracini, non riesce proprio a tenersi fuori dai guai. E in che intrigo si trovano, anche questa volta!
“Il mare dei fuochi” è un romanzo carico di suspence, azione, insomma una perfetta e irrinunciabile spy story.
L’ultima avventura che nasce dalla penna di Marco Buticchi è ambientata prevalentemente in Italia, in particolare nel Sud Italia, la mia terra! E associa insieme alcuni dei grandi misteri del nostro Paese, tra il disastro di Ustica, la bomba alla stazione di Bologna, il traffico di scorie radioattive che si sospetta sia alla base degli omicidi della giornalista RAI Ilaria Alpi e del suo operatore Milan Hrovatin, il disastro di Ramstein in cui persero la vita, tra gli altri, il tenente colonnello Ivo Nutarelli e il tenente colonnello Mario Naldini, ovvero due piloti esperti, ma soprattutto gli stessi due che si trovavano in volo addestrativo a Grosseto la notte del disastro di Ustica e che diedero per primi l’allarme. In un intreccio incredibile, tutti questi tragici eventi vengono collegati incredibilmente con ’ndrangheta, Isis e le cosiddette “navi a perdere”, quelle navi cioè che vengono affondate con il loro carico radioattivo, ritenendo che con la copertura di polvere di marmo di Carrara e cemento, non ci sono e/o non ci saranno problemi, senza calcolare però la durata dell’espediente in fondo al mare e semmai considerandolo un problema delle generazioni che verranno.
Come sempre Buticchi non cede nemmeno un centimetro della sua avventura alla noia e come succede ogni volta, più si entra nei meccanismi della storia, meno si ha voglia di smettere di leggere e anzi si vorrebbe arrivare il prima possibile a qualche informazione in più che possa aiutare a immaginare cosa succederà, perché l’autore è insuperabile nel tenere con il fiato sospeso il lettore, fino alle ultimissime righe.
Ma c’è di più: in questa sua ultima fatica c’è la volontà dichiarata di fornire un contributo verosimile a molti momenti bui del nostro Paese, utile soprattutto a non dimenticare. In questo senso “Il mare dei fuochi” si rivela ben più di un “semplice romanzo” perché è prima di tutto un grido di condanna, di drammatica attualità, di un sistema planetario soggiogato dal dio Mammona, che sta letteralmente distruggendo il pianeta e mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intera umanità. Deliri di onnipotenza politica, militare ed economica, capitalismo non solo occidentale ma anche russo, cinese e arabo s’incontrano e scontrano alternativamente con i percorsi di una malavita organizzata in maniera sempre più tecnologica, senza esclusioni di colpi. In primo piano fra le associazioni italiane a delinquere la ‘ndrangheta, così definita da Nicola Gratteri e Antonio Nicaso in capo al Prologo: «Cresciuta nel silenzio, oggi la ‘ndrangheta è l’organizzazione che fa più paura, quella più potente, più pervasiva»
Un libro coinvolgente e ben costruito che apre nuovi spaventosi scenari.
E Marco Buticchi è un vero maestro nel riuscire a collegare eventi come quelli accaduti ad Ustica e a Bologna, ad altri apparentemente inspiegabili come la morte del capitano in autostrada verso la Spezia, l’apparente strana moria tra gli ufficiali dell’aeronautica culminata nei cieli di Ramstein e l’uccisione in Somalia di una giornalista italiana e del suo autista. Tutti fatti drammatici che all’apparenza sembrerebbero non avere alcun legame tra loro. Ed invece …
Il volume è illustrato da sette tavole, la cui prima rappresenta l’orologio fermo all’ora delle deflagrazioni delle bombe nella stazione di Bologna e che sono tutte opera proprio di Maria Consuelo, moglie di Buticchi, come a ricordare ai lettori il detto: «Dietro a ogni grande uomo c’è sempre una grande donna».