Fenix, giovane figlia di Adham, per metà umana e per metà elfa, ha passato gli ultimi tre mesi della sua vita a Miriël, lontana da casa e da sua madre. Lì ha potuto frequentare i Giardini, la scuola elfica per eccellenza, e conoscere alcuni dei figli di Minhar che popolano Ethernity, la capitale degli elfi. I tre giorni di licenza a casa provano però Fenix nell’animo: è venuta a conoscenza di una triste verità riguardante suo padre e l’amicizia con Andrew ha preso un taglio decisamente inaspettato. Con il cuore in subbuglio, la Ragazza di Luna torna ai Giardini sempre più decisa a scoprire chi sia il suo tutore. La luminosa capitale degli elfi, però, sta per essere inghiottita da un’oscurità proveniente da un sanguinoso passato, e i Corvi, seguaci del crudele Tragokadon, si stanno adoperando per farle strada. Inoltre, le insidiose prove del Torneo di Hûn si avvicinano, e Fenix ha deciso di parteciparvi, sicura del supporto dei suoi amici. Ma se si sbagliasse? Perché nulla è ciò che sembra…
Hai scoperto il mondo di Fenix solo adesso e vuoi recuperare? Non preoccuparti, trovi l’ebook del primo volume di Fenix e la Chiave di Thuta a 0,99 euro sul sito della Casa Editrice Bookabook!
4,5⭐ Ho avuto l'opportunità di leggere questo secondo volume in anteprima! Mariella fa decisamente un salto di qualità, la storia prende forma e dinamicità! Fenix inizia a capire che il mondo degli elfi non è tutto rose e fiori e che dovrà imparare a destreggiarsi con tutti gli intrighi che Miriel nasconde. Il primo volume è stato per lo più un'introduzione a tutto, mentre in questo capitolo della saga, l'autrice usa descrizioni più brevi, senza però perdere il suo stile! Questo volume è attualmente in campagna di crowdfunding sul sito bookabook e credetemi se vi dico che FENIX DUE VALE LA PENA!
Eccomi di nuovo qui, cari lettori, per parlare di Fenix. Il secondo volume, rispetto al primo, mi è piaciuto di meno, tuttavia ci tengo a precisare che il mio è un parere strettamente personale.
"Il tempi può essere un grande ostacolo, ma anche un grande alleato nella vita. E tu, in quali vesti decidi di utilizzarlo?"
All'inizio veniamo catapultati in un nuovo regno: Hades. Lilith, il mezzo demone, torna a casa grazie alla licenza e fa scoprire al lettore un mondo più spietato di quello a cui eravamo abituati nel primo volume. E sapete cosa? Mi è piaciuto da morire. Se Mirïel nasconde sotto il tappeto il marcio della sua società, qui i demoni non si preoccupano di rivelare il loro vero carattere e di scatenare il peggio di sé. In più, è stato bello poter scorgere un minimo di quello che passa per la testa di Lilith. Per quanto il capitolo con il suo povero sia stato corto, sono riuscita decisamente ad affezionarmi a lei e a immergermi nei suoi panni. Da questa situazione mi è venuto in mente un graffito di Bansky, che ho dovuto studiare a scuola. C'è anche da dire però, che se da una parte la governante nasconde il marcio, dall'altra parte Fenix e i suoi amici tirano fuori tutto e lo mettono in vista.
La protagonista invece, a differenza di Lilith, mi ha lasciato un po' allibita sempre per lo stesso motivo che ho scritto nella scorsa recensione. Piano piano, però, già in questo volume ha iniziato ad avere più consapevolezza di ciò che la circonda. Infatti, da una parte le manca la madre e capisce che Mirïel in quel momento non è casa sua, ma dall'altra parte non capisce ancora a cosa sia dovuto quello che prova. Lei ha tanti punti interrogativi, senza riuscire a trovare risposte. Ho davvero paura di sapete in che modo Fenix otterrà quelle fatidiche risposte.
Per quanto mi riguarda, invece, non ho apprezzato granché la grande quantità di domande che qui sono sorte e che si sono aggiunte a quelle che erano già presenti dal primo libro. È che all'inizio si parte con una grande rivelazione e poi è un continuo brancolare nel buio. Avrei apprezzato sapere almeno qualcosa in più sulle due nuove rettrici o qualunque altro personaggio ancora misterioso.
Allora stesso tempo, però, capisco anche che l'autrice abbia giàprogrammato tutto e che durante il corso dei restanti quattro libri, si scopriranno le carte. So che la sua non è incompetenza e so che ogni singola parola non è stata scritta a caso, sperando di conquistare il lettore. Credo anche che in questo caso non sia il libro a conquistarci, bensì è il lettore stesso che cade in una ragnatela e che rimane ammaliato dalla scrittura di Mariella Loi. L'attenzione è sempre alta e spesso per un grande motivo: ci sono paragrafi in cui penso che il narratore si rivolga direttamente a me che reggo tra le mani il libro e ne sfoglio le pagine. Avete presente quando qualcuno vi inchioda con lo sguardo? Ecco, ho provato la stessa cosa durante la lettura e mi è sembrato difficile poter fare altri fuorché leggere.
Ultima cosa e poi sparisco fino alla prossima recensione: il torneo di Hûn. Per tutto il volume ho atteso di poter scoprire di cosa si tratta e poi è durato meno di quello che mi aspettavo. Diciamo che c'è stato tanto hype e poi l'evento si è dissolto così, come se non fossero successe cose significative.
"Le nostre paure accecano gli occhi e assordano il cuore, e quando non si può più né vedere né ascoltare, si finisce con il brancolare nel buio più oscuro e freddo, trascinando con se chi, con amore, è disposto a seguirci finanche nell'oscurità più terrificante e orribile."
La memoria, spesso ce lo dimentichiamo, ci fa strani scherzi. Si ricorda e si dimentica quello che vuole. E lo fa apparentemente senza alcuna ragione: almeno non chiara a noi che spesso crediamo di ricordare ogni cosa, o quello che ci appartiene, o che possiamo controllare. Mi considero una lettrice attenta, ambiziosa, e amo rileggere i romanzi perché nel rileggere un testo scorgo cose o elementi che non avevo visto di primo acchito. Una volta mi disperavo, quando prendendo nuovamente un testo a distanza di qualche tempo e non ricordavo un passaggio, una frase. Qualcosa insomma. Ma a pensarci bene, negli anni, ho constatato che non ha poi tanta importanza. Se oggi leggo un romanzo, e fra qualche mese potrei dimenticarlo non c’è dubbio che posso rileggerlo quando mi pare e piace. Tutto questo per dire che pur quanto cerchi di sforzarmi sicuramente della storia che la Loi si porta dentro qualche pezzo lo perderò lungo la strada, ora che ho concluso anche questo secondo volume. Poiché per la lettura del terzo volume necessiterò sicuramente di una seconda lettura dei primi volumi. Ma al momento non è questa una delle mie preoccupazioni. Metto da parte questi inutili pensieri e tiro fuori, magari distorcendo e manipolando la realtà che mi circonda, andando a frugare nei recessi dell’anima di questo secondo volume. Quando la dolce Fenix partì per Ethernity della sua conoscenza o del luogo in cui sarei approdata ne sapevo poco o nulla, ma questa storia mi ha in qualche modo colpito. Semplice, sparsa in una landa piatta e desolata, appoggiata ai bordi della mia anima, di cui mi è stato affidato il compito di mettere ordine in una cosa che mi è stata a cuore: le sue emozioni. Il mondo esterno influì eccessivamente sui miei umori. E si osserva il mondo come se osservandolo attraverso un caleidoscopio: una piccola mossa e tutto ero rotolato come un tappeto dinanzi ai miei occhi. Fenix mi fece un ottima impressione e il nostro incontro fu uno squilibrio del mio percorso letterario. La sua autrice in un certo senso mi ha aiutato a carpirne la sua << forza vitale >>, ed io in un certo senso l’ho aiutata. Era tardi quando finii di leggere la storia di Fenix. Il cielo era buio, la luna splendeva luminosa e pallida come un megalite infelice, la casa immersa nel sonno. Per circa due giorni, il pomeriggio e gran parte della sera ero rimasta sdraiata sul mio morbido letto, nelle orecchie una storia atipica sussurrata dolcemente mentre la penna prendeva appunti e scriveva riga dopo riga, dettata dalla coscienza. Riempivo pagine venate da una piacevole emozione: la scoperta che il bene e il male non sempre si rivelano come immaginiamo. Per ore la voce con cui è stato raccontato il romanzo aveva evocato un altro mondo, resuscitando nozioni scientifiche ed esoteriche a mio beneficio, ed io non avevo avuto occhi che per il teatro dei fantocci allestito dalle parole di una giovane esordiente. E, quando la voce si zittiva nella testa, rimaneva una certa immagine; ricordavo un incontro inaspettato, sul finire di una settimana stressante e frenetica, con un' autrice sconosciuta. Ero rimasta in silenzio sotto la sua mano carezzevole dal tocco spiccatamente femminile. Il senso del tempo, la lucidità, così invisibili al tatto, non parevano turbarmi minimamente dato che mi limitavo a rimanere con gli occhi saldi alle pagine. A incuriosirmi era stata l'identità segreta della protagonista, una semplice via di transito per il suo essere, avvolta in una bolla di mistero, che recava il presagio di una lenta agonia. Quanto sarebbe rimasto celato il suo potere? Chi era veramente Fenix? La sua storia mi è entrata sotto la pelle, con quel ragionare un po' diverso dal nostro, non nel piccolo ma nel grande, mi attirò molto. Non era esattamente ciò che mi sarei aspettata, ma ho avuto l'impressione di assistere alla fantastica epopea di una generazione che volteggiava per aria come minuscoli granelli di polvere. Così la mia mente non si è sentita precipitare nel vuoto. Quando terminai di leggere la sua storia, aspettai il momento più adatto per cui trovassi l'ispirazione e mi sedessi alla scrivania. Le pagine palpitavano di magia. Sedotti dallo sguardo di una creatura avida di storie, presero vita inghiottendomi e, con un misto d'eccitazione e stupore, mi accorsi di essere stata racchiusa nella linfa vitale della carta, impressa nel contorno digitale di questa storia. Sorvolai per qualche tempo nei cieli di un paesaggio luminoso e sconosciuto, misurandone i contorni e, in punta di piedi, carpendo i suoi misteri oltre i suoi confini. Ho potuto vedere quel mondo di magia che l'autrice ha diligentemente creato. Pagina dopo pagina, avevo l'impressione di essere stata risucchiata da un vortice di parole da cui non avrei avuto scampo e, assieme a Fenix, di aver imboccato senza saperlo una ripida discesa verso un abisso di insoddisfazione, supremazia e follia. La sua lettura, infatti, appare quasi come un tentativo di ripercorrere il cammino di Fenix all'indietro, una confessione disperata dalla soglia della sua insoddisfazione morale per sfuggire al labirinto di dolori e sofferenze che sono state scavati nella sua mente. Una schiera di ombre evanescenti che camminano nel sentiero insidioso della vita, il profumo di magia che inebria uomini assetati di potere pronti a contrastare il male, anche questo secondo romanzo è un romanzo fantasy in cui i personaggi avvertono la presenza di una realtà che presto sarebbe diventata loro. Un enorme impermeabile avvolto da una luce luminosa; detriti trascurati di una vita passata, lontana. Guazzabuglio di sogni, speranze e delusioni di una ragazza, vibranti di vita, privi di ambiguità. Sfere di vetro incastonate nella neve che, una volta scosse, permettono al flusso dei ricordi di prendere vita.
Ho avuto l'opportunità di leggere questo secondo volume in anteprima! Mariella fa decisamente un salto di qualità, la storia prende forma e dinamicità! Fenix inizia a capire che il mondo degli elfi non è tutto rose e fiori e che dovrà imparare a destreggiarsi con tutti gli intrighi che Miriel nasconde. Il primo volume è stato per lo più un'introduzione a tutto, mentre in questo capitolo della saga, l'autrice usa descrizioni più brevi, senza però perdere il suo stile! Questo volume è attualmente in campagna di crowdfunding sul sito bookabook e credetemi se vi dico che FENIX DUE VALE LA PENA!
Perché, alle volte, non vi è inizio più giusto che la fine.
⚠️ Questo è un secondo volume: potrebbe contenere spoiler⚠️
Care paginette, è giunto il momento di parlarvi di Fenix e la chiave di Moses: il torneo di Hûn.
Fenix, per metà umana e per metà elfa, ha scoperto cosa significa vivere lontano da casa e lontano da sua madre, poiché ha iniziato il suo percorso a Miriël. Ha frequentato i Giardino, la scuola elfica per eccellenza, e per tre giorni ha lasciato tutto per tornare a casa, sulla terra. Proprio durante questo periodo di licenza, è venuto a conoscenza di una verità riguardante suo padre e ha visto il trasformarsi della sua amicizia con Andrew. Tre giorni che le hanno sconvolto la vita, ma non sono nulla in confronto a ciò che l’aspetta ad Ethernity. Ella prenderà parte al torneo di Hûn e affronterà sfide e allenamenti che la metteranno a dura prova. Tuttavia, pare che l’oscurità sia sempre più vicina e Fenix dovrà stare attenta…”Perché nulla è ciò che sembra…”
Se ricordate la mia recensione in merito al primo libro, avevo avuto l’impressione che ci fosse qualcosa che non andasse. Ho trovato alcune pecche che, di fatto, in questo volume sono pressoché sparite. Ci troviamo davanti ad un percorso di maturazione stilistica raggiunto dall’autrice, tale per cui il suddetto libro risulta non solo molto più avvincente del precedente ma decisamente migliore sia in merito alla trama, sia nei riguardi dei personaggi e del worldbuilding. In merito a quest’ultimo punto, l’autrice ha prestato moltissima attenzione al mondo che ha creato e, in questo volume, credo abbia dato il meglio di se stessa, delineando alla perfezione quelle che sono le caratteristiche dell’universo magico da lei inventato. I personaggi si incastrano alla perfezione in questa realtà fittizia, dove nulla è come sembra e dove tutto appare possibile.
I personaggi acquisiscono caratteristiche comportamentali decisamente più marcate, permettendo al lettore di avvicinarsi all’uno o all’altro, schierandosi prepotentemente dalla parte del suo preferito. In merito alla protagonista, devo ammetterlo, ho potuto costatare la crescita della stessa. Fenix sembra decisamente più matura e consapevole di quella che è la realtà in cui vive, mostrando di avere un carattere forte e determinato, nonostante la sensibilità e la genuinità che la contraddistingue. Credo che questo sia l’aspetto che ho più preferito e apprezzato in questo volume: vedere una maturazione tale del personaggio principale mi ha fatto pensare che l’autrice stessa abbia preso a braccetto Fenix e, insieme, abbiano deciso di scalare le vette. Sono convinta che la crescita della protagonista corrisponde esattamente alla crescita dell’autrice: entrambe maturano in forza e in determinazione, con l’unico obiettivo di raggiungere i propri scopi.
La narrazione è decisamente più fluida, visto che sono state ridotte notevolmente le specifiche inerenti la classe sociale o la discendenza dei personaggi. La storia prende una piega notevolmente diversa, ammaliando il lettore e e coinvolgendolo all’interno di una trama carica di intrighi e sorprese. Non mancano, infatti, gli intrecci amorosi e i colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso. Ad esempio, ho apprezzato moltissimo il finale ed è per questa ragione che sono decisamente curiosa di come si svolgeranno le vicende, d’ora in poi.
Vi sono, inoltre, descrizioni minuziose che rendono il tutto decisamente più realistico e credibile. L’elemento magico inizia ad avere dei contorni più marcati, tali per cui la storia prende una piega decisamente più originale.
Alcuni momenti li ho trovati più descrittivi di altri, ma ho apprezzato tanto il fatto che l’autrice abbia giocato molto con i dialoghi.
Posso affermare di aver trovato questo testo più curato del precedente e il fatto stesso che la Loi inserisca sempre dettagli finali, quali un glossario o una sorta di volume per studiare le basi della lingua, rende il tutto molto più chiaro.
Auguro all’autrice grande fortuna, perché con questo libro ha dimostrato di avere le carte in regola per raggiungere le vette del successo. Grazie per avermi permesso di leggere questa storia.
Fenix, giovane figlia di Adham, per metà umana e per metà elfa, ha passato gli ultimi tre mesi della sua vita a Miriël, lontana da casa e da sua madre. Lì ha potuto frequentare i Giardini, la scuola elfica per eccellenza, e conoscere alcuni dei figli di Minhar che popolano Ethernity, la capitale degli elfi. I tre giorni di licenza a casa provano però Fenix nell’animo: è venuta a conoscenza di una triste verità riguardante suo padre e l’amicizia con Andrew ha preso un taglio decisamente inaspettato. Con il cuore in subbuglio, la Ragazza di Luna torna ai Giardini sempre più decisa a scoprire chi sia il suo tutore. La luminosa capitale degli elfi, però, sta per essere inghiottita da un’oscurità proveniente da un sanguinoso passato, e i Corvi, seguaci del crudele Tragokadon, si stanno adoperando per farle strada. Inoltre, le insidiose prove del Torneo di Hûn si avvicinano, e Fenix ha deciso di parteciparvi, sicura del supporto dei suoi amici. Ma se si sbagliasse? Perché nulla è ciò che sembra…
Secondo libro della saga scritta da Mariella Loi, con protagonista una mista coraggiosa con la voglia di dimostrare il suo valore, "Fenix e la Chiave di Moses - Il torneo di Hun" si dimostra essere, fin dalle sue prime pagine, un romanzo superiore rispetto al primo volume.
Se "Fenix e la Chiave di Thuta" è un'introduzione ad Ethernity, alla sua geografia, ai suoi usi e costumi, al popolo e ai vari personaggi, con "Fenix e la Chiave di Moses" si fa il salto di qualità.
Perché, alle volte, non vi è inizio più giusto che la fine. La storia prende forma e dinamicità. Avevamo lasciato Fenix, e la simpatica compagnia colorata di amici, in libera uscita: ognuno di ritorno alla propria casa natia per qualche giorno di riposo e di svago dalle interessanti, ma anche noiose, lezioni dei Giardini. In pochi giorni di riposo, sono tante le scoperte che si fanno e con il ritorno ai Giardini alcune dinamiche cambieranno... Ma il ritorno a Miriel e alle lezioni segna anche l'inizio del torneo di Hun: un torneo a coppie in cui i maestri e i rispettivi allievi si affrontano in tre prove difficili e pericolose.
Chi vincerà il Torneo di Hun?
Il torneo di Hun non è il solo argomento che si discute tra le vie di Ethernity: Fenix, una mista molto, molto particolare, ha sempre più occhi puntati su di sè. Da una parte vi sono Innovatori e Conservatori che fremono: sono sempre più su fronti opposti e voci, teorie e progetti prendono forma da ambo i lati; dall'altra vi è la minaccia dei Corvi sempre più concreta e temibile, con un piano pronto a ribaltare le sorti di tutta Ethernity e al centro di tutto sembra esserci proprio la giovane Ragazza di Luna.
Chi è realmente Fenix, la Ragazza di Luna, la mista coraggiosa e dal cuore gentile che nessuno si aspettava?
I peccati peggiori, sono i desideri soffocati. L'epilogo è, senza dubbio, una piccola chicca che apre gli occhi su di una storia di cui si conosceva solo la conclusione. L'epilogo racconta di un'amore maledetto e della sofferenza che porta, racconta il principio e forse anche la fine. Spero, nei prossimi libri, di saperne di più.
Parlando dei personaggi, non si può non menzionare l'evoluzione, o l'involuzione, di ognuno di loro. In questo volume l'autrice lascia spazio alla caratterizzazione dei suoi protagonisti, anche quelli secondari, aggiungendo e scoprendo sfaccettature alle loro personalità.
L'ambientazione rimane sempre un punto molto forte: sempre descritta con maestria, l'autrice, seppur con descrizioni più brevi, riesce perfettamente a mantenere il suo stile. La fatica, il dolore, la sorpresa, l'ansia, la paura, la gioia, ogni emozione dei personaggi la puoi sentire sulla tua pelle. Le descrizioni degli ambienti, nuovi o già conosciuti, riescono ad immergerti completamente nella storia, delineando chiaramente la scena che si ha davanti.
Un secondo volume che merita assolutamente di essere letto!
4.5/5 . Dopo una necessaria introduzione del mondo Ethernity, della suddivisione dei relativi personaggi, nelle seguenti casate, dobbiamo capire il vero rientro di Fenix. Come ci si sente a ritornare a casa? Effettivamente può chiamarla ancora casa? Tramite alcuni dialoghi, che precedono il rientro alle lezioni, la ragazza potrà percepire alcuni silenzi troppo assordanti e domande ulteriori sulla sua vita, passato e presente. Alcune rivelazioni, metteranno in serie difficoltà le poche certezze maturate dalla ragazza argentata. Non c’è tempo, dobbiamo ritornare ai Giardini.
Ecco che scopriamo l’origine del titolo: ecco signori, potete ammirare e (se siete abbastanza coraggiosi) partecipare, al Torneo di Hùn. Nato come una “platonica” alleanza tra allievo e maestro, ogni coppia che prende parte ai giochi, dovrà superare tre prove articolate in maniera progressivamente complessa (ovvio perché mai una cosa semplice, no? ahahah) per rendere invalicabile il rapporto tra i componenti. Cosa succederà? Fenix cosa riuscirà a scoprire di nuovo nella sua vita magicamente complessa? Riuscirà a capirci qualcosina del suo cuore galoppante (capirete durante la lettura del libro)?
Cosa ne penso? Essendo presente una vera mappa “strutturale” creata dal primo volume, sicuramente le dinamiche sono maggiorate da un imminente torneo e relativa preparazione. Tutto scorre in maniera più ritmata e frenetica, rimanendo coerente con la scrittura estremamente pulita dell’autrice. Avrete diverse dosi di “spiegoni” più improntati a fortificare alcune risposte passate, ma principalmente per ampliare il divarico di visuale su alcuni personaggi (primari…occhio). Tra allenamenti e lezioni, cominciamo a intravedere maggiormente il carattere di Fenix e quanto ha saputo legare con quelle persone che vedeva così lontane da lei. Riesce a distinguere in maniera nitida, il suo “benessere” vissuto a Ethernity e nei Giardini e quello con la madre, maturando come personaggio e ragazza. Senza tralasciare la vena roooosaaaaa che ci piace e tifiamo come cheerleader accanite (ammetto le mie debolezze ahahah)… non negate le vostre nuove preferenze, perché veeeee sgamoooo ahahah.
Inizierete ad empatizzare con diversi personaggi secondari, messi in risalto dal maggiore spazio presente in questo secondo volume. Respirate maggiormente il valore dell’amicizia, introdotto ampiamente e reso concreto in ogni piccolo dialogo. La differenza di pensiero, carattere e filosofia, riesce a offrire un quadro dolce amaro della vita. Molto apprezzato dalla sottoscritta.
Se nel “La gemma di Osiris” avevo notato una marginale presenza magica, Mariella E. Loi a puntato a gamba tesa con un bel Torneo frizzicarello, che rievoca piacevoli ricordi dentro di me e sottolineo testualmente la mia stessa citazione tratta dalla precedente recensione: “Troverete delle piccole sfumature dal sapore di deja-vu tra film e libri conosciuto da molti, i riferimenti sono superficiali ma presenti. Personalmente non risultano fastidiosi ma sono tenuta a specificarlo.” Visto il confronto con alcune lettori della serie, confermo la mia visione di tratti “rievocativi” ma se prendete la lettura come un piacere, piuttosto che come un complotto, risulterà avventuroso e dolce.
Nota di merito: avrete un quadro delle quattro stirpi in base all’elemento terreno: terra, fuoco, acqua e aria. Illustrando ogni aspetto specifico, troverete questa “mappa concettuale” super utile per comprendere al meglio le peculiarità. E poi, vogliamo parlare del dizionario della lingua Elfica? Io volo altissimo. Per finire? Volete scoprire il vostro LAPIS VITAE? Potete scoprirlo solo acquistando la vostra copia. Cosa state aspettando?
Siete pronti al terzo? Io sono carica e vi terrò aggiornati. Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.
Fenix e la Chiave di Moses - Il Torneo di Hûn" riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati. Fenix è in licenza a casa della madre, Constantine, e durante il suo soggiorno scopre una terribile verità riguardo suo padre. Stravolta dalla nuova rivelazione, Fenix torna ai Giardini con ancora più dubbi riguardo il suo passato e l'identità del suo misterioso tutore.
Ad accompagnarla nei mesi seguenti però, non saranno solamente questi dubbi. La Ragazza di Luna dovrà infatti fare i conti con i suoi sentimenti e sarà messa a dura prova dal torneo che dovrà affrontare insieme al suo mentore Ithan.
Molte sono le informazioni che ci vengono fornite all'interno di questo secondo volume e l'intreccio narrativo inizia a farsi sempre più complesso e intrigante.
Se Fenix e la Chiave di Thuta può essere interpretato come un capitolo introduttivo per la saga, con Fenix e la Chiave di Moses iniziamo a scoprire chi potrà essere il nemico che i nostri protaginisti dovranno affrontare e i dettagli che fino a questo momento avevamo raccolto iniziano a intrecciarsi come le tessere di un puzzle.
Come già detto per il primo volume, uno dei maggiori punti di forza di questa saga è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi. La banda colorata fa da padrona all'interno della storia narrata e, grazie allo stile narrativo di Mariella, riusciamo a seguire la storia di ognuno di loro con facilità e interesse.
L'autrice ha infatti un'approccio alla narrazione molto particolare, che personalmente sto apprezzando molto: ogni personaggio gode di un proprio punto di vista e di pagine interamente dedicate a lui. Nonostante quindi la protagonista della saga sia colei che appunto le dà il nome, anche gli amici che la circondano e la accompagnano nei suoi mesi di studio vengono approfonditi attraverso capitoli dedicati.
Altro punto di forza è sicuramente lo stile di scrittura, molto scorrevole e mai troppo complesso. Leggendo questa saga procedo a una velocità disarmante, catturata dagli eventi e dalle molte rivelazioni e accompagnata da un linguaggio mai prolisso e pesante.
I temi trattati anche in questo caso sono importanti e ben sviluppati: amicizia e amore sono al centro della storia, ma dobbiamo fare i conti anche con complotti, gelosie, accettazione, indipendenza e crescita personale. Ognuno dei componenti della banda colorata sta infatti attraversando un processo di crescita e sviluppo molto interessante che mi ha portata ad affezionarmi sempre di più a ognuno di loro.
Di questo secondo volume, ho molto apprezzato anche la descrizione dell'evento cardine, ovvero il torneo. A tutte e tre le prove è stato infatti dato il giusto spazio e il crescendo di difficoltà ed emozioni mi hanno portata a tremare e fare il tifo insieme ai protagonisti del romanzo.
In conclusione, posso sicuramente dire di non essere rimasta delusa da questo secondo volume. La quantità di informazioni forniteci da Mariella è difatti addirittura maggiore di quanto fatto per il primo romanzo e questo mi ha portata a preferire questa seconda parte. Stiamo finalmente entrando nel vivo della storia e non vedo l'ora di poter continuare a conoscere la storia di Fenix e dei suoi amici.
Prima di terminare questa recensione, ci tengo infine a ringraziare Mariella per aver creato questo piccolo grande mondo magico che è riuscito a raccogliere intorno a sé delle persone meravigliose. Fenix non è più infatti solamente una saga, Fenix è famiglia e speriamo che questa community possa ampliarsi sempre di più.
Questo secondo capitolo della saga mi ha intrigato più del primo, nonostante sia magari meno pieno di novità. Il worldbuilding è stato introdotto nel primo libro, quindi a parte qualche piccolezza il mondo in cui si svolgono i fatti è conosciuto. Però c'è una decisa crescita dei personaggi, soprattutto di Fenix, Lyght e Ithan (cuoricino lui, mi ha fatto cambiare idea su di sé almeno 50 volte in questi due libri). Mi piace pensare che, vista l'ampiezza prevista della saga, l'autrice non abbia ancora nemmeno iniziato a mostrarci le meraviglie che ha in serbo per noi, e questo mi fa venir voglia di leggere subito il terzo che, purtroppo, non è ancora stato pubblicato (ma io ho già pre-ordinato). Devo nuovamente fare un appunto negativo sull'editing, che in questo libro mi è sembrato ancora meno curato che nel precedente. Chi scrive, quando è assorbito dalla storia, spesso scrive di getto e comunque con un'idea ben in mente. La possibilità di commettere errori digitando è altissima; pur rileggendo è difficilissimo accorgersene. Per questo serve un editor, perché colga quelle piccole imprecisioni dovute all'impeto della scrittura. Si tratta di questo, principalmente, ma talvolta sono mancanze così grossolane che a un editor non dovrebbero sfuggire. Se sono saltate all'occhio del lettore è perché l'editor non ha svolto bene il suo lavoro. Una piccola nota negativa sulla storia però c'è: il fulcro di tutto è l'amicizia, e questo si coglie benissimo. In tanti casi, però, non è sviluppata. Ad esempio: Ecco, nello sviluppo dei sentimenti di amicizia e nella crescita delle emozioni dei personaggi, forse serve maggiore attenzione ai dettagli, ai piccoli momenti di condivisione tra di loro, per poter chiaramente dare al lettore l'impressione che siano davvero amici. Anche scene che sembrano inutili nell'economia della storia (momenti di confidenza su stupidaggini, condivisione di studi o di racconti d'infanzia e similari) rendono una storia realistica e creano nel lettore il legame con i personaggi e la loro storia. Resta una bella storia, raccontata bene e intensa emotivamente. Una storia che vi consiglio vivamente, perché è impossibile non appassionarsi alle avventure di questa ragazza.
La Chiave di Moses riprende esattamente dove ci eravamo lasciati alla fine del primo capitolo la banda colorata in licenza dalle lezioni per tornare dalle proprie famiglie. Fenix, una volta a casa è quasi restia nel voler tornare ai Giardini e crogiolarsi tra le comodità di casa e le cure della madre. Sfortunatamente durante un confronto con la stessa scopre un terribile segreto celatole per ben diciassette anni, un segreto che porta con sé nuove domande dalle quali pretende delle risposte. Insieme al suo migliore amico, Andrew, decide così di scoprire le sue origini, accorgendosi che Miriël, l'idilliaco mondo incantato, non è poi così puro, anzi. Con il ritorno ai Giardini riprendono le lezioni e non solo, infatti presto verrà dato inizio al prestigioso torneo di Hùn; un torneo a coppie in cui i maestri e i rispettivi allievi si affrontano in tre prove difficili e pericolose. Chi sarà il vincitore del Torneo di Hùn? Pare però che il torneo non sia l'unica cosa a cui Fenix dovrà far fronte; sono diversi gli osservatori interessati alle capacità di una "semplice" ragazza. Ma chi è realmente Fenix, la Ragazza di Luna, l'intrepida mista di cui tutti parlano? Con il sostegno e l'aiuto dei suoi amici della banda colorata, la figlia di Adham si troverà al centro di una lotta ben più grande e antica di lei. Ancora una volta l'autrice ha fatto breccia nel mio cuore! Come dicevo prima lo stile semplice, accattivante e decisamente più maturo mi hanno fatto divorare pagina dopo pagina. Incontrare nuovamente Fenix e tutta la banda colorata è stato davvero emozionante, anch'essi cresciuti, maggiormente caratterizzati (ho avuto il presentimento che ad ogni romanzo avremo un maggiore sviluppo di un personaggio, Lilith sei tu?!) e reali (li vorrei come amiciiiiiiiii). l'ambientazione in cui sono stato riaccolto è veramente fantastica, Ethernity e i Giardini mi hanno fatto sentire come tornare a casa dopo un lunghissimo viaggio, che meraviglia (altri luoghi vengono esplorati, magnifici anch'essi). Come ogni volta, mi sono sciolto di fronte alle creature e alla magia, scritta e creata, da Mariella. La magia è ovunque e in chiunque. Questo libro è MAGICO.
Ecco a voi la recensione del secondo, e per ora, purtroppo, ultimo pubblicato, volume della saga di Fenix: Fenix e la chiave di Moses-il torneo di Hún (scusate l'accento sbagliato)
Questo secondo volume mi è stato inviato, così come il primo, dalla gentilissima Mariella Martorelli Loi , che ha inviato una copia in digitale a tutti quelli che avevano partecipato al suo concorso. Ma, visto che siamo già in ritardo sui tempi di recensione, entriamo subito nel vivo.
Questo secondo volume, devo essere sincera, è ottimo, approfondisce personaggi, rapporti interpersonali e trama senza dare troppe informazioni tutte insieme e allo stesso tempo senza essere scialbo di contenuti, insomma, un ottimo secondo libro.
Ho particolarmente adorato lo sviluppo di alcuni personaggi come Deshyr, i due principi, Fenix e Lillith. Mi è piaciuto anche venire a sapere di più del legame tra Cons, la madre di Fenix, e Redhmar, il custode della ragazza. Trovo inoltre che i rapporti tra i diversi personaggi siano stati trattati egregiamente, rivelando i qualcosa sul loro passato, ma non troppo dal distoglierci da quelli che stanno creando nel presente, un errore in cui, invece, incappato di solito molti altri autori.
Per quanto riguarda le ambientazioni ci troviamo sia a New York, più precisamente al Bloody Mary e nell'appartamento di Cons, sia ai Giardini ed in altri luoghi delle terre di Miriel ed Inferi che però non riveleró perché sarebbe spoiler.
Per quanto riguarda invece il tempo siamo ancora al primo anno dei Giardini che si concluderà il 31 ottobre, con la vigilia del Capodanno elfico e grandi rivelazioni...
Vorrei spendere anche qualche parola per l'edizione, curata benissimo, al cui interno sono presenti alcuni ''extra", così come nel primo, tra cui un alfabeto, un vocabolario, un approfondimento sulle quattro stirpi ed altro...
Sono stati inseriti alcuni colpi di scena...ed io ne ho indovinato solo uno, facendo in modo che gli altri mi lasciassero sotto shock per un po' 😂😂 😂
Personalmente ho trovato questo secondo volume fantastico, così come il primo, per cui... Correte tutti a leggerlo, sperando che i 4 seguiti escano presto❤️
Questa cosa che mal digerisco le saghe è risaputa. Per quante volte l'ho detto e ribadito, probabilmente a questo punto lo sanno pure i sassi. Malgrado ciò, oggi vorrei dire che si preferisco di gran lunga i romanzi autoconclusivi, ma di tanto in tanto sento la necessità d'incasinare il mio cervello con una bella serie Fantasy che inevitabilmente mi lascerà un vuoto dentro impossibile da colmare. Ogni singola volta, mi ci butto con la consapevolezza di soffrire, come quando sai di star facendo un casino, ma non te ne importa e continui su quella strada. So benissimo che l'ultimo libro sarà la fine del viaggio, ma non ci voglio pensare, FENIX E LA CHIAVE DI MOSES dopotutto è solo il 2° volume e per quello che può valere, già sto fremendo per l'uscita del 3° a Dicembre di quest'anno. Non dovrò aspettare molto menomale! Ebbene si, sono ufficialmente impazzita per questo nuovo mondo, per i tuoi protagonisti Mariella e più in generale per le varie dinamiche che hai messo su grazie ad una fantasia che credimi t'invidio tantissimo. La tua storia è forse la scoperta più originale di quest'anno! Ora però devo necessariamente parlarvi di questo 2° volume, ma dov'ero rimasta? Ah già. Fenix ha scoperto di essere per metà elfa e il suo periodo di studio ai giardini, la scuola elfica di Miriël, procede lentamente fra lezioni e nuove amicizie. Ha stretto legami e fra quelle mura sente di essere a casa, ma nell'ombra qualcosa si muove e lei ignara di ciò che l'aspetta, vive la sua nuova vita con l'ingenuità tipica di chi non si aspetta il peggio dal prossimo. Lyght principe secondogenito di Ethernity, non può smettere di starle accanto, di proteggerla perché non vede che lei. Sa benissimo di non poterla avere per se ma non può farci nulla... Fra sfide, intrighi e macchinazioni si deciderà il destino di una ragazza che porta con se il passato ed il futuro. Un lungo viaggio l'aspetta. Sarà pronta?
In un mondo magico dove gli elfi hanno animali da battaglia, le chiavi aprono portali e le fate svolazzano qui e la dispettose, vivrete un'avventura straordinaria.
Il ritorno ad Ethernity è stato per me un momento magico: reincontrare dei personaggi che conosco da alcuni mesi e scoprire come stanno dipanando le loro vite equivale quasi alla sensazione che si prova reincontrando i propri amici dopo le vacanze estive. Ogni personaggio ha un'evoluzione, chi in positivo (Ithan non lo sopportavo ed ora sono una sua grande sostenitrice), chi in negativo (per esempio Andrew che era il mio amore ed ora sono profondamente in collera con lui). Anche quelli di cui ancora non mi era ben chiaro il carattere si evolvono, ed anche in questo volume Mariella lascia spazio a caratterizzare tutti al meglio, compresi i personaggi secondari. Per quanto riguarda la trama, non mancano i colpi di scena, anche se ero riuscita ad indovinare parte del finale, mentre l'epilogo ti apre gli occhi su una storia tutta nuova di cui non vedo l'ora di sapere di più. Anche l'ambientazione è descritta con maestria, come già prometteva il primo volume, facendoti sentire la fatica, il caldo, il freddo ed il sudore dei personaggi quasi sulla tua pelle. Insomma, un ottimo romanzo anche senza editing, che merita sicuramente di vedere la luce! Il libro è in questo momento in campagna di crowdfunding su www.bookabook.it, dove è possibile sostenere l'autrice preordinando il volume digitale o cartaceo. Facendolo otterrete i primi cinque capitoli della storia, che mettono la giusta dose di pepe alla situazione. Da non perdere!
🧝♀️Inizio con il dire che ho amato tutto di questo libro, mi è piaciuto veramente tantissimo.
🧝♀️Se il primo volume era molto introduttivo, questo è completamente l'opposto. La storia inizia ad entrare nel vivo, acquistando sempre più ritmo e dinamicità! Ad un certo punto inizia a succedere di tutto, con colpi di scena che non mi sarei mai aspettata. Non potrete fare a meno di andare avanti per la curiosità!
🧝♀️Conosceremo sempre di più i personaggi principali di questa storia. Saranno ancora più caratterizzati e scopriremo diverse sfaccettature della loro personalità.
🧝♀️L'autrice dà tantissima importanza all'amicizia e al sentimento dell'amore (in tutti i suoi aspetti) ed è una cosa che ho amato, infatti, ci sono delle scene che riscaldano il cuore per la loro semplicità e spontaneità. Vengono affrontati anche altri temi più delicati ed importanti, quali la diversità e l'accettazione di se stessi.
🧝♀️La scrittura è sempre molto coinvolgente e scorrevole, e sono rimasta sorpresa nel riscontrare una maggiore maturità.
🧝♀️Il torneo di hûn STUPENDO, con tantissima avventura, suspense e azione. È stato tutto curato nei minimi dettagli, così come le ambientazioni e la descrizione della magia. È stato creato un mondo davvero perfetto in tutti i suoi aspetti.
🧝♀️Vogliamo parlare dell'epilogo? Meraviglioso, non me lo sarei mai aspettata
"«Eppure dovresti saperlo, elfo, che i peccati peggiori sono i desideri soffocati...»"
Questo volume riprende esattamente da dove ci eravamo fermati con il precedente, un po' con l'acqua alla gola aggiungerei dato che "Fenix e la Chiave di Thuta" si interrompe bruscamente. Ma è stata una scelta editoriale, giusta, dato che, altrimenti, ci saremo trovati tra le mani un libro di quasi 900 pagine... In questa recensione mi concentrerò su tre punti, quelli che reputo più importanti ai fini della trama: 1- Fenix, assieme ad Andrew, decide di scoprire le sue origini, di ricercare il padre. Questo suo volere riscoprire le origini mi era un po' mancato nel primo libro, anche perché è proprio scavando nel passato dei personaggi che possiamo addentrarci nella storia. E questo, purtroppo, ci renderà coscienti che Miriel non è solo un posto incantato e magico, ma è anche terribilmente oscuro e pieno di segreti... Nel primo potevano ipotizzarlo, se ne sentiva l'odore, ma qua abbiamo avuto conferme su conferme... 2 - Il titolo parla da solo: il torneo di Hün. (amanti di Harry Potter, i rimandi al "Torneo tremaghi" ci sono, ma non soffermatevi solo su questo...) Quello di Hün è un torneo per maestri e allievi, tre prove che vi lasceranno senza fiato e... vi faranno piangere. 3 - Un epilogo pazzesco, l'ho trovato davvero ottimo per introdurre il seguito.
La seconda parte della storia di Fenix, riprende i concetti e le questioni lasciate in sospeso in Fenix e la chiave di Thuta. Rispetto al primo romanzo (maggiormente focalizzato sull'introduzione del mondo ed i rapporti tra i personaggi), questo risulta leggermente più maturo e introspettivo, oltre ad aggiungere l'azione che forse era un po' carente nel primo. Nel complesso, la lettura scorre bene, è piacevole, coinvolgente e ti porta ad empatizzare con molti dei personaggi principali, chiudendo il cerchio in un finale aperto che ci piace e che, innegabilmente, aumenta la voglia di leggere il continuo delle avventure della piccola figlia di Adham e della banda colorata.
Un bellissimo secondo volume di questa meravigliosa saga che mi è ormai entrata nel cuore. Penso che sia piena di colpi di scena, merita tantissimo. È veramente interessante perché tiene incollata alle pagine. Mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha descritto tutto. Penso che sia scorrevole, originale e interessante. Ciò che mi ha colpita di più è stato il fatto che l'autrice abbia descritto in un modo meraviglioso i personaggi, tanto che mi sono veramente immedesimata. Più leggevo, più mi sembrava di stare lì. Consigliatissimo! Complimenti all'autrice!
Mi aspettavo di più da questo secondo volume. L’azione vera e propria cede il passo agli intrighi amorosi, il torneo occupa solo l’ultimissima parte del romanzo. Una storia che ha sicuramente del potenziale, ma che, a mio avviso, poteva essere sviluppata meglio.
Ho potuto leggere il secondo volume in fase di promozione, e ora non vedo l'ora di riceverlo a casa! Un degno seguito del primo volume di Fenix e la chiave di Thuta, ci incuriosisce e ci porta nel mondo fantastico dell'autrice, che conosciamo avventura dopo avventura. Consigliato!
“Non permettere alla tua paura più grande di renderti immobile, ma abbraccia ciò che ti spaventa poiché è ciò che ti accompagna da tutta una vita. Perché quando si tramuta ciò che più si teme in forza, si diventa liberi, liberi davvero.”
Il libro si apre con un prologo in grado di lasciare senza parole (è disponibile in anteprima nel sito della bookabook insieme al capitolo 1), molto profondo e davvero non riuscivo a smettere di leggere. Una volta finito l’ho riletto da capo per metabolizzare tutte le parole per bene, davvero affascinante. Non so esattamente quante frasi ho evidenziato con il kobo, ma davvero tante e mi hanno fatto riflettere molto. Questo libro mi ha salvata, in tanti piccoli modi.
Nel primo libro avevo difficoltà a ricordare i nomi dei personaggi, sono tutti diversi tra loro (i nomi non italiani inoltre mi mandano in confusione) perciò non riuscivo subito a collegarli al viso del personaggio. In questa seconda parte, invece, non ho avuto nessuna difficoltà di questo genere. La banda colorata ora mi è del tutto chiara.
Ho trovato questo secondo libro molto più dinamico e coinvolgente, soprattutto per l’approfondimento di un altro personaggio, quello di Lilith. Perchè da come ho capito ogni libro sarà dal punto di vista di un altro personaggio insieme a Fenix.
Il libro riprende proprio lì da dove ci eravamo lasciati, e nonostante la storia nel secondo libro si svolga nel giro di 4 mesi (mi pare eh🤔) i personaggi crescono, scoprono molto di se stessi e in alcuni casi si evolvono. E questa cosa mi piace da impazzire, perché anche nella vita reale è così, ci scopriamo ed evolviamo, anche se non tutti riescono ad accettarsi e a farlo. E così succede anche nel libro. I personaggi sono molti ma tutti definiti e particolari! Come il mondo creato dalla scrittrice che secondo me ha fatto un grande lavoro oltre che ottimo! Cosa molto carina che ha fatto è stato inserire alla fine dei due libri (del secondo soprattutto) non solo dei test per scoprire a quale dono e casa potresti appartenere, o come e da cosa è formato il tuo Lapis Vitae (collana molto importante per gli elfi, perché mostra la propria personalità, le proprie emozioni e altro), ma ha anche messo diciamo l'introduzione di uno dei libri di scuola che hanno, dove spiega come sono strutturati l'alfabeto e la scrittura elfica, e la traduzione di molte parole, e di incantesimi. Bella saga e molto consigliata:)