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Chiese chiuse

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Le antiche chiese italiane ci chiedono di cambiare i nostri pensieri. Con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura delle diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere luoghi essenzialmente pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. Possiamo decidere che anche questi luoghi speciali che arrivano dal passato devono chinare il capo di fronte all’omologazione del pensiero unico del nostro tempo. O invece possiamo decidere di farli vivere: per aiutarci a vivere in un altro modo.

160 pages, Kindle Edition

First published September 14, 2021

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About the author

Tomaso Montanari

53 books37 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Profile Image for Savasandir .
274 reviews
April 29, 2024
Cristallino, colto, appassionato, pungente, ineccepibile, chirurgico come solo il professor Montanari sa essere.

Un saggio "non scientifico" per stessa ammissione dell'Autore, più una dolente denuncia sul desolante stato di rovina in cui versa gran parte del nostro patrimonio artistico-culturale e sul malsano utilizzo che si è tentato di fare negli ultimi anni dell'Italia sacra: non solamente sono migliaia le chiese da decenni inaccessibili diventate facile preda di vandali e ladri scellerati, la dismissione selvaggia del patrimonio ecclesiastico fa straripare ebay di reliquie a prezzi modici (controllare per credere), le chiese sconsacrate sono vendute dagli immobiliaristi come loft, i complessi abbaziali trasformati in resort in cui celebrare finti matrimoni civili, io stesso ho visitato una chiesa trasformata in autofficina, e questo quando va di lusso e i beni in questione non rovinano da soli per l'incuria o non vengono fatti saltare in aria con la dinamite perché troppo danneggiati dai sismi per essere restaurati (e dopo Assisi, L'Aquila, l'Emilia e le Marche non è stato ancora redatto un protocollo di interventi preventivi atti ad evitare danni di tale portata, come dovrebbe essere naturale per uno Stato dal territorio sismico come il nostro così ricco di beni culturali), come è capitato, fra gli altri, al campanile dell’abbazia di Poggio Renatico:

https://youtu.be/j6nZB0eDAE0?si=OJKYA...

Sarebbe un grave errore considerare le migliaia di chiese venerande sparse sul territorio nazionale come beni esclusivamente religiosi, giacché da sempre, nella storia delle nostre città, la chiesa è stata la naturale prosecuzione della piazza, spazio pubblico per eccellenza; il loro valore religioso è indissolubilmente saldato al loro valore civico: le antiche chiese sono state quasi sempre volute ed innalzate dalla cittadinanza, sono state (e sono ancora) luogo d'incontro privilegiato della comunità, vengono utilizzate per adunate e assemblee civiche, non solo per la preghiera. Sono, oltretutto, fra i pochissimi luoghi storici in cui possiamo ancor oggi ammirare inestimabili opere d'arte nel contesto per il quale erano state originariamente pensate, e non avulse da tutto, accatastate in asettiche stanze museali, come sempre più spesso capita, purtroppo.

Noi, tutti noi, abbiamo la responsabilità morale di salvaguardare il nostro patrimonio, non perché la Costituzione lo imponga (e lo impone) e nemmeno per la vecchia solfa secondo cui tutto ciò non ci appartiene e, da bravi custodi, dovremmo tramandarlo il più possibilmente integro alle future generazioni; scempiaggini!
Ci appartiene eccome, è nostro, è la nostra memoria comune, la nostra ricchezza (culturale, non monetaria, per questo bisognerebbe finirla di far pagare un biglietto d'ingresso nelle chiese monumentali, infelicissima pratica in odore di simonia); il patrimonio artistico-culturale d'Italia è, soprattutto, la nostra autentica identità, che non è composta, come chi semina odio e violenza vorrebbe farci credere, dalla triade "Dio-Patria-Famiglia" a cui recentemente si è aggiunta pure "La Carbonara" poiché non si vive di solo Spirito, ma è invece caratterizzata dalla pacifica convivenza delle nostre mille diversità; l'Italia è sempre stata un crogiuolo di cosmopolitismo, un melting pot di culture differenti, dalle quali abbiamo saputo trarre il meglio e farlo nostro, è la nostra forza.
Volgiamo per un attimo lo sguardo alle nostre chiese medievali, nella nostra penisola convivono l'arco moresco col mosaico bizantino, le crociere ogivali tedesche con l'arco a tutto sesto romano, il pennacchio sferico costantinopolita con la trabeazione continua di stampo greco, e infiniti sono ancora gli esempi che si potrebbero addurre. Noi siamo questo, lo siamo da sempre, lo abbiamo solo dimenticato.
Vadasi per le città, grandi o piccole che sieno, e ogni quattro passi troverai chiesa, cappella od oratorio che si chiami.
Quale, non dirò ricca città, ma castello, terricciuola, villa o campagna che non abbia qualche bel tempio alzato particolarmente alla Madre di Dio, e perlopiù sì sontuoso che non può altri capire come tanta povertà a tanta sontuosità sia giunta?

da Secondo Lancellotti, L'Oggidì, overo il mondo non peggiore né più calamitoso del passato, Venezia, 1637.

Se fossimo ancora un Paese intelligente, l'inestimabile patrimonio che ci circonda dovrebbe continuare a far parte anche del nostro futuro.
Le leggi per intervenire e fermare questo scempio ci sono già, basterebbe applicarle, ma non v’è interesse ad agire da parte dello Stato e dei suoi funzionari. Serve la spinta di una cittadinanza consapevole.
Il primo passo per la consapevolezza dev’essere necessariamente la conoscenza, e come possiamo conoscere luoghi d'incomparabile bellezza, farli nostri, se sono perennemente inaccessibili? Come può essere esercitata una corretta pratica di tutela, salvaguardando i beni culturali dalla rovina e preservandoli al contempo dalla longa manus degli interessi privati, se il popolo italiano non ha a cuore le sorti del proprio patrimonio? Bisogna spezzare questo circolo vizioso d'ignoranza che ci ammorba da decenni, superare il limite conoscitivo dei notissimi nomi attorno a cui gravitano le megagalattiche (e perniciosissime) mostre internazionali e riappropriarci del patrimonio diffuso, di quell'Arte capillare che da sempre è stata il nostro primo collante, il tessuto connettivo che ci ha tenuti uniti come comunità per secoli e che oggi rischia irrimediabilmente di scomparire per sempre; e libri come questo servono a tracciare una nuova possibile rotta con proposte concrete (tutte peraltro molto interessanti, condivisibili e realizzabili, in un Paese civile), ma anche e soprattutto a scuotere le coscienze.
Profile Image for Andrea.
1,136 reviews55 followers
December 16, 2021
Un testo fra i più utili fra quelli scritti recentemente da Montanari, come lo è quanto contribuisce a illuminare situazioni di opacità e negligenza nella tutela dei beni culturali. In alcuni dei casi proposti però il giudizio appare un po' sommario, e la frettolosa descrizione dei fatti condizionata dalla lettura politica. La credibilità delle singole denunce appare talvolta piegata al più generale discorso di tipo etico e civile: un quadro valoriale largamente condivisibile che è la premessa necessaria ma non sufficiente per delle buone pratiche di tutela. E' il limite più evidente a mio avviso di questi lavori dell'accademico fiorentino, che si chiudono solitamente con considerazioni un po' astratte, dense di retorica altermondista.
Profile Image for Paola Kishta.
5 reviews1 follower
March 30, 2025
Trapela tutta la passione di Montanari per l'argomento di per sé interessante, avrei preferito un approfondimento maggiore di 20 pagine sulle possibili soluzioni per questa problematica.
Profile Image for Giorgia.
9 reviews
June 2, 2025
Linguaggio limpido e divulgativo. Ricco di episodi contesualizzati che mostrano concretamente la direzione industrializzante dei luoghi di cultura e di culto.

Un libro che mi parla particolarmente, in quanto parte di una generazione che vive fortemente la crisi degli spazi pubblici. Dalla duplice lettura civica e cattolica, Montanari si propone di riesumare il senso di umanità, accessibilità e universalità che i luoghi aperti instillano in chi li fruisce.

In particolare, l’autore ribadisce perentoriamente due concetti, base della sua critica e filo rosso dell’escursus fattuale:
1) MUSEO non è la presenza di una biglietteria.

Non basta un fatturato a giustificare la chiusura alla fruizione gratuita perché il museo è innanzitutto « un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto » (International Counci of Museums).

2) Una CHIESA chiusa non è piú una chiesa.

La chiusura di una chiesa la condanna alla morte spirituale perché la chiesa è « un edificio sacro destinato al culto divino, ove i fedeli abbiano il diritto di entrare per esercitare soprattutto pubblicamente tale culto ». Inoltre, spesso la morte spirituale di una chiesa, e la resistenza ecclesiastica di riconoscerne il decesso, ne contribuisce alla « morte materiale », causando perdite anche di patrimonio culturale e civile.

Alla luce di queste premesse, « una chiesa a pagamento non è piú una chiesa, ma non diventa per questo un museo ».

La conclusione lascia un po’ appesi sul destino di questi luoghi che, comunque, è ancora tutto da scrivere. Nel caso Italiano l’autore sembra riporre particolare speranza di resistenze dal basso in grado di contrastare la permeante cultura del « bene » materiale, portando esempi di successi popolari italiani, ma anche di successi statali esteri, nella conversione degli spazi e addirittura nella donazione simbolica che sa riaffermare lo spirito universalizzante predicato nel libro piú importante della cultura occidentale.
Profile Image for Natalia Pau.
46 reviews3 followers
December 6, 2021
Un piccolo libro che denuncia lo stato di degrado delle chiese in Italia, indagando le possibili soluzioni al problema, senza che queste vengano snaturate dalle loro funzioni.
Una lettura al di fuori dal mio raggio di competenze e dei miei soliti interessi e forse proprio per questo molto interessante. Interessante soprattutto la parte dove analizza i problemi dal punto di vista legislativo del patrimonio ecclesiastico.
Unica pecca è che non si arriva ad una soluzione concretamente realizzabile, ma puramente utopica.
Profile Image for Maldifassi Giovanni.
213 reviews6 followers
September 29, 2021
L’autore è un giovane storico dell’arte, il cui livello accademico è facile da tracciare indicando anche solo i due punti fondamentali della sua traiettoria : laurea alla Normale di Pisa, eletto Rettore dell’Università per Stranieri di Siena nel giugno 2021.
Così come è facile individuare il suo orientamento nella professione indicando due eventi che lo videro protagonista : Presidente del Comitato tecnico scientifico per le Belle Arti del Ministero per i Beni Culturali e membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali fino alle dimissioni che dà nell’agosto 2021 per divergenza assoluta dalla linea del Ministro Dario Franceschini.
Un’altra chicca nella sua carriera esce fuori quando si ritrova a dovere interrompere la sua collaborazione al maggiore quotidiano italiano dopo avere pubblicato un capitolo tagliente sulla politica relativa ai Beni Culturali portata avanti dall’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi
Leggi di più :
http://gmaldif-pantarei.blogspot.com
Profile Image for Ratratrat.
615 reviews8 followers
February 3, 2022
Non l'ho ancora finito ma l'ho letto velocemente fin quasi alla fine. Montanari è un tipo che si butta nelle sue diatribe, come contro certe mostre effettivamente ripetitive, e ci parla delle chiese come opere d'arte complete, anche se minori. A Trieste poco del genere abbiamo, perché Giuseppe II nel 1785 fece distruggere, non chiudere, una gran parte delle chiese e dei conventi di allora, per cui di chiese da chiudere poche ne son rimaste , ma basta andare a Venezia...
Profile Image for Ludo Fam.
8 reviews
November 13, 2024
Un ottimo incentivo a ragionare sul presente, nonché sulla percezione della ricchezza di luoghi, come le chiese, e altri spazi della cristianità, che siamo fortunati a poter toccare con mano, a sentire nostri. Montanari ci racconta di un'appartenenza profonda, intima che ci plasma e che è compito nostro tramandare avendone la massima cura. Non è solo una questione di fede, ma un appello alla coralità che dovremmo ascoltare per riappropriarci di una dimensione collettiva e solidale.
106 reviews1 follower
November 20, 2021
Le riflessioni sono molto belle e lasciano pensare molto. Ma lo stile a mio parere è un po' pedante, ogni due pagine viene riportato un testo estratto da qualche articolo della Costituzione, dal Vangelo o da qualche altro testo e così la lettura risulta frammentaria e poco fluida. Si legge a singhiozzi: alcune parti fluide e interessanti, altre invece ripetitive e noiose.
Profile Image for Senzamargini.
45 reviews3 followers
April 23, 2023
Direi 3.5 🌟
Adoro Montanari e il suo modo di scrivere, e questo libro è molto utile per renderci conto di quanto patrimonio abbiamo, senza però riuscire a fruirne al meglio.
La lettura non sempre si rivela scorrevole, perché interrotta spesso da citazioni - è un aspetto che non ho apprezzato tantissimo.
Per il resto, non smetterò mai di consigliare questo autore ✨
Profile Image for Gaia.
22 reviews
October 20, 2022
Un saggio che denuncia lo stato di degrado, inaccessibilità e snaturamento delle chiese in Italia.
L'analisi è molto accurata e profonda, l'ho trovato interessantissimo e ricco di spunti che non conoscevo
111 reviews2 followers
October 7, 2021
Stimolante nella riflessione sul nostro patrimonio culturale e sulla comune visione di Vangelo e costituzione!
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