Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee è una pubblicazione semestrale che intende raccontare i cambiamenti culturali inaugurati o semplicemente resi visibili dalle rivoluzioni arabe del 2011, seguendone le traiettorie e gli sviluppi futuri. Pubblicata in cartaceo e in formato digitale, Arabpop è una rivista divulgativa che si rivolge a un pubblico variegato, formato non solo da specialisti del settore. Il primo numero è dedicato al tema della metamorfosi, intesa come trasformazione nel senso più ampio e trasversale possibile: cambiamento ed evoluzione di sensibilità artistiche, rivoluzioni e involuzioni politiche, ma anche mutazioni letterarie, ibridazioni musicali, corpi e identità cangianti. Le pagine di Arabpop ospitano lavori originali di artisti, artiste, scrittrici e scrittori arabi che vivono dentro e fuori i confini della regione, ma anche longform, interviste, traduzioni di articoli culturali dalla stampa araba, recensioni di libri, film e produzioni musicali, e molto altro.
Lo scopo di Arabpop è quello di dare una ventata d'aria fresca alla rappresentazione del popolo arabo, sia quello mediterraneo che quello del golfo, e direi che ci riesce amabilmente anche solo per il forte contrasto che questa rappresentazione crea con l'immagine orientalista del mondo arabo che abbiamo in Italia (e in occidente in generale). Mi sono segnata tanti libri e fumetti da leggere e artistx da ascoltare (purtroppo di solito mi annoio a guardare i film ma sono disposta a guardare un paio di quelli consigliati dalla redazione se qualcunx è dispostx a tenermi per mano e guardarli insieme a me).
Ho incontrato Arabpop ad una presentazione alla biblioteca Cabral di Bologna. Le curatrici hanno fatto una dichiarazione d'intenti chiara e convincente: far vedere quel mondo arabo che non si vede, filtrato da stereotipi e da facili orientalismi. E la rivista riesce benissimo nell'intento, offrendo contributi, brani, recensioni che aprono prospettive molteplici su un mondo che ci viene raccontato come immutabile ma che invece è in costante metamorfosi. La rivista è inoltre bellissima graficamente, ha sezioni colorate che uniscono parte grafica e illustrazione. Aspetto il secondo numero con grande curiosità