La famiglia Marcucci, una famiglia contadina del Casentino, tutte le domeniche d'inverno, dopo cena, si raduna davanti al focolare ad ascoltare la nonna Regina che racconta una novella. Il libro racconta un intero anno di vita della famiglia. Le novelle sono tutte di tipo "religioso", tipiche dell'epoca: il diavolo è sempre all'opera e angeli e santi si impegnano per aiutare a scacciarlo.
"Il solo divertimento non basta. Fin d'ora dovete assuefarvi a cercare nelle cose più il lato utile che quello divertente; dovete pensare che la missione dell’uomo è molto seria, e bisogna preparatisi fino da piccoli con la riflessione. Chi cerca nella vita solo il divertimento, va avanti poco bene, ve lo assicuro io."
Difficilmente attribuisco cinque stelline alle raccolte di racconti, perché spesso alcuni di essi non sono all'altezza di quelli meglio riusciti. Su questa qui, per giunta, avevo anche qualche riserva in più, sorta perché già presentivo quanto mi avrebbero irritato delle storie intrise di buonismo e sentimento religioso. Quanto mi sbagliavo! In primo luogo, si tratta di novelle originalissime ed imprevedibili, popolate da personaggi dalle mille sfaccettature. Al coinvolgimento determinato dalle singole trame, innegabilmente avvincenti, si unisce poi la riflessione, che tuttavia non è mai appesantita da puntualizzazioni costanti o, peggio, da frasi fatte. Sono gli eventi stessi a parlare, arrivando dritto al cuore del lettore e aprendo i suoi occhi su quanto male ci sia nel mondo (la nonna non risparmia i dettagli più crudi nemmeno ai bambini!) e, al tempo stesso, sui mezzi di cui disponiamo per soffocarlo. Primo fra tutti c'è la fede, nell'ambito della quale credere in Dio conta poco o nulla se prima non crediamo in noi stessi. E, in misura maggiore rispetto alle più brevi "parabole", è la cornice narrativa a trasmettere questo messaggio fondamentale - e non solo perché viene dichiarato esplicitamente. La famiglia Marcucci, alla quale diventa impossibile non affezionarsi, assurge a simbolo della vittoria che, di fronte alle avversità, si ottiene con l'unione e il calore degli affetti, l'ottimismo e la costanza, con lo spirito di chi sa rimboccarsi le maniche e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.
"Lasciate che ve lo dica, siete una famiglia esemplare, e vivendo con voi ci si sente allargare il cuore.
Infine, una menzione a parte merita la novelliera, ma non solo in quanto narratrice provetta capace di far visualizzare agli ascoltatori gli avvenimenti raccontati e tenerli con il fiato sospeso. Oltre a pronunciare parole d'oro, il suo cuore sembra fatto dello stesso materiale: questa nonna che tutti vorrebbero avere è, con la sua genuinità e capacità di penetrazione, il polo di un nucleo famigliare che si riunisce attorno a lei con la certezza di riceverne sollievo e giovamento.
"Leggerò tutto quello che mi chiederete, ma credo che sarà difficile che in essi troviate maggior diletto e maggior utile che nelle novelle della nonna. Ella, in mezzo a narrazioni fantastiche, vi ha insegnato tante cose; ogni novella racchiudeva esempi di fortezza di carattere, di virtù e di rassegnazione nelle sventure, e con tatto squisito ella sceglieva quelle più adattate al presente stato dell'animo nostro... Mamma, voi non sapete quanto bene ci avete fatto nei momenti di scoraggiamento e di dolore."
Le prime novelle non mi sono piaciute ma poi mi sono appassionata a questi racconti e alla storia della famiglia Marcucci che gli fa da cornice. Le novelle mi hanno sorpresa per la loro diversità rispetto alle altre fiabe lette finora, niente a che vedere con i racconti dei Grimm o Andersen, ricordano decisamente di più il "Decameron" di Boccaccio.
Fiabe italiane, nelle quali è interessante sia la storia che lo sfondo sociale e culturale; la cornice che tiene assieme il tutto è un quadro del passato.