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The magazine. I segreti della redazione più famosa del mondo raccontati da un'insider

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C'è una verità che tutte noi conosciamo fin dal giorno in cui Andrea Sachs ha incontrato Miranda Priestly: una stagista in una redazione di moda non ha affatto vita facile. Ma siamo proprio sicure che il Diavolo vesta Prada? E che le notti insonni delle stagiste siano dovute alle vessazioni dei loro crudelissimi capi? Nessuno può rispondere a queste domande meglio di Roberta Lippi, ex caporedattore di Vogue.it. Questa è la storia degli anni che Roberta ha trascorso nella redazione più famosa, ambita e chiacchierata di sempre. Una straordinaria raccolta di aneddoti, suggerimenti e conversazioni che svela tutta la verità, nient'altro che la verità, sul mondo dorato del fashion. Questa volta, però, a raccontare non è la stagista. No, chi racconta è il capo. Con intelligenza e ironia, Roberta Lippi ci regala un memoir irriverente e brillante, che è al contempo un vero e proprio manuale di sopravvivenza per tutti coloro che vogliono entrare nell'universo della moda. Sempre che, dopo la lettura di queste pagine, lo desiderino ancora.

203 pages, Paperback

Published September 21, 2021

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About the author

Roberta Lippi

28 books2 followers

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Claudia Del prete.
7 reviews
January 19, 2022
Questo libro è una successione di appunti di vita da ufficio (qualsiasi ufficio), nulla più. Mi spiace dirlo ma lo scritto non regala nulla al lettore, non un sorriso, un suggerimento utile, o altro...
Qualcuno lo ha paragonato al "diavolo veste Prada", non è così.
Un'occasione persa.
59 reviews
January 2, 2022
Sono contenta di averlo preso in biblioteca e non averci speso dei soldi. Sembrano una serie di aonneddoti messi insieme, a volte anche ripetitivi. Si fa leggere ma davvero niente di che. 2 stelle e mezza
Profile Image for Elisa Dell'Aglio.
86 reviews6 followers
September 26, 2024
Interessante ma manca di anima. A tratti è un "vademecum" sulle giuste aspettative e la routine lavorativa che aspetta un'ipotetica aspirante stagista in una redazione di moda; a tratti è la storia personale dell'autrice, che ha cominciato in quell'ambito da subito con un ruolo di coordinamento e responsabilità. Sarebbe stato meglio scegliere, perché così l'effetto è disarmonico e interrotto.
Anche io tono è disarmonico. Da un lato l'ho trovato eccessivamente burbero e canzonatorio verso le stagiste. Possibile che dopo dieci anni ti stiano ancora così antipatiche? Forse voleva risultare divertente ma non è così. Stona soprattutto con le parti personali che invece hanno un tono decisamente più drammatico e serio.
I capitoli brevi, se non ruotano attorno a episodi o concetti molto specifici e caustici, spesso risultano piatti e dispersivi. È il caso della maggior parte dei capitoli di questo libro. I più simpatici sono quelli che parlano della routine (le pause pranzo e i mezzi pubblici). Anche qui, riferimenti a persone e situazioni specifiche avrebbero aiutato a dare concretezza.
Infatti purtroppo la scrittura è spesso generica. Difficilmente si raccontano piccoli / grandi fatti concreti. Non ci sono personaggi che impariamo a conoscere (a parte la protagonista). I colleghi non hanno nomi né identità, così come le tanto denigrare stagiste. Non riesco a immaginarmi come si deve neppure la tanto decantata Direttrice.
Insomma, faccio fatica a figurarmi sia i personaggi sia l'ambiente e mi pare quasi di dovermi inventare io la storia. Mi viene solo un confuso guazzabuglio tra il mondo milanese che conosco io (che però è il mondo della ricerca universitaria, quindi estremamente diverso) e Il Diavolo Veste Prada (che però è evocato dall'autrice solo come contrappunto negativo).
Da estranea alla vita di redazione mi avrebbe fatto piacere saperne di più sul contesto: quanti sono / erano i lettori di Vogue Italia (cartaceo e online)? Quante persone ci lavorano? Quali sono i loro ruoli? Di che margini di guadagno si parla? In cosa consiste nel concreto il lavoro? Che tipo di articoli si scrivono, con quale frequenza ecc ecc.
Del tutto fuori luogo i capitoli con i consigli di punteggiatura e grammatica (sebbene un buon ripasso non guasti mai).
Con il materiale a disposizione (che immagino non mancasse) si poteva osare moooolto di più.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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