Io di solito non abbandono mai, ma ho anch'io un mio limite, e lo raggiungo quando girare pagina diventa un'odissea
La prima trilogia del Ciclo dei Demoni, di Peter V.Brett, era uno di quei libri di cui attendevo trepidante l'uscita, soprattutto dopo che, nel 2018, era già uscito il primo volume. Avevo atteso per leggerlo, stava in attesa, e direi che ho fatto bene.
Cos'ha di bello? Le illustrazioni e l'idea di base della trama.
Di discutibile? Tutto il resto
Posso valutarlo come uno di quei romanzi che parte bene e poi casca male.
L'idea buona c'era, così come un accenno di worldbuiding, che però poi diventa confusionario, lasciato in disparte, così come la trama, che dal secondo volume si arena, proseguendo senza alcuno stimolo. Ciò che più mi ha dato fastidio, in questo frangente, sono stati gli eventi chiave: accaduti fuori campo.
Ripeto, eventi chiave, fuori campo.
FUORI. CAMPO.
Anche i personaggi sono incosistenti, spesso incoerenti. Cambiano idea sul loro stesso modo di vivere ed essere tra un rigo e l'altro, hanno pochissima personalità e i loro dialoghi risultano scialbi la maggior parte delle volte, blandi quanto loro, o forzatamente rivoluzionari o "ribelli", anche se poi due secondi dopo fanno proprio quello che dicono non farebbero mai.
Ma ciò che mi ha fatto chiudere il libro e riporlo per sempre sullo scaffale sono state altre due cose.
Un sessismo becero, che prova a spacciarsi come denuncia, ma perde la maschera ogni pagina, e lo sfruttamento dello stupro come rito di passaggio, non come violenza fisica e psicologica, un argomento da trattare BENE, in teoria, ma qua utilizzato come passatempo, un qualcosa di passeggero, che non lascia segni, e che, soprattutto, insegue le donne come un'ombra. In ogni scena in cui c'è la protagonista, Leesha, un uomo le fissa il seno e il corpo con sguardo lascivo e palesi intenzioni violente, e lei ridacchia
Ridacchia, signori e signore, l'autore la fa' ridere, al posto di farle prendere a padellate la faccia di quegli uomini(o anche fuggire, o almeno mostrare un po' di disgusto e paura, come penso sia normale fare, da donna a donna, su, realismo)
E nessuno, nemmeno l'autore, sembra voler far qualcosa a riguardo, anche se lancia un paio di frasi ribelli pseudo-femministe ogni tanto, come contentino
Purtroppo a me questo non è bastato, anzi, ha solo rigirato il coltello nella piaga. Fosse stata pura ingenuità l'avrei ancora accettato, ma era tutto ragionato sin nei minimi dettagli, quindi mi ha disgustata
Ho abbandonato
Una gran delusione, e 1500 pagine sono troppe su cui buttare tempo prezioso, e per cui farsi venire un'ulcera