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Medusa. Storie dalla fine del mondo

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I roghi, le alluvioni, l'aria intossicata, le estinzioni di massa, la pandemia. L'emergenza climatica ci sta abituando a disastri ecologici che sono sintomi di una catastrofe già in atto. Mentre l'universo politico discute di green economy e capitalismo sostenibile occorre iniziare a misurarsi con dubbi finora impensabili: siamo davvero sull'orlo dell'estinzione? Com'è possibile sopravvivere su un pianeta che sta esaurendo le sue risorse? Quali legami si possono ancora tessere nel pieno di uno stravolgimento che non è solo ambientale, ma anche filosofico, sociale e morale? Nato dall'omonima newsletter bisettimanale che in quattro anni ha raccolto migliaia di iscritti, "Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)" è un viaggio che dalla cima del Pirellone vi porterà alla Gola di Xiling, e poi ancora lungo le rive del Mississippi e nelle grotte di Tora Bora, nel verde amazzonico e nel petrolio nigeriano, tentando l'ultimo rito che resta di fronte al disastro: raccontarlo.

172 pages, Paperback

Published September 22, 2021

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Matteo De Giuli

6 books1 follower

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Ajeje Brazov.
954 reviews
June 10, 2022
Ho iniziato a leggere, anzi prima ancora ad interessarmi a questo libro, perchè vi sono due elementi che mi hanno sempre incuriosito, le meduse e la fine del mondo. Incuriosito direi più per le meduse, invece la fine del mondo, forse più per sapere, conoscere ciò che sta subendo, non il mondo inteso come pianeta, ma come società, meglio ancora come civiltà umana (purtroppo ci porteremo dietro trascinadoli senza ritegno, tutte le altre forme di vita).
Le meduse mi hanno sempre affascinato sin da bambino, sono delle creature straordinarie e misteriose, sono presenti sulla Terra da oltre 600 milioni di anni. Così mi chiedo come mai accostarle ad una frase catastrofica come: Storie dalla fine del mondo?
Il libro che ho appena concluso di leggere, non è propriamente un saggio scientifico e nemmeno un saggio di divulgazione scientifica, ma ci si sguazza benissimo all'interno. Dove ci sta portando il cambiamento climatico? Quali sono le nostre responsabilità allo stato attuale? Cosa possiamo fare per migliorare la situazione? C'è davvero una possibilità? Queste e molte altre domande aleggiano sullo scorrere delle pagine.
Il libro è diviso in 10 capitoli dove si innestano, oltre alle tematiche ambientali, l'arte, prima su tutte la letteratura. Perchè il raccontarci storie è la forma per confrontarci con gli altri, l'essere umano dagli albori del linguaggio, ha sempre cercato di raccontare, chi oralmente, chi per iscritto, qualcosa, per i posteri, per se stesso, per esorcizzare i demoni interiori, per semplicemente raccontare... La letteratura ci salverà da noi stessi?

L'essere umano è un poppante rispetto alle meduse qui sul pianeta Terra, ma l'Uomo è riuscito a soggiogare praticamente tutto ciò che vive sul questo martoriato pianeta. La nostra impronta ecologica è visibile dappertutto.
Avevo letto, qualche tempo fa in un libro, che in un determinato paesaggio pullulavano i cervi e le alci, erano un problema perchè mangiavano tutto il verde del posto, poco tempo e l'area sarebbe diventata un deserto, perchè la quantità dei suddetti erbivori erano in sovrabbondanza rispetto all'effettiva capacità di quell'ecosistema di rigenerarsi. Così l'Uomo, che vede e provvede, aveva deciso di ripopolare l'area con i lupi, tempo zero e l'equilibrio naturale è stato ristabilito. Grandi esseri umani! Quindi mi son chiesto, allora possiamo traslare la suddetta problematica a noi ed il pianeta Terra?
A parte tutto, il concetto di base è che siamo troppi, ma soprattutto siamo troppo dispendiosi, emettiamo troppi gas serra, "creiamo" troppi rifiuti, soprattutto facciamo rifiuti per il 30% degli alimenti, gli oceani ormai hanno nel dna la plastica, non ci devono più inorridire le isole di plastica, perchè ormai la maggior parte della plastica negli oceani, si è frantumata in pezzettini talmente piccoli, difficilmente visibili ad occhio nudo e sono un tutt'uno con l'acqua. La pandemia è una delle conseguenze di questo sciagurato modo di vivere (parlo del modo di vivere di noi paesi industrializzati, ovviamente). Siamo nel 2022, ma non è che sia cambiato molto dai tempi passati, il divario tra ricchi e poveri c'è sempre, forse si sta anche intensificando. Il 10% dei paesi più ricchi sulla Terra crea più della metà delle emissioni totali di anidride carbonica. Sappiamo tutti oramai, che se vivessimo tutti, i quasi 8 miliardi di persone sulla Terra, come si vive negli USA o in Europa, ci vorrebbero 4 pianeti per soddisfare quel tenore di vita. Quindi c'è qualcosa che non va, o no?! :-S

https://www.youtube.com/watch?v=yQduH...
Profile Image for Irene Doda.
85 reviews13 followers
September 22, 2021
Un libro che è una vera mappa (poetica e scientifica) per orientarsi nel Capitalocene
Profile Image for Carmine R..
631 reviews95 followers
June 11, 2024
Combattere una battaglia perduta

"In mezzo a questo cortocircuito di vergogna, negazione e autoflagellazione, è sbocciata in alcuni ambienti anche una naturale e profonda attrazione verso l'apocalisse. Nutriamo un certo fascino per la fine, siamo sedotti dalla tragedia suprema perché rende prevedibili le minacce pendenti a mezz'aria, dà un nome alla nostra mortalità, dà un volto concreto alle nostre fobie; l'ansie dell'incertezza svanisce."

Diceva Joe Lansdale che la letteratura non ha la responsabilità di risolvere i problemi, bensì di segnalarli.
De Giuli e Porcelluzzi, dal 2017, curano una newsletter chiamata Medusa; scopo del progetto è quello di guadagnare un percorso di consapevolezza verso la crisi climatica e il nostro futuro prossimo.
Siamo lontani dalle digressioni paternalistiche dei telegiornali o da tutti quei micidiali webinair lavorativi dove ti insegnano a raccogliere la plastica da terra e venire in ufficio provvisti di borraccia: il duo di di giornalisti cannibalizza fonti letterarie e cinematografiche - con una malcelata preferenza verso Werner Herzog, regista di due grandiosi film come Nosferatu - il principe della notte e Aguirre furore di Dio - per sconfinare in un'ottica globale non solo anti-capitalista e anti-consumista, ma quasi pro-umanità in uno slancio disperato di resistenza all'inesorabile.
Il tema è così vasto da risultare soverchiante: difatti, nell'incedere dei capitoli, a raffinate evoluzioni tematiche si alternano dei salti di palo in frasca che tradiscono una certa disorganicità di fondo.
Una mancanza di compattezza che, paradossalmente, non si rivela tale perché viene demandato al lettore l'approfondimento autonomo per ricostruire il mosaico.
Lasciare più domande che risposte: il più grande dono che un'opera di divulgazione possa fare.

Lettura discontinua con fiammate epifaniche, caldamente suggerita a qualunque lettore.
Profile Image for Giulia.
2 reviews1 follower
September 23, 2021
Un viaggio letterario nel mondo interconnesso, globale, spietato della crisi climatica. Scritto a quattro mani ma in prima persona singolare. Anarchico, intelligente, spigoloso, pieno di idee, un libro sugli esseri umani e il loro rapporto irrisolto con il resto del mondo. Una delle migliori letture di quest'anno
Profile Image for Cristiano Pala.
146 reviews4 followers
January 10, 2022
Non sono andato alla cieca quando ho iniziato a leggere Medusa.
È da qualche anno che seguo l'omonima Newsletter scritta bisettimanalmente da De Giuli e Porcelluzzi a cui invito tutti quanti ad iscriversi perchè si tratta di una delle migliori pubblicazioni del web italiano.
Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo) è, come lo ha definito qualcuno, una mappa Poetico/scientifica dell'Antropocene che attraverso un percorso suggestivo e inquietante cerca di faci orientare nei "tempi interessanti" che stiamo vivendo. Ogni capitolo, alla stessa maniera della newsletter, sceglie un tema suggestivo e, attraverso l'analisi del lavoro degli scienziati, ma anche della narrativa che ne nasce attorno, lo disseziona e lo ricompone per raggiungere una sintesi che sia allo stesso tempo precisa e spietata ma non distate e fredda.
Si tratta di un libro importante, forse uno dei più importanti sull'argomento scritti in italia che spero faccia parlare di se nell'immediato futuro anche al di la dei confini di questo paese.
Profile Image for Marcello S.
647 reviews292 followers
March 29, 2022
I saggi sulla “fine del mondo” (non solo dal punto di vista climatico, ma anche culturale / antropologico) mi incuriosiscono molto e si sono moltiplicati negli ultimi anni. Solo per restare in Italia, si può fare un salto indietro qui e arrivare fino a qui, qui e qui.
In questi 10 capitoli De Giuli e Porcelluzzi creano relazioni tra pandemia, letteratura (a cosa serve? Può essere programmatica?), crisi climatica, Antropocene (impatto e limiti), ecologia. Tutto è interconnesso, tutto è contaminato, tutto ci riguarda.
Libro interessante per l’indagine delle strutture sociali e per stimolare un cambiamento di rotta radicale. Come al solito mi porto a casa più domande che risposte, oltre che una bibliografia stimolante da attaccare.

[71/100]


Ho avuto l'occasione di intervistare Ghosh, e in uno scambio via email gli ho chiesto, tra le altre cose, se per lui la scrittura dovesse per forza "servire a qualcosa". Mi ha risposto anche lui di no: la scrittura non può essere programmatica. "Dalla scrittura che ha come prima intenzione quella di servire come megafono di una causa, raramente nasce buona letteratura. Allo stesso tempo, com'è ovvio, scrittori e artisti non possono ignorare o evitare le questioni più urgenti dei loro tempi". Non si è però spinto più in là di così. "Che cos'è che rende bella un'opera d'arte o un'opera letteraria è fondamentalmente un mistero, perlomeno nel senso che non abbiamo a disposizione nessuna formula precisa."

Per raccontare la realtà - e trasformarla - la letteratura non deve essere costretta all'apologia marxista, alla beatificazione anticapitalista, anzi: deve mostrare le regole d'ingaggio per quello che sono, cioè la coreografia sociale per come appare, con le sue storture, le sue certezze feroci, le sue assurde convinzioni. 
Scrivendo negli anni di questi temi mi sono reso conto che tornavo, non di rado, su scrittori attivi nel Dopoguerra, o comunque nati all'inizio del Novecento. Non per forza realisti, anzi, a volte fantastici come Landolfi, o gargantueschi come Gadda o metafisici come Volponi; a volte magici come Ortese, altre logici come Calvino, o metalinguistici come Meneghello. Quello che hanno in comune questi autori, è una voce: travolgente, unica, rivoluzionaria. Come si presenta ogni ideologia. 
Profile Image for Sara Giulia.
11 reviews4 followers
November 4, 2021
Difficile riassumere la trama, gli intrecci di storie che scorrono sotto le pagine di questo libro che, come ha scritto qualcuno, è una bussola per navigare nell'Antropocene.

Sbaglia chi cerca in questo libro una parte saggistica solida, adamantina. È un saggio narrativo che si basa quasi completamente sulla potenza narrativa. Un libro ibrido, consapevolmente imperfetto, molto letterario, che non ha la spocchia di pensare di poter essere esaustivo, su un tema così grande e sfaccettato.

I due autori uniscono le loro scritture in un'unica voce. Lo fanno in maniera a volte emozionante, e per tutto il libro leggi di una singola persona che narra. Citano interviste e libri, tanti altri libri, tanto che a volte sembra che vogliano stilare un diario delle loro letture. Ci sono molti scrittori (Volponi, Ortese, Ghosh), un rapporto di critica affettuosa con alcuni filosofi del nostro tempo (Morton, Haraway), tante storie raccontate e intrecciate in maniera esemplare e che raccontano una scheggia del rapporto tra umano e non umano. Si parte dalla pandemia in città. Si continua con il rapporto tra esseri umani e altri animali, il nostro sguardo sulla natura, la violenza estrattiva del capitalismo, i limiti del nostro cervello umano e le nostre giuste paure depressive davanti alla fine.
Profile Image for Rocco.
47 reviews1 follower
December 3, 2023
Una sorta di saggio raccontato che unisce il sapere scientifico ad oggi sul cambiamento climatico e storie vissute in prima, seconda e terza persona. Una riflessione su come vanno le cose oggi e uno stimolo a riflettere su come potrebbero andare in futuro. Come tutti i libri che parlano del tema, un buio alone che tremola sulle spalle di noi tutti, con una forte sensazione di non star facendo mai abbastanza.

“La verità è che l’uomo può anche trasformare la natura, ma è condannato al suo destino animale.”
Profile Image for Stefano Sotgia.
90 reviews6 followers
January 27, 2022
Chi vuole farsi un'idea sul climate change può trovare da leggere di tutto: reportage, saggi documentati, graphic novels, romanzi. Il bellissimo progetto Medusa (newsletter e libro) è diverso e mi pare abbastanza unico. Non è giornalismo, non è divulgazione scientifica, non è ambientalismo: è "provare a connettere i punti, ricostruire il percorso della serie di infinite possibilità che ci ha portato al presente / alla fine di questo mondo". E' riflettere sull'Antropocene con un'idea di scrittura poetica, ricchissima di riferimenti alla letteratura. Non sono sicurissimo su quale formato (elettronico o cartaceo) sia più congeniale per il tipo di discorso che De Giuli & Porcelluzzi portano avanti, ma in ogni caso Medusa è una delle letture più stimolanti sull'impatto del riscaldamento globale sulle nostre vite.
Profile Image for Lordof Nothing.
63 reviews6 followers
August 8, 2023
Questo post più che una recensione è una segnalazione.

Medusa - storie dalla fine del mondo per come lo conosciamo - come citato nella prefazione, è una creatura strana poiché nasce da una newsletter (appunto Medusa newsletter, che vi consiglio di seguire) che tratta della crisi/e che stiamo affrontando.

È un libro composto da 10 capitoli, che vi citerò successivamente, seguiti da altrettanti sottotitoli, veramente geniali. 

È un testo che suggerisco a chi è interessato alla crisi ecologica, climatica, sociale, a cui stiamo andando incontro, quindi praticamente a tutti. Un punto di vista scritto a quattro mani (un noi) che non si pone in maniera supponente o moralmente superiore rispetto al lettore.


Un messaggio di allarme complesso, quello climatico, che come sostiene lo psicologo ed economista Stoknes deve superare cinque barriere cognitive che lo offuscano: la distanza, la condanna, la dissonanza, la negazione e l'identità (come esseri umani siamo molto resistenti alle richieste di cambiamento della nostra identità personale).


Quindi Medusa parla di pandemia, del ruolo della letteratura, della storia della C02 e conseguentemente, del carbone, petrolio e gas, del ruolo che la nascita dell'agricoltura ha giocato sull'equilibrio dell'ecosistema, delle problematiche derivanti la nascita di quella  economia green dipendente dall'estrazione di minerali rari e di tutto ciò che ne consegue. Del rapporto tra umano e non umano, del nostro volerci svincolare ad un animismo che ci è sempre appartenuto. Della scelta del termine adatto per indicare l'impronta dell'uomo sulla terra, se sia più giusto chiamarla Antropocene, Capitolocene, Chthulucene, Necrocene, Plantationocene, Carbocene, eccetera. 


È uno dei saggi più interessanti che ho letto ultimamente, forse più dei testi di Morton. Un surfare tra le onde invisibili del passato, presente e futuro della nostra esistenza. Perché il cambiamento climatico è un iperoggetto che si estende in un vasto oceano di vissuto completamente incomprensibile da una singola generazione. 

Come siamo arrivati a questo punto? 

"A poco a poco e poi all'improvviso."


Capitolo 1 Cellule - La storia di come una pandemia globale possa aiutare a cambiare punto di vista o, almeno, ad affinarlo; di come una pandemia sia uno dei tanti attributi dell'Antropocene, come le piogge acide o i figli più alti dei genitori. I virus ci ricordano che non siamo padroni né a casa nostra né dei nostri corpi.

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Capitolo 2 Racconto - La storia di come l'impulso del racconto abbia accompagnato le vicende degli esseri umani lungo i millenni, dal passato profondo fino ai nostri giorni; di come sia il racconto a decorare di significato il mondo che ci circonda, cambiando il corso della Storia. Ai margini dei racconti dominanti, però, ci sarà sempre chi si trova fuori luogo.

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Capitolo 3 Cervello - La storia di come l'emergenza climatica sia sempre stata più grande delle nostre capacità cognitive; di come, dietro a barriere neurali e compulsioni psichiche, la nostra mente preferisca l'attrazione dell'apocalisse. La fine del mondo dà un nome alla nostra angoscia, ma a finire il mondo siamo stati noi.

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Capitolo 7 Colonie - La storia di come l'energia migliora la vita ai paesi ricchi, distruggendola negli altri; di come l'industria petrolifera prosperi nella corruzione, nella violenza e nello sfruttamento, inventando guerre, terrorismo e nuove nazioni.

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Capitolo 8 Ribellione - La storia di come nuove forme di attivismo ambientalista riescano a unire l'entusiasmo dei giovani e le disillusioni dei più anziani; di come la crisi ecologica si unisca a quella politica e sociale. Da un presente che scommette contro il futuro, quale società può nascere?

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Capitolo 9 Labirinto - La storia di come la geopolitica del ventunesimo secolo si adatti al mercato energetico; di come, tra le promesse dei metalli rari e i piani di rinascita visionari, a ogni nuova soluzione si affianchi un nuovo problema.

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Capitolo 10 Magico - La storia di come siamo arrivati alla fine; di come una cosa ci unisca tutti, la paura di quello che non si vede. Di fronte al collasso ci si inventa antichi rituali magici, nuove teorie scientifiche, si scrivono libri.
Profile Image for Samuele Petrangeli.
433 reviews80 followers
December 7, 2021
Timothy Morton definisce il cambiamento climatico un iperoggetto, ovvero - ipersemplifico, ovviamente - così complesso e ramificato nel tempo e nello spazio, le cui manifestazioni, a loro volta, sono complesse e ramificate nel tempo e nello spazio, da essere al limite della pensabilità umana. Il che, tra le altre cose, ci mette davanti a un enorme problema: come affrontarla emotivamente, psicologicamente e praticamente, una cosa simile?
"Medusa" di Matteo de Giuli e Nicolò Porcelluzzi - che già tenevano una newsletter sugli stessi temi ed è molto bellina e l'ho sempre colpevolmente letta troppo sporadicamente - mette al centro proprio questo aspetto. Si dà per scontato il cambiamento climatico e gli eventi disastrosi che sta portando e che porterà (la letteratura a riguardo è sterminata), e ci si dedica soprattutto a cercare di superare la dicotomia a cui sembra ridursi il confronto umano: "Il catastrofismo non si rivolge a nessuno davvero, ignora la sensibilità necessaria per parlare di cambiamenti climatici lasciando spazio a due soluzioni: una moralista (insufficiente) e l'altra tecnocratica (ipocrita)".
"Medusa", quindi, riflette soltanto in parte sul cambiamento climatico - pur comunque dedicandogli grande spazio, come per esempio riguardo la pandemia come conseguenza - ma si concentra soprattutto sul nostro rapporto con esso. E' una specie di metalibro sul cambiamento climatico, forse. I capitoli, quindi, spaziano dalle proteste dei Friday for Future e del collettivo XR come forma di attivismo, ai limiti dell'alternativa della svolta green dell'energia. Sotto questo punto di vista, Porcelluzzi e De Giuli sono attenti a non indicare mai verità nette per quanto riguarda le soluzioni da adottare, anche se, è facile intuire, come propendano per una diminuzione dei consumi (ovviamente non solo).
Ma la parte centrale di "Medusa" è sicuramente dedicata alla necessità di interrogarsi su come raccontare il cambiamento climatico, e perché sia necessario farlo. Ma anche qua, la posizione di De Giuli e Porcelluzzi si contraddistingue per il non prendere mai una svolta facile, anzi. Per esempio, parlando della letteratura si interrogano su quanto possa essere effettivamente utile una letteratura moralista, che parli per assiomi, sacrificando ogni ambiguità o complessità.
L'importanza delle storie e del racconto è perché attraverso le storie che, da sempre, interpretiamo la realtà e ci scambiamo i nostri sguardi su di essa. E il modo in cui raccontiamo la realtà diventa, per noi, la nostra realtà. E va, così, di riflesso, a determinare come agiremo su di essa. La necessità di storie, di racconti, di uno sguardo nuovo sul cambiamento climatico è fondamentale, quindi, affinché si possa rompere la narrazione catastrofista fatalista di ora, affinché si possa "tornare all'essere umano, educarci, cambiare idea se necessario, allargarla".
Profile Image for Davide Giordanengo.
25 reviews2 followers
March 16, 2024
libro ricchissimo di spunti e di bibliografia, che tratta del delicato tema della fine del mondo in relazione alla crisi climatica senza lasciarsi pervadere da un facile catastrofismo
inoltre grande attenzione per lo stile e una certa letterarietà, qualità rara in un saggio che tratta argomenti prettamente scientifici
da seguire la newsletter perché merita
Profile Image for Francesco De Rossi.
68 reviews1 follower
July 9, 2023
Libro che analizza la società, intesa come uomo e storia attraverso la lente del cambiamento climatico.
Interessante, anche se spesso difficile nei riferimenti letterari e in alcuni passaggi logici.
Consigliato ad un pubblico esigente, non consigliato ai più.
Profile Image for Campuz.
19 reviews2 followers
August 7, 2022
Non riusciremo a fermare un cazzo, non ne usciremo migliori, anzi non ne usciremo. Ma forse è meglio così.
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
January 8, 2022
Questo libro sottile racchiude una miriade di spunti per pensare alla contemporaneità e ai suoi temi più urgenti. La crisi climatica, le pandemie (quella presente e le inevitabili future), le conseguenze del capitalismo liberista, lo sfruttamento delle risorse sono problemi immani e immanenti. Come individui siamo chiamati all’impossibile compito di fare qualcosa. Ma o è troppo tardi o è troppo poco. Anche gli sforzi convinti o ipocriti delle grandi potenze occidentali risultano legate in maniera indissolubile al proseguimento del modo di produzione (e di consumo) al quale siamo abituati e al quale non vogliamo rinunciare troppo facilmente. Gli autori predispongono, capitolo dopo capitolo, un rollercoaster di rimandi e citazioni che raccontano la necessità di osservare le questioni sotto tanti punti di vista. E sì, anche la poesia, il cinema, la letteratura ci possono dare una mano, se non a comprenderle, almeno a non impazzire avvicinandole. Il pessimismo pare ineludibile e ci vuole uno sforzo sovrumano per pensare con indole positiva a un mondo migliore: ci viviamo dentro e siamo refrattari a immaginarlo diverso. Per questo, forse, l’unico antidoto è leggere di più, di tutto e senza pregiudizi.
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