Il dottor Lunfardo, in arte Don Fifì, sognava di diventare un cantante confidenziale, un crooner alla Bing Crosby. Disgraziatamente, ha invece scritto un libro e ha avuto un successo clamoroso: ha vinto il Premio Strega, è stato risucchiato nell'orribile mondo dell'editoria e si è rovinato la vita. Ora cerca invano un po' di quiete sulle rive del lago di Garda, assediato da seccatori, familiari, incubi e ipocondria. Intorno al nostro «eroe» si dimena una miriade di soggetti improbabili. Procaci prostitute neofasciste in sella a rombanti sidecar Zundapp della Wehrmacht, anziani dentisti sulla strada della demenza sempre fedeli al proprio trapano a pedale, demoniache sirene palustri, barboni ferroviari un tempo re della rubinetteria di lusso, pellegrini invasati tra Lourdes e i santuari gardesani, stagisti stalker, suicidi improbabili, aspiranti scrittrici vanagloriose, impegnativi ménage à trois condotti da bambole di celluloide gelose… Sullo sfondo, la provincia italiana all'epoca della pandemia globale. Un circo, un «bislacco e sguaiato teatrino umano»: Permunian ci consegna con "Giorni di collera e di annientamento" un romanzo giocoso e feroce, una satira spietata, popolata da personaggi assurdi, grotteschi, umani troppo umani.
Francesco Permunian (Cavarzere, 1951) è uno scrittore e poeta italiano. Permunian cresce nel polesano. Nel 1976 si laurea all'Università di Padova con una tesi su Vittorio Sereni. A trentuno anni si trasferisce a Desenzano del Garda, dove inizia a lavorare come bibliotecario. Ha pubblicato diversi libri, tra i quali Il principio della malinconia (2005), La casa del sollievo mentale (2011), Il gabinetto del dottor Kafka (2013). Nel 2017 Il Saggiatore ha pubblicato in un unico volume i suoi primi due romanzi (Cronaca di un servo felice, 1999, e Camminando nell’aria della sera, 2001) sotto il titolo Costellazioni del crepuscolo.