Tutto parte dall’Emilia e dalle lezioni politiche della madre, dalle partite di calcio al Campo Volo nella Reggio Emilia rossa degli anni Cinquanta. Romano Prodi si racconta per la prima volta in queste pagine scritte con Marco Ascione, giornalista del «Corriere della Sera»: la vita intensa di un protagonista della nostra storia che ha sempre «interpretato a soggetto» da riformista, sì, ma a modo suo. Vicino alla Democrazia cristiana, ma non dentro. Fondatore dell’Ulivo, senza farne un partito. Cattolico osservante, ma «adulto». Atlantista, ma ostinato coltivatore del multilateralismo, impegnato a trarre il meglio anche dal rapporto con i dittatori. I conti da pagare non sono mancati, anche a causa, talvolta, di una certa ostinazione. Eppure ogni passo è stato benzina. Pochi politici in Italia possono vantare la sua carriera: professore universitario a Bologna, negli Stati Uniti e in Cina, due volte a capo dell’Iri e due volte premier, capo della Commissione europea e quasi presidente della Repubblica, affossato da una congiura del suo partito. «Strana vita, ma fortunatissima» dice. Perché può vantare di averci davvero provato a lasciare un segno. Sia fondendo sotto lo stesso tetto le tradizioni riformiste della Dc e del Pci, sia portando l’Italia nell’euro o pilotando da Bruxelles lo storico allargamento dell’Europa. Il suo racconto, lungo il solco degli aneddoti e delle riflessioni politiche, rimanda l’eco delle riunioni con Beniamino Andreatta e Arturo Parisi nella casa di via Gerusalemme a Bologna, delle lezioni americane, della strana chimica con Putin (ma anche con Gheddafi), degli scambi di battute con Chirac, delle missioni in Africa, dei grandi entusiasmi in piazza Santi Apostoli, dei duelli con Cuccia, delle delusioni dirompenti in Parlamento, del complesso rapporto con D’Alema e con Bertinotti, della profonda distanza con Berlusconi, «anche se la vecchiaia porta saggezza».
Ho istintivamente cercato, anche se non sempre con successo, di fare uso di un unico asset elementare: il dialogo. Nella politica internazionale e in quella nazionale. Uno strumento che deve essere interiorizzato come una vera e propria abitudine. Chi dialoga non ha nessun bisogno di abbandonare i propri principi e le proprie convinzioni. Semplicemente non li impone ed è pronto ad ascoltare le opinioni degli altri. Tutto questo parte dal presupposto che la diversità sia una componente essenziale e un valore positivo della nostra natura. La politica deve quindi cercare di rendere le diversità tra di loro compatibili: il suo compito è proprio quello di comporre le diversità. Da questa convinzione è nato il mio costante tentativo di affrontare i problemi della politica italiana attraverso la formazione di coalizioni che, con il dialogo tra le loro componenti, potessero costruire un progetto condiviso.
Ecco una biografia politica proprio in tempo per far concorrere il suo protagonista all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica verrà da dire ai più maliziosi. Purtroppo l’innato narcisismo di noi umani ,compresi quelli di più elevata caratura come è appunto Romano Prodi consiglia di non mettere mai la mano sul fuoco, ma certo tendo a ritenere poco verosimile una tale eventualità. Probabilmente è solo una coincidenza casuale. Ma prendiamo questa biografia per quello che è ed a me sembra che sia un buono e onesto lavoro. Immagino Prodi al di fuori dei giri e scadenze contingenti della politica e da quello che ho trovato leggendo il libro del quale parliamo mi è sinceramente sembrato che ci troviamo davanti alle memorie di prammatica per un ex presidente. Leggi di più : http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/...
La biografia confusa di un uomo esemplare. Non si capisce quando é lui a parlare e quando é qualcun altro: chi? A scrivere su Prodi. La moglie é nominata sempre e semplicemente ‘Flávia’ praticamente trattata come un cane da compagnia. Tutta la política interna é solo per italiani che seguivano i giornali in quegli anni. Si fanno molti nomi e di nessuno si spiega chi sia. Prodi é conosciuto nel mondo e spero che qualcuno ne scriva una biografia comprensibile anche fuori das una cerchia ristretta.