Nonostante risalga a più di quarant'anni fa questo testo è ancora molto valido. Utilissimo a chi si approccia alla Wicca o ad altre forme di stregoneria moderna. I passi in cui Valiente parla degli antichi culti pre-cristiani risultano i più interessanti, perché fa dei riferimenti importantissimi al legame (ormai interrotto) che l'uomo aveva con la Terra: "un profondo sentimento di parentela, che dovremmo quindi manifestare nei nostri atteggiamenti e nelle nostre azioni".
Valiente riesce a inserire elementi di antropologia, sociologia e psicologia nella sua trattazione, cercando di fornire delle fonti affidabili anche per i più scettici. A volte questi tentativi non vanno in porto, e alcuni esempi sembrano poco convincenti. Avrei preferito una più ampia sezione storica o di recupero delle tradizioni storiche piuttosto che alcune di queste forzature.
Assolutamente da elogiare l'atteggiamento anti-escludente di Valiente che ridicolizza la spocchia di molt* praticanti contemporanei (spesso seguaci di Valiente stessa!), che tendono ad avere troppi pregiudizi nei confronti di chi approccia questi temi "in solitaria" e finiscono per emarginare l* neofit*. Chiunque dovrebbe avere il diritto e la possibilità di avvicinarsi alla stregoneria in piena autonomia senza aver paura di essere deris* o allontanat*. Per me, la stregoneria è uno stile di vita olistico, un mezzo per riappropriarci di ciò che il sistema positivista, capitalista, patriarcale e iper-razionalista ci ha tolto: il rispetto reciproco tra esseri viventi (non solo umani), il rispetto per la Terra, l'accoglienza, la comunità, la lentezza, la libertà di essere chi si desidera essere. Per questo Valiente andrebbe riletta e riattualizzata anche dalle persone che credono di conoscerla perfettamente.
Una nota di demerito per l'edizione che è valsa una stella in meno: pessima, orribile, inguardabile. Una traduzione imbarazzante (a partire dal titolo), un testo pieno di errori grammaticali e grafici. Veramente vergognoso pubblicare un libro in questo stato.