La mente e il cuore. Platone invita a privilegiare la mente razionale, capace di governare le passioni del cuore. Ma noi non possiamo dimenticare che anche il cuore ha le sue ragioni. Anzi, prima che la mente giungesse a guidare la vita dell'uomo, per i nostri antenati la vita era governata dal cuore, che con le sue sensazioni arrivava a capire, come peraltro fanno gli animali, in modo rapido e senza riflettere, che cosa fosse vantaggioso e che cosa fosse pericoloso per il mantenimento della vita. Il cuore, infatti, promuove le azioni più rapidamente della ragione e senza troppo indugiare sul da farsi, perché il mondo non è ospitale e i pericoli, che sono a ogni passo, richiedono decisioni immediate. Le decisioni del cuore sono promosse da emozioni come la paura di fronte al pericolo o come il desiderio, che approda all'accoppiamento per la preservazione della specie. Tutto questo senza riflettere, perché la luce della ragione ancora non c'è. La nostra è un'epoca di spaventosa espansione della razionalità tecnica. Da un lato, questa espansione impone la rimozione delle emozioni e, dall'altro, innesca una reazione di ritirata nel proprio sentimento, assunto come unica legge di vita. A ciò si aggiunge la ricerca costante di visibilità e di notorietà, che trasforma le nostre emozioni in merci. Ma allora siamo ancora capaci di riconoscere che cosa sia un'emozione? Umberto Galimberti costruisce un cammino nelle profondità del nostro vissuto e ci insegna a ritrovare il nostro spazio intimo, cioè lo spazio che si nega al pubblico per concederlo a chi si vuol far entrare nel proprio segreto profondo che è spesso ignoto persino a noi stessi.
Nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia dellaStoria. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari diVenezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membroordinario dell’international Association for Analytical Psychology. Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e dipsicologia, ha tradotto e curato di Jaspers, di cui è stato allievo durante isuoi soggiorni in Germania: Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970. La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973. Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978. di Heidegger ha tradotto e curato: Sull’essenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.
Il primo libro di Galimberti che leggo, lo conoscevo solo in video. L'ho sentito di più, le sue parole ed i concetti sono più vivi, ma questo si sa, è la differenza tra video e lettura, che viene fra l'altro trattata in un capitolo, si parla dell'uomo Videns come trasformazione del Sapiens. Da non perdere i capitoli sulle emozioni di oggi, sui ragazzi nativi digitali e sulla scuola. Da leggere!
Galimberti tratteggia in modo chiaro la netta differenza tra educare e insegnare e colloca l'educazione alle emozioni tra gli obiettivi di crescita fondamentali cui anche la scuola dovrebbe tendere. L'autore pone l'accento sulla esigenza di dare valore alle diverse forme di intelligenza dei ragazzi, nonché alla necessità della regolazione delle pulsioni che vanno orientate fin dall'adolescenza in modo corretto e creativo. Il libro risulta però a mio avviso a tratti intriso di un tono eccessivamente moraleggiante verso l'uso della tecnologia, individuato come radice di molti mali soprattutto tra le nuove generazioni, concetto sicuramente condivisibile per quanto riguarda ad esempio l'uso indiscriminato dei social, ma forse troppo enfatizzato perché esteso anche ad altri strumenti. Molto interessante il finale dedicato ad una riflessione sull'insegnamento. Lettura comunque consigliata, tre stelle e mezzo.
Inizia con una classificazione delle emozioni, in puro stile "wikipedico".
Finisce con una breve sviolinata reazionaria, qualunquista e sterile sul perché la scuola oggigiorno abbia perso il suo carattere educativo, la quale oltretutto mal si connette col resto del libro.
Ho acquistato questo libro per curiosità, dopo esser stato positivamente colpito da un'intervista a Galimberti circa gli impatti delle nuove tecnologie, ma accidenti se me ne sono pentito.
L ultimo pezzo sulla scuola fa tirare un sospiro … perché finalmente se ne scrive .. e magari se ne parla e magari si riuscirà a cambiare qualcosa ..!!! Dovrebbero farlo leggere obbligatoriamente a tutti gli insegnanti ..! E a chi al governo disciplina il mondo scolastico !!!! Sono pensieri veri giusti e autentici !!!! Tutto il libro comunque è una lettura veramente arricchente !!!
Many authors write about philosophy, and many do write about psychology, sociology, or contemporaneity. Few manage to do so, linking them all together to draw some important lessons for the readers. This is what the book does. We go through a multidisciplinary journey to discuss human essence: emotions and feelings! Loved it from.first page until the end. It's not an entry-level book. Some background knowledge is required!
Recommend to all those people who are looking for missing links in their lives and willing to admin their own limits!
Libro che, partendo dalle concezioni filosofiche di Platone e Cartesio e dai concetti base (es. empatia) e le teorie che concernono il tema delle emozioni e la loro valenza sociale ed adattiva, sviluppa una interessante riflessione sul ruolo svolto dalla razionalità della tecnica, che ha portato l'ingresso dei Social Network, a discapito dell'aspetto emotivo. L'autore sostiene, e mi trovo io stessa d'accordo, che le nuove tecnologie hanno portato a una progressiva "infantilizzazione" dovuta all'indebolimento della capacità di gestire ansie e conflitti comportata dall'illusione di poter controllare le persone e gli eventi (illusione dell'onnipotenza), dal controllo paranoico dall'esibizionismo, dall'angoscia dell'anonimato e la dipendenza da Internet. Il libro riflette sui concetti di amore romantico e amore virtuale, accostando il secondo al modello platonico, e di come internet promuova la ricerca del proprio partner attraverso la logica della concorrenza e quindi delle leggi della domanda e dell'offerta, a discapito della spontaneità. In ultima analisi l'autore porta all'attenzione il ruolo della rete nei confronti dei nativi digitali e sulla regressione mentale che il digitale comporta, e poi fa un'interessante riflessione sul ruolo dell'educazione e in particolare della scuola e la sua digitalizzazione. Pone l'attenzione sull'importante distinzione tra istruzione ed educazione, e sui concetti di frustrazione e distrazione, meccanismi che spesso scattano in giovani studenti nel momento in cui non vedono riconosciute la loro identità e le loro rispettive intelligenze, che spesso la scuola non valorizza. Questo libro mi sento di consigliarlo a tutti in quanto fa riflettere tanto su molti aspetti della società odierna e soprattutto a chi si sta avvicinando o già vi è, delle Scienze Umane e Sociali.
Questo libro è diviso in cinque parti: la prima parte è una trattazione delle teorie psicologiche sulle emozioni che sono state elaborate nel corso del tempo; la seconda espone il pensiero di Galimberti sulla materia; la terza e la quarta parte trattano del rapporto fra le emozioni e lo sviluppo tecnologico e infine la quinta spiega come la scuola potrebbe provvedere ad un'adeguata educazione emotiva. In generale si tratta di un testo molto interessante e pieno di validi spunti. Le prime due parti, che occupano circa metà del volume, sono molto complesse e difficili da seguire, la prima perché è molto tecnica e quindi molto ostica per chi non ha mai studiato psicologia, la seconda perchè adotta un pensiero filosofico molto contorto, e infatti è la parte che ho seguito con più difficoltà. Le altre tre parti invece si leggono molto bene, e offrono dei preziosi spunti di riflessione, anche se la visione della realtà prospettata è un po' pessimista e mette malinconia.
Di sicuro il libro più importante letto quest’anno. Consigliatissimo! Umberto Galimberti ci dona tanti spunti di riflessione che non possono che invogliare ad approfondire e spingerci ad usare il pensiero critico che ha caratterizzato gli esseri umani per centinaia di anni e che adesso risulta sempre più a rischio.
In an epoch where society suffers from attention deficit, reading an Umberto Galimberti book is always a good idea. His books motivate the reader to reflect, shape an opinion, and even to take action and make an impact. In the case of this book, reflecting on “emotions” is a style exercise of great attention. Reading this book is -for me-time well spent; very well spent. The book of emotions, to read and re-read, to question yourself and re-question yourself…
Oltre alla spiegazione di cosa siano le emozioni - sotto differenti aspetti e secondo diverse scuole di pensiero - sono interessanti le riflessioni, anche quelle solo accennate, all'educazione, alla scuola e al nostro sentire nella società contemporanea.
Scrittura accademica di non facile approccio, riflessioni interessanti ma intrise di un pessimismo a volte eccessivo. Un giudizio severo sulla societa' attuale. I libro va a integrare le numerose lezioni on-line.
Un coccola questa libro, ogni pagina riesce ad incuriosirti ed è molto interessante scoprire il punto di vista dell’autore per quanto riguarda le emozioni incanalate all’interno di una società iper-virtuale. Grazie Galimberti ❤️
Un saggio che tutti dovrebbero leggere. Una guida che ci aiuta a comprendere le dinamiche della società moderna votata ahimè alla mercificazione di rapporti sentimenti ed emozioni.