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Mosca più balena

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Un'aspirante "signora bene" appena maggiorenne trascorre il suo tempo in compagnia di un camorrista sognando di gestire una boutique in franchising. Un trentacinquenne cocainomane vive con la mamma e organizza sgangheratissime campagne elettorali. Il progressismo "volteriano" di due genitori è costretto a naufragare davanti allo scetticismo della giovane figlia e alle convinzioni di comari, fattucchiere, bidelle. La Napoli raccontata da Valeria Parrella ha poco della città indolente, statica, incastrata nelle sabbie mobili di un meridione da cartolina. È al contrario un posto febbrile; un vero e proprio "generatore di storie" che contiene appartamenti di lusso e discariche a cielo aperto, terremoti e gare di appalto, concorsi pubblici e centri sociali.

109 pages, Paperback

First published January 1, 2003

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About the author

Valeria Parrella

47 books123 followers
Valeria Parrella is an Italian author. In 2005, her collection of short stories For Grace Received was shortlisted for the Premio Strega and won the Premio Renato Fucini. In 2020, she was shortlisted for the Premio Lattes Grinzane. In 2008 she published her first novel, Lo spazio bianco, which won the Premio Letterario Basilicata. She has written several other short stories and novels, she collaborates with the newspaper La Repubblica and the magazines L'Espresso and Grazia.

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Displaying 1 - 30 of 44 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,471 reviews2,449 followers
February 22, 2022
CHE CI FAI IN UN MONDO DI POLSI COSÌ GROSSI?



Se la città e lo stato sociale a Napoli ha problemi seri (una bella gara con Roma dove abito), lo stato dell’arte è sempre dinamico e creativo, mai stanco e avvilito. Parrella ne è voce intensa.
Così come le raccolte di racconti: l’opinione comune, almeno quella della maggior parte degli editori, è che non vendano, non incontrino il gusto dei lettori. E invece questi sei racconti d’esordio hanno avuto grande successo, sia di pubblico che di critica.

description
Napoli non da cartolina

I personaggi femminili dominano. Donne non più solo appiattite e sfruttate dal maschio prepotente, vuoi camorrista, guappo o dei quartieri alti, ma agiscono per cercare la loro libertà, inclusa quella sessuale, inclusa l’omosessualità. Le donne in questi sei racconti sono la vita, gli uomini hanno fatto i soldi, ma non hanno anima, sono essenzialmente merce di scambio, scalini da salire, passaggi sulla strada.

E domina l’ironia, la capacità di evitare retorica, enfasi, demagogia, di saper ridimensionare le cose anche all’apparenza più grandi e pesanti. Come succede nei film di Ken Loach.
E così come evita l’eccesso di tragedia, si tiene lontana dal folklore, dalla consuetudine partenopea da cartolina.

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A Parrella, mi pare, interessa più la gente che la città, più i napoletani che Napoli. Quest’ultima è raccontata più di riflesso che direttamente: la camorra è presente, e non potrebbe essere altrimenti, ma lo è attraverso gli amori, nemmeno cattivi, anche se prepotenti – è presente sia l’illuminismo partenopeo che le pratiche magiche, ma solo attraverso la predizione di una sedicente maga sull’arrivo di un terremoto; si incontra il tirare a campare, la pigrizia, il furto, la povertà contrapposte all’efficacia, la laboriosità, la solidarietà, il rispetto, l’onestà, tutto visto attraverso scelte personali e soggettive. Tutto resta comportamento quotidiano e individuale, non si carica di valenza simbolica e generale. Non è la Napoli contesa tra bellezza e barbarie, tra decadenza e sopravvivenza, tra seduzione e violenza, non ci sono sottolineature degli aspetti che caratterizzano l’oleografia di Napoli, nessun compiacimento.

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La lingua è ficcante e ricca di inflessioni dialettali, di gergalità, di battute fulminanti, scandita da frasi brevi, anche telegrafiche, svaria dalla prima alla terza persona, senza pause né momenti morti, un racconto dietro l'altro che è un piacere, come i cioccolatini, i personaggi sono interessanti e avvincenti, teneri e tristi, anche l'orribile splendida Guappetella, davvero mitica (Dritto dritto negli occhi, il racconto più bello). Un bell’esordio racchiuso in questo piacevole librettino di cento pagine e spiccioli, con una divertente copertina e una bella grafica, è una piccola chicca. No, non è una bomba, ma un bel fuoco d'artificio, colorato, musicale, flessuoso, agile.

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Avrei evitato la quarta di copertina o l’avrei chiesta a qualcun altro: Il talento di Valeria Parrella lo senti addosso come il rombo dei motori degli aerei… È pittura che cola sulle pareti, è una grande pozzanghera nella quale ci piace schizzare i piedi e ridere come monellacci… È un cielo di nuvole squarciato da un sole ballerino. Ma cosa ha letto Peppe Lanzetta, di che libro parla? Ecco qua che qualcuno deve per forza ricordarci l’oleografia partenopea, l’eccesso napoletano.

Accanto a molte madri, nuove madri.
PATRIZIA CAVALLI

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Troppa importanza all’amore
Profile Image for Laura Gotti.
600 reviews608 followers
June 10, 2020
Io arrivo sempre comoda. Scopro un racconto della Parrella all'interno di un'antologia e ne rimango folgorata. Ho sempre visto i suoi libri, uno devo averlo anche letto, ma l'ho sempre snobbata senza ritegno. Giuro, non so nemmeno perché. O forse sì. Nella mia mente apparteneva al genere Gamberale/Mazzantini che, per essere gentili, sono anni luce lontani da me. Invece io e i miei pregiudizi abbiamo vinto per non so quanti anni nei confronti di un'autrice che definirei pazzesca.

Poi ci sono stare tutta una serie di coincidenze. Leggo il racconto. Compro un romanzo della Ortese e me ne innamoro. Vado su RaiPlay (vero salvavita di questa quarantena) e ne ascolto una lezione proprio sulla Ortese con una Parrella che, giuro, se fossi un uomo ne sarei innamorata persa. Ieri la infilano in cinquina (sestina ahahahahah la cazzata anche quest'anno) e io devo ancora leggere quel libro ma sono curiosissima. E poi niente, finisco questi racconti e sono davvero uno più bello dell'altro. Una lingua pazzesca, immersa nella napoletanità lontana dai cliché, delle donne raccontate con la passione che ho trovato solo nella Munro (ma le donne della Parrella hanno una visceralità e una crudezza che sono tutte sue) e una qualità proprio nella struttura del racconto che levati.

Mamma mia che brava, sono davvero innamorata. Ho una cotta pazzesca per questa donna, mia coetanea (ieri sera allo Strega poi proprio una figa pazzesca). Vino rosato fresco, aperto per l'occasione della fine del libro proprio ieri sera, mentre una pioggia pazzesca smuoveva gli alberi e il mio cuore.
Profile Image for LW.
357 reviews95 followers
April 10, 2020
A volte gli studenti di architettura salgono sull'autobus e si fanno il giro tra i palazzi, scattano le foto dai finestrini come i giapponesi, non si azzardano a scendere. Li vedi a bocca aperta incantati dalle forme e dalla fantasia.
In una di queste fantasie ci vivo io. L48 167 LOTTO 11 ISOLATO 20 SCALA A PIANO 9 ASCENSORE ROTTO. Sembra una piramide, o una vela. La vela di fronte è così vicina che il sole in mezzo non ci arriva mai, e l'acqua resta appantanata nelle pozze, e le zanzare ci torturano fino a novembre. Le vele sono collegate tra loro da una ragnatela di fili per il bucato. 
"Mamma", facevo io, "fino a dove arriva casa nostra?"
"Fino a dove stanno i panni". 
Allora io, nel buio, tiravo la carrucola e mi spingevo i calzini più in là.   


L'esordio di Valeria Parrella, ne ricordo la freschezza , il brio della scrittura :) (i racconti migliori ,secondo me,  Il Passaggio e Scala Quaranta ) In questo piccolo libro c'è un modo originale ,vivo , pungente, di raccontare il femminile, descrivendo donne reali,che sgusciano via dal torrente lavico dei luoghi comuni
3/4 stelle
Profile Image for Zioluc.
718 reviews48 followers
March 6, 2014
Preso a caso perché costava poco, per spendere un buono al salone del libro. Una folgorazione.
Profile Image for Natalia Pì.
233 reviews44 followers
December 31, 2010
un libro sottile sottile, che si legge in un giorno. ho scoperto questa scrittrice grazie ad un'amica che me ne parlava sempre in toni entusiastici... e sono d'accordo, è bravissima! avevo già letto 'per grazia ricevuta', ma questo mi è piaciuto ancora di più. le storie della parrella sono storie semplici, che possono toccare da vicino le donne, e non solo loro. a volte mi ha ricordato rossana campo: qui la scrittura è molto meno esasperata e più lineare, tuttavia a volte la ricorda nel suo modo di raccontare vite di donne che non sono quelle tipiche dell'immaginario 'borghese'. anche le donne della parrella sono colorate, espressive, forti, a volte rigorose, sempre comunque ben disegnate. amo molto questi personaggi, di più quelli femminili, forse perché posso identificarmici di più.
Profile Image for Marica.
416 reviews220 followers
December 2, 2017
Racconti come susine
Le donne che popolano i racconti del libro sono abbastanza disparate, da mosca a balena e il titolo mi fa già ridere. Le accomuna la riflessione su se stesse, -chi voglio essere, cosa voglio fare- e le soluzioni sono varie. La dimensione dei racconti non è solo esistenziale: sono donne che vivono in un ambiente ben presente, l’Italia di oggi, Napoli. E’ facile partecipare alla vita di queste donne che si svelano con semplicità nelle loro aspirazioni. Spesso si tratta di trovare mitemente il loro posto nel mondo, come ritornare a casa da Londra a Napoli lasciandosi alle spalle la famiglia altolocata e cosmopolita e il fidanzato direttore d’orchestra per un uomo da vita quotidiana: “Voglio essere quella che si chiama dagli aeroporti quando si mette il primo piede a terra, quella che si chiama dall’uscita dell’autostrada e si sente dire: tra quindici minuti siamo là. Quindici minuti. Allora si tratta di riaccendere sotto la pentola, menare la pasta, cacciare l’acqua dal frigo.” Altre volte la propria strada sembra definirsi da sola, a scarti: maestra precaria, senza amori in corso, va in palestra e in Versilia e senza premeditazione mette su famiglia -una famiglia alternativa- e la nuova vita comincia sulla tangenziale. E’ un po’ come raccogliere i frutti della buona terra, quelli che si incontrano lungo il proprio cammino. Altre donne sono molto determinate, la donna che si propone la bonifica dell’area di Bagnoli è una di quelle che fanno girare il mondo col loro contributo quotidiano, imponendosi un rigore d’altri tempi. Guappetella mi è cara per il suo desiderio di farcela, ma fare cosa? Viene dai bassi, vuole diventare una signora ed è buffo il dibattito interiore per capire quali sono le caratteristiche distintive della signora. Si comincia con la strumentalizzazione del maschio giusto e poi si sale vertiginosamente sostituendo il maschio di turno con uno più adatto. Osservando le altre donne, copiando il modo di fare, studiando per dissimulare la scarsa cultura, semplificando l’abbigliamento e il trucco. L’ultimo maschio scelto però se lo poteva risparmiare. Lo stile della narrazione è fresco e molto espressivo, le storie prendono poche pagine ma sono concluse e soddisfacenti, rimane la sensazione di aver mangiato delle susine con la buccia aspretta. Valeria Parrella è stata una lieta scoperta.
Profile Image for Simonetta.
239 reviews15 followers
June 25, 2012
L'ultimo racconto, "Il passaggio", merita cinque stelle.
Come al solito la Parrella riesce a toccare tutte le corde che contano, almeno per me.

I suoi personaggi esprimono insieme forza e fragilità, coraggio e rassegnazione, ma alla fine emerge sempre su tutto una nota positiva.
I loro pensieri sono quelli che probabilmente molti hanno ma nessuno osa raccontare agli altri, per pudore, per sfiducia nell'altrui comprensione, o più semplicemente per sfiducia in sé stessi.
Si sentono diversi, per poi scoprire che sono come tutti gli altri.

"Incinta. Per la signora Calemme è una condizione plausibile: una donna di trentadue anni che vomita non ha un cancro allo stomaco, è incinta.
Perché ho prenotato una visita dall'enterlogo? Davvero sono anch'io capace di concepire un bambino? Salendo le scale mi rendo conto che non c'è verità più ovvia e che la portiera, che non vive nelle mie complessità, ma nella guardiola, mi ha mostrato un'immagine di me più onesta di quella che io stessa mi attribuisco."
Profile Image for Alessia Scurati.
350 reviews119 followers
February 7, 2017
In verità, il voto che avrei voluto dare è un 3 e 1/2, ma il mezzo voto non c'è e mi hanno detto che sto diventando troppo buona con le stelline, per cui mi sono fermata a tre stelle. Valeria Parrella è, a mio parere, forse la migliore scrittrice di racconti in Italia, attualmente .
Questa raccolta è potentissima, molto bella. Il mio ma (perché a questo punto ce lo devo mettere per spiegare il voto) è un ma ingiustificatamente personale. Poiché un romanzo ha solo una trama, mentre una raccolta di racconti sono tante storie, è impossibile prevedere quale racconto sarà quello che prende di più il lettore - era Cortázar, credo, che diceva che il racconto deve vincere per k.o. (e un romanzo ai punti) e chi ha combattuto sa che non tutti andiamo k.o. per lo stesso motivo, è fisiologico (il mio passato da karateka mi viene in soccorso, a volte) -.
Nel mio caso, è successo che mi sono piaciuti tantissimo i primi 2 racconti, un po' meno gli altri. Quindi avrei potuto dare un voto a 4 stelle, ma se l'ordine dei racconti fosse stato al contrario. De gustibus.
Profile Image for marivogon.
33 reviews1 follower
August 7, 2020
Era da tempo che non leggevo un libro italiano così sorprendente. Una scrittura così flessuosa e dei personaggi a cui non serve aggiungere nè togliere una virgola. Non vedo l'ora di leggere gli altri libri di Parrella.
Profile Image for Federico Tommasi Zardini.
156 reviews23 followers
October 14, 2020
Leggere Mosca più balena è stata un'esperienza che mi ha straniato. Non avevo mai letto storie di donne così.
C'è tutto, la ragazza trasognante che vuole solo lasciarsi trascinare il più lontano possibile, la giovane femme fatale che si muove come una mantide religiosa e ci sono le donne che amano la città che è al centro di tutte queste storie, ovvero Napoli. Donne che desiderano un cambiamento, che hanno tutte le carte in regola e tutto prosegue liscio e con grande entusiasmo fino agli ultimi passaggi, quando nulla dipende da loro e la corruzione e la camorra prendono le redini per soverchiare ogni possibile innovazione e cambio di rotta.

Si capisce subito che la lettura di queste storie, pur essendo magnetica, richiede una concentrazione particolare. Ogni racconto ha uno stile che differisce per qualcosa, sembra il prodotto di una mente giovane che desidera raccontare tutto in tutti i modi e ci riesce con una padronanza che è misura della capacità di questa scrittrice.

Una Napoli diversa da quella che si conosce in televisione e a cui sono abituati i non residenti e i "polentoni" come me. Il mare sembra non esistere e le vicende del mondo interessano poco, conta solo cosa fanno i vicini, cosa ha fatto quella, chi è quello e perché succede che qualcuno improvvisamente si può permettere un negozio o qual è il vero passato di qualcuno che si è appena conosciuto.

Leggerò sicuramente qualcos'altro di questa scrittrice, perché questa lettura mi ha affascinato.
Profile Image for Massimo Magon.
78 reviews2 followers
January 29, 2018
Quindici anni. Può non sembrare vero, a me per primo, ma sono già trascorsi quindici anni dalla pubblicazione di mosca più balena, la raccolta di racconti d'esordio di Valeria Parrella. E' tanto, incredibilmente tanto tempo, ma si fa brevissimo nella mia memoria grazie alle librerie e alle bancarelle dell'usato: hanno il pregio, senza averlo sperato o pensato, come un incanto, di farmi tenere all'improvviso tra le mani quella stessa prima edizione che ho perduto, ingiallita e sgualcita come se fosse mia da sempre, come se in realtà non l'avessi mancata ma solo, sebbene letta, dimenticata: e la prima lettura così non è più la prima, ma la seconda o più, con le precedenti cancellate dal susseguirsi di altre letture, dimenticanze, oblii fortunati.
Quindici anni fa scrivevo solo racconti e Minimum fax era la casa editrice che tutti gli aspiranti scrittori di racconti sognavano a occhi sgranati, il proprio nome aggiunto a quelli di chi pubblicava nella collana Nichel: Cognetti, Raimo, Lagioia, Meacci, tutti gli altri e, per l'appunto, Parrella. Roba fresca prodotta da ragazzi allora sconosciuti, ispirata più dalla letteratura breve a stelle e strisce che in quegli anni la stessa casa editrice importava (do you know Carver?) che dai nostrani cannibali anni '90. Parrella poi era giovane, bella e napoletana, ricordo qualche amico che, quasi innamorato, stravedeva per lei. Conoscendomi devo averla evitata, allora, solo perché era di moda; così, ora che la moda è passata, sono stato contento di incontrarla.
E anche se oggi, per vie parallele e separate, sia io sia mosca più balena siamo inevitabilmente invecchiati, sebbene i racconti non siano più il mio approccio preferito alla lettura e alla scrittura, sebbene la narrativa americana abbia interrotto l'influenza esercitata per quasi un ventennio sulla letteratura europea, sebbene il testimone per l'affresco napoletano nel frattempo sia passato a Gomorra, nonostante questo e altro ancora, i racconti della Parrella conservano l'unità, l'energia e la profondità necessari a far emergere un tutt'uno fatto di lingua, personaggi e ambientazione, dove funzionalità e sincerità vincono sull'artificio, dove le cose che vengono raccontate le sai già, ma le leggi con un approccio che non potevi prevedere. I personaggi sono quasi tutti femminili, donne precarie nel lavoro e nei sentimenti, insicure e autonome, sognatrici in lotta, lontane dalle tradizioni che ancora le loro madri incarnavano. Tra camorra e malaffari politici, immigrazione e crisi sentimentali, cariche della polizia e concorsi pubblici, attraversano e fanno i conti con una Napoli popolare e inevitabile, senza saperlo vivono il transito dagli stereotipi alla modernità che non ci aspettavamo.
Oggi, forse, questi stessi racconti non verrebbero più pubblicati, ma lo sono stati nel posto giusto al momento giusto e dalla distanza di quel luogo e di quel tempo hanno viaggiato fin qui, passando di mano in mano, di scatolone in scaffale, di trasloco in rifondazione, fino a capitarmi tra le mani per poterli apprezzare in modo diverso da come avrei potuto apprezzarli allora, ma, sono sicuro, altrettanto intenso, qualcosa che il tempo non ha corrotto perché non poteva farlo.

"In verità le scopate erano state possibili fino a un certo punto, poi avevo cominciato a rendere gli uomini impotenti. Man mano che acquistavo consapevolezza, gli uomini perdevano l'erezione; più avevo voglia di farlo per me e me sola, cioè più il sesso si liberava e diventava autonomo, più gli uomini si sentivano incapaci di sostenerlo. E così le scopate, quante ce n'erano state, divertenti o necessarie, quelle erano rimaste".
Profile Image for Margherita Dolcevita.
368 reviews37 followers
November 15, 2010
Forse se fossi napoletana il libro mi avrebbe fatto un'impressione diversa.
Però non lo sono, e onestamente non ho capito la maggior parte dei racconti. Non li ho proprio capiti, non li saprei riassumere. Non so se per una carenza mia o se è l'autrice che ha cannato in pieno il libro.
La Parrella me la voglio ricordare per il suo meraviglioso "Lo spazio bianco", preferisco lasciar perdere questi racconti che a mio avviso non le rendono giustizia.

http://ladydarcy.wordpress.com/2010/0...
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
January 20, 2021
Già in questi primi racconti (2003), Valeria Parrella era 'talentuosa assai'. E concreta: "Le ragazze dicevano che dovevo leggere molto, una matricola mi prestò dei best seller e il primo fu quello della Tamaro. Mi sembrò un libro impossibile: se io fossi andata dove mi portava il cuore, sarei rimasta incinta a tredici anni nell'ape di Totonno il pezzaro."
Profile Image for Silvia.
369 reviews30 followers
April 5, 2024
Racconti lievi, ma non banali

Valeria Parrella mi piace, fin da quando- moltissimi anni fa- ho visto uno spettacolo all'Eliseo, tratto da un suo testo, in cui il mito di Antigone veniva reinterpretato in chiave moderna, affrontando il tema dell'eutanasia.
Da allora ho letto diversi suoi lavori e ho trovato che abbia una prospettiva interessante su molte questioni, che esprime in una lingua letteraria ricca e cangiante, talvolta anche troppo.
Questa, da quel che ho potuto capire, è la prima opera pubblicata con Minimum fax nel 2003: sono racconti brevi, quindi decisamente non il mio genere.
Vengono tutti ambientati a Napoli che, attraverso lo sguardo della scrittrice, viene descritta come una città viva, difficile, generosa, violenta ma capace di reinventarsi e ricostruirsi un'identità forte, oltre i soliti pregiudizi.
Le protagoniste sono quasi sempre donne, tranne che in un caso- quello del titolo- in cui il narratore interno è un uomo: a mio avviso, è il racconto meno riuscito.
Queste dinamiche partenopee poco più che trentenni- chi ha detto che si scrive sempre di sé in modo più o meno evidente?- sono colte durante un cambiamento, che può essere sociale, lavorativo, personale.
La scrittura è fluida, meno barocca di come lo sarebbe poi diventata in altri lavori successivi, arricchita da inserti dialettali coloriti e sezioni che mi hanno divertito molto, soprattutto nei racconti di apertura.
Parlare di Napoli non è semplice: a me sembra che si cada spesso nel 'macchiettismo' o, viceversa, nell'eccesso di lirismo metaforico.
Anna Maria Ortese, tra le autrici che ho letto e conosco, ci è riuscita benissimo.
Ora, lungi dal voler paragonarla alla prima Parrella, mi sembra che la rappresentazione della città e dei suoi abitanti sia qui onesta e diretta, benché acerba.
E' una lettura veloce e di decompressione, da affrontarsi forse come intermezzo tra testi più impegnativi.
Profile Image for Alice.
675 reviews12 followers
July 30, 2024
Dell'autrice avevo già letto Almarina e mi era piaciuto molto; questo credo sia il primo libro; una raccolta di racconti corale su Napoli, con una serie di personaggi, tutti rappresentativi ciascuno del proprio mondo.
La scrittura della Parrella è cruda, priva di fronzoli, diretta.
Napoli è uno sfondo perfetto sulle miserie e le bellezze della vita e il libro si legge veramente in un soffio anche se non sono particolarmente amante del genere.
Una buona lettura per una pausa pranzo!
67 reviews
August 28, 2025
Sei racconti carini, oserei dire irriverenti, con protagonisti/e tosti, che non nascondono il loro essere lontani dall'idea di successo odierna, sereni nel mostrarsi deboli, pigri, furbi, a volte meschini, decisamente simili alla realtà di ciascuno di noi.
Il tutto sullo sfondo di una Napoli mai serena, stabile e rassicurante ma sempre difficile, pericolosa, in tumulto... che richiede di essere vigili e imparare a cavarsela, nonostante tutto.
Anche se i racconti sono molto diversi, la scrittura della Parrella rende la lettura avvincente e molto scorrevole. È la prima volta che la leggo e mi è piaciuta molto.
78 reviews3 followers
December 30, 2017
Gli do quasi il massimo dei voti, ma sono di parte.
Una certa Napoli, una certa parte della mia adolescenza, la prima età adulta, le donne e il sesso. Un libro di racconti, storie della città, ben radicate nella città, anche attraverso il linguaggio che spesso si sporca in dialetto. Racconti non straordinari, nemmeno come qualità, ma belli. Decisamente al di sopra della media, secondo me, l’ultimo, con le due professoresse/amiche che incontrano Alma nel momento in cui, con il figlio, viene abbandonata dal compagno. Belli in tutti i racconti i personaggi femminili.
Profile Image for Pavlov813.
434 reviews9 followers
May 11, 2019
Letto per puro caso, devo dire promossissimo. Conoscevo già la delicatezza della Parrella di 'Lo spazio bianco', ora ho conosciuto il folklore di una napoli dove le scuole stanno sotto alla tratta del treno che fa vibrare i muri, dei concorsi pubblici fatti col badge all'entrata e la musica new age, dei concerti dove partono le cariche e si scappa tutti senza capire. Racconti belli, caratteristici, che acquisiscono ancora più valore se si pensa che sono la prima opera letteraria della Parrella, e quindi probabilmente più immatura rispetto alle successive.
Profile Image for Andrea Cortese.
219 reviews7 followers
May 1, 2022
Il libro é scritto bene, molto bene. Uno stile che riesce a ritagliarsi il suo angolo di unicità e per questo vale la pena leggerlo. Le storie proposte sono deboli, incolori, avvitate su se stesse e non lasciano traccia in chi le legge. Probabilmente darei una seconda occasione all’autrice con un romanzo vero e proprio, dove forse sarebbe obbligata a dare consistenza a questa grande cifra stilistica che la contraddistingue.
Profile Image for Gabriella.
174 reviews2 followers
July 16, 2023
Leggere Valeria Parrella è come specchiarsi, guardarsi attraverso le sue parole; non perchè parli di vite che somiglino necessariamente alla tua, ma perchè usa un linguaggio che entra direttamente nella mente, come un dialogo interiore, un linguaggio che riconosci come tuo e familiare.
Questa raccolta di racconti è un piccolo tesoro. Lo custodirò in attesa che ne pubblichi presto un’altra.
Profile Image for Roberto Marana.
47 reviews2 followers
February 4, 2025
Sebbene abbia apprezzato maggiormente Almarina, ho trovato questi racconti piacevolissimi, in particolare il primo e l’ultimo.

A essere raccontate non sono solo le storie di 6 donne, ma anche quella di Napoli, che con il suo fascino fa da sfondo a ogni racconto.

Che dire, Valeria Parrella sa scrivere bene e si vede, anzi si legge!
Profile Image for Cristina.
11 reviews5 followers
August 20, 2020
“Le vele sono collegate tra loro da una ragnatela di fili per il bucato. «Mamma», facevo io, «fino a dove arriva casa nostra?» «Fino a dove stanno i panni». Allora io, nel buio, tiravo la carrucola e mi spingevo i calzini più in là.”
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
November 17, 2020
Nonostante sia un esordio, è il terzo libro di Parrella che leggo. Che bel modo di cominciare! Una raccolta di racconti intensi che trasudano verità, una scrittura diretta ed efficace, l’ironia sottile, una grande intelligenza. Ancora una volta, questa autrice non delude.
Profile Image for Raffaele Calvanese.
59 reviews2 followers
August 22, 2021
Racconti di donne che ci portano in epoche diverse di una Napoli anch'essa protagonista al femminile. Noie, illusioni e riscatti raccontate con una lingua che prende tutto il meglio del dialetto e lo mescola all'italiano in una forma nuova ricca di passione.
Profile Image for Serena Guarino.
18 reviews3 followers
October 7, 2019
Valeria Parrella scrive racconti bellissimi.
E quanta Napoli.
L'ultimo di questa raccolta, Il passaggio, è una piccola perla.
Profile Image for Gennaro Duello.
Author 7 books21 followers
November 27, 2020
Leggerissima. Anche quando scrive cose pesanti, quando parla di dolore e delusione.
Displaying 1 - 30 of 44 reviews

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