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Tutto il bene, tutto il male

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Bisogna avere coraggio anche per essere felici, e Sveva nella casa dei suoi genitori non lo è mai stata. Sarah, sua madre, ha puntato tutto sulla bellezza e sulla conquista di un ruolo in società, per osservare il mondo da una posizione comoda. Ma a Sveva non importa dei bei vestiti o delle scuole esclusive, né di cercare un uomo perbene e un matrimonio sicuro. Per questo, ogni volta che può scappa da sua zia Alma, la mamma che avrebbe voluto, la stramba con gli occhi di colori diversi, l'irregolare di famiglia, la ribelle a cui non va mai bene niente. In lei ha trovato un'amica e una complice, qualcuno da cui imparare il senso dell'amore, l'indipendenza e - perché no? - anche gli sbagli. Se la disobbedienza è un tratto ereditario, Sveva è certa di averla ricevuta da lei e dalla bisnonna, che aveva poteri da sensitiva e che da molto lontano continua a vegliare su di loro. Quando Alma rimane incinta di Tommaso, creatura solitaria che appartiene unicamente al mare, il fragile e complicato equilibrio familiare rischia di rompersi. Per tutti loro arriva il momento di rimettere ordine dentro se stessi o, forse, di accettare che la vita è destinata a restare eternamente inesatta e che le persone più importanti sono quelle che ti piovono addosso senza preavviso. Con delicatezza e una scrittura ricca di sfumature, Carola Carulli getta uno sguardo originale sulla maternità, sull'ambivalenza dei legami di sangue e sulla straordinaria capacità delle donne di ferirsi e di curarsi l'un l'altra.

240 pages, Paperback

Published October 7, 2021

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Profile Image for Emanuela.
765 reviews41 followers
June 27, 2022
Chiudo questo libro dicendo “Mamma mia!” e credo che questo renda perfettamente l’idea della mia convinzione che sia un libro che lascia il segno e che non si dimentichi tanto facilmente.

È la voce di Sveva, giovane ragazza romana, a narrarci la propria vita, in particolare nel rapporto sofferto con la mamma Sarah e in quello speciale con la zia Alma, quella zia stramba, come viene definita da tutti, perché si distingue dagli altri che la circondano. Perché le piacciono i palloncini e dice sempre quello che pensa, perché preferisce la natura e gli animali alle persone, perché ama il mare e andare alla ricerca degli anelli nei mercatini, e teme immensamente il legarsi a qualcuno e dire di averne bisogno, e perchè è una sensitiva, come la nonna Alma, riesce a comunicare con gli spiriti.

Sveva si rifugia a casa sua quando il mondo intorno a lei comincia ad andare in frantumi e inizia a realizzare le colpe del padre e della sua assenza e la sofferenza che la madre nega, chiudendosi nel suo bozzolo dorato di apparenza e alcolismo.
La zia è l’unica che riesce a darle quell’amore che cerca, a trasmetterle il senso di appartenenza, di vicinanza e di protezione che non è mai riuscita a trovare a casa, facendole desiderare che fosse lei la sua vera mamma.
E lo fa nel suo modo speciale: con le sue battute, col suo profumo di vaniglia, con i tuffi in mare e le lunghe passeggiate sulla spiaggia con il cagnolino Billo inseparabile, anche lui un po’ strambo uguale per aver sofferto troppo prima di lei, con le gite fuori porta che la portano a guardare la città con un occhio diverso e un po’ magico, nonostante Sveva non creda che la magia e i fantasmi esistano.
Ed è l’unica, la zia Alma, capace di scuoterla realmente, la prima volta dandole una sorella, la seconda mettendola di fronte alla realtà, anzi sbattendogliela davanti e costringendola ad affrontarla o arrendersi per sempre.
Ma è anche una donna che, dietro alla propria indipendenza e all’ostinata ribellione agli schemi e alle regole sociali, porta una immane sofferenza e vede questa vita solitaria e senza legami come unica possibilità di sfuggire al dolore che l’ha da sempre accompagnata facendola sentire come sbagliata e imperfetta nel rapporto con la infelice madre, Clara, che non era mai riuscita a riprendersi dal veder sfumare il proprio sogno, e che aveva messo tutto l’impegno nel rendere invivibile la vita alle figlie e al marito Emanuele.

Il rapporto speciale con questo papà delicato e fragile, che non si arrende a vivere una vita infelice accanto ad una donna che non lo ama, ma che resta comunque sempre intrappolato in quel dolore senza trovare altre donne, che riesce a dare sicurezza alla piccola Alma, e farla sentire dove vorrebbe essere anche se tutto intorno a lei va in frantumi, che le riesce a trasmettere la poesia, la magia della vita e a non farle smettere mai di credere nell’amore, è talmente dolce e perfetto, da restare uguale anche quando lei diventa adulta, e da straziare quando la vecchiaia prende il sopravvento.
È stato per me il momento più toccante in assoluto, facendomi andare inevitabilmente col pensiero al rapporto col mio papà e a come potrà diventare un domani.

“Non si smette mai di essere figli, soprattutto se chi ti ha cresciuto è stato il nostro razzo verso il cielo. E per quanto i nostri genitori facciano errori, inciampino, ci facciano del male, non vogliamo mai smettere di essere figli. Perché poi davanti a noi non c’è più nessuno che ci dica dove andare, che sia un consiglio o un obbligo, morale o immorale, loro camminano davanti a noi a illustrarci paesaggi che già conoscono. E che ti piacciano o no, provi a sbirciarli e magari a cambiarli, come ho fatto io con mia madre.
Per tutta la vita ho provato a scansarla da me, con i suoi denti non mollava la presa della mia esistenza. Solo tanto tempo dopo ho capito che quella presa era l’unica cosa che la faceva sopravvivere. Ogni legame ha una sua storia, per quanto guasto sia.”

Le parole di Sveva/Carola graffiano, arrivando dritte al cuore, lacerando qualsiasi difesa ci si possa essere costruiti. Sono ferme e dirette, riescono ad andare dritte al punto. Ma possiedono anche una poeticità, una capacità di sfiorare e accarezzare, cullandoci e facendoci desiderare di poter tornare proprio lì in quel momento della nostra gioventù, quando tutto era in crescita e in costruzione e niente era definito e il futuro aveva il sapore dell’ignoto, capace di inebriare e terrorizzare allo stesso tempo.

Gli odori e le sensazioni tutte sono ciò che risalta da queste righe, che contraddistinguono i momenti e che restano impressi nelle memorie, più dei momenti stessi, emergendo in maniera inestricabile. Ed io che ho una memoria olfattiva lo so bene quel che sono capaci di suscitare, quando vengono fuori senza che sapessi nemmeno di possederli.
Ma, come ha detto qualcuno prima di me, “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

“Dove finiscono gli odori delle persone che muoiono? Finiscono come lo sporco dei pavimenti vecchi, si attaccano nelle narici e diventano così parte di te che non te li ricordi più, poi basta una folata di vento a riportare a galla tutto, a scaraventarti dentro un passato che non avevi più ricordato. Le nostre tasche sono piene di oggetti pesanti, che a ogni passo si allargano o si stringono mentre camminiamo attraverso gli anni delle nostre vite.”

I ricordi sono un aspetto fondamentale delle esistenze di queste donne e di tutti, e il mare ne fa parte, quel mare che restituisce i legami, saldandoli definitivamente, un mare che con il proprio lento e inesorabile movimento rende chiaro come il tempo sia ciclico, come il passato sia il punto di partenza ma che si debba andare avanti sempre e ripartire e vincere qualsiasi resistenza, come nel rapporto sofferto di Alma con la maternità, che non la ferma ma le offre nuove possibilità ed opportunità solo quando decide di abbandonarsi al suo fluire.

Al centro di tutto ci sono i legami, quelli di sangue e quelli scelti, quelli che non possiamo far nulla per cambiare e quelli che invece cambiano noi per la vita; e ci sono le emozioni e i sentimenti, che dirigono le azioni di tutti i protagonisti di questo libro, anche di quelli che le negano, e che ci portano a ridere e gioire oppure a soffrire e versare lacrime, sia che si parli della vita di una che dell’altra donna.
Inizialmente potrebbe sembrare, a me era sembrato, che l’autrice volesse parlare di perdono, ma con una brusca sferzata poi si realizza che non è così, e che la dote più grande è la capacità di cambiare, di evolvere, perché in certi casi è impossibile perdonare, e come tutti i personaggi di questa storia ci insegnano, nella loro imperfezione, a volte non ci si riesce proprio.

Ma tutti sono invece capaci di evolvere stando dietro alle nuove sfide della vita, o lo diventano, e chi invece non ci riesce annega nella propria disperazione.
E questo è il messaggio che mi ha permesso di entrare in sintonia con l’autrice, perché è il principio su cui ho fatto salda la mia vita, e in cui credo fermamente, anche se tante volte ancora, nonostante la mia età, come Alma faccio fatica a staccarmi dai legami e dal momento che vivo e trovare il coraggio di andare verso l’ignoto.
Perché non è mai semplice farlo e entrambe le donne lo imparano a proprie spese, una prima e l’altra dopo.

“Corsi in piena notte lungo la mia città, attraversando i vicoli stretti e guardando i palazzi storti. Il chiasso delle persone attutiva il mio dolore, un dolore che mi penetrava e accoltellava i fantasmi di tutta una vita. Bisogna un po’ morire per rinascere, è così che dicono, io c’ero quasi, ma ogni lutto ha una radice diversa.”

“È nei momenti che vuoi dimenticare che devi ricordare, Sveva. Si devono ricordare l’infelicità, il dolore, le spaccature, perché è da lì che rinasciamo sempre, è lì che dobbiamo tornare per andare avanti.”

Ed è lì che stanno “tutto il bene e tutto il male” di questa vita.

Ma è ciò che si riesce a raggiungere, il traguardo a cui porta, che dà valore anche a quella sofferenza, senza lasciarsi tenere giù da chi non è capace di raggiungerlo o di vederlo.
Perché come dice una canzone a me cara: “ti potranno dire che non può esistere niente che non si tocca o si conta o si compra perché chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te”.

“Perché io non ci sarò per sempre e tu devi costruirti un tuo per sempre. Manda a farsi fottere la tua paura, la tua insicurezza, guardala e sputale in faccia, se necessario. Devi vivere, Sveva, non lo stai facendo anche se forse ti sembra di sì. Stai vivendo le vite degli altri, la mia, quella di tua madre che continui a perdonare, e mentre la perdoni non perdoni te stessa. Ed è così che la odi ma non vuoi ammetterlo. Cerchi ancora tuo padre, non c’è mai stato e non ci sarà. Chi ti ama resterà comunque, io resterò accanto a te ogni singolo giorno della tua vita e se la vivrai davvero io ci sarò ancora di più. Ma adesso te ne devi andare, devi lasciarli quei dolori che ti fanno solo galleggiare in un mare di rimpianti...”
“Te ne devi andare Sveva” disse dopo qualche minuto, “e non ti devi voltare. Trova il senso e vattelo a prendere. Te li puoi mangiare tutti là fuori, ti puoi masticare le loro miserie, lo puoi fare, ma ti devi fidare di te. Sei diversa dal resto del mondo, come lo sono stata io, e devi capire prima possibile che è molto meglio così.”

E perchè “ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te”.
Leyla è il più bel risultato di un’interrogativo, il perfetto coronamento di un’esistenza impiegata a lottare contro se stessa per tener nascosti e protetti i propri sentimenti e la parte più fragile di sè.
Ma porta anche l’aria di rinnovamento che manca nella vita di Sveva e che le riesce a dare la forza di ripartire.

“Cominciò a canticchiare la melodia in macchina, mentre andavamo verso quel mare che ci aspettava, correvamo verso Alma, il suo mondo impossibile, verso fantasmi e draghi, verso quello che non vedevamo ma in cui credevamo. E se esiste l’amore nessuno sa come sia fatto, non ha un volto un corpo non ha occhi né braccia. Nessuno lo ha dipinto mai l’amore, che non è un angioletto con una freccia in mano. Io non lo so che cos’è, ma l’ho respirato in Leyla, in quella pozzanghera e infine dentro quel mare, che si riempì di petali colorati.”

Ed allora “seconda stella a destra, quello è il cammino, e poi dritto fino al mattino.”
Profile Image for Cappellaia Matta #bookblogger.
543 reviews53 followers
October 9, 2021
Tutto il bene, tutto il male è l’emblema di una realtà fatta da futile apparenza che alterano il nostro intelletto e muta i nostri legami più profondi e radicati in noi. Un susseguirsi di azioni tra passato /presente, punto di vista di Sveva e di Alma, fino all’apice di tutto.
La scrittura di Carola Carulli ricorda un dolce carillon che attraverso il suo suono melodiosa, insinua le note più sottili nel nostro cuore e noi non possiamo che rimanere incantati. Il ritmo calzante permette di evitare momenti di stallo e vuoti silenzi. Ogni singolo capitolo racconta un pezzo di vita, che incastonato al carattere dei personaggi, crea tridimensionalità.
Difficilmente vi sentirete esclusi, dovuto alla famigliarità delle persone e dalla ribellione di Sveva, perennemente convinta di non meritare un’affetto profondo. Il bene o il male, non hanno un volto, possono nascondersi nel quotidiano ticchettio del tempo, dalla scadenzato rimbombare dei silenzi e da quegli abbracci non richiesti ma importanti come l’aria che respiriamo. Un’inno hai legami tra persone che sia tra madre e figlia, figlia e zia, sorelle, amiche e coppie. Non esiste un’etichetta prestabilita sul nostro volto. Siamo noi a decidere che “posto” meritiamo nella vita delle persone, non perché viene “preteso” ma conquistato giorno dopo giorno.

Consigliato a tutti quei lettori che pretendono “emozioni” senza grandi colpi di scena ma raccontando situazioni realistiche.
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Recensione completa: https://unteconlapalma.com/2021/10/09...
Profile Image for Ilaria Quercia.
419 reviews115 followers
November 10, 2021
È una scrittura bella e poetica quella di Carola Carulli.
Un romanzo sulla creazione di legami, sulla ricerca di sé, sul contrasto fra le apparenze e il verismo, sul guardare oltre le boe esistenziali e la ricerca della felicità.
È la classica struttura che apprezzo con capitoli molto brevi e scorrevoli, interessante anche per un'alternanza di flashback col presente, quasi a segnare una ricostruzione dei protagonisti ed una loro evoluzione non solo caratteriale, ma anche delle loro stesse caratteristiche: bronci, malattia, cicatrici, magrezza, demenza, alcolismo, cinismo.
Ho scelto di leggere con lentezza per fissare bene ogni messaggio dell'autrice e portarlo con me, quasi come se Alma dovesse fare da guida anche nelle mie scelte e sono certa che passando per qualche mercatino vintage o ascoltando Jenny è pazza, da oggi un pensiero andrà a queste storie di persone tanto "strambe"(cit.) quanto vive.
Profile Image for Nekkina93/72.
746 reviews7 followers
October 7, 2021
“Ho intrapreso questo viaggio in punta di piedi, perché quando ho letto la trama, da una parte mi ispirava dall’altra mi sono resa conto che usciva di molto dalla mia comfort zone.
Proseguendo con la lettura, mi sono resa conto che trovavo lo stile da una parte scorrevole e dall’altra un po’ lento.
Lo so, è contraddittoria come affermazione, eppure personalmente ho percepito alcuni capitoli scorrevoli che mi hanno portato a proseguire la storia per conoscere il finale, e alcuni un po’ lenti che hanno spezzato la lettura.
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Fin dalle prime righe, il lettore si renderà conto che Sveva ha dentro di se una profonda malinconia, tristezza e solitudine.
Fin da piccola è sempre stata alla ricerca dell’affetto e dall’approvazione da parte dei genitori e questo l’ha segnata profondamente.
Portandosi questo senso di essere alla continua ricerca di un affetto, di un legame per tutta la vita.
Perché la sua famiglia non è per niente perfetta, il padre sempre in giro con la scusa del lavoro e la madre che chiaramente non è mai stata adatta ad esserlo e che non fa altro che denigrare e svilire i sogni e i sentimenti di Sveva.
Non fa altro che pensare solo a se stessa, al lusso, allo shopping, lasciando la figlia a se stessa.
E Sveva nota anche che le cose tra i genitori stessi non vanno bene e crescerà domandandosi se l’amore esiste davvero.
Da chi può imparare Sveva cosa sia l’affetto, l’amore, l’indipendenza, cosa sia giusto o sbagliato.
A fare errori e come rimediare ad essi, se nessuno in casa la vede?
Per fortuna non è mai stata sempre sola, perché Sveva nella sua vita ha sempre avuto la zia Alma, che si può affermare con certezza che è stata lei la sua vera madre, e non la madre biologica stessa.
Fin dall’infanzia, Sveva era divisa tra una casa senza amore e che destava e una casa invece dove riceveva affetto e attenzioni.
Sveva e zia Alma sono sempre state considerate le ribelli della famiglia e sono sempre state molto simili.
La storia che ci viene narrata, non parla solo del bellissimo e potente legame tra una zia e nipote, ma anche delle loro singole vite.
Leggeremo della vita di Sveva e della vita di Alma, alternate con i loro momenti insieme.
Racconta la loro singola vita, ci verranno mostrati anche i vari legami che loro hanno con altre persone e scopriremo che il carattere forte, indipendente, ribelle e diverso Sveva e Alma l’hanno ereditato da Emanuele in ordine nonno e padre di quest’ultime e Emanuele a sua volta da sua madre Alma, rispettivamente nonna e bisnonna.
Sveva ha sempre avuto quel bisogno di evadere dentro di se, quel bisogno di essere altrove e di trovare finalmente il suo posto nel mondo.
Di trovare qualcuno che l’ha comprendesse completamente, che l’accettasse per quello che realmente è che le desse un affetto reale e sincero.
Tanti sbagli e tanto dolore verranno mostrati in questa storia, ma anche tanta felicità. Con momenti di gelosia e paura di perdere una persona cara.
Riusciranno Sveva e Alma a trovare la serenità nella vita, come ogni singola persona meriterebbe di trovare?
Alcuni rapporti verranno in parte risanati o saranno rovinati per sempre?
Purtroppo non sempre si può perdonare e a volte il dolore e la delusione sono al di sopra di ogni cosa.
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Questo romanzo parla dell’importanza dei legami, ma non del sangue.
Generalmente si pensa che sia il sangue a creare un legame, ma non è così.
Sono le persone ha creare un legame e non il sangue.
Una persona può trovare una famiglia con persone al di fuori del sangue, persone che sanno darti affetto reale, sincero, leale e che ci saranno per sempre per te.
Persone che sanno conoscerti profondamente, a differenza di chi magari condivide il tuo stesso sangue.
In questo caso per Sveva è la zia Alma, che tecnicamente ha si una parte di sangue in comune, ma tecnicamente non è la sua famiglia principale come lo dovrebbero essere i genitori.
Nel corso della sua vita Alma l’ha sempre sostenuta e voluta bene e leggeremo di tutte le loro tappe insieme, dei loro momenti felici ma anche di tensione, com’è normale che sia.
Sfogliando le pagine, mi sono resa conto di essere entrata molto in empatia con Sveva, per alcune situazioni.
Tra le tematiche trattate ci sono la solitudine, tristezza, malinconia, il bullismo, l’abbandono, famiglia, amicizia, legami e cambiamento.

Stile e trama.

Come ho detto sopra, lo stile è in parte scorrevole e in parte lento.
Perché i capitoli sono alternati nel raccontare al lettore la vita di Sveva dall’infanzia all’età adulta, ma anche la vita di Alma dal principio.
Ci vengono mostrate entrambe le loro infanzie e il lettore capirà perché sono molto unite.
E di conseguenza anche di tutte le persone che hanno sempre fatto parte delle loro vite e delle loro influenze su di esse.
Questo è un romanzo dove si parla delle dinamiche familiari in tutti i sensi.
Mostra ai lettori quella verità che in molti a volte nascondono, ma che invece è reale.
Dove non tutte le famiglie sono felici, non tutte sono perfette e senza problemi come mostrano alcune pubblicità o come alcuni tendono a raccontare.
Possono esistere famiglie dove tutti vanno d’accordo, altre dove si va d’accordo solo con un genitore.
Famiglie dove non si è in sintonia con nessuno e quindi una famiglia spaccata, dove ogni singolo individuo cerca affetto e legami altrove.
In questo frangente Sveva trova l’affetto sincero da parte della zia Alma, che le ha fatto nel corso del tempo da madre e nel romanzo scoprirete tutte le dinamiche che le hanno portate ad essere li, in quel momento.
Ad essere come madre e figlia, ad essersi scelte l’un l’altra.

In conclusione.

Uno dei punti principali di questo romanzo è la famiglia.
Le varie dinamiche familiari e secondo me anche del fatto che noi in parte siamo fatti in un certo modo fin dalla nascita.
Nasciamo con una certa forza e un certo carattere e in parte siamo anche la somma delle persone che ci stanno intorno.
E questa alternanza di capitoli tra presente e passato di entrambe, fatto di tante persone diverse, ha purtroppo rallentato la storia.
E questa cosa mi dispiace, perché anche se necessario come tipo di narrazione ha rallentato un pò.
Personalmente, questo metodo di narrazione lo preferisco in una serie tv, non in un romanzo.
Questa ovviamente è una mia personale percezione, se questa storia dovesse mai diventare una serie tv, sono sicura che l’apprezzerei di più.
Vi porto un esempio, io apprezzo tantissimo la serie tv americana di This is us, dove vengono narrate le vicende familiari della famiglia Pearson e delle persone a loro legate.
E durante gli episodi si alternano scene del presente a quelle del passato e a volte del futuro.
Se fosse su carta, non renderebbe lo stesso secondo me.
Visivamente come linguaggio è perfetto se creato alla perfezione, narrativamente per me non molto.
Ma è un mio personale gusto.
Se voi siete amanti delle storie con dinamiche familiari come fulcro principale della storia e amate questo tipo di narrazione anche in un romanzo, sicuramente è un libro che fa assolutamente per voi.
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Voto: 3.25/5
Finito il 3 ottobre."
Profile Image for La testa fra i libri.
764 reviews30 followers
October 15, 2021
Immaginate di essere seduti al tavolino di una sala da tè assieme a Sveva. La vostra non sarà una semplice chiacchierata, ma un momento d’intimità in cui Sveva si confiderà con voi. Il vostro silenzio sarà la chiave che le permetterà di sentirsi libera di svelare le sue vicende personali, di quelle delle persone che fanno parte della sua vita, e raccontare la sua storia… la sua vita.

Sveva nasce in una famiglia sfasciata fin dall’inizio: il padre è assente e la madre Sarah cerca di educarla, come accaduto a sua volta, secondo i principi che si basano sull’apparire e sull’essere sempre perfetti. Fin da piccola Sveva dimostra di non voler far parte di quel sistema che trova superfluo, che non le permette di realizzarsi e non la fa sentire bene. Solo quando si trova su un palco, e diventa qualcuno che le permette di dimenticare chi è, si sente viva e le piace regalare delle emozioni in chi la guarda.
Non è mai stata felice ed è convinta di essere sopravvissuta solo grazie all’amore e alla vicinanza di zia Alma che l’ha cresciuta come una figlia. Al narratore svela poco di sé stessa poiché preferisce deviare l’attenzione verso la zia e sulle loro famiglie.

La nascita di Alma non era attesa e l’unico sincero affetto che riceve è quello del padre Emanuele. La sua personalità è molto naif e fin da piccola si dimostra ribelle alle regole, con un forte senso di libertà e anticonformismo.
Prova un amore spropositato per il padre mentre ha rapporto inesistente con la madre. Eredita dalla nonna paterna non solo la particolare bellezza, ma anche il dono della preveggenza e negli anni sviluppa un’innata capacità di leggere le persone dentro con lo sguardo.
Scrive per il cinema e questo la porta a una visione del mondo più aperta e libera, anche se scappa quando i rapporti sentimentali diventano più seri per il timore di essere nuovamente abbandonata come ha fatto sua madre. Sorride tanto ma c’è sempre un invisibile freno che non la lascia mai andare alle confidenze con gli altri e sembra una donna nata altrove, una strana, quanto bellissima, creatura.

Agli occhi di Sveva, Alma, appare come un’eterna ragazzina che scrive fuori dai margini della sua vita, con cui ha un rapporto di complicità e affetto, che non si limita unicamente a un rapporto parentale nipote/zia. La loro è quasi una simbiosi, un capirsi al primo sguardo e un conforto. In alcuni passaggi le loro vite si sovrappongono così bene che potrebbero apparire come un’unica persona.
Alma ha delle profonde ferite che non smettono di sanguinare, anche se le tiene ben nascoste, mentre Sveva cerca di elaborare le sue arrivando anche a pensare che può attendere tutta la vita per ottenere il perdono della madre e con il suo affetto trovare un po’ di serenità.

Accanto a Sveva e Alma ci sono dei personaggi secondari più o meno presenti, che rafforzano il concetto di famiglia, di scelta d’amore, di indifferenza o accoglienza. Ognuno ha una caratterizzazione ben definita, chirurgica per l’esattezza, e donano alla storia una veridicità incredibile. Perché alla fine i rapporti familiari sono questi, nel bene o nel male, non ci si sceglie, si nasce in una famiglia e la si può accettare o ignorare.

Le descrizioni dei paesaggi e degli ambienti assumono corposità e colore se collegati ad Alma, al contrario, diventa tutto offuscato quando Sveva descrive ciò che la circonda. Sicuramente è un riflesso della sua interiorità che si illumina solo quando è sul palco o in presenza della zia.

Lo stile della narratrice è fluido con sfumature poetiche e introspettive, la sua narrazione mi ha incantata e trattenuta fra le sue pagine. I costanti passaggi fra la vita di Sveva e quella di Alma sono armoniosi e la storia narrata è così meravigliosamente intima che ho, come non accadeva da tempo, staccato da tutto ciò che avevo attorno per leggere le parole di Sveva in attesa di sapere cosa accadeva capitolo dopo capitolo.

Tutto il bene, tutto il male è uno sviscerare i rapporti famigliari a tutto tondo: ci sono i rifiuti affettivi, le distanze, c’è l’accoglienza, la bontà e in fondo a tutto si intravede la solitudine, ma anche l’indipendenza, che ognuno deve sperimentare per diventare una persona autonoma nel mondo.
Profile Image for Francesco.
Author 4 books86 followers
October 29, 2021
Appena possibile, Sveva si rifugiava fra le amorevoli cure di Alma, la zia bella e impossibile, l’irregolare dal grande fascino. Agli antipodi dai modi bigotti di sua madre, Sarah, lei che sua figlia avrebbe voluto solo un marito facoltoso e un avvenire sicuro.
Ma Sveva ha messo presto le ali, ogni volta che è caduta si è leccata le ferite e crescendo le è sembrato naturale porsi sotto l’ala della zia, una donna in cerca di sesso per il timore di restare sola, eredità corrotta del primo abbandono impostole, quello materno. L’amore per la libertà lega Sveva ad Alma – la protagonista di Tutto il bene, tutto il male (Salani, pp.240 €15) - e con una serie di flashback e piani narrativi che si sovrappongono con grande facilità, Carola Carulli firma un esordio convincente, un racconto al femminile, inno alla forza e alla fragilità.

Romana – classe ’76 - giornalista e conduttrice del Tg2, Carulli cura le rubriche Achab e Tg2 Weekend dedicate alla lettura e il suo esordio è una scommessa riuscita. Diventando autrice, passando dall’altra parte della barricata, sceglie un tono lieve, lascia socchiusa la porta al realismo magico della Allende e narra una storia familiare di ampio respiro, scandita dal sole sui tetti romani. Una ricerca della felicità non solo possibile ma necessaria per sfuggire alle mancanze, a quei padri ora assenti ora onnipresenti, alla solitudine attorno al desco, ai sospiri e alla maternità inattese e forse immeritate, di donne interrotte.

Carulli racconta la famiglia, affrontando il momento cruciale in cui gli ormoni si destano e i genitori rimangono sullo sfondo, scalzati da nuovi amori e nuovi maestri, ed ecco incombere l’ansia del giudizio altrui, la malia dell’amore, l’irrequietezza del cuore. Quando l’argine si rompe e si spalanca l’orizzonte, Carulli coglie l’attimo in cui comprendiamo che dai legami di sangue non si può fuggire ma gli affetti di cui ci circondiamo sono il frutto di nostre scelte – come abbiamo compreso rinchiusi in casa, durante il lockdown - sperando di non mandare tutto in rovina.

Alma e Sveva sono donne spezzate eppure capaci di rimettersi in piedi, senza il timore di chiedere aiuto, come accade a Dafne, prigioniera solo delle proprie paure.
Essere figlia e diventare madre ma sentirsi inadatta al richiamo della vita: ecco il dilemma che dovrà affrontare Alma quando scoprirà di essere in attesa di sua figlia, Leyla, chiudendo un cerchio. Tutto il bene, tutto il male è un libro coraggioso, tramite il quale l’autrice racconta la sofferenza inflitta in nome dei sentimenti, riuscendo a scansare i facili cliché uomo-donna che ci affliggono nelle serie tv, senza paura di sbagliare. Per nostra fortuna.
Profile Image for Ness Parker.
183 reviews7 followers
January 13, 2023
Sveva è la voce narrante di questa storia, una voce che racconta di una famiglia, ma sopratutto di una zia, una di quelle che tutti vorrebbero, che fa i regali giusti, che ti difende nel modo giusto e che forse avresti voluto come mamma.
La zia in questione è Alma, un personaggio del tutto particolare, senza etichette e difficile da inquadrare, forse perché non ha nessuna voglia di rientrare in uno schema.
Anche il libro stesso lo definirei non convenzionale, non segue una trama ma semplicemente racconta le sfumature delle persone; di come ogni individuo è diverso.
Possiamo giudicare una madre perché non si è comportata in modo affettuoso, o un padre che non ha saputo chiudere una relazione inesistente.
Possiamo analizzare la vita di una zia che fa delle scelte sbagliate, a volte.
Ma la verità è che non c'è sempre qualcosa di giusto o di sbagliato.
Quando incontriamo per la prima volta qualcuno, inevitabilmente gli assegnamo un’etichetta e spesso diventa una firma difficile da sradicare. Ma in realtà, nascondiamo la verità, semplicemente perché ci manca il coraggio di far vedere al mondo chi siamo realmente.
L’Alma della storia, invece, ha quel coraggio, l’indifferenza che le serve per essere chi vuole essere.
Per essere felice senza promettere, ogni volta che diciamo a qualcuno “te lo prometto” è li che per zia Alma inizia la fine.
Dietro una promessa si nasconde un legame, che può essere rotto e inevitabilmente sofferto.
Nella ricerca, invece, nel desiderio, nell’attesa è li che sta la felicità.
Profile Image for Chiarabooksandflowers .
46 reviews1 follower
October 15, 2021
Il 7 ottobre è uscito il primo romanzo di Carola Carulli, intitolato "Tutto il bene, tutto il male". Una storia che esalta la femminilità e l'essere donna in tutte le sue sfaccettature, che l'autrice ha saputo raccontare con una delicatezza incredibile attraverso le parole e gli occhi della giovane Sveva, protagonista e narratrice in prima persona, la quale ci regala, nel corso della lettura, momenti toccanti ed emozioni fortissime. 

Ma scendiamo poco a poco più nei particolari, andando ad analizzare le varie caratteristiche di questo libro fresco di stampa e dallo stile coinvolgente!

Titolo: "Tutto il bene, tutto il male" 

Autrice: Carola Carulli, già giornalista e conduttrice del Tg2, cura rubriche dedicate alla lettura, segue in quanto inviata i più grandi eventi musicali, letterari e cinematografici, è anche autrice di diversi documentari. 

Genere: romanzo

Ambientazione spazio-tempo: Roma (Italia), giorni nostri

Anno: 2021

Edizione: Salani Editore (Le stanze)


Trama: 

Sveva è una giovane ragazza che vive un rapporto conflittuale con i propri genitori: una madre spietata ed infelice, che si rifugia nell'alcool, ed un padre egoista e pressoché assente. Per fortuna c'è la zia Alma nella sua vita, una donna stramba ma forte, passionale e dolce, che la accompagnerà nella sua crescita e le insegnerà a farsi strada tra le difficoltà e gli ostacoli che Sveva incontrerà durante il proprio cammino. Quando Alma resterà incinta, Sveva avrà paura di perdere il legame speciale creato fino a quel momento con la zia, non sapendo ancora che, in realtà, quello stesso rapporto potrà solamente rafforzarsi e consolidarsi ulteriormente con l'arrivo della piccola e tenera Leyla, a riprova del fatto che il concetto di famiglia non è qualcosa di precostituito, ma si crea sulla base dei sentimenti puri e veri di chi, ogni giorno, lo costruisce e lo mantiene intatto.

L'amore tra zia e nipote è per sempre

Per iniziare a parlarvi più nello specifico di questo libro, desidero partire da una citazione testuale dello stesso, che riporto qui di seguito (pag. 40, copia digitale, formato pdf):

"Nello sguardo che ci scambiammo c’era qualcosa di potente che mi legò a lei in maniera netta, definitiva. Ma lo avrei capito molto tempo dopo."

Queste parole mi hanno colpita in maniera particolare, perché riassumono, seppur brevemente, il bellissimo rapporto di affetto e complicità tra zia e nipote, intorno al quale ruota l'intera storia. Sono però pensieri che incontriamo praticamente all'inizio di questo romanzo, e che lo stesso lettore avrà il modo di comprendere ed assaporare solo proseguendo la sua lettura, la quale è peraltro decisamente scorrevole, organizzata in capitoli piuttosto brevi, ma che sfilano uno dopo l'altro e lasciano veramente il segno. 

Le vicende sono raccontate in prima persona da Sveva, che si trova ad affrontare i suoi drammi prima adolescenziali e poi di giovane donna, un personaggio fragile e forte allo stesso tempo. La vera protagonista della storia è, però, sua zia Alma, di cui viene raccontato tutto tramite gli occhi della nipote, dalla sua infanzia (grazie a evocativi flashback) al suo modo di essere, di concepire e vivere la vita, fino al suo amore per le persone che la circondano, per il suo cane, per il mare ed il mondo intero. Alma è infatti una figura molto importante e riveste un ruolo decisivo nella vita di Sveva: saprà farle da guida, da insegnante, sarà il suo porto sicuro, dove potersi rifugiare ogni volta che lei ne avrà bisogno o che semplicemente lo desidererà, e sarà per lei anche amica e confidente. 

"Tutto il bene, tutto il male" è un mix perfetto di quotidianità ed emozioni, dove anche i gesti e le parole più semplici assumono un significato importante; è un romanzo delicato ed allo stesso tempo travolgente, dallo stile poetico, in grado di fare riflettere mediante ogni sua singola frase e/o parola. Persino le descrizioni del paesaggio, in particolare quelle del mare, sono in grado di commuovere ed assumono una valenza simbolica, in quanto non fungono semplicemente da scenario per gli avvenimenti, ma risultano espressive degli stati d'animo dei personaggi. 

I temi trattati sono molti: si parla della vita e del valore della famiglia, che spesso va al di là dei legami di sangue; vengono descritti rapporti di amicizia e di amore, si affronta il concetto di felicità e di ricerca della stessa. Con lo svilupparsi della storia vengono anche messi in luce la solitudine, l'abbandono, nonché il materialismo e l'ostentazione; viene persino sfiorato l'argomento dei social, che oggi più che mai tendono a confondere l'individuo e a distoglierlo dalla realtà e da ciò che realmente conta. Infine, il racconto accenna anche al problema dell'alcolismo e dei disturbi alimentari. 

Da notare poi i frequenti riferimenti culturali, relativi soprattutto alla letteratura, al teatro ed alla musica, sicuramente derivanti dal background personale e professionale dell'autrice, che nella sua vita concilia passione e lavoro. 

Insomma, "Tutto il bene, tutto il male" racchiude le storie di vari personaggi, dove anche quelli secondari sono caratterizzati alla perfezione, e tutti loro sono destinati ad entrare nel cuore e nella mente di ognuno di noi, perché con le loro esperienze sono in grado di farci ragionare e  capire molto anche di noi stessi. 

Personalmente ho apprezzato davvero tanto questo libro, che è semplice ed impegnativo al contempo, in grado di smuovere l'animo con il suo stile raffinato e travolgente. Ho empatizzato molto con le due protagoniste, provando al contempo affetto e malinconia mentre leggevo e notavo la forza dei loro sentimenti, perché il rapporto tra zia e nipote viene praticamente del tutto trascurato nei libri o nei film che ogni giorno ci vengono proposti, ma per esperienza personale posso dire che esso esiste, è concreto, è un legame sincero e profondo, che dura nel tempo e non si scalfisce mai, qualunque cosa possa accadere. 

Consiglio dunque questo libro a chi cerca qualcosa di originale, a chi ha voglia di riflettere ed emozionarsi e a chi non smette mai di credere nella magia dei sentimenti.

Ringrazio vivamente Salani Editore e l'autrice Carola Carulli per avermi inviato la copia digitale di questo libro! 
Profile Image for Liberi  Leggendo.
911 reviews27 followers
October 14, 2021
Quanto può essere forte il legame tra zia e nipote? Quello tra Sveva e Alma sicuramente lo è.

Sveva ha una madre troppo attenta all'aspetto esteriore, troppo presa da cose futili che a lei neanche importano. Allora si rifugia dalla zia Alma, lei vive sulla spiaggia, è uno spirito libero, è rivoluzionaria. Prende il nome dalla bisnonna, donna con poteri da sensitiva e che sicuramente le ha trasmesso, perchè anche Alma è speciale, lei vede cose che gli altri non vedono.

Lei è stata molto legata al padre, un uomo attento ai suoi bisogni, che le ha voluto tanto bene, Alma lo ha scelto quando i suoi genitori si sono separati, ha vissuto anni molto belli con quell'uomo dagli occhi tristi ma con un sorriso sempre sulle labbra. 

Sveva e Alma sono due anime sanguinanti, che si sono curate le ferite a vicenda, hanno vissuto l'abbandono che le ha inciso cicatrici indelebili, insieme hanno colmato quel vuoto che non dovrebbe esserci, perchè l'amore di una madre dovrebbe essere naturale, non può non esserci, eppure a loro è mancato. 

"Ma certi pugni colpiscono in parti del corpo che non si vedono e i lividi sanno nascondersi bene."

Alma vive sulla spiaggia, assorbe tutta la bellezza del mare, la brezza del vento che accarezza le onde, lì si sente viva, lì ha creato una stanza piena di libri che condivide spesso con la nipote. 

Un giorno Dafne entra a far parte della loro vita, lei anima sofferta, e Tommaso che vive in mezzo alle onde, che ritrova in quell'acqua di mare l'affetto che ha perduto. Entrambi saranno importanti per Alma.

Ci ritroviamo a leggere righe di dolore, di cambiamenti, di sentimenti mancati. Eppure a volte si va alla ricerca di cose che pensiamo importanti trascurando quello che ci dà il presente. Alma ci fa vivere tra passato e presente, aprendoci la sua anima, facendoci vivere le sue sofferenze, gli abbandoni che l'hanno segnata e che hanno fatto in modo che il suo cuore si costruisse una barriera. Ma Tommaso ha creato una crepa, l'ha oltrepassata, spirito libero, amante del mare e di tutto quello che ci dona.

Sveva ci parla di quella zia che ha tanto amato, che avrebbe voluto come madre. Ci racconta delle sue fragilità, delle sue lezioni di vita che lei ha cercato in ogni modo di assorbire, di imparare. E poi la gravidanza di Alma, aspetta un bambino e con quell'attesa arriva la paura che le cose possano cambiare, che lei non sarà amata ugualmente come prima. 

Con una scrittura forte e delicata allo stesso tempo, l'autrice ci regala una saga familiare molto profonda, ogni riga intrisa di sostanza, ogni parola ricca di significato. Tante situazioni che fanno riflettere e ci fanno ricercare dove è il bene e dove il male. Un romanzo che non lascia indifferenti, ma che regala tante emozioni, a volte in contrasto tra loro, e anche lezioni di vita.

"La gente non sapeva più guardare, il tempo era diventato troppo veloce, frettolose le strette di mano, fuggevoli gli sguardi, fredde le carezze."
Profile Image for Francesca Quadrini.
191 reviews63 followers
October 12, 2021
🐚Recensione a cura de blog Francelovebooks🐚

https://francelovebooks.blogspot.com/...

Questo libro è davvero particolare, la nostra autrice ci racconta (viaggiando tra passato e presente) la vita di Sveva, cresciuta con una famiglia assente (una mamma troppo occupata a curare la sua bellezza ed un padre troppo preso dal lavoro e dalle sue amanti) cercando di sopravvivere tra una mancanza ed un altra. Ad aiutarla è sicuramente Alma (zia di Sveva), una donna con la D maiuscola che la accompagnerà per tutta la sua giovinezza. Questa storia ci insegna come a volte i rapporti di sangue non significhino niente rispetto a ciò che noi crediamo ‘’Famiglia’’. Mi è piaciuto tantissimo lo stile di scrittura dell’autrice, scorrevole e per niente pesante, tutto ciò faceva si che si evitassero buchi di trama o momenti morti. La bellezza di questo libro secondo me è proprio la leggerezza e semplicità con cui vengono raccontati aspetti di vita per niente semplici e leggeri. Andando avanti nella lettura conosceremo vari personaggi, come Emanuele (Papà di Alma), Tommaso, Dafne ed altri personaggi che daranno a modo loro carattere alla storia. Vedremo anche raccontata la storia di Alma, la sua famiglia e tutto il suo passato. Sarò sincera quando ho iniziato questo libro non mi aspettavo una così bella storia, un romanzo semplice ma che allo stesso tempo ti fa riflettere molto sulle cose importanti della vita, su come i rapporti non si basino solo sul denaro o sul apparire sempre al meglio agli occhi degli altri. Attraversiamo ogni tipo di fragilità che un essere umano possa avere, i dubbi esistenziali e tutto quello che rendono una persona umana. Uno dei migliori romanzi contemporanei letti questo anno, davvero un libro che consiglio a tutti, in neanche 250 pagine l’autrice ci fa riflettere tantissimo sulla vita, ci insegna anche a guardare le cose con un occhio diverso, meno critico di quello che siamo abituati a fare. Credo che la parte centrale di questo libro sia il trovare se stessi senza perderci a cercare di essere chi non siamo.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Profile Image for CDL  Blog.
561 reviews
October 17, 2021
Recensione Renata:

Lo stile ricercato e scorrevole rende la lettura del romanzo accattivante. La narrazione è strutturata come un flusso di coscienza, arricchito da immagini evocative e solari. Si finisce per piangere insieme alla protagonista, e sono lacrime di dolore e di commozione. Qua e là, si respirano un tocco di magia e un pizzico di sapore gitano.
Profile Image for fragola.
56 reviews
June 23, 2022
sorpresa felicemente
grandissimk capolavoro ho amato
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