𝑴𝒊 𝒗𝒆𝒅𝒊, 𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐.
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Non è assolutamente un caso se il primo graphic novel di @gio_quasirosso si apre su uno scambio di battute sulle condizioni di cecità e sordità.
Marco, il giovane grafico protagonista, sta infatti navigando nel placido mare dei ricordi idealizzati senza voler vedere nè sentire alcun richiamo al presente, alla realtà. La vita "vera" continua ad invitarlo a sé (tramite l'amico Effe, il caos della città, il cinismo degli speed date) ma lui preferisce immergersi in solitudine tra le braccia di un fantasma tangibile e rassicurante, quello della dolce e docile Ilaria. Un amore giovanile perfetto ed insostituibile, terminato solo per forze esterne. Marco dorme, cammina, vive grazie alle "trasfusioni di leggerezza" infuse da un'Ilaria eternamente ragazzina e felice. Un incontro inaspettato finirà per incrinare questo alienante equilibrio, influenzando il futuro e le scelte di Marco. Ogni fase del suo percorso è resa da sfumature cromatiche ben precise, dal nero della negazione e cristallizzazione ai verdi del ricordo poetizzato, passando per i colori caldi che solo il futuro e l'apertura al prossimo possono riservare. Una bella prova d'autore che inserisce Quasirosso in un preciso orizzonte del fumetto europeo. Seguivo con interesse il Quasirosso illustratore, questa sua versione autoriale mi ha convinta e per la sua poetica mi ha regalato sensazioni simili a quelle provate la prima volta davanti ad un volume di Fior.
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