Il libro racconta le ambiguità dell'arte e della lotta, la duplicità di una stessa forma che può essere agile coreografia o movimento volto a uccidere, e nel caso della letteratura attenzione allo stile o ossessione dell'efficacia: Mishima e uno zio morto in battaglia, episodi alti e imprese spesso grottesche, fissazioni e ossessioni di frequentatori di palestre e culturisti, scrittori e pugili. Per l'autore la linea di demarcazione tra l'arte marziale e la letteratura è meno invalicabile di quel che si creda.
Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi. Del 1996 è Quando scriviamo da giovani, ripubblicato da Avagliano nel 2003. Con Marsilio ha pubblicato Quando vi ucciderete, maestro? (1996), Acqua, sudore, ghiaccio (1998), L’abusivo (2001), Cronaca della fine (2003), Signore delle lacrime (2010), Memorie di un venditore di libri (2011). Per Mondadori è uscito Gladiatori (2005), per Gallucci il libro per bambini La principessa, la scimmia e l’elefante (2009). Nel 2020 per NNEditore ha pubblicato Il vecchio lottatore. Vive a Milano e lavora nell’editoria.
Arti marziali, boxe e letteratura. Bellissimi paragoni, stile crudo, asciutto, e personalissimo. Certe finezze zen, e scene divertenti con personaggi umani troppo umani. Tolstoj e i pugni.