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L'abusivo

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Giancarlo Siani era un giovane cronista: la sera del 23 settembre 1985, i killer della camorra lo uccisero dopo averlo aspettato sotto casa per ore. Che cosa aveva scoperto? Che cosa aveva scritto di così pericoloso da essere punito con la morte? Siani aveva un contratto come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano "Il Mattino" di Napoli, ma in realtà lavorava a tempo pieno come giornalista "abusivo" nella speranza di essere assunto. Franchini, coetaneo e concittadino di Siani, ne racconta il caso.

251 pages, Paperback

First published January 1, 2001

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About the author

Antonio Franchini

29 books20 followers
Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi. Del 1996 è Quando scriviamo da giovani, ri­pubblicato da Avagliano nel 2003. Con Marsilio ha pubblicato Quando vi ucciderete, maestro? (1996), Acqua, sudore, ghiaccio (1998), L’abusivo (2001), Cronaca della fine (2003), Signore delle lacrime (2010), Memorie di un venditore di libri (2011). Per Mondadori è uscito Gladiatori (2005), per Gallucci il libro per bambini La principessa, la scimmia e l’elefante (2009). Nel 2020 per NNEditore ha pubblicato Il vecchio lottatore. Vive a Milano e lavora nell’editoria.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Gerardo.
489 reviews34 followers
May 27, 2016
Il testo è scritto in prima persona, dove l'autore si fa anche narratore. F. mette in mostra tutta la sua mediocrità, tanto più onesta perché priva di quell'autocompiacimento dello sfigato che tanto va di moda dagli anni Novanta in poi.

F. fa un ritratto impietoso dell'antropologia napoletana attraverso i personaggi che popolano la sua famiglia. Persone che non si sopportano, ma che sono costrette dall'inerzia a vivere uno accanto all'altro. Ogni gesto diventa occasione per manifestare il proprio disprezzo nei confronti dell'altro. Un meccanismo, quello familiare, che costringe le persone del sud a condividere tutto della propria vita con l'altro: eppure, questo legame non ha nulla del 'confortante nido', ma tutto della catena e dell'asfissia.

F. racconta della sua giovinezza, di come negli anni Ottanta si veniva sfruttati dai giornali campani per poter ottenere una minima possibilità di fare carriere nel mondo giornalistico. In questo mondo, F. incontra Giancarlo Siani. Siani è l'espressione di chi, al Sud, cerca di fare del proprio lavoro un'eccellenza, nonostante tutte le difficoltà. Eccellenza che lo porta alla morte, poiché fin troppo perspicace nel comprendere le dinamiche camorristiche. Siani è l'emblema di un Sud che odia, con visibile ferocia, l'eccellenza, poiché questa svela e segnala il malcostume.

F. attua un indiretto parallelismo tra se stesso e Siani: il primo è un ragazzo che più per vergogna che per amore di onestà non riesce a farsi accettare dal mondo delle raccomandazioni, così da essere costretto a trasferirsi al Nord dove ci sono più speranze di essere trattato decentemente. Il secondo è un uomo appassionato che riempie di vitalismo e amore tutto ciò che fa. Due caratteri, due figure molto diverse, ma uno è il sopravvissuto mediocre e l'altro è il defunto eroe. Il testo, notevole in questo, spinge il lettore a domandarsi quale sia la migliore sorte: risposta non facile, che porta dure conseguenze in entrambi i casi.

Il testo di F. è anche la storia dell'impossibilità di poter fare una storia: ci si può affidare a della voci, che con tutti i loro limiti cercano di delineare un quadro che, però, non riesce mai andare oltre all'impressione. La storia di Siani si rivela attraversa un coro discordante, non perfettamente allineato, fatto di voci con i loro 'tic' verbali e con le loro peculiarità, i loro interessi, i loro problemi. F. è molto bravo nel trascrivere questi incontri avvenuti con queste persone che hanno conosciuto Siani, imitando con un buon grado di realismo il parlato di queste persone. Non risparmia niente: dentro questi racconti su Siani, F. conserva digressioni, errori, titubanze, dubbi, supposizioni. Il napoletano si fonde con l'italiano, lingua quest'ultima che non riesce mai a svincolarsi del tutto dalle strutture dialettali: l'italiano di F. non disdegna modi e pose della lingua napoletana, debitamente italianizzati. Ne esce una lingua fresca, colta e allo stesso tempo originale.

Non bisogna dimenticare, però, che questo è anche un libro sapienziale: sono numerosi gli interventi di F. il quale riflette sulla vita e sul suo rapporto con la mentalità del Sud. Interventi veloci, che ben si amalgamano alla narrazione, senza risultare fuori posto. In più - e in questo c'è tutta la sua bravura - non sono mai 'sentenze': le sue riflessioni, a tratti anche moraleggianti, non vogliono mai essere 'insegnamenti di vita', poiché mantengono l'umiltà del punto di vista. Non c'è posa, non c'è scranno: c'è un uomo che ritorna sulla sua vita e che, necessariamente, di questa vita diventa più consapevole, anche se ciò non significa che ne abbia compreso tutti i lati.

Ma c'è un uomo che vuole dire che la sua vita non è così diversa da quella di Siani: non per elevarsi, ma per far capire che la storia di Siani poteva essere quella di chiunque. E che solo per una serie di circostanze è stato Siani a morire e non qualcun altro.
Profile Image for Piego di Libri.
585 reviews40 followers
November 4, 2014
Il lettore attento e scrupoloso che solitamente, prima di un acquisto, studia la trama e gli accenni biografici dell’autore posti in sovraccoperta, si aspetterà di leggere un libro sul caso di Giancarlo Siani, un corrispondente del Mattino di Napoli assassinato dalla camorra davanti alla sua abitazione il 23 settembre 1985...
http://www.piegodilibri.it/narrativa-...
Profile Image for Gianni Ascione.
197 reviews2 followers
September 7, 2022
Allora è così, il caso Siani, uno dei pochi, è un caso risolto?
Forse tutto è troppo limpido, quasi improbabile nella sua esemplarità. Si conoscono gli esecutori e i mandanti, si sa il movente. Ma un processo è il racconto di un racconto e, per ogni giorno che passa, la materia della vita irreparabilmente si disfa, scivola via tra le mani ed è impensabile ricomporla com’era.
Qualcuno poi osserverà che per ogni processo esiste una «verità giudiziaria», che è cartacea e documentale, e una «verità storica» parallela e non necessariamente sovrapponibile. Con la prima si scrivono le sentenze e si mettono in luce i fatti verificati, con la seconda si capiscono gli sfondi, i contesti, e si può cercare di intuire quanto non si è potuto né mai si potrà dimostrare. Ma questa forse è filosofia.
Profile Image for Nicola Vavassori.
127 reviews2 followers
December 7, 2024
La prosa di Franchini è talmente bella (una delle migliori, io credo, in Italia) che, quando fa parlare gli altri, annoia. Ciò non toglie che questo libro, per metà costruito attorno a delle interviste, sia stato e rimanga una pietra miliare nella nonfiction contemporanea. E meritatamente.
Profile Image for Luca.
16 reviews
October 11, 2025
Prima che uscisse Il fuoco che ti porti dentro questo romanzo era probabilmente considerato il migliore della produzione dell'autore. Dopo aver letto Il fuoco direi che il giudizio va rivisto. L'abusivo racconta la storia dell'omicidio di Giancarlo Siani ad opera della camorra. Anzi, più precisamente: racconta le indagini sull'omicidio Siani intrecciandole con le vicissitudini familiari e lavorative del protagonista. Il problema è che le parti non si amalgamo, perché la madre e la nonna del protagonista sono così peculiari da distrarre l'attenzione e da meritare un romanzo a sé: così farà infatti Franchini alcuni decenni dopo scrivendo quello che mi pare sia il suo libro migliore (dove migliore va inteso tanto stilisticamente quanto centrato con lo scopo che si prefigge l'autore), Il fuoco che ti porti dentro, di cui L'abusivo sembra per certi versi un prologo.
In breve: se si amputassero le parti sulle famiglia dell'autore, il libro terrebbe ugualmente (e non si capisce che valore aggiunto vi diano: lo spiegherà l'autore tanti anni dopo proprio ne Il fuoco: “L’intento era quello di mostrare come certi meccanismi di violenza, di sopraffazione, di amoralità fossero latenti nelle relazioni private della società meridionale, anche borghese, prima ancora che nella criminalità organizzata.” Ma l'operazione non gli riesce, o non del tutto (e paradossalmente gli riesce più nell'ultimo libro).
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