Forse per la prima volta, mi ritrovo a fare un grande plauso agli editor, nello specifico a quelli di Vallardi: avendo letto i precedenti libri dello stesso autore (o chiunque vi si celi dietro) temevo si trattasse dell'ennesima cafonata sessista autoreferenziale, invece mi sono dovuta ricredere. Per fortuna.
Tolti gli inutili sproloqui, ci si ritrova di fronte a un prodotto interessante che racconta la storia romanzata di un HR alle prese con una start-up innovativa ma scalcagnata, usando questo contesto come efficace espediente per raccontare da vicino le dinamiche aziendali nude e crude, spesso sottovalutate o sconosciute ai più.
Ci sono passaggi decisamente illuminanti e piuttosto utili per entrare nell'ottica interna di un business, senza dilungarsi troppo in spiegoni tecnici o cerimoniali noiosi.
Il protagonista rimane il prototipo del maschio alfa che tutto può e tutto fa, con tanto di amplesso improvvisato con la giovinetta, del tutto superfluo e inverosimile ai fini della trama (Denis Murano sarà lo pseudonimo di un ficcynaro di Wattpad?), i personaggi sono uno più cringe e stereotipato dell'altro, e la storia corre spesso rapida, senza grandi pretese di stile narrativo.
Avrei dato un voto più alto se non fosse stato per il finale tirato via e che inevitabilmente conduce a un seguito di cui nessuno sentiva davvero il bisogno, se non l'autore con le sue royalties, ma devo dire che siamo di fronte a un miglioramento.
Inoltre, né il titolo né il sottotitolo hanno alcun senso e non sono collegati con il contenuto, sospetto sia stata una banale scelta stilistica volta a non discostarsi troppo dai precedenti scritti, quindi un buono specchietto per le allodole (e per chi segue il fantomatico dr. Murano su LinkedIn).
Vedremo a cosa porterà la prossima fanfiction.