Autore: Mrs. H. Fraser; W.H. Ainsworth; J.A. Middleton; M.R. James; B. Heron-Maxwell; N. Hawthorne; Mrs. E. Marriott-Watson;S.E. Stenbock; P. Escamilla; R. Anthony; V.B. Ibáñez; Mrs. B. Reynolds Traduttore: A. Castello, F. Marsili Titolo: Grimorio Pagine: 376 ISBN: 978-88-6551-347-7 a cura di Antonella Castello e Federica Marsili prefazione di Giulia Ciarapica
Nel folclore di tutte le culture, in ogni tempo e in ogni luogo, abita la figura tormentata della strega: una donna dotata di poteri che si credeva le fossero stati donati direttamente dal demonio, con cui era in comunicazione, e che venivano utilizzati per nuocere il prossimo. Sebbene abbia origini antichissime, in occidente la figura della strega conosce il suo periodo più terribile a partire dal 1200, quando la Chiesa comincia a far circolare i primi documenti che attestano la presenza di donne dedite al culto del maligno e iniziate alle arti magiche. Da quel momento fino al XVII secolo, le donne considerate “pericolose” o “disturbanti” per la comunità venivano accusate di stregoneria, torturate e messe al rogo. Nell’Ottocento, però, il personaggio della strega viene rivalutato grazie ad alcune opere storiche e letterarie.
Grimorio non ha altra pretesa se non proprio quella di raccogliere testimonianze e racconti su questa figura magica troppo spesso denigrata ingiustamente. Curioso notare come numerosi testi presenti in questo volume siano stati scritti proprio da autrici, spesso sotto pseudonimo maschile. Alcuni racconti avranno come protagoniste le streghe in carne e ossa, in altri la loro presenza sarà solamente un velo impalpabile che cala sui protagonisti inconsapevoli tramite qualche sortilegio o qualche magia. Documenti e testimonianze storiche saranno una parte importante di questo libro, per mostrare cosa accadeva per davvero durante i processi di stregoneria e le condanne inflitte alle accusate.
[...]La Storia ha condannato le streghe come donne ribelli, emarginate, aggressive, rabbiose e sovversive. E sì, le streghe sono state questo, le streghe sono questo, le donne, proprio come gli uomini, sono anche questo; e poi molto altro: coraggiose, intelligenti, scaltre, anticonformiste, curiose, gioiose, indomite, sessualmente libere.
"Mi ero fermato ad attendere che quella nube passasse, quando dal suo interno udii una voce chiamarmi, e un secondo dopo la vidi, il corpo cinto da nastri di foschia, uscire dalle tenebre e corrermi incontro. Mi circondò con le sue lunghe braccia e stringendola a me scrutai in quei suoi occhi profondi. E là in fondo ebbi l'impressione di scorgere un mistico guizzo di gioia danzare in due pozzi di luce. «Finalmente,» disse, «finalmente, amore mio!» L'accarezzai. «Perché,» le chiesi, con i nervi a fior di pelle, «perché hai frapposto fra noi questa traversata? E per quale folle capriccio ti trovi in questa palude?» Scoppiò in una risata argentina, e si accoccolò nuovamente a me. «Io sono la creatura di questo luogo,» rispose. «E' questa la mia casa. [...] Guarda, amico mio, tu che dici di conoscermi, di sapere cosa sono. Questa è la mia prigione, e io ne ho ereditato le proprietà. Non hai paura?» Per tutta risposta l'attirai a me, e le sue calde labbra dissolsero le orribili sensazioni di quella notte. Il fugace guizzo di scherno nei suoi occhi, però, mi colpì come un fulmine, agghiacciandomi di nuovo. «Ho la palude nel sangue,» sussurrò lei: «la palude e la sua nebbia. Pensaci bene prima di giurarmi amore, perché io sono la nube in una notte stellata.»"